Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCXCI", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.5\291 (1729), S. NaN-234, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4861 [aufgerufen am: ].
Ebene 1►
Lezione ccxci.
A’ Mariti, ed alle mogli per conservare la Conjugale Amicizia.
Zitat/Motto► Candida perpetuò reside, concordia, lecto;
Tamque pari semper sit venus aqua jugo,
Diligat illa senem quondam; sed & ipsa marito,
Tunc quoque cùm fuerit non videatur anus.
Mart. L. 4. Epig. 13. ◀Zitat/Motto
Ebene 2► Ho letta, in qualche parte, una Favola, la qual suppone, che l’oro sia il Padre dell’amore. E’certo, che si de’ essere al coperto de’ bisogni, e della povertà, prima di poter ricercare le dolcezze, ed i piaceri di questa Passione. Con tutto ciò veggiamo un infinito numero di Persone maritate, che frà tutta l’abbondanza, in cui vivono, poco, ò niente si amano.
Perche un matrimonio sia felice, non basta, che gli umori delle Parti interessate quadrino bene insieme. Potrei addurre cento coppie, le quali non [229] hanno frà di loro un minimo sentimento d’amore, benche tanto convengono nell’umore, che se non fossero già accoppiate tutto il mondo le destinerebbe assieme.
Lo Spirito dell’amore ha qualche cosa di sì fino, e delicato, che sovente si dissipa, e svanisce, per certi picciolo accidenti, a’ quali le Persone impolite, e trascurate mai abbadano, se non quando non vi è più mezzo di rimediarvi.
Non vi è cosa, che più contribuisca ad essigliare la tenererezza dal matrimonio della troppa famigliarità, della trasgressione di certe regole della creanza. Benche ne potessi allegare molti esempj sopra diversi capi, mi restringerò a quello degli ornamenti, e della polizia. I Belli, e le Belle, che non si abbigliano se non colla mira di attrapparsi, credono non avere più bisogno di simile addescamento, da che il successo ha corrisposto al loro attentato.
Ma oltre la improprietà, che non è allora, se non troppo comune, vi sono altri difetti, che non mi sovviene sieno stati mai rillevati, se non in una moderna Comedia nella quale una Cameriera Francese, volendo disabbigliarsi, ed abbigliarsi in presenza del suo amante, ch’è l’Eroe della composizione, e dicendo alla sua Padrona essere cosa molto ordinaria in Francia, rispose [230] la Dama, che non aveva mai udito a parlare di tale moda; e che ella era una Italiana così impolita, che non voleva imparare a disabbigliarsi in presenza del suo Sposo.
Vi è qualche cosa di grossolano nella condotta di certe mogli, che perdono l’amicizia de’ loro mariti, per difetti, de’ quali un uomo di buon naturale, o ben educato, non sà come avvertirnele. Temo pure, che le Dame non sieno, in generale al proposito più colpevoli degli uomini, e che ne’ primi sfoghi de’ loro amori, non vi ritrovino tanto piacere, quanto finalmente s’immaginano, quando è quasi impossibile il non annojarsene.
E’ necessaria tanta delicatezza, e prudenza, per mantenere l’amicizia nel matrimonio, e per rendere la conversazione sempre più gradita, e viva, eziandio dopo venti, ò trent’anni, che io non veggo, vi sia cosa la quale possa meglio contribuire d’una seria, e continua applicazione di vicendevolmente piacersi, e del buon senno superiore nel marito. Chiamo quì uomo di buon senno quello, che intende gli affari del mondo, e che ha qualche sorta di studio.
Una Donna regola molto la propria stima verso d’un uomo dalla figura, che fà nel mondo, e dal Carattere, [231] che porta frà suoi amici. Il sapere è il principale vantaggio, che abbiamo sopra le Donne, e parmi che un uomo ricco sia tanto inescusabile, se non istudia, quanto una Donna, che non sà in quale maniera debba regolarsi nelle occasioni più ordinarie di questa vista. Questo è quello, che allontana i due Sessi l’uno dall’altro. Una Donna resta mal soddisfatta, quando non ritrovi in un uomo qualche cosa di più del comune ciccalamento al proprio Sesso.
