Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CCCLX", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.7\360 (1730), S. 44-50, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.4326 [aufgerufen am: ].
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Lezione CCCLX.
Alli pochi, che vivono Felici nel Matrimonio.
Zitat/Motto► perjuria ridet Amantum.
Ovid. ◀Zitat/Motto
Ebene 2► Ebene 3► Brief/Leserbrief► Signor Filosofo.
GIusta la mia promessa vi mando una lista di molte Persone che di tempo in tempo hanno dimandato la Fetta di Lardo al Cavaliere Bertoldo Majale, o a suoi Eredi, tale quale si ritrova in un manoscritto intitolato: Il Registro della Sala di Porcella, e della Fetta di Lardo che vi si tiene sempre pronta.
Alla testa di questo Registro, si [45] vede la Lege, o la istituzione in forma, come l’avete gia pubblicata. Ella è seguita da due Statuti, che le servono di commentario: eccone la sostanza: Che la moglie comparirà a fare la stessa fonzione co’ differenti, e proporzianti requisiti: e che i Giudici esamineranno i Testimonj, o unitamente, o in disparte, come lo ritroveranno a proposito. Or ecco i Casi particolari, che ne ho ricavati.
Ebene 4► “Il Cavalier Albrino Faloppa, e la Dama Grisanta sua moglie furono i primi, che dimandarono la Fetta di Lardo, dopo avere corotti due amici, che attestarono il falso in loro favore, e ferono, che guadagnassero il Lardo. Ma essendo poscia venuti, fra di loro in contesa sopra la maniera di apprestarlo, ne furono per comando de’ giudici privati, e di nuovo nella Sala appeso.
Alisone condusse suo marito Eristano Ruscello con lei; e do-[46]po essersi molto lodata del suo buon naturale, e della sua compiacenza verso di lei, aggiunse, che non dubitava non dovesse anch’egli attestare la medesima cosa in suo favore, e scuotendo Ruscello la Testa, la moglie rivoltatasi, con impeto verso di lui, gli die una buona guanciata.
Ficano Cancelli, dopo essersi accostato a fare la sua protestazione, gionto a quelle parole: S’ella, ed io fossimo soli nel mondo, provò un segreto rimorso, che l’obbligò a fuggire.
Avendo Renardo Poltino, ch’era Cortigiano, ed uomo polito, mostrata esitanza a quelle parole: dopo il nostro Matrimonio, gli venne fatta istanza, che dovesse spiegarsi, ma in vece di rispondere alla dimanda, si estese sopra la grande compiacenza da lui avuta per sua moglie, quando le faceva l’amore, e protestò, che non le aveva mai dato un minimo disgusto per lo spazio d’un [47] anno ed un giorno prima del matrimonio credendo, che fosse lo stesso.
Rigettato.
Dopo, che Cocalino Geniolo nobile, ebbe dimostrato con testimonj irrefragabili, che gli, e sua moglie aveano conservata una intera affezione, fra di loro per, tutto il primo mese del loro matrimonio, chiamandosi generalmente il mese inzuccherato, se gli concedette per grazia un tagliolino di lardo.” ◀Ebene 4
Passarono molti anni, da quanto si osserva nel registro, prima che altro Dimandatore si presentasse alla Sala di Porcella, di maniera, che si poteva quasi dubitare, che tutto il Paese fosse doventato Ebreo, mostrandosi poco desiderio per la Fetta di Lardo.
La prima coppia, che indi comparve, non avrebbe lasciato di ottenerlo, se uno de’ Testimonj non avesse deposto, che ri-[48]trovandosi un giorno a pranzo, col Dimandatore sua moglie, a cui era stata levata la mano da quella d’un Nobile, aveva rilasciata qualche parola, per insinuare, che suo marito meritava bensì il titolo di Cavaliere, e che questo aveva, con alterazione repplicato al vostro dispetto. Ben esaminata da’ Giudici questa relazione, dichiararono, che tale condotta mostrava una irragionevole ambizione nella moglie ed una impropria collera nel marito.
Il Registro ci fà sapere, che una moglie non si ritrovò legalmente qualificata, perche parlando di suo marito, disse: Dio gli perdoni.
E’pure considerabile, che fu rigettata una coppia sulla deposizione d’uno de’ loro vicini, il quale attestò qualmente la Dama avea, una volta detto a suo Marito, che riconoscea essere suo debito l’ubbidire; e ch’egli aveva repplicato: Si, mia Cara voi non avete mai torto. [49]
La violente passione d’una Dama per lo suo Cagnolino. L’avere un'altra licenziata una vecchia Serva. Il conto dell’Oste stracciato dalla Moglie, e quello dello Speciale lacerato dal Marito: una querela sopra il Pane mal cotto. Il pranso guastato; per avere troppo tardato; ed il ritorno a Casa in ore indebite della notte, sono tanti motivi, che hanno cagionata la negativa del Lardo a più di venti dimandatori, i nomi de quali si ritrovano del Registro.
Senza specificare tutti i casi, mi restringerò nell’osservare, che la sentenza proferita contro un certo GervasioCacciatore, porta, qualmente avrebbe potuto frammisticare il Lardo cogli ovi, se non avesse sgridata la propria Moglie una volta, perche erano troppo duri.
La deposizione in oltre, contro Dottorina Zibetta, è conceputa in questi termini; Che era sì bene usurpato il potere furegare nel fuoco, benche il Marito ne preten- [50] desse il diritto, che non permetteva volontieri che il Forcone, ò la Moletta cadessero in altre mani.
Io non ritruovo in questa prima centuria se non due Coppie, che abbino conseguita la fetta di Lardo. La prima era un Capitanno di Vascello, e sua Moglie, che non si erano mai più veduti dal primo giorno del matrimonio, fino a quello, in cui esposero la loro pretensione. L’altra era una Coppia oneste del vicinato; il Marito era di pacifico naturale, ed aveva buon senno; e la Moglie era muta. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1
