Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXCIII", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.4\193 (1728), S. 10-14, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4533 [aufgerufen am: ].
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Lezione cxciii.
Alli curiosi se fosse meglio l’introdurre di nuovo la Barba lunga ed i mostacchi.
Zitat/Motto► Stolidam præbet tibi vellere barbam. ◀Zitat/Motto
Pers. sat. 11. 28.
Ebene 2► Ebene 3► Allgemeine Erzählung► La “ultima” volta, che sono stato all’antica Abbadia da me nomata in altro Figlio, era meco il piu volte riferito Cavalliere mio Amico; osservai, che questi si fermò più del solito dinanzi al Busto d’un venerabile vecchio. Io non sapevo che pensarne, quando all’impreviso mi fè cenno di rimirare quella Figura, e mi dimandò se non ritrovavo, che i nostri Antenati comparissero più saggi colle loro Barbe di quello facciamo noi senza peli sul mento.
“Per me, soggionse, quando passeggio nella mi Galleria di Campagna e vi rimiro i ritratti de’ miei antenati la maggior parte de’ quali morirono prima di giognere alla mia età avvanzata, non posso a meno di non considerarli come tanti Patriarchi antichi, [11] e di non riguardare me stesso come un Damerino di capo sventato. Godo nel vedere i nostri Abrami, i nostri Isacchi, ed i nostri Giacobbi colle maestose Barbe, che loro pendono sino disotto alla cintura, tali quali si rappresentano nelle antiche pitture.” Mi propose, in oltre, che se io velevo raccomandare, in uno de’ miei Fogli, le Barbe; e ristabilire i nostri volti nella loro antica dignità, egli stesso sarebbe il primo a darne l’esempio, incominciando a coltivare grossi mostacchi, pur che un mese prima glie ne porgessi l’avviso. ◀Allgemeine Erzählung ◀Ebene 3
Mi fè sorridere la proposta, ma quando fummo separati, non lasciai di riflettere sopra le passate metamorfosi de’ nostri Volti.
La Barba giusta la idea del Cavalliere Amico, fù per molti secoli, il tipo, o l’insegna della Saviezza. Luciano schernisce in varj luoghi, i Filosofi de’ suoi tempi, che a vicenda studiavano sorpassarsi nella lunghezza delle loro Barbe. Ci rappresenta certo sapiente, come incapace di aspirare ad una Catedra, perche avea troppo corta la Barba.
Eliano giusta il rapporto ci fa di Zoilo che pretendea rilevare gli errori di Omero, e di Platone; e si credea più letterato di tutti quelli, che l’aveano preceduto, dice che questo famoso Cri-[12]tico portava una lunga barba, che gli pendea sul petto, ma che avea sempre radata la testa. Temea, senza dubbio, che i suoi capelli non fossero tanti germogli, che lasciandoli crescere, avessero potuto attraere il vigore della Barba, a diminuirgli un tanto decoro.
Da questi, ed altri esempli, veggiamo, che una volta erano in grande venerazione le Barbe; e che i Barbieri non aveano la libertà, che si è loro conceduta, sarà, in circa un mezzo secolo, di fare si terribili guasti sul volto de’ saggi.
E cosa certa esservi stati varj Popoli di riconosciuta prudenza, sì gelosi d’ogni minimo insulto fatto alle loro Barbe, che par vi collocassero il loro principale punto d’onore. Gli Spagnuoli frà gli altri, erano nel proposito d’un estremo pontiglio. Ebene 3► Exemplum► Don Quevedo Nella sua terza visione sopra l’estremo Giudicio mette, benche da poco buon cattolico, con qualche grazia, in deriso tale delicatezza, dicendo, che uno de suoi compatriotti superbi, dopo ricevuta la sua dannazione, venne consegnato a due maligni spiriti; e che non volle mai fare un passo per seguirli, sino che, con un ferro, destinato a tale uso, non gli raddrizzarono un mostacchio, che gli aveano sconcertato. ◀Exemplum ◀Ebene 3
Se esaminiamo la storia de’ nostri [13] Paesi, ritroveremo, che le Barbe hanno patite molte vicende, ma che finalmente sono state preludj de Boschi, che si sono recise massimamente ne monti, con tanto danno delle pianure, innondate Fiumi.
Dopo la estirpazione delle Barbe, continoarono, fra di noi, per qualche tempo i mostacchi, ormai, anche questi del tutto spiantati, e mandati in oriente, dove pure incomincia a rallentarsi delle barbe la gelosa coltura.
Se potesse riescire il progetto del Cavalliere amico, per la introduzione delle Barbe, vi sarebbe da temere, che la vanità del secolo, non ne rendesse assai gravosa la moda. Certamente i nostri Damerini ne userebono delle posticce di colore biondo, e di eccessiva lunghezza: Una bella Barba del taglio di quelle, che si veggono nelle nostre Tapezzerie antiche, non costarebbe meno di venti doppie. La famosa Barba d’oro, che pende dal mento di Esculapio valerebbe poco più d’una delle nostre barbe posticce, giusta l’eccesso a cui son gionte le nostre Perucche. E cosa pure dubbiosa, che le nostre Dame, non volessero seguire la moda, massimamente quando si pigliano il passatempo d’andare a Cavallo. Già vi compariscono col capello, colla Penacchiera, colla marsina, e colla Perucca. [14] Non veggo minore ragione, per cu (sic!) non volessero allo stesso tempo, munirsi d’una Barba da Cavalliere.
Metatextualität► Forse, un’altra volta, esporrò la morale di questo Foglio. ◀Metatextualität ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
