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        <title>Lezione CLXIX</title>
        <author>Cesare Frasponi</author>
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        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
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          <name>Klaus-Dieter Ertler</name>
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          <name>Alexandra Fuchs</name>
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          <name>Gerlinde Schneider</name>
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          <name>Johannes Stigler</name>
          <name>Gunter Vasold</name>
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          <resp>Applikationsentwicklung</resp>
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      </editionStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>
          <orgName ref="http://romanistik.uni-graz.at/">Institut für Romanistik,
                        Universität Graz</orgName>
        </publisher>
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          <orgName ref="http://informationsmodellierung.uni-graz.at">Zentrum für
                        Informationsmodellierung, Universität Graz</orgName>
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        <pubPlace>Graz</pubPlace>
        <date when="2020-01-15">15.01.2020</date>
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        </p>
      </publicationStmt>
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        <bibl>Frasponi, Cesare: Il Filosofo alla moda, ovvero, Il Maestro universale.
                    Venezia: Giovanni Malachino 1728-1730, 251-256 </bibl>
        <bibl type="Einzelausgabe" xml:id="FMIT">
          <title level="j">Il Filosofo alla
                        Moda</title>
          <biblScope unit="volume">3</biblScope>
          <biblScope unit="issue">169</biblScope>
          <date>1728</date>
          <placeName key="#GID.1">Italien</placeName>
        </bibl>
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<p rend="EU"><milestone unit="E1" xml:id="FR.1"></milestone> </p>
<div1><head><hi rend="smallcaps">Lezione clxix.</hi></head>
<div2><head>A quelli che fanno l’amore, e poi si ammogliano.</head>
<p rend="MO"><milestone unit="ZM" xml:id="FR.2"></milestone><hi rend="italic"> Matrimonium desiderabile malum.</hi></p>
<p rend="QU"><hi rend="italic">Fragm. vet. Poetae. </hi><milestone rend="closer" unit="ZM"></milestone></p>
<p rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.3"></milestone> Mio Padre, che non debbo nominare, se non con rispetto, e con un cuore pieno di gratitudine, mi parlava sovente del matrimonio. Animato dà suoi consegli, e dalla mia inclinazione, nella mia più fresca età, gettai gli occhi sopra una Giovane di non ordinaria beltà, questa se mi è permesso il dirlo, non avea antipatia al mio individuo, ma perche il mio umore taciturno m’impediva di brillare a suoi occhi, mi pigliò per un insipido; e risolvette di avere, più d’ogni altra <pb n="252"></pb> cosa, riguardo al merito di quelli, che le ne raccontavano; si che sposò un Capitano di Dragoni, che fea Reclutte nel suo vicinato. Dopo questa disgrazia, ho sempre avuta dell’aversione per le Donne, ne ho più ardito di tentare la mia fortuna presso di loro.</p>
<p>Le osservazioni, da me fatte, in quella occasione, e gli arricordi lasciatimi dal mio buon Genitore, hanno prodotto l’assaggio, che voglio qui dare sopra l’amoreggiare, e sopra, il matrimonio.</p>
<p>Il tempo più grato della vita d’un Uomo è generalmente quello, che passa nel corteggiare la sua innamorata, purche l’ami di vero cuore, e sia altre tanto civile quanto discreta. Nella servitù dell’ogetto amato, sente, che l’amore, il desiderio, la speranza; e tutte le affezioni più dolci acquistano nuova forza, di giorno in giorno.</p>
<p>È più facile ad’ un Uomo astuto e destro, il persuadere una Donna d’essere da lui amata, ed il giognere al suo intento: di quello sia ad uno, che sente per lei una violente passione. L’amore sincero è accompagnato da mille premure, da impazienze, e da rissentimenti, che rendono l’amante poco ambile <pb n="sic"></pb> presso la Persona, a cui vorrebbe toccare il cuore; lo riempie in oltre di timori, che gli agitano l’anima, e lo fanno sovente comparire ridicolo, allor-<pb n="253"></pb>che brama vedersi distinto.</p>
