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        <title>Lezione CCLXIV</title>
        <author>Cesare Frasponi</author>
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        <bibl>Frasponi, Cesare: Il Filosofo alla Moda, ovvero, Il Maestro universale. Venezia: Giovanni Malachino 1728-1730, 64-69 </bibl>
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          <title level="j">Il Filosofo alla Moda</title>
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<div1><head><hi rend="smallcaps">Lezione cclxiv.</hi></head>
<div2><head>Alla Giovane <hi rend="italic">Philopatra</hi> par. Greca, ossequiosa al Padre.</head>
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<p rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.3"></milestone> <milestone unit="MT" xml:id="FR.4"></milestone> Occupato a riflettere sopra le mie fatiche, per lo pubblico bene ho osservato, che una parte del bel Sesso, di cui mi sono dichiarato Tutore, ed Amico, vi è qualche volta trattato, con qualche severità, ho descritti, cioè, alcuni de’ suoi cattivi caratteri, senz’avere quasi mai dato fin quì Elogio veruno alli buoni. Mi sono indi venute nella mente molte Dame, i Caratteri delle quali meriterebbono d’essere trammandati alla Posterità, con Iscritti di più lunga durata, di quella sieno i miei. Ma non credo, che que-<pb n="65"></pb>sta ragione mi debba estendere dal collocarli nel mio giornale, per tutto il tempo, che sussisterà. Ne scieglierò alcuno, o di Donzelle, o di Maritate, o di Vedove, che possano servire di modelli a tutto il Sesso. Quella, che guiderà la banda di questo picciolo numero di Eroine sarà l’amabile <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.2">Philopatra</persName>. <milestone rend="closer" unit="MT"></milestone></p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.5"></milestone> <milestone unit="FP" xml:id="FR.6"></milestone> <milestone unit="EX" xml:id="FR.7"></milestone>Prima di toccare il di lei Carattere in particolare, è bene l’avvertire, ch’ella è la unica Figlia d’un decrepito Padre, la di cui vita da lei dipende. Questo buon uomo le ha sempre fino dalla culla, mostrata tutta la possibile tennerezza, ed ha vedute crescere le di lei buone qualità, colla prevenzione di Padre, che la credette, ben tosto Superiore a tutte le altre Fànciulle della sua età, benche non abbi mai giudicato fosse giunta al più alto grado della perfezione di cui è capace. Tenerezza sì grande ha molto contribuito al suo bene; mentre ella legge; balla; canta; suona di Spinetta, ed i Liutto, con tutta la esatezza, ed impiega tutti que’ talenti a divertire il buon Vecchio quando, assiso sopra una Sedia d’appoggio, prova qualche rilascio dalla Gotta, che lo tormenta. <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.3">Philopatra</persName> è nella età di vent’anni, Gli ossequj di numerosi amanti, il vigore della Gioventù, la sensibili-<pb n="66"></pb>tà, ch’ha per tutto ciò è nobile, generoso, e polito, con una considerabile Dote, non hanno potuto fin quì, distaccarla dall’assistenza del suo buon Vecchio. Non vi è affetto sì puro nè sì angelico, come quello del Padre per una Figlia, o la rimiri per relazione, o senza riguardo al di lei Sesso. Nell’amicizia delle mogli vi si framischia la concupiscenza, in quella de’ Figli l’ambizione, ma in quella delle Figlie vi è qualche cosa, che non sappiamo esprimere. La vita di questa Giovane, e rinchiusa frà Domestici; ella è in oltre si pronta nell’adempiere i doveri di buona Amica, e di fedele compagna, che il Padre ha da per tutto, ed è sempre presente al suo cuore. Da un altra parte il di lei Sesso riesce naturalmente sì esposto al pericolo, e della Fortuna, e della Innocenza, che questo è forse un nuovo motivo della tenerezza paterna. I soli Padri ponno avere la giusta idea di tali piaceri, e di tale sensazione. La grande famigliarità, che tengo con quello di <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.4">Philopatra</persName>, mi ha fatti scampare alcuni termini de’ quali egli si serve per esprimere la sua tenerezza verso la Figlia.</p>
