Zitiervorschlag: Antonio Piazza (Hrsg.): "Num. 26", in: Gazzetta urbana veneta, Vol.4\026 (1790), S. 107-207, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2589 [aufgerufen am: ].


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Num. 26

Mercordì 31 Marzo 1790.

Ebene 2► Savio in Settimana per la presente.

s. Alvise Zusto

In Senato. 27 cor.

Proveditor alle Beccherie m. 24.

s. Alvise Barbarigo

Scansadore alle Spese superflue m. 24.

s. Angiolo Carminati.

Capi dell’Eccelso Cons. di X per il p. v. Aprile.

s. Zuanne Zusto

s. Silvestro Valier

s. Alv. Mocenigo Primo K.

Capi del Cons. di 40 al Criminal per il p. v. Aprile e sus. Maggio.

s. Ant. Baseggio

s. Z. Vicenzo Tron

s. Gasparo Dolfin

V. C. s. Nic. Contarini

s. Almorò Condulmer

Del Cons. di 40 C. v.

s. Laz. Ant. Ferro 1mo.

s. Z. Alv. da Mosto.

s. Gir. Ant. Bragadin

V. C. s. Zuan. Valaresso

s. Rizzardo Balbi 1mo.

Del Cons. di 40. C. N.

s. Zuanne Grimani

s. Z. Polo Trevisan

s. Domenico Muazzo

V. C. s. Pietro Ant. Trevisan

s. Marco Foscolo

Del Collegio de’XXV.

s. Pietro Gir. Venier

s. Angiolo Molin

s. Zuanne Semenzi

V. C. s. Franc. M. Bragadin

s. Federico Calbo

Del Collegio de’XV.

s. Andrea Tiepolo

s. Alvise Tron

s. Antonio Morosini

V. C. s. Marc’ Aur. Soranzo

s. Gasparo Moro 1mo.

s. Alv. Ant. Bragadin.

Memoriale di S. E. Rev. Mons. Nic. Sagredo Arciv. d’Udine risponsivo a quello della magnifica Com. di Sacile, presentato il dì 29 Gen. 1788. inserito nel Foglio precedente.

“Vantano con somma franchezza li Deput. del Nob. Cons. della Com. di Sacile, nel Mem. 2 Marzo 1785 prodotto innanzi V. S. e per il corso di 3 anni abbandonato, titoli di laico Jus patronato sopra l’elez. del Par. di quella Chiesa di S. Niccolò, quali appunto si renderebbero necessarj per ispogliare del naturale diritto della libera collazione di quel Benefizio par. Monsig. [202] Arcivesc. d’Udine subentrato nelle azioni, e prerogative del Patriarcato d’Aquileja, ch’e l’ordinario Collatore di tutti li Benefizi esistenti entro i limiti della propria Diocesi, ma dalle carte ultimamente prodotte per appoggio del loro capriccioso ricorso non apparisce alcun legittimo titolo valevole al mal disegnato spoglio, risultando anzi dall’esame di queste li tentativi in altri tempi fatti da detta Comunità, e gli abusi in altri tempi osservabili ritenuti per appropriarsi quell’azione, che non le compete, e, che non ha mai potuto sostenere a spoglio del Prelato ordinario, collatore di quel Benefizio.

Dal rinnovato esperimento pertanto ultimamente riassunto, come destituto, e mancante di qual si sia legittimo appoggio, difende Monsignor Niccolò Sagredo Arcivescovo d’Udine la sua Sede tutelata dal Canonico Diritto, e da una Serie di fatti luminosi corsi nel giro di trascorsi Secoli, che convincono anzi pienamente l’infondato assunto di detta Com., ed applicati alle vanissime dicerie, pretesti, e supposti, coi quali restò concepito esso M[...]m. 2 Marzo 1785. implora riverentissimo la Sovrana licenza di Vostra Serenità, onde resti la Sede Arcivescovile preservata nella libera Collazione di esso Benefizio, non competendo alla Com. sud. immaginabile azione e ragione allo spoglio malamente intentato, per quanto sarà in ogni esame di Canonico diritto, di ragione, e di fatto adotto, e rassegnato, salvis ec.”

I varj documenti d’ambe le Parti prodotti in Causa accennati saranno nel v. Foglio di Sabbato.