<p>Si dovrebbe dire, che i matrimonj contratti dopo una lunga frequenza, fossero i più felici. Una lunga serie di speranze, e di attenzioni ci dovrebbe fissare la idea, ed avvezzarci a provare una vera tenerezza per la Persona. Non vi è niente, che sia di tanta conseguenza per noi, quanto il ritrovare buone qualità nella Persona, con cui dobbiamo passare la nostra vita; il loro effetto non si restringe a renderci grata la nostra situazione presente; ma sovente, contribuisce al nostro bene eterno. Cosi dovrebbe essere. Gli ammoreggiamenti si concepiscono, come necessarie premesse, per concludere i matrimonj, ma quando le premesse, come d’ordinario accade, sono infette, non puol’ essere, che velenosa la conclusione.</p>
<p>Quando viene lasciata a Parenti la Elezione; questi non hanno in mira che le fortune, e gli avvantaggi del mondo, la dove, le parti interessate, quasi sempre, riguardano il merito personale. Vi sono per l’una, e per l’altra parte delle ragioni. Gli uni vorrebbono procurare tutti gli agj, e tutti li piaceri alla Persona, di cui sposano gl’interessi; Eziandio sulla speranza, che il di lei florido stato possa risultare a loro rillievo ed a loro vantaggio. Gli altri cercano di assicurarsi un perpetuo godimento. Una Persona virtuosa non solamente accita l’amore, ma <pb n="254"></pb> influisce a mantenerlo; nodrisce nel seno dell’Ammiratore, un piacere segreto, ed una soddisfazione interna, che dura, anche quando i primi fuochi dalla passione sono estinti. La virtù dà credito alla moglie, o al marito, tanto presso gli Amici, quanto presso i stranieri; e doventa, ordinariamente, la sorgente d’una Posterità di Figliuoli ugualmente belli, e robusti.</p>
<p>Io preferirei una Donna, che fosse grata a miei occhi, senza essere difforme a quelli degli altri, ad una celebre Beltà: Se ne sposate una straordinariamente belle, per gustarne tutto il piacere de’ suoi vezzi, fa di mestieri l’ammiate in eccesso; e se cosi l’amate, non è quasi da mattersi <pb n="sic"></pb> in dubbio, che il vostro amore non sia accompagnato da amarezze, da timori, e da gelosie.</p>
<p>La bontà del naturale e la ugualità nell’umore, rende la vostra società comoda, ed agiata. La virtù, ed il buon senno vi rendono gradito Amico, o gradita Amica. La tenerezza, e la Costanza vi rendono buon marito, o buona moglie. Appena, trà cento Persone, se ne ritrova una vestita di si buone qualità. Il mondo, per altro, ha più riguardo al Treno, agli equipaggi, ed al fasto; cerchiamo più di abbagliare gli occhi della moltitudine, che di attendere al nostro vero interesse. Abbiamo, in somma, premura maggiore di <pb n="255"></pb> comparire felici, che di essere felici, la più impercettibile passione della natura umana. Di tutte le contrarietà delre <pb n="sic"></pb> Persone, quella dell’umore cogiona il più disgraziato frà matrimonj, e pure non vi si mette quasi in attenzione allorche si contrae. Molte coppie, che per questo capo si ritrovano male imbattute assieme, benche forse lo sposo, e la sposa abbino, e merito, e virtù, sarebbono vissuti, per avventura, felici, e contenti, se ciascuno si fosse unito a Persona di opposto carattere.</p>
<p>Prima del matrimonio non si ponno ben’ esplorare i difetti della Persona amata; ne dopo, è si facile l’essere indulgenti su’ questo punto. Per quanto, in lontananza, vi sembri perfetta, quando l’vedrete più da vicino, scuoprirete nel suo umore molte debolezze alle quali non avrete abbadato, e delle quali forse non avreste mai sospettato. Quì la Prudenza, e la Bontà naturale debbono spiegare tutta la loro forza. La prima non vi lascierà, da principio, fissare i vostri pensieri, nè determinarvi sopra di ciò, che apparisce disgradevole al vostro genio; mentre l’altra ecciterà in voi tutta la tenerezza della conpassione, e della umanità, che, à poco a poco, raddolcirà que’ difetti, e forse li convertirà in bellezze.</p>
<p>Il matrimonio estende il nostro Bene, e le nostre miserie. Quello, che <pb n="256"></pb> si contrae per amore è grato: quello che si produce dall’interesse è comodo: e quello, in cui si uniscono ammendue questi motivi è Felice. Un matrimonio, di quest’ultima riga, ha tutte le dolcezze dell’amicizia; tutti li ragionevoli piaceri del senso; tutti, in somma gli aggradimenti di questa vita. Non vi è argomento più certo, che mostri la corruttela, in cui viviamo, della introdotta usanza di mettere in deriso uno stato cotanto felice. Non è però tale, in verità se non presso quelli che ponno rimirare, con dispregio le vanità; calpestarle, con modesto ardire e camminare con passo fermo, e costante nel sentiero della virtù. <milestone rend="closer" unit="E2"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
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                                    parlava sovente del matrimonio. Animato dà suoi consegli, e
                                    dalla mia inclinazione, nella mia più fresca età, gettai gli
                                    occhi sopra una Giovane di non ordinaria beltà, questa se mi è
