Zitiervorschlag: Antonio Piazza (Hrsg.): "Num. 100", in: Gazzetta urbana veneta, Vol.4\100 (1790), S. 797-804, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2660 [aufgerufen am: ].
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Num. 100
Mercordi’ 15. Decembre 1790.
Verona 7 Decembre 1790.
Ebene 2► Ommissis &c.
Un nuovo evidente testimonio abbiamo in questa Città, e Provincia del zelo, del finissimo discernimento, e del benefico animo di S. E. Giulio Antonio Mussati nostro Rappresentante.
Tra le molte opere da Lui fatte, e che lo resero l’oggetto ben giusto della comune estimazione, è singolare quella recente con cui combinando le questioni, che v’erano tra questa Nob. Città, e lo Sp. Territorio, ridusse i due Corpi ad un lodevole accordo pell’acconcio delle Regie strade postali della Provincia. Alle zelanti, ed utili sue applicazioni per un argomento sì importante, ch’era contrastato da Forensi vertenze, non sempre facili a sopirsi, corrispose il buon genio de’due Corpi Contendenti, che seppero, seguendo le sue saggie insinuazioni, preferire alle loro convenienze il ben Pubblico. Averemo adunque al pari delle altre Provincie il conforto di vedere accomodate le nostre strade in ottima forma; ed è per questo motivo, universale l’esultanza, com’è comune il nostro dolore per la partenza vicina di un Rettore, che manifestò del continuo in ogni incontro il suo zelo, ed interesse per i Beni di questa Provincia, che non potrà mia dimenticarsi d’un sì illustre Rappresentante.
Una Società di Uomini amatori della Verita.
Brescia 9 Decembre 1790.
Da un interessante discorso furono condotti due amanti il dì 6 corrente sull’imbrunir della sera sopra le interne mura di questa Città come luogo da loro creduto il più opportuno. Giunti, dopo lungo tratto di strada, in vicinanza della Porta di S. Giovanni fermaronsi, avendo quasi compito il loro ragionamento, ma in strigner l’argomento … che ad entrambi aveva riscaldata la fantasia, inavvedutamente ebbero a precipitarsi nella sottostante Fossa. Il Giovane si è scavezzata una gamba, l’Amante slogato un braccio, male che non corrispose al pericolo in cui incorsero.
Avviso.
Cominciata nel 1784. da Antonio Zatta e Figlj Stampatori e Libraj Veneti l’Edizione del Parnaso Italiano fu riguardata sempre dal copioso numero degli Associati con una bontà tale che [798] fà ed essi Stampatori un onor particolare, e per cui credonsi in dovere di significarne loro pubblicamente la più profonda riconoscenza.
Con la detta raccolta si ebbe in mira di dare un Saggio di tutti i Poeti della nostra Italia, e di formare una Collana in questo genere più compita di quante ne sortirono fin ora. Si dette principio con Petrarca e Dante, e si termina con Metastasio e Frugoni. Lagnaronsi taluni perchè possedendo intere le Opere del Metastasio s’inserirono nel Parnasso cinque Drammi scelti del medesimo; ma rifletteranno, che non si potevano dare li buoni Poeti Italiani estinti, e tralasciare il Maestro de’Drammatici. Molti saranno stati in possesso della maggior parte degli altri Poeti, ma però non sdegneranno di riceverli nuovamente nel Parnasso. Quest’Opera venne circoscritta a soli 55 Tomi: onde non abusare della tolleranza degl’Associati. Si ommette perciò di dare verun Comico del corrente secolo. Oltre a ciò poco si dà riguardo ai Tragici. Si si ristringe al solo Massei con la sua Merope, perchè i gusti ed i genj sono varj ma il vero bello è un solo.