Qualche picciolo impegno almeno negli affari del mondo serve non solamente a far comparire i talenti d’un uomo, ed a prescrivergli un rango, a cui una Donna facilmente non giugne, ma eziandio con certi brevi assenze gli somministra occasioni frequenti, le quali malgrado tutta l’apparente inquietezza possano cagionare, finalmente allo stringere del conto, frà i migliori spedienti, per mantenere l’amicizia, il desiderio.
Le Donne sono tanto convinte di non avere in se stesse cosa, che meriti l’intero attacco d’un’uomo, si che possano essere l’unico obbietto delle sue applicazioni, che sommamente dispregiano, chi, per servirmi della loro favorira espressione, sta sempre attaccato alla loro cintura. Ebene 3► Exemplum► Letitia è gentile, mo-[232]desta, piena di tenerezza, e provveduta di buon senno: Ella è moglie di Erasto il quale ha un civile Impiego del buon gusto per le belle Lettere. In tutte le Case dov’ella pratica ha piacere nell’udire lodata qualche generosa azione del suo Sposo, o qualche di lui bella espressione. Dopo il loro matrimonio Erasto si abbaglia in maniera più galante di quello facesse prima, ed in tutte le visite, dove si ritrova con Letitia, non mostra minore compiacenza civile per lei, che per le altre Dame. L’ho veduto abbassarsi a pigliare il di lei ventaglio, che le era caduto, con tutto l’ardore, e con tutta la civiltà d’un amante. Quando vanno a pigliare aria insieme, egli non pensa, che a coltivare i talenti della sua Sposa, e col suo ingegno le fà osservare delle cose, delle quali ella non ne aveva idea veruna. Rapita da quelle nuove Scene, che si spiegano a’ suoi occhi, Letitia non si compiace, che della di lui compagnia ricevendone sì gradite istruzioni. Da questo nasce, ch’ella non solamente ha di giorno in giorno più tenerezza per lui, ma che si ritrova sempre più contenta di se medesima. In tutto ciò, ch’ella dice, ed osserva, Erasto vi ritrova una certa aggiustatezza, ò una certa beltà, di cui non si era avveduta, di maniera che col suo mezzo, scuopre in se [233] medesima cento buone qualità che non aveva mai creduto di possiedere. Ha in oltre una compiacenza sì ingegnosa, che con assai lontane insinuazioni le fa dire quasi tutto quello vuole, e dopo sempre lo riceve come venuto da lei, e le ne attribuisce tutto l’onore.
Erasto ha un esquisito gusto per la Pittura, e l’altro giorno condusse la sua Sposa, a vedere alcuni quadri, che stavano in vendita. Io visito qualche volta, questa felice coppia, e mi ritrovai, presso di loro, la settimana passata. Passeggiamo nella Galleria delle Pitture, ed Eraso, a me rivolto, ho impiegato, mi disse, da poco molto danaro in nuovi acquisiti: vedete questo quadro di Venere, Adone, l’ho comprato, sul gusto della Sig. Letitia, mi costa sessanta doppie; e questa mattina me ne sono state essibite cento. Rivoltai subito gli occhi verso la Dama, e vidi il giubilo a brillare sul di lei volto, mentre gettò sopra Erasto una occhiata la più tenera, e la più animata, che mai abbia veduta. ◀Exemplum ◀Ebene 3
Ebene 3► Exemplum► Blondina ha sposato Pimpano. Ella non ha potuto resistere al di lui abito listato, ed alla sua bionda perucca. Ma oggi ha la mortificazione di vederlo sprezzato da tutte le Persone di merito. Pimpano non ha altro da fare dopo il pranzo, che da risolvere se debba rodersi le ogne alla Bottega del N; [234] ò pure a Casa. Dopo il suo matrimonio, non ha detta a Blondina cosa, che non potesse avere sì bene appresa dalla sua Cameriera. Con tutto ciò ha grande premura di mantenere la insolente, e maligna autorità di marito. Dica ella ciò, che vuole, non lascia mai di contradirla di regalarla colla prefazione d’un Giuramento, ed aggiugnere subito bisogna confessare, che voi parlate dalla maggior balorda del mondo. Blondina aveva il cuore tanto disposto alla tenerezza quanto quello di Letitia. Ma non essendovi quasi più amicizia, dopo, che si è perduta la la [sic] stima vi sarebbe oggi difficoltà nel decidere, se la sfortunata Blondina più odii, ò dispregi quel Fatuo, con cui è obbligata a passare dolorosa tutta la vita. ◀Exemplum ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