                                    permesso il dirlo, non avea antipatia al mio individuo, ma
                                    perche il mio umore taciturno m’impediva di brillare a suoi
                                    occhi, mi pigliò per un insipido; e risolvette di avere, più
                                    d’ogni altra <pb n="252"></pb> cosa, riguardo al merito di quelli,
                                    che le ne raccontavano; si che sposò un Capitano di Dragoni, che
                                    fea Reclutte nel suo vicinato. Dopo questa disgrazia, ho sempre
                                    avuta dell’aversione per le Donne, ne ho più ardito di tentare
                                    la mia fortuna presso di loro. Le osservazioni, da me fatte, in
                                    quella occasione, e gli arricordi lasciatimi dal mio buon
                                    Genitore, hanno prodotto l’assaggio, che voglio qui dare sopra
                                    l’amoreggiare, e sopra, il matrimonio. Il tempo più grato della
                                    vita d’un Uomo è generalmente quello, che passa nel corteggiare
                                    la sua innamorata, purche l’ami di vero cuore, e sia altre tanto
                                    civile quanto discreta. Nella servitù dell’ogetto amato, sente,
                                    che l’amore, il desiderio, la speranza; e tutte le affezioni più
                                    dolci acquistano nuova forza, di giorno in giorno. È più facile
                                    ad’ un Uomo astuto e destro, il persuadere una Donna d’essere da
                                    lui amata, ed il giognere al suo intento: di quello sia ad uno,
                                    che sente per lei una violente passione. L’amore sincero è
                                    accompagnato da mille premure, da impazienze, e da
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                                    in oltre di timori, che gli agitano l’anima, e lo fanno sovente
                                    comparire ridicolo, allor-<pb n="253"></pb>che brama vedersi
                                    distinto. Si dovrebbe dire, che i matrimonj contratti dopo una
                                    lunga frequenza, fossero i più felici. Una lunga serie di
                                    speranze, e di attenzioni ci dovrebbe fissare la idea, ed
                                    avvezzarci a provare una vera tenerezza per la Persona. Non vi è
                                    niente, che sia di tanta conseguenza per noi, quanto il
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                                    grata la nostra situazione presente; ma sovente, contribuisce al
                                    nostro bene eterno. Cosi dovrebbe essere. Gli ammoreggiamenti si
                                    concepiscono, come necessarie premesse, per concludere i
                                    matrimonj, ma quando le premesse, come d’ordinario accade, sono
                                    infette, non puol’ essere, che velenosa la conclusione. Quando                             
       viene lasciata a Parenti la Elezione; questi non hanno in mira
                                    che le fortune, e gli avvantaggi del mondo, la dove, le parti
                                    interessate, quasi sempre, riguardano il merito personale. Vi
                                    sono per l’una, e per l’altra parte delle ragioni. Gli uni
                                    vorrebbono procurare tutti gli agj, e tutti li piaceri alla
                                    Persona, di cui sposano gl’interessi; Eziandio sulla speranza,
                                    che il di lei florido stato possa risultare a loro rillievo ed a
                                    loro vantaggio. Gli altri cercano di assicurarsi un perpetuo
                                    godimento. Una Persona virtuosa non solamente accita l’amore, ma
                                        <pb n="254"></pb> influisce a mantenerlo; nodrisce nel seno
                                    dell’Ammiratore, un piacere segreto, ed una soddisfazione
                                    interna, che dura, anche quando i primi fuochi dalla passione
                                    sono estinti. La virtù dà credito alla moglie, o al marito,
                                    tanto presso gli Amici, quanto presso i stranieri; e doventa,
                                    ordinariamente, la sorgente d’una Posterità di Figliuoli
