Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCCV", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.5\305 (1729), S. 353-358, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4875 [aufgerufen am: ].
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Lezione cccv.
Alle Giovani di qualità, massimamente Belle, e Ricche.
Metatextualität► Rarus enim fermè sensus in illa Fortuna.
Juv. Sat. 8. 73. ◀Metatextualität
Ebene 2► Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo.
Ebene 4► Selbstportrait► Io non ho che decinove anni: Sono unica Figlia d’un Padre, e d’una Madre, che possegono vaste ricchezze. La indulgenza, con cui son stata fin’ora trattata, non ha troppo favorita la mia educazione. Forse tengo una straordinaria brama di apprendere ciò che è convenevole al mio Sesso, ed alla mia qualità; ma le dispute circa la mia persona, per quanto posso arricordarmi, sono sempre state di sapere s’era a proposito, che la Fantolina facesse, ò non facesse la tale cosa? Se il tale, ò tale nodrimento fosse per lui più sano? Quel cibo non era buono per lo mio taglio; quell’altro per lo mio colore, e quell’altro per i miei occhi. Ardisco, senza essagerazione dirvi, che dopo la età [354] di dieci anni non so d’avere mai toccata co’ miei piè la terra. Una Carozza, ò una portatile Sedia hanno sempre servito a farmi passare da un luogo all’altro. Tutti quelli, che si applicano ad istruirmi, pubblicavano, da per tutto, le cose galanti, che io dicevo, e la sensata maniera, con cui mi ho portata nella tale, e tale occasione. Ecco qual è stata la mia sorte fino, che mi sono approssimata all’adolescenza. Dopo i quindici anni, si è pigliato un altro bordo, senza lasciare le delicatezze del primo. Sono diventata sì terribile, ne ciò vi dispaccia, che ogni uomo, il quali mi parla, arrischia di perdere la libertà. Ve ne sono molti di talento, ed di sapere, che praticano in Casa, e quando mi ritruovo in loro compagnia, mi diletto fare loro varie dimande, ed in vece di rispondermi a dirittura, si rivolta il discorso sopra i miei occhi brillanti, ò sopra altre qualità, che in me si suppongono. Pare siasi inventato un linguaggio a posta per le Donne. Fra la maggior parte di quelli, che si qualificano Gentiluomini, mi è impossibile apprire la bocca, senza eccitare applausi, ò cagionare sconcerti. In poche parole sono tanto bella, che uccido tutti quelli, che mi si avvicinano, tanto saggia, che non hò bisogno d’istruzione veruna, e sì [355] bene educata, che ogni mio gesto è pieno di graziosa innocenza. ◀Selbstportrait ◀Ebene 4 Abbiate mio Signore riguardo al deplorabile stato, in cui si ritrovamo noi altre Belle, e Ricche; non permettete, che ci venga sconvolto dalle sciocche adulazioni il cervello.
Tengo una Cameriera, che applicata a questo infelice mestiero, lo esercita con indicibile arte. Mi divertivo, da principio, di certe assurdità, colle quali accompagnava tutti li suoi Elogj. Mi dicea alle volte giusta lo stile del suo Paese, non esservi alcuno, il quale non non riconoscesse, che la sua Padroncina era smaltata del più bel rosso, e del più esquisito bianco si possa vedere al Mondo. Mi disse una volta, che io avevo tutta l’aria d’una certa bella del suo Villaggio, la quale fù cagione, che il Molinaro si appiccasse. Con tutto ciò, questa fina mosca sà farmi cadere Lettere sotto gli occhi, nascondermi biglietti ne’ Guanti, e sostenermi, in faccia, che non ne sà niente. Da’ miei più teneri anni, fino al giorno presente, non sò che alcuno si sia portato verso di me come avrebbe dovuto; e se non mi fossi applicata a leggere qualche buon Libro, non mi resterebbe oggi una scintilla di senno. Ora non sarebbe cosa degna di voi il fissare certe regole per dirigerci in simili casi, [356] e l’avvertire il Pubblico, che noi altre Belle aspettiamo come le altre, che ci venga parlato, e risposto, con sincecerità , e chiarezza? Perche debbo io essere interrotta in tutte le mie azioni, forse perche ho buon aria , e buon colore; e perche sono nel fiore della mia gioventù? Perche mi si danno false idee del bene, e del male, forse perche posseggo i vantaggi della Beltà, e della Fortuna, come se questo fosse una colpa? Per verità, mio Signore, il ridicolo omaggio, che ci prestano le persone delle quali vi parlo, unito alla trascuratezza della nostra educazione, non puole, che esporci alla Ignoranza, alla superbia, ed anche a più abbominevoli vizj. Sottometto alle vostre sagge rifflessioni il tutto, e sono, & c.
Caretta Ricca. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3
Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo.
Io ero uno Ricco Speciale della Città, tanto fortunato, quanto attento, ma non avevo moglie; gia sapete, che vi sono delle Donne. Avrei desiderato, che in particolare una, la quale veniva alla mia Bottega, mi toccasse, ma temevo del suo consenso. Frà tan-[357]to, per riescirne, le vendevo a migliore mercato di quello compravo, sulla speranza di comprare a migliore mercato di quello vendevo. Potete persuadervi già che ritornasse sovente ella stessa, che mi procurasse molti avventori al prezzo già praticato con lei; e che s’immaginasse prestarmi un buon servigio. Non dubitarete pure, che questo non fosse un buon traffico per per arricchirmi. In poche parole, stavo sul punto di fallire, quando le dichiarai il mio amore, ed ella mi rispose, ch’era maritata. Mi è rimasto tanto quanto basta per non morir di fame; e fò conto adesso di ristabilire la mia fortuna colla perdita di tutti que’ avventori. Sono & c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3
Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo.
Io sono di que’ Idoli de’ quali vi è piacciuto discorrere in una delle vostre Lezioni, e tengo il mio Nicchio nel Ridotto d’una Bottega da Caffè. Sarebbe inutile il rappresentarvi i riguardi, che debbo avere per i miei Avventori, e le importunità, che ricevo. Ma ve ne è uno, in particolare, che mi strigne, più da vicino degli altri. La sua gravità lo rende assai circospetto, e fa i suoi approcci, con tutta la regolarità di abile ingegnero. Non dovete mettere in dub-[358]bio la sua Eloquenza; egli è Avvocato, e sì come non ha grand’occasione d’impiegarla nel Foro, tanta più ne spende per regalare la mia persona.
Che puole fare dunque una povera fragile Creatura? Io son ben disposta a rendermi, ma vorrebbe, che lo facessi a discrezione; ed io vorrei, che seguisse con discrezione. A buon conto, mentre andiamo così parlamentando insieme, trascurriamo i nostri reciprochi interessi. A misura, che il di lui attacco si rinforza, l’esito del mio Caffè s’indebolisce, e mentr’ egli si applica a parlare nel mio Foro, non vi è alcuno, che venga a consultarlo, se non alcuni meschini, che lo pagano, con un semplice ringraziamento. Consigliatelo, Signore, a non insistere sopra dure condizioni, ed a non contradire, co’ suoi sregolati desideri, alla bella fisonomia del suo volto. Se fossimo d’accordo potressio fissarci a qualche cosa subito che avessimo determinato il più vantaggioso partito, ò di consultare in Casa, e di sostenere la Bottega da Caffè, ò di parlare nel Foro. Sono & c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
