Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\203 (1728), S. 69-74, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4543 [aufgerufen am: ].


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Lezione cciii.

Agli educatori circa mediocri talenti.

Zitat/Motto► In tenui labor.

Virg. Georg. L . 4. 6. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo

MI piglio la libertà di scrivervi la quarta Lettera sopra la educazione della Gioventù. Nella precedente vi ho parlato di alcune regole, che non sarebbe innutile l’unirle a suoi ordinarj esercizj, per formarla, da buon’ora, alla virtù. In questa ne proporrò certe altre, che potrebbero, se non m’inganno, contribuire a darle una buona tornitura, per il mondo, ed a metterla in istato di avvanzavisi.

Quando si fa studiare un Giovane, parmi si abbi per fine, o di renderlo grato a se stesso, insegnandogli a sopportare la solitudine con piacere; o, se non de ereditare una buona entrata, di somministrargli i mezzi, per supplire a questo mancamento: e per istabilire la sua fortuna. Quello, che si applica allo studio, col primo degli accenati fini, si puo dire il faccia per ornamento, e l’altro per la utilità. L’uno [70] vi si attacca per fare acquisto de beni di fortuna, e l’altro per dare rillievo a quelli che possiede. Ma, benche la maggior parte di quelli, che studiano siano rinchiusi in questa ultima Classe, mi restringerò quì a proporre certi metodi, che ponno essere utili a chi cerca avvantaggiarsi col sapere nel mondo. A tal’ effetto incomincierò a riflettere, che i deboli Talenti hanno, più degli straordinarj, contribuito al conseguimento di alte fortune. I talenti ellevati, malgrado tutto il loro splendore agli occhi del mondo, non riescono sempre i più utili in se stessi, nè i più vantaggiosi a quelli che li possegono.

Gl’impieghi, che ricercano un ingegno sublime, sono in si poco numero, che molti gran Letterati sono esciti dal mondo senza ritrovare occasione di farsi valere; la dove le Persone di mediocre capacità: ogni giorno ritrovano, nel corso ordinario della vita civile, occasioni proporzionate a loro talenti.

Ebene 4► Exemplum► Due signori, a me noti, che, una volta erano camerate di scuola, e che da quel tempo, sono sempre stati buoni amici. L’uno vi passava per un Goffo, e l’altro fea la gloria del suo maestro. Questo bell’ingegno stà oggi confinato in Campagna con un Beneficio di trecento scudi all’anno; e l’altro col [71] semplice talento di ordinario scrivano, ne ha guadagnati cento milla. ◀Exemplum ◀Ebene 4

Da quanto dico, parmi che molti ricchi Cittadini saranno in dubbio, se debbano desiderare, che i loro figliuoli abbino grand’ingegno, ma io altro non intendo se non che non vi è inconveniente maggiore di voler ad un Giovane privo d’ogni talento, dare la stessa educazione, propria d’un altro favorito dalla natura.

Il male per tanto, che io ritrovo nelle nostre scuole egli è che tutti gli scolari vi sono indifferentemente occupati ad’esercizj, che ricchieggono dell’ingegno, quando tornerebbe in vantaggio di molti se apprendessero certe picciole arti alla moda, che da una mediocre capacità si ponno acquistare; e che non lasciano d’essere sovente poste in opra nel corso della vita d’un Uomo.

Ebene 4► Exemplum► Tali sono tutte le Parti della Geometria pratica. Ho conosciuto uno che si guadagnò la benevolenza d’un Signore di sfera per avere disegnato un orologgio da sole sopra una sua Finestra; e mi sovviene d’un Ecclesiastico, che ottenne un considerabile Beneficio per avere posti in ordine gli affari d’un nobile in campagna, dandogli un esato piano delle sue Terre. ◀Exemplum ◀Ebene 4

Voglio eziandio parlare qui d’un esercizio, che si fà in tutte le profes-[72]sioni della vita civile, a cui dovrebbono tutti li maestri applicare i loro scolari; l’applicazione, cioè di scrivere Lettere in Italiano. In vece di tormentarli à comporre delle Epistole, de’ Temi, e de’ versi Latini, si potrebbe stabilire una regolata corrispondenza trà due Scolari su quel sogetto, che paresse a proposito; o tollerare, che sfogassero qualche volta la loro fantasia, communicandosi a vicenda tutte le bagatelle, che venissero loro in mente, purche nissuno di loro mancasse mai di rispondere dentro il tempo perfisso alla Lettera del Compagno.

Ardisco pure sostenere che la maggior parte de Scolari fatti uomini si ritroverebbono più avvanzati con un tal’esercizio, che con tutto il Latino, e con tutte le poesie, che potessero apprendere nelle scuole per lo spazio di sette, o otto anni.

Il diffetto di questa prattica non è che troppo visibile in molti Dotti che adescati dello stile di Demostene, o di Cicerone sono scarsi di parole comuni, e di frasi ordinarie, per esprimersi nella propria lingua. Ho veduta una Lettera d’un nostro Oratore Latino scritta in Italiano di cui il minimo scrivano si sarebbe vergognato cadesse sotto l’occhio di qualche persona polita.

Non si dee ne meno trascurare l’Aritmetica, ne la maniera di scrivere abbre-[73]viato, che si ponno facilmente apprendere, e che sono nel numero di quelle picciole arti che io raccomando. Avrete, mio Sig. senza dubbio, osservato, che quanto fin’ora leggete in questo Foglio, ha, sovra tutto, in mira que’ Giovani, che non mostrano straordinarj talenti, e che perciò sono incapaci di scienze, che hanno dell’ellevato; ma potrei aggiognere, che i più belgl’ingegni hanno, qualche volta, bisogno di queste qualità ordinarie, per fare indi valere le principali, e per introdursi nel mondo.

La storia ci somministra diversi esempj di Persone assai Letterate ridotte ad insinuarsi nel favore de’ Grandi, con qualcuno di codesti ordinarj talenti.

Così un perfetto Cavalliere in alcuna delle nostre moderne Commedie s’introduce presso la sua Innamorata, sotto il personaggio d’un Dottore ò d’un Ballerino.

In un Giovane di talento le accennate qualità sono accessorie; e sono essenziali in quello che n’è privo; servono per divertimento all’uno, e di occupazione all’altro. Corre, presso poco d’un bell’ingegno arrichito di codeste piccole cognizioni come del Gran’ Signore, a cui vieno dall’Aliorano l’apprendere, e l’esercitare qualche mestiero. Non accade ne meno andare si lontano per ritrovare essempj:

[74] La Germania ebbe diversi Imperadori, che si applicarono, per genio, a qualche mecanica arte. L’ultimo Imperadore Leopoldo lavorava in legno; si veggono anche oggi, a Vienna molte sue fatture si gentili, & delicate, che il più bravo Tornitore di Europa, non isdegnerebbe di riconoscerle come sue.

Malgrado tutto quello ho detto fin’ora, non disapprovo, che si metta tutto in opra per estendere la cognizione della Gioventù Il mio unico fine è di insinuare, che in materia d’Istruzione, e di studio, si può ritrovare un metodo, che riescirebbe di grande soccorso a mediocri Talenti. Sono &c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1