Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCCIX", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.5\309 (1729), S. NaN-385, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4879 [aufgerufen am: ].
Ebene 1►
Lezione ccix.
A’ suoi Critici.
Zitat/Motto► Et sibi praferri se gaudet.
Ovid. Met. L. II. 430. ◀Zitat/Motto
Ebene 2► Allorche mi sono ritrovato in qualche compagnia, dove si parlava de’ miei Fogli volanti, ho provato un un’estremo [sic] piacere nell’ udire, che quelli, i quali cercano di biasimare il Filosofo alla Moda, confessano che certe Lettere da me pubblicate sono buone, ed anche migliori di altre sue composizioni. Se non sono state molte assai dilettevoli, che alcuni attribuiscono allo stesso Filosofo, altri a’ suoi corrispondenti. Tali sono quella del Valetudinario del Maestro, che insegna l’esercizio de’ Ventagli, delle Vesti co’ cerchi. Del periodico Dormiglione del Cavallier Enolo, e molte altre della stessa natura. Si come io cerco sopra tutto di mortificare gli animi invidiosi, e maligni, per ben assicurare il mio colpo, debbo avvertirli, che mi hanno sovente lodato senza badarvi, e che hanno approvati i miei scritti, allor-[381] che s’immaginavano di Criticarli. Ho uditi molti di codesti sfortunati Ingegegni [sic] mostrare con possesso, che io ero incapace di componere una Lettera da me stesso il giorno precedente scritta. Ne ho pure intesi alcuni, ad escire in espressioni ambigue, insinuando alla Compagnia, ch’eglino stessi mi avevano fatto l’onore di scrivermi la tale, o tale Lettera, ch’era allora sul tapeto, e di cui si parlava con Elogi. Codesti spietati Critici tanto temono di attribuirmi ciò che non è mio, che non vogliono decidere, se il Sig. Cavagna, il Sig …. ed altri mi abbino, o non scritte le Lettere venutemi sotto il loro nome. Gli avvertirò dunque, che sovente mi diletto di esitare i miei pensieri sotto il nome di qualche mio corrispondente, o sotto il finto Personaggio di qualche Anonimo; e ciò per le seguenti ragioni. In primo luogo, per un tratto di politica simile a quello di chi non vuole palesarsi Autore di qualche Burla, se non dopo averla azzardata sotto il nome d’un altro. In secondo luogo, per istrappare qualche lode da quelli, che mai applaudiscono verun’opera il di cui Autore è conosciuto, e certo. In terzo luogo, perche questo mi ha somministrata la occasione di variare infinitamente più i Caratteri, che se avessi sostenuta sem-[382]pre la parte di Filosofo. In quarto luogo, perche avrebbe discapitato la mia Dignità, se avessi pubblicate sotto il mio nome tutte quelle burlevoli composizioni, che ho attribuite ad altri. In quinto, ed ultimo luogo perche tali Lettere più naturalmente svegliano le riflessioni, che sieguono; e servono loro di chiusa.
Vi sono altri Invidiosi, che mi hanno pure fatto particolare onore, benche senza disegno. Questi vogliono ad ogni costo, che io abbia tradotti, o rubbati molti pensieri da’ Libri scritti in altri Linguaggi. Ho inteso dire, che un Gentiluomo più famoso per la sua bella Libreria, che per la profondità del suo Sapere, l’ha più d’una volta sostenuto nelle Conversazioni. Ma quando anche dicesse la verità, sono persuaso, ch’egli da sè non ne sa niente; e se avesse letti i Libri, che ha raunati, ritroverebbe malissimo fondata la sua accusa. Mi giustificheranno i veri Sapienti. Sono stato sì lontano dal peccare in questo proposito, che sono forse stato troppo scrupoloso, citando gli Autori di certi pensieri, che averei potuto arrogarmi, senza fare loro un minimo torto. Questo rimprovero mi riesce onorevole, nel suo fondo debbo più tosto gloriarmene, che cercare di ributarlo. [383]
Alcuni sono sì arrabbiati nel togliermi la poca riputazione, che mi puole risultare da queste Lezioni, che ne attribuiscono qualcheduna delle migliori a que’ immaginarj manoscritti da’ quali ho mostrato di ricavarle. Altri intaccano più la mia Fedeltà, che il mio ingegno, e perciò ne sono assai più sensibile. Sostengono che un’Autore è reo di menzogna, o di falsità, quando cita al pubblico manuscritti, che non ha mai veduti; o dipinge Scene, che non hanno mai avuta sussistenza fuori della sua idea. Ma non vi sarebbe, nè Favola, nè Parabola, che non patisse tale obbietto; e che doverebbono abbruggiarsi tutti i Libri, quando non si potessero avvanzare, se non fatti reali. Parmi in oltre, che dalla maniera, con cui mi esprimono, in que’ luoghi, possa facilmente ogni Leggitore distinguere la realtà dalle Funzioni.
Nè quì la Critica sì restringe. Alcuni vorrebbono, che le mie Lezioni non girassero, che sopra Soggetti piacevoli; ed altri non ponno tollerarne alcuna il di cui immediato fine, non sia l’avvanzamento della Religione, e delle Scienze. La dibattano, frà di loro. Per me non voglio ingerirmene, essendo così la mia condotta tutta approvata parte dagli uni, [384] e parte dagli altri. Se fossi serio, o burlevole senza proposito, meriterei la Censura de’ miei Leggitori. Se ne’ miei scritti vi fosse qualche cosa lontana dalla Innocenza, o se il loro grosso non fosse con sincerità ordinato a disaminare il vizio, e la ignoranza; ed a sostenere gl’interessi della virtù, e del vero sapere, sarei più rigido nel condennare me stesso, di quello sia il Pubblico disposto a farlo. Che che [sic] ne sia, priego i miei Leggitori, a rimirare le mie Lezioni, come un trattato in Isola, indipendente da tutto ciò, che lo precede, o siegue.
Metatextualität► Per conclusione voglio quì aggiugnere una Lettera, che mi è stata realmente inviata, come alcune altre di quelle che ho pubblicate, protestandomi molto obbligato a quelli, che me le hanno scritte. ◀Metatextualität
Ebene 3► Brief/Leserbrief► Mio Signore.
Sono stato questa mattina in una compagnia di Persone, che vi onorano, dove abbiamo lette con incredibile piacere alcune delle vostre Lezioni, benche per dirvela di passaggio, abbiamo provata una vera afflizione, intendendo, che molti vostri associa-[385]ti, o sono morti, o vi abbandonano. Quale finalmente sarà l’esito di sì profittevole Società? Temiamo assai poco buono il presagio. Se non fissate presto un giorno per eleggere nuovi membri, non potrete levarci di mente, che non abbiamo da perdere il Filosofo alla Moda. Ho inteso a dire, che un grosso Partito delle nostre Dame ha risoluto di presentarvi una supplica, nè dubito, se ci date tempo, non siate per riceverne da tutte le parti, per iscongiurarvi a proseguire un opera [sic] sì piacevole assieme, ed utile. Abbiate la bontà di liberarci di tale inquietezza, ed obbligherete tutti i vostri Leggitori, ma con particolarità, chi è &c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