Mancando però otto soli volumi a compiere la Raccolta uno de’quali è uscito recentemente si avvisa il Pubblico che questi contengono: Poemi georgici – Azioni Teatrali giocose – Satirici e Burleschi – Poesie Liriche del Frugoni – Lirici Bolognesi – Lirici misti – Poesie sacre e morali – Poemetti del Secolo XVIII – Anacreontici – Ditirambici – Versi Sciolti – Tragici – Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno – Azioni Sacre. Con tali compouimenti si avrà un faggio dei varj generi di Poesia del nostro Secolo. Entro il venturo anno 1791 – il Parnaso farà terminato; essendosi perciò reso brevissimo il Frugoni prototipo dell’età nostra. Se però li Signori Associati accettarono con avidità li Tomi sin ora pubblicati, si lusingano li predetti Stampatori di un pari favorevole accoglimento anche per li pochi che restano a darsi in luce; confidando in quella generosa bontà che per essi hanno sempre dimostrata.
Libri Ascetici.
366 Giorni dell’anno consecrati alla Passione di Gesù Cristo da Andra Rubbi. Bimesire primo, in Venezia 1791. Da Simon Cordella, Stampatore a S. Gio: in Bragora con approvazione e privilegio.
Questo nuovo tipografo ha avuto il Mss. dall’Autore medesimo, il quale ha diviso le Passioni dei quattro Evangelisti in 366 parti, che formano ogni giorno il soggetto di due paginette Storico e Morale. Saranno sei bimestri, cioè uno ogni due mesi, il suo prezzo è stampato nella ultima pagina così:
Legato in finta pelle, carta grande. Lire 2:
Legato in finta pelle, carta minore. Lire 1: 10
Slegato in carta grande. Lire 1: 5
Slegato in carta minore. Lire 1:
Dalla Reale Stamperia di Cagliari Capitale del Regno di Sardegna son usciti i due seguenti Sonetti a lode del Signor Brigadiere Dona Cleva Governator eletto della Piazza di Crema, e Comandante delle due mezze Galere Venete, relativi al famoso Fatto de’17. Giugno contro de’Tunisini descritto minutamente nell’Aggiunta al num. 67. di questi Foglj. Comparvero all’occasione d’un lauto pranzo, ch’egli diede in quella Città ove ricevette gli onori più distinti, che compensano il sommo merito.
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Del Sig. Angelo Berlendis.
Ex ungue Leonem.
Narra, o Dalmata Eroe: dunque respinto
Fu da sì pochi l’inimico stuolo!
Vera è la strage! e di sì pochi un solo
Sugli estinti da Voi non cadde estinto!
Ma il merto è tuo: tuo fu lo stral che spinto
Volonne al Duce, e rovesciollo al suolo:
Tuo fu l’esempio onde fra l’ira e il duolo
Tosto d’Africo sangue il mar fu tinto:
Tua quella spada, al cui balen l’immonda
Turba piegò le prore; e tua la cura,
Che quattro ne conquassa, e due ne affonda.
Adria immortal! Se i volgar detto attesta,
Che dall’unghia il Leone si misura,
Il Leon qual sarà, se l’unghia è questa!
Del Sig. Giambat. Murena.
Ecco i stendardi, il Mauro stuol dicea;
D’Adria il Leon ecco a difesa accinto:
E in così dir, di quel Leon ridea,
Quasi già fosse incatenato, e vinto.
Ma o qual di Cleva è l’urto! o qual fendea
Entro la turma il fiero acciar sospinto!
A’tronchi busti, al sangue che scorrea,
Mostrò il Leon se fosse vero, o finto.
Previsto avea forse una tal vittoria
L’Adria tra mille dell’età primiera
E nel vessillo ne adombrò la gloria.
Pinse d’un tanto Eroe l’immagin vera,
E di quanti vantò l’avita istoria
Del tremendo Leon nella Bandiera.
In contrassegno di sincera congratulazione
Il Console Veneto ◀Ebene 3
In Senato
Sabbato 11 corr.
Deput. ad Pias Causas Dura mesi 36.
S. Gir. Ascanio Molin.
Conserv. delle Leggi m. 12
S. Z. Ant. Crotta.
S. Zuanne Bonsadini.
In M.C. 12 detto
Cap. a Vicenza Reggim. c.p. m.16
Elez. dello Scrut. cons. dal M.C.
s. Il Diedo qu: Grasp.
in lugo di s. Guido Eriz. Che risiutò.