                                    ugualmente belli, e robusti. Io preferirei una Donna, che fosse
                                    grata a miei occhi, senza essere difforme a quelli degli altri,
                                    ad una celebre Beltà: Se ne sposate una straordinariamente
                                    belle, per gustarne tutto il piacere de’ suoi vezzi, fa di
                                    mestieri l’ammiate in eccesso; e se cosi l’amate, non è quasi da
                                    mattersi <pb n="sic"></pb> in dubbio, che il vostro amore non sia
                                    accompagnato da amarezze, da timori, e da gelosie. La bontà del
                                    naturale e la ugualità nell’umore, rende la vostra società
                                    comoda, ed agiata. La virtù, ed il buon senno vi rendono gradito
                                    Amico, o gradita Amica. La tenerezza, e la Costanza vi rendono
                                    buon marito, o buona moglie. Appena, trà cento Persone, se ne
                                    ritrova una vestita di si buone qualità. Il mondo, per altro, ha
                                    più riguardo al Treno, agli equipaggi, ed al fasto; cerchiamo
                                    più di abbagliare gli occhi della moltitudine, che di attendere
                                    al nostro vero interesse. Abbiamo, in somma, premura maggiore di
                                        <pb n="255"></pb> comparire felici, che di essere felici, la più
                                    impercettibile passione della natura umana. Di tutte le
                                    contrarietà delre <pb n="sic"></pb> Persone, quella dell’umore
                                    cogiona il più disgraziato frà matrimonj, e pure non vi si mette
                                    quasi in attenzione allorche si contrae. Molte coppie, che per
                                    questo capo si ritrovano male imbattute assieme, benche forse lo
                                    sposo, e la sposa abbino, e merito, e virtù, sarebbono vissuti,
                                    per avventura, felici, e contenti, se ciascuno si fosse unito a
                                    Persona di opposto carattere. Prima del matrimonio non si ponno
                                    ben’ esplorare i difetti della Persona amata; ne dopo, è si
                                    facile l’essere indulgenti su’ questo punto. Per quanto, in                       
             lontananza, vi sembri perfetta, quando l’vedrete più da vicino,
                                    scuoprirete nel suo umore molte debolezze alle quali non avrete
                                    abbadato, e delle quali forse non avreste mai sospettato. Quì la
                                    Prudenza, e la Bontà naturale debbono spiegare tutta la loro
                                    forza. La prima non vi lascierà, da principio, fissare i vostri
                                    pensieri, nè determinarvi sopra di ciò, che apparisce
                                    disgradevole al vostro genio; mentre l’altra ecciterà in voi
                                    tutta la tenerezza della conpassione, e della umanità, che, à
                                    poco a poco, raddolcirà que’ difetti, e forse li convertirà in
                                    bellezze. Il matrimonio estende il nostro Bene, e le nostre
                                    miserie. Quello, che <pb n="256"></pb> si contrae per amore è grato:
                                    quello che si produce dall’interesse è comodo: e quello, in cui
                                    si uniscono ammendue questi motivi è Felice. Un matrimonio, di
                                    quest’ultima riga, ha tutte le dolcezze dell’amicizia; tutti li
                                    ragionevoli piaceri del senso; tutti, in somma gli aggradimenti
                                    di questa vita. Non vi è argomento più certo, che mostri la
                                    corruttela, in cui viviamo, della introdotta usanza di mettere
                                    in deriso uno stato cotanto felice. Non è però tale, in verità
                                    se non presso quelli che ponno rimirare, con dispregio le
                                    vanità; calpestarle, con modesto ardire e camminare con passo
                                    fermo, e costante nel sentiero della virtù. </seg>
              </seg>
            </ab>
          </div>
        </body>
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</TEI>
