Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCI", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\201 (1728), S. 57-62, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4541 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione cci.

A quelli, che si milantano di bravura

Zitat/Motto► Sed ca animi elatio, quæ cernitur in periculis, et laboribus, si iustitia vacat, pugnaque, non pro salute communi, sed pro suis commodis, in vitio est.

Cic. De Off. L. 1. c. 19. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► VEnne, jeri sera al Ridotto il solito Capitanio amico, e vi lesse una Lettera da lui ricevuta, con ordine di communicarmela. Ebene 3► Allgemeine Erzählung► In questa vi si fa il dettaglio d’un combattimento seguito fra un Armatore N. comandato da uno che nomaremo Pottiero, ed un piccolo Vassello di N. il di cui Capitano chiameremo Godino. Questo si difese, con incredibile braura, e respinse trè, o quattro volte i nemici venuti a bordo. Questi, superiori di numero [58] raddoppiarono i loro sforzi, fino che il Godino, in procinto di colare à fondo abbassò lo standardo. Ma una difesa, straordinaria non servì, che ad irritare il Capitanio dell’Armatore, e ad ispirargli il desiderio inumano di vendicare la perdita fatta ne suoi differenti assalti. Al favore d’un Porta voce se intendere al comandante del vassello mercantile che non volea dargli quartiere, e che volea vederlo a perire. In tanto Godino, osservando qualche disordine sull’Armatore, congetturò, con raggione, che l’equipaggio disapprovasse la barbarie del Capitanio; e perciò calato nel suo schifo, si portò al bordo del suo nemico. I marinari lo ricevettero al dispetto del Comandante; ma questo non la trattasse come gli piacque. Il fè tenere da suoi soldati, e gli die tante bastonate, che il povero Godino bagnato nel proprio sangue, col cuore pieno di rabbia, cadè svenuto; lo pose indi nè ferri dove non ebbe altro nodrimento se non quello, che gli venia somministrato, di nascosto, da uno o due marinari a pericolo d’esser battuti.

Dopo averlo, molti giorni, tormentato, col puzzore colla fame e colla miseria, gionse ad’un Porto della sua nazione.

Il Governatore della Piazza, informato di quant’era accaduto, cassò, con ignominia, Pottiero; e somministrò à Godino tutti que’ soccorsi, che un nemico [59] crudelmente trattato puole aspettare da un Uomo d’onore, che cerca di scancellare simili macchie della sua nazione. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3

Quando il nostro Capitanio ebbe terminato di leggere la Lettera, in cui vi erano molte altre circostanze, che aggravavano la crudeltà di Pottiero, si pose a discorrere sopra la grandezza dell’animo e sopra il Coraggio, dicendo, che erano due inseparabili qualità: il coraggio, soggionse, che non ha verun riguardo nè alla giustizia, nè alla umanità, non è altro, che la ferocità d’una Bestia selvaggia. “La vera Braura, continuò, è sempre animata dalla ragione, dal sentimento d’onore e dalla equità; del contrario la falsa braura non è che un apparente splendore di aria sfrontata, una impudenza fuora di misura ed una disposizione ad oltraggiare tutto il mondo. Questa si osserva in que’ spadaccini, che infestano la nostra Città; che parlano alto nelle Addunanze; che non mostrano ribrezzo di sorte alla presenza delle persone attempate virtuose, e sagge che più si stimano quanto meno rispettano i loro maggiori; che sono, in poche parole, insensibili ad ogni buon ordine, e ad ogni convenienza della vita umana: Uno sfacciato si riputa superiore al merito accompagnato dalla modestia, e dalla vera grandezza [60] di animo. Gli basta di comparire spiritoso, e grande agli occi del Popolaccio, che non ha punto di attenzione al vero coraggio; anzi, per lo più, lo dispregia, si da una certa qualità propria di ciascuna azione, e parmi, che ciò viene da voi altri sapienti chiamato giusto e sublime nella frase; e si oppone a certa gonfiatura, o ampollosità del Discorso, possa darvi una idea di quello intendo, allorche dico, la modestia esser’ un vero segno della braura; e che la sfacciatagine n’e la simia. Chi scrive; con maniera soda, nè si scalda mai uor di proposito, scopre la forza d’un buon ingegno: Cosi chi è uguale e tranquillo in tutta la sua condotta viene sostenuto da ciò che possiamo intitolare vero coraggio. Oh’ che non è si facile l’essere uomo di cuore, come s’immagina la maggior parte del mondo, che non riflette. Non basta essere intraprendente, e ardito. L’Armatore di cui abbiamo parlato avea bastante arditezza per attacare il suo Nemico, ma gli mancò la grandezza di animo per ammirare questa medesima qualità nella vigorosa difesa di Godino. Il di lui animo basso e vile non era occupato, che dalla presa del Vascello, che li fuggì, e dalla perdita che avea sofferta; di maniera che trattò un Uomo d’onore, [61] che difese, quanto gli fù possibile, il suo contro li suoi attacchi, in quella maniera che avrebbe, fatto con un Assassino, che avesse voluto rapirglialo.

Ne’ combatimenti la malizia, la Rabbia, l’odio, e la vendetta lacerano il cuore degli animi vili. E la Gloria, l’onore, e la clemenza animano il corraggioso. Ebene 3► Zitat/Motto► “Terminato dal nostro Capitano il suo discorso con una mostra della sua Lettera, citò un Autore, che tratta del valore guerriero. A me piace, disse, un critico, che unisce le regole della vita civile, a suoi riflessi sopra gli scrittori. Il mio Autore, continuò, nel suo Trattato del Poema epico, paragona il valore di Turno con quello di Enea or’ecco in quale maniera si esprime. Il valore è il più bell’ornamento del carattere di Turno, e si può dire, ch’è quanto ha di buono. Ma questa qualità in Enea cede a molte altre, e principalmente alla di lui compassione. Ella è dunque la compassione, che dee a fronte della sua pietà, rimanere al di sotto. Il valore, all’opposto dee essere molto illustre e luminoso nella persona di Turno Così Turno ama la guerra, quanto Enea ama, e ricerca la pace.

Tutto ciò, che fà Turno nelle Battaglie, o per disporvi si, è d’ordinario fat- [62] to, con disegno, con piacere, con ampollosi discorsi, con grande apparecchio, e con vive premure.

Enea regolarmente opra senza rumore, e senz’ affettazione: Parla poco; e se va in collera, egli è meno per combattere, che per essere forzato a combattere, ed a difendersi; egli è meno per vincere, che per terminare la guerra. Ma se lo splendore, el fasto mostrano il valore di Turno sopra quello d’Enea; le azioni fanno vedere, che in fatti, ed al fondo, il valore di Enea supera infinitamente quello di Turno. ◀Zitat/Motto ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1