Offiz. alla Dogana da mar mesi 16.
s. Tranq. M. Bollani qu: Gir.
F. s. Dom Alvise Corner qu: M.A.
Sopra Consoli. m. 16.
s. Alvise Moro qu: Franc. fu 40.
F. s. Agostin Mosto qu: Z. Alv.
Offiz. alla Giustizia Vecchia m.16.
s. Vido Avvogadro qu: Marin fu 40.
F. s. Girolamo Marcello qu: Vet.
5 del Cons. di 40. C. N. alla loro riconferma.
s. Allessandro Memmo.
s. Sebastian Manolesso.
s. Nic. Contarini qu: Zne
s. And. Corner qu: Gir. pr.
s. Gir. Fini pmo. Qu: Vic.
13 detto.
Cap. a Padova Reggim. c. p. m. 16
Elez. dello Scrut. cons. dal M.C.
In luogo di s. Z. A. Memmo che rifiutò.
s. Franc. Morosini pmo. Kr.
Prov. al Cottimo di Damasco m. 16.
s. Gaetano M. Marin qu: Giac.
F. s. Giacinto Corner qu: Ant.
Sopra Uffizj di Suppositi và in Senato
s. v. m. 12.
s. Nic. Corner il Savio agli Ordini.
5 del Cons. di 40. C.N. alla riconferma.
s. Pietro Querini qu: Zne.
s. Lorenzo Tiepolo qu: Alm.
s. Ang. Contarini qu: Ales.
s. Z. Bat. Falier di Zne.
s. Valerio Valier qu: Silv.
[800] Continazione della Causa per l’Eredità Novello.
Fecesi per instanza del Fedele Sig. Gir. Erizzo alla presenza delli due testimonj Sigg. Niccolò Gazzini qu. Filippo, e Nic. Tabacco qu. Is. l’Inventario de’soldi, ori ed argenti dal Desunto lasciati, e si trovarono in contanti nel cancello esistente nella sua camera L. 6632. 10. e nello scrigno oncie 659. 1. 2. d’argenteria, e altri capi preziosi stimati del valore di L. 4590. Li mobili ed effetti del Casino alla Mira furon stimati Lire 2350. 10.
Ristretto dell’intiera Facoltà disposta. All’Ospitale della Pieta D. 20915.
Dono d’un credito alli Sig.
Fratelli Sabbioni 290. 8.
Simile al Gastaldo 200.
Alla Sig. Stella Erizzo Toaldo 3548. 9.
Al Fel. Gir. Erizzo Capit. di D. 4500. ess. sono cor. 5806. 11.
Al sud. in promiscuità colla Sorella Caterina per valor di mobili e anelli 1321. 6.
Alli sud. Frat. e Sor. in promiscuità Argenteria oncie 659. 1. 2. Denari ritrovati e crediti esatti Duc. 1233. 18. da’quali sottratti ne sono 802. 14. per le spese di malattia, funerali ec.
Rimasti a benefizio della Sig. Cat. Erizzo Erede residuaria 431. 4.
Più ad essa crediti da esigersi 2275. 16.
Credito rimesso all’arbitrio del Commissario 68. 9.
Totale della disposte Facoltà Duc. 34856. 15.
A’30. Aprile dell’anno scorso su prodotta all’Eccell. Avvog. Priuli la seguente Querela.
Mancato di vita li 19. Apr. cor. il Fedel Gaet. Novello qu. Gio. Ant. D’anni 83. c. dopo 23 giorni di mortal malattia, vedesi con sorpresa pubblicata certa tal qual carta appar in data 31 Marzo p. p. scritta dal Not. Sig. Gius. Longo, che asserisce d’avergliela scritta come sua confidente Persona, neppur sottoscritta da esso Novello, e pretesa rogarsi dal med. Not. Longo nella riflessibile giornata 12 Apr. cor. affermando d’avergliela letta da solo a solo, con la qual Carta preterindosi affatto l’unico suo Frat. Reverendis. D. Moisè Novello Piov, di S. Gio: Elemosinario di Rialto, e lasciando un tennissimo Legato, ed un crudele rimprovero all’unico suo Nipote ex Sorore, viene divisa tutta la riguardevole sua Facoltà trà Persone estranee, che abitavano nella sua Casa da lungo tempo ed altri Legatarj, trà i quali l’Ospital della Pietà.
