Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXCVIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\198 (1728), S. 41-46, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4538 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione cxcviii.

Alle Persone veramente Generose.

Zitat/Motto► Hanc ergo consuetudinem benignitatis, largitione munerum longe antepono. Hæc est gravium hominum, atque magnorum illa quasi assentatorum populi, multitudinis levitatem voluptate quasi titillantium.

Cicer. de off. L. II. c. 18. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► QUando esamino da vicino i doveri della vita civile, parmi di ritrovare, in ciò che communemente s’intitola Generosità, qualche cosa, che viene più tosto da un facile naturale indipendente dalla ragione, che da un cuore liberale, ed onesto. La vera liberalità è sempre fondata sulla temperanza, ed un animo, che sia benefico si regola più [42] colla ragione, che coll’istinto. Quello, che d’ordinario, s’intitola generoso, benche non abbi verun riguardo alla sua Famiglia, ritroverà, ben presto, allo stringere del conto, che ha sagrificato a sciocchi, forsanti, adulatori, e particolarmente a gl’infelici viziosi, e volontarj, tutti li mezzi di assistere a suoi più congionti. S’ella è cosa onorevole il donare; quale premura non si dee avere per conservarsi, tutta la vita, in istato di esercitare atti di vera generosità? Vi è scherno più crudele del poter dire ad’uno, che si è reso impossente a seguire nel proposito, il suo naturale: Egli è stato molto generoso? Cicerone rimirava, con qualche dispregio, la debolezza di quelli, che cercavano di attraersi il favore del popolo, con i Convitti, e co’ publici Giuochi. Spesa da lui creduta quasi sempre mal’impiegata, quando non fosse proporzionata alle circostanze del tempo, ed alle facoltà di chi la intraprende. La universale Benevolenza, nel commercio di questa vita, riesce di maggiore utilità per chi ne riporta del bene, ed ha minore ostentazione in chi la prattica.

Giusta le idee di Cicerone Ebene 3► Zitat/Motto► “Un negoziante che è inclinato a prestare de’ servigj, che non è rigido verso i suoi debitori, che è giusto, e facile sì nel vendere, sì nel comprare, sì nel dare ad imprestito, sì negli esercizj di cari-[43]tà, che è nemico delle contese; e che cede qualche cosa, più tosto di entrare in liti.” ◀Zitat/Motto ◀Ebene 3 Questi, dico io, ha l’anima più nobile, e fà più bene alla società civile di quello faccia ogn’altro, che non è applicato al traffico.

E vero, che il mercante ha più occasione d’innalzarsi ad’ una grande fortuna, e di raccoglierne i più dolci frutti, voglio dire, di essere liberale, senza che costi poco o niente al suo Fondo. Confesso pure che egli ha del rischio nell’esercizio della liberalità; ma ciò dee più impegnarvelo si è, che trà i mercanti quello che rende un buon’ufficio, non è meno interessato nel farlo, di quello, che lo riceve.

Le Fazioni, che sovente regnano ne’ Paesi, tanto s’inoltrano, che il pubblicare qualche generoso servigio d‘una Persona è un attraerle molti nemici del partito a lei opposto. Non sono all’oscuro, che il Sig. Buonomo dà molto danaro, con interesse assai moderato, affinche i suoi debitori ne riportino qualche vantaggio, che malgrado la di lui aria un poco fredda, anzi alquanto brusca, egli è compassionevole all’ultimo segno; ha il cuore da Feminetta; è in oltre assai circospetto; non somministra danaro se non agl’industriosi che non sono rei di veruno eccesso. Mi è noto quanto hò detto del Sig. Buonomo; e pure la prudenza vuole, che stia guardin-[44]go nel pubblicare le di lui qualità virtuose, a fine di non vederlo pigliato di mira dalle malediche lingue di fazione contraria.

Chi ha l’anima benefica riesce popolare senza essere soggetto alla invidia. I Poveri ne ricevono il soccorso, in quella maniera, che bramano; e se i Ricchi ne doventano gelosi, non ponno che immitarlo; il che ridonda in pubblico vantaggio; e cagiona un vero piacere a tutte le persone oneste.

La più alta idea, che io possa formarmi della vita umana, dee la sua nascita alla condotta d’alcuni Ricchi, a me noti; questi non fanno verun progresso ne’ loro acquisti, ed avvantaggiano, allo stesso tempo, la fortuna di molti altri, che languirebbono nella miseria senza tale sostegno. Non vi è dubbio, che questa non sia la strada più sicura per mostrare l’umore benefico lontano dall’interesse, per chi non è impegnato nel commercio. Quello pure, che traffica puol’avere sempre in mira d’allontanare la povertà dalla Casa dell’onesta persona, che ha delle disgrazie. Senza questa Benevolenza, la superbia, o lo spirito di vendetta porterà un Uomo ad esigere la metà di ciò, che gli è dovuto da quello, ch’egli stesso ha rovinato, più tosto, che la somma intiera da un altro, ch’egli ha sostenuto. Questa Benevolenza, è essenziale ad un [45] Negoziante onesto, e ad ogni uomo che vuole godere i suoi beni, con soddisfazione, ed onore. Non sarebbe nè meno difficile il provare, che il sostenimento de’ buoni industriosi riescirà di maggior vantaggio al loro protettore di quello sia geniodi favorire, ed obbligare li Fortunati.

Cicerone per eccitare la benevolenza de’ ricchi verso di quelli, che ne hanno maggiore il bisogno, discorre, presso poco, nella seguente maniera.

Ebene 3► Zitat/Motto► “Dobbiamo sempre avere riguardo alla natura delle cose, e sopra di questa regolare la nostra condotta. Quando il Ricco vi ha pagato ciò che vi deve, non vi ha la minima obbligazione; ma il Povero onesto vi si dichiara tenuto dopo avervi pagato. Il Ricco, ed il Possente ben lontano dall’esservi obbligato de’ vostri buoni ufficj crede farvi onore coll’accettarli. Gli compariscono, in oltre, sempre sospetti di fine interessato per qualche grazia, che da lui aspettiate. L’uomo di mediocre fortuna convinto, che nel beneficio da voi fattogli aveste più riguardo alla di lui persona, che al di lui stato, si porta da obbligato non solamente con voi, ma sì regola sullo stesso piè verso tutti quelli, che sono in istato di prestargli qualche soccorso. Egli è, in oltre sì lontano dall’ingrandire i piccioli be-[46]neficj, vi può rendere, che più tosto li diminuisce quanto gli è possibile. Ciò che fate per un Uomo di credito, o molto sopra di voi elevato, appena guigne alla di lui notizia; ma i servigj prestati ad una Persona onesta, che vive nella sua bassezza, vi attraggono la venerazione di tutti quelli , che si ritrovano nel medesimo stato, che sono in numero assai grande.” ◀Zitat/Motto ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1