<p>Questa Giovane, benche compiuta, bella, spiritosa, e di buona mina, impiega tutto il tempo a coccolare il <pb n="67"></pb> Padre qual piacere non ho io provato alle volte nel vederla inginocchiata, per ajutare il buon Vecchio a mettersi le Pantofole? I servizj, che a lui presta, formano tutta la di lei gioja, tutta la di lei occupazione, e tutta la di lei gioria. Una Amica di sua Madre defonta la priegò un giorno a voler permettere, che suo figlio la ricercase in matrimonio, ed ella rispose, che l’era molto obbligata d’una sì vantaggiosa offerta, ma che, durante la vita di suo Padre, non soffrirebbe mai d’avere verun’ attacco di cuore, che potesse distoglierla dalla premura di rendergli il rimanente de’ suoi giorni più dolce, e più felice le fosse possibile nello stato in cui si ritrovava. La Dama volle suggerirle, con un picciolo sorriso, il fiore della età, che sen vola, e <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" subtype="U" xml:id="PN.5">Philopatra</persName> con quell’aria franca, che sempre accompagna la virtù, le repplicò: <hi rend="italic">Accordo, Signora, che si possa ritrovare molto piacere nella Società d’un uomo, quando teneramente si ami; ma convinta, che le mie cure raddolciscono le pene d’un uomo da bene, la di cui vita pare dipenda dalla mia assiduità presso di lui, provo una sì grande soddisfazione nell’adempiere questo dovere, che la preferisco a tutto ciò, che le più legittime passioni banno di più vivo, e grato. Non so pure, se la la </hi><pb n="sic"></pb><hi rend="italic"> Moglie d’alcun uomo avesse la liber-</hi><pb n="68"></pb><hi rend="italic">tà, nè se io stessa, divenuta tale, fossi disposta </hi>(ciò che temerei ancora di più)<hi rend="italic"> ad essere si ufficiosa, come al presente sono, presso mio Padre.</hi> Questo felice Vecchio ascolta la dichiarazione della Figlia di non volersi maritare fino ch’egli vive; col piacere di osservare, che tale impegno nolle cagiona la minima inquietezza. Chi volesse dipingere la tenerezza figliale, con tutta la sua bellezza, non potrebbe formarsene idea più viva, che nell’esaminare <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.6">Philopatra</persName>, occupata, in tutte le ore, a servire il Padre.</p>
<p>Quando la maggior parte delle Dame giovani si applicano a consultare lo specchio, e ad ornarsi, per andare alle Feste, alle veglie, o alle opere, che una Giovane la quale potrebbe essere frà le principali in tutti que’ luoghi, e per la Beltà, e per la vivacità, e per la richezza, e per tutte le altre buone qualità, dispregi affatto tali divertimenti, per addolcire i cattivi quarti d’ora d’un Padre decrepito; ella è veramente una Eroica rasegnazione. Disposta a sagrificargli la propria Gioventù, non conta per niente i drappi, che guasta per servirlo. La cura, che piglia di addobbarsi corrisponde alla sincerirà del cuore, nè vi è persona, che affetti meno di lei, il trascurarsi. Quello accresce la soddisfazione del buon <pb n="69"></pb> Vecchio è il vedere, che <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.7">Philopatra</persName>, il di cui merito, e le di cui ricchezze le attraggono amorosi viglietti, lo diverte col racconto delle sue conquiste, e sona delle arie gajose sul Clavicembalo, per insinuargli, che rinuncia tutti i suoi Amanti in suo favore, benche allora paja unicamente formata per la Galanteria.</p>
<p>Quelli che si professano il modello della buona educazione, e della pollitezza rimaranno stupiti nell’udire, che questo buon Vecchio, ogni volta, che i suo mali glie lo permettono, tiene delle regolari adunanze in sua Casa di Persone qualificate, che la Conversazione mai verte sopra i difetti degli Assenti, che in quelle si osserva una mutua benevolenza trà gli uomini, e le Donne, senza veruna passione; e che vi si trattano i punti più rilevanti della morale, colla stessa facilità, con cui si parla d’ogn’ altra cosa. Il che non è dovuto, che all’ingegno di <persName corresp="FMIT" key="Philopatra" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.8">Philopatra</persName>, tanto industriosa à calmare i dolori del Padre, quanto capace di far onore al suo nome. <milestone rend="closer" unit="EX"></milestone> <milestone rend="closer" unit="FP"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E3"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E2"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
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Lezione CCLXIV
1729
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Lezione cclxiv.