Confrontando detto Rogito in cui il Not. asserisce esser il Testatore sano di sensi, aver egli scritta la Carta inferta come Persona sua confidente, ed avergliela letta da solo a solo, riconoscerà la Giustizia al confronto della Carta med. e della verità de’fatti, essere il Rogito stesso arbitrario, convinto, e contenente falsità, e quindi mai valevole a dar anime, e vigore di validità, ed attendibile disposizione Testamentaria, o ultima volontà del Desunto alla Carta sud sicchè abbia a restarne diseredato il sangue dalle Leggi chiamato, ed abbia in vece a disperdersi la sua eredità a benefizio di estranei. E però umilmente si presenta all’autorità e giustizia dell’Eccell. Stola Avvogaresca esso Reverendis. D. Moisè Novello Fratello del desunto Fedel Gaetano, e querelando esso Rogito come arbitrario, convinto, e continente falisità insieme con l’inserta Cedula scritta tutta di solo pugno dello stesso Notajo, riverente implora la Intromissione di detto Rogito, e Cedula pretesa rogarsi onde il tutto dai voti Sovrani d’un Cons. Seren. di 40. [801] levato dal Mondo, abbiamo poi luogo gli effetti tutti di Giustizia per quanto sarà opportunemente rassegnato. Grazia ec.
A questo passo è necessario avvenire, che nel Testamento stesso nel precedente Foglio, contiensi riguardo al Piovano Frat. del testatore. Ch’egli nel Marzo 1786. rinunziò ogni sua azione in fraterna a di lui favore in atti dello stresso Not. Longo, onde lasciarlo liberamente disponere in morte di tutto ciò che avrà in libero potere.
Metatextualität► Sarà conchiuso nel Foglio venturo. ◀Metatextualität
Fu dispensato a pubblica cognizione un Proclama sotto il giorno 4 corr. dell’ Eccellentiss. Conferenza de’Deputati ed Aggiunti alla Prov. del Denaro, Governat. dell’Entrate, Savj Cassieri attuale ed uscito, e Deputati alle Tariffe: per la nuova configurazione del Dazio acqueviti della Dominante, e di tutto lo Stato della Terra-Ferma, e delle Provincie Suddite dell’Istria, della Dalmazia, e dell’Isole del Levante, approvato con Decreto dell’Eccellentiss. Senato 18 Nov. 1790.
Leggesi “Che per animare con provvidi oggetti di Agricoltura, d’Industria, e di Commercio, la distillazione, e la fabbrica dell’Acquaviti e Rosolj, avendo l’Eccellentiss. Senato stabilito, che la Pub. Regalia, tanto nella Dominante, che nella Terra-Ferma si verifichi in avvenire cominciando dal primo Gennaro p. v. sopra la vendita al minuto, è perciò Pubblica volontà, che annullate ed abolite tutte le Capitolazioni, Ordini, e Discipline sin ora emanate sopra questa materia, debba essere in avvenire unicamente, ed inviolabilmente eseguito quanto contiensi ne’14 articoli del med. che per la loro estensione non devon esser da noi che accennati.
Seguendo il costume d’avvisare i cangiamenti del Ministero alla Successione de’Reggimenti, ora ci corre debito di presentar a’nostri leggitori i seguenti nomi delle Persone impiegate in quello di Brescia ch’attualmente fostiensi dall’Eccellentiss. Odoardo Collalto Cap. e Vic. Pod.
Vicario il Nob. Signor Gio: Antonio Brocchi.
