Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCXLII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\252 (1728), S. 351-355, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4592 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione cclii.

Circa le antiche Amazoni.

Zitat/Motto► Quales Threicia cùm flumina Thermodoontis Pulsant & pistis bellantur Amazones armis; Seu circum Hippolyten, seu cum se Marzia curru
Penthesilea refert, magnoque ululante tumultu
Faeminea exultam lunatis aquina peltis.

Virg. Æneid. II. 659. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► IL mondo morale, essendo composto di Uomini, e di Donne, è di natura mista, e pieno di varie usanze, maniere e cerimonie, che non vi sarebbono se non vi fosse che un Sesso. Se alla nostra specie mancassero le Femine, si puole dire, che gli Uomini sarebbono altre Creature da quelle, che oggidì sono: l’applicazione per ottenere le grazie dell’altro Sesso, polisce, e raffina le sue naturali maniere brusche, ed imperiose, e gl’ impegna sovente a regolarsi, non co’ modelli, che loro pajono più esatti, ma sopra quelli che credono più graditi al Sesso Donnesco. L’ Uomo in somma sarebbe non solo generalmente infelice, ma grossolano, ed imperfetto, se non conversasse, che con altri uomini.

[352] Dall’altra parte le Donne fanno di tutto per rendersi amabili agli Uomini; questo è un disegno, che sempre loro gira nella mente. O si parlino, ò si muovano, ò ci sorridano, tutti li tratti del loro volto, tutti i loro abbigliamenti sono pieni di vezzi, e d’ insidie, che ci tendono. Non vi farebbero tante smorfie, nè tante civetterie al Mondo, se non vi fossero gli Uomini. In poche parole sono gli Uomini che somentano gli atteggiamenti nelle Donne, ed eccitano la bell’ aria ne’ loro volti, la buona grazia ne’ loro passi, la dolcezza nella loro voce, e la delicatezza nella lor tintura.

Non vi è dubbio che simili mutui riguardi, fra i due sessi, non tendano ad ammendue perfezionarli. Si puole eziandio osservare, che gli Uomini, i quali vivono nel Mondo come se non vi fossero Donne, toltone il motivo della perfezione Religiosa, sono bestiali, e grossolani; come pure le Donne, che hanno avversione agli Uomini, riescono quasi sempre di naturale torbido, e brusco; succide, e maldicenti.

Metatextualität► Mi sono impegnato in tale incatenatura di Pensieri, in occasione d’ un picciolo manoscritto, cadutomi poco fà, nelle mani, che voglio communicare a miei Leggitori, come ho loro fatta parte d’ altre composizioni curiose, senza imbarazzargli a ricercarne l’Autore. ◀Metatextualität Ebene 3► Utopie► Vi si legge una Relazione compendiosa di due [353] Paesi confinanti l’uno coll’ altro. L’uno era una Repubblica di Ammazoni, o di Donne, che viveano senza Uomini: e l’altro una Repubblica di Uomini senza veruna Donna con loro. In una determinata stagione dell’anno si riduceano alle loro Frontiere. Quivi gli Uomini, che non aveano per anco fatta la elezione, ò era morta la loro Donna, si accompagnavano con altre libere, ed erano tenuti nel tempo di quell’ annuale congresso, a riconoscerle, come loro spose. Se i Figliuoli, che nasceano erano maschj veniano inviati a’ loro Padri, e se Femine restavano presso le loro madri. Di maniera che, al favore di quel Carnovale, che si rinovava ogni anno, e durava una settimana in circa, que’ due stati si ripopolavano, ed acquistavano sudditi.

Se uno di que’ stati, impegnati in perpetua Lega offensiva, e difensiva, venia attaccato da qualche straniera Potenza, i due sessi non mancavano d’esserle adosso, e metterla, ben presto, in dovere. Ciò che potrebbe cagionare qualche stupure egli è, che un sì meraviglioso accordo fra mariti, e mogli, si mantenesse inviolabile per molti secoli; ma il considerare, che non viveano assieme, se non otto giorni all’anno, diminuirà la sorpresa.

Per quello riguarda la Repubblica degli Uomini, vi erano molte assai rimarcabili costumanze. Non si radeano mai [354] la barba, né si tagliavano le ugne, se non una volta l’anno; all’ora senza dubbio, che si portavano al Rendevos, sulle Frontiere. Il manoscritto parla d’un ministro di stato, che venne condannato a grave pena, perché si mutava troppo sovente di biancheria; ed un famoso Generale, convinto, che si lavava, ogni mattina, la faccia, tacciato di delicatezza, venne privato della sua Carrica. Se vi era qualcuno, che avesse la voce dolce, la tintura bella, ò le maniere soavi, venia esiliato, e mandato alla Repubblica delle Donne, che lo trattavano da Schiavo, lo vestivano alla loro moda, e l’occupavano a filare. Non aveano titolo d’ onore, che non designasse la Fortezza, la statura del Corpo, ò qualche simile prerogativa, come sarebbe, il Gigantesco, il Nerboruto, il Brusco. Non parlavano mai nelle loro Assemblee degli affari di stato, se non al concerto de’ calci, di percosse, e di pugni; di forte che sovente si ritiravano, colle gambe schincate, cogli occhi maccati, e col naso insanguinato; non vi era cosa più ingiuriosa da rimproverare ad aleuno, che l’aver i denti bianchi, la pelle fina, e la carne molle. Il Personaggio più illustre, di cui si parla in tutte le loro storie, levava un peso di mille cinquecento libre, ed avea i mostacchi lunghi un palmo, ed orribilmente irsu-[355]ti. Tali qualità lo rendeano sì caro al Popolo, che se la morte non l’avesse opportunamente levato, vi era da temere, non doventasse Padrone, e Tiranno della Repubblica. ◀Utopie ◀Ebene 3 Metatextualität► Dopo avere dato questo piccolo assaggio di una tale nazione di Uomini, esaminerò ciò che dice il manoscritto di quella delle Donne; se vi ritroverò qualche cosa degna della pubblica curiosità, non mancherò di fargliene parte. ◀Metatextualität ◀Ebene 2 ◀Ebene 1