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Questa Giovane, benche compiuta, bella, spiritosa, e di buona mina, impiega tutto il tempo a coccolare il <pb n="67"></pb> Padre qual piacere non ho io provato alle volte nel vederla inginocchiata, per ajutare il buon Vecchio a mettersi le Pantofole? I servizj, che a lui presta, formano tutta la di lei gioja, tutta la di lei occupazione, e tutta la di lei gioria. Una Amica di sua Madre defonta la priegò un giorno a voler permettere, che suo figlio la ricercase in matrimonio, ed ella rispose, che l’era molto obbligata d’una sì vantaggiosa offerta, ma che, durante la vita di suo Padre, non soffrirebbe mai d’avere verun’ attacco di cuore, che potesse distoglierla dalla premura di rendergli il rimanente de’ suoi giorni più dolce, e più felice le fosse possibile nello stato in cui si ritrovava. La Dama volle suggerirle, con un picciolo sorriso, il fiore della età, che sen vola, e Philopatra con quell’aria franca, che sempre accompagna la virtù, le repplicò: Accordo, Signora, che si possa ritrovare molto piacere nella Società d’un uomo, quando teneramente si ami; ma convinta, che le mie cure raddolciscono le pene d’un uomo da bene, la di cui vita pare dipenda dalla mia assiduità presso di lui, provo una sì grande soddisfazione nell’adempiere questo dovere, che la preferisco a tutto ciò, che le più legittime passioni banno di più vivo, e grato. Non so pure, se la la <pb n="sic"></pb> Moglie d’alcun uomo avesse la liber-<pb n="68"></pb>tà, nè se io stessa, divenuta tale, fossi disposta (ciò che temerei ancora di più) ad essere si ufficiosa, come al presente sono, presso mio Padre. Questo felice Vecchio ascolta la dichiarazione della Figlia di non volersi maritare fino ch’egli vive; col piacere di osservare, che tale impegno nolle cagiona la minima inquietezza. Chi volesse dipingere la tenerezza figliale, con tutta la sua bellezza, non potrebbe formarsene idea più viva, che nell’esaminare Philopatra, occupata, in tutte le ore, a servire il Padre.
Quando la maggior parte delle Dame giovani si applicano a consultare lo specchio, e ad ornarsi, per andare alle Feste, alle veglie, o alle opere, che una Giovane la quale potrebbe essere frà le principali in tutti que’ luoghi, e per la Beltà, e per la vivacità, e per la richezza, e per tutte le altre buone qualità, dispregi affatto tali divertimenti, per addolcire i cattivi quarti d’ora d’un Padre decrepito; ella è veramente una Eroica rasegnazione. Disposta a sagrificargli la propria Gioventù, non conta per niente i drappi, che guasta per servirlo. La cura, che piglia di addobbarsi corrisponde alla sincerirà del cuore, nè vi è persona, che affetti meno di lei, il trascurarsi. Quello accresce la soddisfazione del buon <pb n="69"></pb> Vecchio è il vedere, che Philopatra, il di cui merito, e le di cui ricchezze le attraggono amorosi viglietti, lo diverte col racconto delle sue conquiste, e sona delle arie gajose sul Clavicembalo, per insinuargli, che rinuncia tutti i suoi Amanti in suo favore, benche allora paja unicamente formata per la Galanteria.
Quelli che si professano il modello della buona educazione, e della pollitezza rimaranno stupiti nell’udire, che questo buon Vecchio, ogni volta, che i suo mali glie lo permettono, tiene delle regolari adunanze in sua Casa di Persone qualificate, che la Conversazione mai verte sopra i difetti degli Assenti, che in quelle si osserva una mutua benevolenza trà gli uomini, e le Donne, senza veruna passione; e che vi si trattano i punti più rilevanti della morale, colla stessa facilità, con cui si parla d’ogn’ altra cosa. Il che non è dovuto, che all’ingegno di Philopatra, tanto industriosa à calmare i dolori del Padre, quanto capace di far onore al suo nome. </seg>
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