Il non aver aggiunto altro di più alla prima notizia infausta delle tre povere persone trovate morte a Padova, fec’entrare alcuni in sospetto, che il fatto non fosse vero, e più d’uno ce lo comunicò in iscritto, ed a voce. Come ci venne da mano cognita, e degna di fede, così non abbiamo mai dubitato della sua veracità: ed ora lo possiamo ratificare per la testimonianza d’un Signore, che trovavasi in quella Città nel giorno della funesta scoperta. Ci disse, ch’uno di quegl’infelici era uscito di fresco dall’Ospitale ove soggiacque alla cura d’una cancrena; che dormivano in letti ad affitto in due soloaj d’una casa quasi diroccata, ricetto di pitocchi; e che si credeva fossero morti avvelenati da qualch’erba mortifera mescolata nell’insalata.

In Lettera de’26 cor. abbiamo che alla replica del Pimmalione il Babbini, e la Pitrot piacquero più che prima; e ch’esso cantò egregiamente anche un’aria sua favorita udita a Vicenza. Che tale divertimento fu fatale al nob. Sig. C. Gio: Bat: Roberti di Beffano, il quale per goderlo la prima volta, nel suo ritorno alla Patria, intimorito da una cavalla focosa balzò della sedia, e si ruppe una gamba. S’è udita colà questa disgrazia con sommo rincrescimento. Aggiungesi che due Ragazzi venuti a contesa nel giuoco delle palle per un bezzo la terminò colla morte d’uno d’essi d’anni 16 ferito dall’altro che ne aveva r4. Che i Sacri Orator del Santo, del Duomo, degli Eremitani, terminano con gloria le loro fatiche.

Continuando a tenore di nostra promessa la descrizione de’Vicariati d’elezione del nobile generale Consiglio di Padova ora riporteremo l’articolo tratto dalla citata Opera del Tentori, che riguarda Anguillara, e in appresso ci occuperemo del resto.

“Quantunque nella Terra d’Anguilaria risieda un Vicario mandato dal Consiglio di Padova, ella però col suo distretto è poco considerabile. Giace Anguillara alla sponda settentrionale dell’Adige, che la rende mercantile. La sua popolazione si fa ascendere a 2 mila persone, e quella di tutto il Distretto, che comprende due soli Villaggj, arriva a circa tre mila. Furono ne’rimoti tempi rinomati i Laghi di Anguillara prodotti dalle inondazione dell’Adige, come si può rilevare dal Conte Carlo [203] Silvestri nelle sue Paludi Adriane a carte 137.”

Metatextualität► Da Treviso ci è venuto il seguente Sonetto risponsivo per le rime a quello da noi dato in luce sull’aprirsi del Sepolcro del celebre Marchese Maffei. L’Autore fingesi poeticamente l’illustre Defunto. ◀Metatextualität

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Sonetto

Lisca, All’aprir della feral mia fossa

Veggendoti chiamar l’antico pianto,

Si scossero in allor le mie fredd’ossa

Coperte, e cinte da funebre manto.

E fin qua negli Elisi omai s’è scossa

L’alma felice a quel sonoro canto,

Sicchè sorpresa, ed agitata, e mossa

Essa restonne a tal novello incanto.

E mentre al tremolar di tetra face

L’occhio sicuro intorno, intorno ho fiso

Ti scorsi allor, qual’uom che piange, e tace.

Dirti volea mio Lisca io ti ravviso,

Consolati per me, ch’io vivo in pace,

Ma mi proruppe un pianto amar sul viso. ◀Ebene 3

Chiudendosi col presente giorno il mese prescritto alla proroga devon essere, in conseguenza dell’avviso che la stabilì, presentati dentr’oggi tutti i modelli per il nuovo Teatro, concorrenti al premio.

Per ora non possiamo avanzare sotto la condizione del si dice che queste notizie.

Saranno da 16 in 17. Verranno esposti in due cameroni della Casa che serviva all’eccellente Avvocato Lorenzoni, al cui disfacimento diedesi mano nella parte superiore.

Li tre Giudici destinati alla conoscenza, ed informazione delle loro bellezze, e de’loro difetti sono il nob. Sig. Conte Stratico rinomato Professore dell’Università di Padova, il Sig. Cav. Fontanesi celebre Pittore Scenico, e il M. R. P. M. Buratti C. R. S. gran conoscitore d’Architettura, e che per diletto in essa si esercita, essendo di suo disegno il campanile, che attualmente s’innalza nell’Isola di S. Giorgio. Sulla loro relazione (non si scordi il dicesi) seguirà la ballottazione della Società, che colla pluralità de’voti assegnerà il premio a quello che sarà creduto il più degno trà i modelli scelti da’Giudici per la ballottazione antidetta. Metatextualität► In attenzione d’ulteriori, e certe notizie su questa materia, che molto servirà a questo Foglio, diamo intanto il seguente avviso indirittoci dallo costruttor d’un Modello. ◀Metatextualität

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Sig. Gazzettiere.