Giudice al Malefizio il Nob. Signor Rinaldo Gregis.
Giudice alla Ragione il Nob. Signor Giacomo Lotti.
Cancel. Pretorio l’Illustriss. Signor Giuseppe Galvani.
Cancel. Presettizio l’Illustriss. Signor Mario Paleocopa.
È partito…. per Verona a dare il cambio in quel Reggimento a S. E. il Sig. Giul Ant. Mussati, l’Eccellentiss. Sig. Franc. Pisani.
Non accetta, per quanto sentesi, l’incarico di Capit. di quella Città, e Provincia, il N. H. s. Zuanne Corner rimasto vedovo d’una moglie, ch’era una delle più saggie ed amabili Dame, rapita instantaneamente al figliale affetto delle LL. EE. Elisabetta Corner Grimani, e Laura Corner Mocenigo, stimabili eredi delle materne virtù morali; e amaramente compianta da quanti conoscevano in pratica la di lei bontà.
Avviso al Pubblico.
Pietro Torre Librajo Veneto ha già pubblicato il Num. VI. dell’Annuale Veneto Istruttivo ec., per l’Anno 1791.
L’annesso Indice del suo contenuto, sarà ad evidenza comprendere, che on si risparmia cura e diligenza onde vieppiù sempre divenga questa piccola raccoltina degna del pubblico compatimento.
Li venditori di questo N. VI. potranno anche compire la Serie degl’antecedenti o intieri o spezzati. Vivi felice.
[802] Indice
Di quanto si contiene nell’Annale Num. VI. 1791.
Appartenenze dell’Anno.
Feste Mobili.
Quattro Tempora.
Epoche diverse.
Notizie de’tre Calendarj cioè il Vecchio, il Gregoriano, ed il Riformato.
Tavola del Levar del Sole, Mezzo giorno, e Mezza notte.
Giornale per l’anno 1791.
Alcune Fiere dello Stato Veneto.
Banco del Giro in Venezia.
Usi in Venezia delle Cambiali di tutte le Piazze.
Arrivo, e Partenza di tutte le Poste nella Città di Venezia.
Idea del Governo della Serenissima Repubblica di Venezia, ove si rilevano l’ispezioni ed autorità de’differenti Corpi Sovrani che la compongono ec.
Origine de’Nobili, de’Cognomi ec.
La Notte.
La Luna.
Storia delle Crociate, ossia della Guerra per l’acquisto della Terra Santa.
Cronologia de’Papi, ossia Compendio della Storia della Chiesa.
Notizie riguardanti l’Elezione dell’Imperator de’Romani, e sua Coronazione.
Cronologia Genealogica degl’Imperatori d’Occidente da Carlo Magno fino a Giuseppe Il.
Serie Cronologica di tutti li fatti accaduti in Europa da 1 Nov. 1789, a 31 Ott. 1790.
Serie de’più raguardevoli Sovrani dell’Europa.
Serie degl’Eminentiss. Cardinali della S. Romana Chiesa.
Bastimenti arrivati 3 corr.
Piel. P. Pietro Sfriso ven. da Ravenna con 27 mazzetti canape grezzo.
Peota P. Santo Ballarin ven. da Ravenna con una cassetta frutti, 2. bot. E 6 cassette tartaro. 3. bal anici, 6 cas. pignoli curati, un involto panni usati.
Piel. P. Martin Velsich ven. da Porto Re con 100 mazzi doghe, 1048 fascj dette, 153 remi di fagher, 128 stanghe da calesse, 119 padelle, 306 fascj sontelli.
4 detto.
Bat. P. Dom. Zenaro ven. da Trieste con 80 st. carubbe.
5 detto.
Bat. P. And. Vianello ven. da Trieste con 19 m. limoni per Chiozza.
Pinco Cap. Gius. Passanese Napol. da Trieste vuoto.
6 detto.
Nave Diligente Cap. Jemes Penson Inglese, manca da Pensanze li 26 Ott. rac a sè med. con 800 bar. cospettoni, e 14 bar. salamoni.
