Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXCVII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\197 (1728), S. 36-41, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4537 [aufgerufen am: ].
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Lezione CXCVII.
A gloriosi mangiatori. Ed alle Donne che pigliano Tabacco.
Zitat/Motto► Et quibus in solo vivendi causa palato est.
Juv. sat. XI. II. ◀Zitat/Motto
Ebene 2► Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo
IO non credo, che abbiate, fin’ora, parlato d’una infinità de’ capricj, e d’una sciocca Ambizione degli Uomini per distinguersi frà quelli, che li conoscono. Le osservazioni di tale natura ben sostenute, e portate al loro termine, formerebbono una piacevole storia della vita animalesca. Ebene 4► Satire► Ho acqui-[37]stata io stesso grande riputazione per un semplice accidente, che quasi sempre è la cagione di quanto accade fuori dell’ordinario all’Uomo. L’altro giorno m’impegnai, per disgrazia, con una truppa di Galant’Uomini, che stimano un Personaggio a misura della quantità di vivande, che puole tranguggiare in un pasto. Sempre pronto a volermi distinguere in tutto ciò, che le mie Camerate ritrovano degno della loro elezione, mangiai a tal eccesso, che per ottenere i loro elogj, vi mancò poco non vi lasciassi la vita. E vero, che, per ordinario, sono fornito di buon appetito, e che, di più, erano alcuni giorni, che, colla sobrietà, nodrivo la fame, di maniera che avevo sì ben disposto il corpo quanto potesse essere per una tale dissida. Vinsi da principio, i più avidi mangiatori della compagnia, alla riserva d’un solo, ch’era, in questo, un vero prodigio, e con tutto ciò di sì buon’umore, che insensibilmente mi strascinò à fargli testa; ma finalmente anch’egli restò al disotto, e per insultare alla sua perdita, mangiai molto più di quello esigea il mio onore, anche al parere di tutti li nostri amici.
Risolvetti però, allora, di non più mangiare per la gloria, e mi sono accomodato, per trè scommesse già fatte, a superare alcuni Golosi, il che fù [38] ben’ a proposito, mentre le condizioni erano, che bisognava, o mangiare, o pagare. Sarà difficile il concepire, che un Uomo di qualche senno abbi potuto impegnarsi in una tale disfida. Metatextualität► Ma io non vi scrivo, se non a fine di pregarvi, acciò vogliate avvertire alcuni mangiatori a me noti, li quali mi rimirano con occhio pieno d’invidia, che farebbono meglio a presto moderare la loro ambizione su questo punto, acciò la infamia, o la morte non siegua da vicino il loro trionfo. Mi scordavo dirvi, Signore, ◀Metatextualität che io provavo un incredibile piacere nel ricevere gli applausi da tutta la truppa allegra, allorche, à forza di mangiare, il mio Antagonista era sul punto d’avere delle convulsioni. Allora gli rivoltai contro i suoi scherni, con sì buon successo, che non potea, benche animato dal desiderio della gloria, quasi piu inghiottir’un boccone. Io però confesso, che non mi sarei tanto inoltrato se la compagnia, non mi avesse spinto, con tanti elogj. ◀Satire ◀Ebene 4 Non dubito pure, che la medesima sete di gloria, non abbi sovente inpegnato qualcuno, a trincare, in un fiato, una Pinta di vino, o a berne centinaja di bicchieri, in un pasto; o a tentare altre cose tanto difficili, quanto poco vantaggiose per lui. Confesso, che la mia vanità, sul punto della Ingordiggia, giugnea fino alla stravaganza. Ma non [39] vedrete mai a lodare uno per lo suo grande appetito, quando non si rimetta di nuovo à mangiare dopo avere fatto un pranzo compiuto, o per confermare chi gli applaudisce nella opinione verso di se; o per convincerne ogn’altro di quelli, che stanno à tavola, in caso non l’avesse mai osservato; e perciò non avesse fatta giustizia al suo Carattere. Sono &c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3
Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Filosofo
Vi ho scritto trè o quattro volte, pregandovi a rifflettere sopra l’impertinente usanza, non ha gran tempo, introdotta frà le nostre Donne di bell’aria, di pigliare, cioè, Tabacco in polvere. Alcune fanno questo ridicolo esercizio, con aria sì smorfiosa, ed altre con gravità sì maschia; che non sò quali meritano di essere più biasimate, benche mi pajano tutte ugualmente stomachevoli. Madama Trottina non saprebbe vivere senza tabacco; ne piglia con maggiore frequenza, di quello faccia del sale a pranzo; e sì come affetta una grande negligenza in tutte le sue maniere; il labro superiore imbrattato di tabacco e di salsa, è l’obietto, che offre agli occhi di tutti quelli, che hanno l’onore di mangiare con lei. Questa gentile Creatura ha una Nipote, la quale fà quanto puole per rendersi al pari [40] della Zia, nauseante; e se non offende tanto la vista, non disturba meno l’orecchio, se non puole arrivare alla di lei aria di confidenza, vi supplisce, col ciuffolamento, in giro, del naso, quando v’inforna del Tabacco, ed i suoi deti suonano sotto le narici di organo. Forse questa descrizione non comparirà molto civile presso le Dame: è vero: ma a chi se ne dee attribuire la colpa? a quelle che la commettono, o a quelli, che la osservano? Per me ho provata tanta nausea nel vedere quella villana droga sparsa sopra il labro, che nè la più gradita conversazione, nè la più vezzosa Persona è stata bastevole a rimettere il mio sconcerto.
In ordine a quelle poi, che non ne pigliano, se non per darsi della graziette, o per riempire i vuoti della Conversazione, posso ben tollerarle, ma debbono guardarsene in pubblico, e non far correre la loro Tabacchiera da una mano all’altra, massimamente in luoghi, ne’ quali si dee stare con divozione, ed ascoltare con rispetto, chi parla. Fulvia è sì lusingata dalla sua buona grazia, in questo caso, che nel mezzo della Predica, ed alle volte ance della messa, cava la Tabacchiera piena di eccellente tabacco del Brasile, e ne offre a tutti i vicini Uomini, e Donne, per convincerli, ch’ella ha tutte le maniere libere d’una Dama di qualità. Ma giac-[41]che tutto il mondo sà di già, che ha le mani belle, spero, che in avvenire, non si piglierà più tale incommodo. Vi priego di nuovo, caro Sig. di rimediare a questo abuso; soggiongendo a codeste maschie, che non fà meno brutta comparsa per loro il mettere mano in quella degli Uomini, che il lasciarsela mettere dagli Uomini nella propria Tabacchiera. Obbligherete in questo chi &c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