Piel. P. Giov. Vianello ven. da Piran con 100 mog. sale.
Piel. P. Dom. Vianello ven. da Piran con 281 mog. sale.
7detto.
Brich Cap. Luigi Vianello manca da Corfù 17 giorni rac. al Sig. Ang. Papadopoli con 300 st. sem. di lino 50 m. valonia, 65 cai e 6 carat. oglio.
Polacca Cap. Bart. Monti Napol. manca da Napoli li 20 Ott. e da Messina li 4 Nov. rac. a sè med. con 52 sac. mandole, 51 bar. uva da Lipari; 11 bot. sugo di limon, 3 vasi spirito di Bergamoto, 48 cas. e 10 m. limoni.
Chec. Cap. Fr. di Paolo Papi Raguseo ven. da Trieste vuoto.
9 detto.
Piel. P. Vic. Vianello ven. da Piran con 130 mog. di sale.
Brac. P. Gio. Bat. Viezzoli ven. da Trieste con 7 sac. filati, 3 bot. e un fag. cera g. 8 bar. sortiti, un bar. Trementina, 4 bot. crogiuoli, 5 bar. chiodi e 2 bar. ferram.
Piel. P. Mat. Pizzari ven. da Piran con 178 mog. di sale.
Piel. P. Ales. Rosada ven. da Piran con 169 mog. di sale.
Brac. P. Giov. Magnaron ven. da Trieste con un bar. arg. vivo, 16 bal. gotton, un bar. trementina, 50 bal. lana calcina, un bar. crauti, 10 cas. sugo di liquerizia, 3 cas. tele, 3 bar. cera g. un bar. chiodi, 42 baze fil di ferro, 7 cas. acciaj.
Brac. P. Gir. Moretto ven. da Trieste con 2 bot. crogiuoli, 17 bar. grippola, un fag. pellizzarie, una cas. libri, un bar. ferramenta, 5 bar. e 22 baze fil di ferro, 6 bar. fortiti, un bar. chiodi, un bar. padelle, 6492 lib. baccalari, una bot. cera g. 4 bar. chiodi, 4 bal. canape, una cas. e un bar. tele.
Piel. P. Arcang. Brunetti ven. da Macasca, Spalato, Traù, e Zara con 100 quarte mandole 6 cai oglio, 2 cai detto morga, 8 bal. cordovani e montoni, 6 cas. orpimento, 22 fag. cera g. 2 barilotti formaggio, 108 bar. susine, 2 fag. vestiti alla levantina, 2 cas. cand. di sevo, 13 bal. lana 2 bar. grasso di pesce, 825 pel. becchine e tosoni, mille bariletti di fighi, 12 sac. mandole d’armelino, un fag. sustagno di ritorno.
Pinco Cap. Aniello di Lavro Napol. da Trieste vuoto.
Pinco Cap. And. Ant. Vuollo Napol. da Trieste vuoto.
Si diede avviso al num. 13 di questi Foglj del vero, e particolar Secreto del Bianchetto di Francia, il cui uso interamente corrispose a’desiderj delle Signore Donne, avendolo esse sperimentato col miglior effetto senza provare il menomo nocumento, perchè in esso non v’entra nè biacca, nè mercurio, nè alcun altro minerale, da cagionare verun incomodo, adoperandolo con pomate, o steso su pannolini asciutti.
Uendesi dal Muschiere in Merceria dell’Orologio all’Insegna della Realtà di rimpetto al Negozio Calvi, e per maggior comodo, e facilità di spesa sarà distinto in vasi da L. 4, ed in vasi più piccoli da L. 2 l’uno di costo.
Avvertesi che questo Bianchetto non si trova in vendita, che dal solo Muschiere suddetto, il quale n’è l’unico legittimo dispensatore:
Un Giovine di bella figura, che sà ben pettinare da uomo, e da donna, cerca di prender servizio in qualche Famiglia per cameriere.
Il suo ricapito è al Caffè del Veneto Eroe sotto le Procuratie nuove.
D’affittar.
Casa in Contrada di S. Stae in faccia Cà Carminati per la via di terra con Riva, Pozzo, Magazzini, Appartamento Nobile, ed altro con Camerini, ed altri luoghi ad uso di servitù per l’affitto di Ducati centoventi da L. 6: 4. all’anno.
Le Chiavi sono appresso il Signor Giovanni Corazza Caffettier al Ponte de’Ferali S. Giuliano.
Casa in Campo di S. Boldo in quattro Appartamenti, cioè: Mezzadi, ed Appartamento Nobile con Porta, e Scala promiscua col rimanente della Casa, e con altra Porta, e Scala separata, che mette nel Campo suddetto; ed Appartamento di sopra, Camerini, Pozzo, Mato, Magazzini, e Riva in Casa per il [804] prezzo d’annui Ducati duecento novanta da L. 6: 4
Avvertasi, che li Proprietarj dessa atteso comodo di Porta, e Scala separata, non sarebbero lontani dal far anche due separate affittanze.
Le Chiavi pur di questa sono appresso il suddetto Corazza.
Jeri 14 corr. da questa Compagnia de’Fedeli Corrieri della Serenissima Signoria, in luogo del desunto Marini su eletto per suo Interveniente l’Eccellente Signor Giuseppe Fossati.
Teatri.
Chi conosce la nostra premura d’informar giustamente il Pubblico sul destino degli teatrali spettacoli, e di rendere la dovuta giustizia a chiunque merita applausi, potrà persuadersi senza difficoltà, che la necessita di certe ritrattazioni non ci è mai dura e spiaccevole quando vaglia ad applicare le lodi a quelli a cui appartengono, e che furon taciuti per informazioni prese a volo, o comunicateci falsamente. Se n’ebbe una recente prova nella pubblicazione del Biglietto che mise in chiaro gli Autori de’superbi pezzi di musica cantati nel nobilissimo Teatro a San Samuele. Ora ne diamo un’altra manifestando che da cognita mano di venne l’avviso, che la scena dell’atto terzo dalle parole ah! Che dissi infelice fino alla fine del Dramma, su posta in musica dal Signor Maestro Gazzaniga. Chi ce lo scrisse indirizzaci alla stessa inarrivabile Signora Todi per conoscenza del vero.
Instancabile la Comica Compagnia del Teatro a San Gio: Grisostomo nello studio, e produzione di cose nuove pose l’altr’jeri in iscena una mai più rappresentata Tragedia di S. E. il Sig. Conte Alessandro Pepoli intitolata Adelinda e Romeo già stampata nella Raccolta de’suoi teatrali Componimenti. Noi abbiamo la dispiacenza di non avere potuto intervenirci. Le voci universali s’accordano a un comune elogio, e siamo almen soddisfatti di potere, senza far alcun violenza al nostro carattere, secondarlo, estenderne il suono, ed ammirare di nuovo nel plaudente consenso degli spettatori il talento multiplice di questo giovine nobilissimo Autore.
Commedie per questa sera.
A Sant’Angiolo.
Il Marito delle quattro Mogli con Arlecchino porta Lettere.
A S. Gio: Grisostomo.
Rep. Adelinda e Romeo Tragedia di S.E. il Signor Conte Ales. Pepoli.
A San Luca.
Rep. Le Smanie di Pietro Re di Portogallo ec.
Dopo queste recite staranno chiusi per dieci sere i Teatri, e il loro raprimento porgerà nuova interessante materia pe questi Foglj. ◀Ebene 2
Ricapiti per le Notizie ed Assocciazioni di questo Foglio.
A S. Bartolommeo in Calle Stretta del Colombani Librajo
A S. Giuliano dal Curti Librajo appresso il Caffè i Menegazzo.
Si paga un Zecchino all’anno anticipato, o diviso in Semestri, e ogni Assocciato è servito due volte alla Settimana alla sua abitazione, o ricapito.
Le Assocciazioni si ricevono in qualunque tempo. ◀Ebene 1