“Essendo stato pubblicato tanto col Foglio Notizie del Mondo, come col mezzo della sua Gazzetta, che dentro dello spirante Marzo si debbano presentare i Modelli, e i Disegni per la fabbrica del Nuovo Teatro, ella è pregata di far noto, che un Dilettante non avendo potuto terminare, attese le sue occupazioni, un Modello, lo pre-[204]senterà tal quale si ritrova, che anche dall’abbozzo si potrà rilevar la sua idea, che può esser utilissima, e corrispondere all’eccitamento, d’avere un architettura che nell’esterne adiacenze particolarmente riesca di ornamento decoroso.” ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3

Padova li 26 Marzo 1790.

“Giersera si diede compimento alle quattro Accademie di Musica de’Signori Scolari eseguite nella Sala del Palazzo Pretorio. Nell’ultime due sere fu cantato il Pimmalione tradotto dal Signor Antonio Simon Sograffi, e posto in Musica dal Signor Gio: Battista Cimador dalli Signori Matteo Babini, e Carolina Pitrot col solito applaudito successo di questi due ben noti, e celebri Soggetti. In dette Accademie si distinsero coi loro rispettivi concerti li Signori Pietro Ferlendis, Giacomo Migliorini, e Girolamo Baratti. L’ordine dell’Accademia, l’esecuzion in complesso della stessa, la decorazion della Sala formarono un superbo spettacolo, e trattenimento al gran numero di nobilissime Dame, e rispettabili Personaggj, che vi intervennero, fra’quali S. E. Z. Zambattista Da-Riva Podestà V. Capitanio di questa Città, e che fecero universalmente applauso all’egregia condotta dei cinque Giovani Scolari, che promossero, e presiedettero alle mentovate Accademie, ed al saggio, ed accostumato contegno di tutta la scolaresca diretta da’suoi Signori Sindici.” ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3

Brescia 28 Marzo 1790.

“Vacato per la morte recentemente eg uita del Reverendissimo Signor D. Giacomo Binetti il Benefizio Parrocchiale della Terra di Cellatica fu jeri eletto con giubilo universale di ogni ordine di persone all’onorifico posto di Arciprete o sia Rettore della medesima l’illustre persona del Reverendiss. Signor Abate Don Pietro Dalalio, soggetto di sublime merito, e profonda dottrina dotato. Esso fu Cappellano per molti anni dell’Oratorio di San Rocco di questa Città, la cui perdita viene compianta amaramente dalli Confratelli del medesimo.

Fu jeri sera a profitto del ristauro de’pubblici stradoni il ricavato dalla compagnia de’Saltatori; grandissimo fu il concorso, e tale, che se l’anfiteatro, fosse stato dieci volte più grande ancor bastato non sarebbe a capirvi il popolo, che a stuoli tornava indietro per non trovar posto: dicesi che il ricavato abbia oltrepassate le cinque mila lire. Sperasi che detta compagnia trattener possasi in Brescia sin dopo le prossime sante Feste, per appagar le brame, e desiderj de’Signori Bresciani.

Vi sono stati dei belli spiriti che posta hanno in ridicolo la descrizione del delizioso Casino di Campagna dell’Ex-Gesuita Illustriss. Sig. Abate Agostino Tajardini del precedente Foglio esistente nella Terra di Rovato in vicinanza a quello dell’Illustre Famiglia Guadagni: Questi tali supplicati restano d’andar prima ad osservarlo, e poi criticarlo, se hanno coraggio. Sono con tuta la stima esibendomi ad ogni suo comando.” ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3

Quesiti.

Se estinguendosi il genere umano, a quale de’bruti si potrebbe dare il governo del Mondo.

Quale sia la maniera precisamente, che usar possa una donna per annojare, e perdere un amico, che da qualche tempo le sia vicino, con impegno.

Metatextualität► La memoria ci suggerisce un Articolo, che diamo tradotto in risposta al primo. Lo scherzo satirico appropriato ad altre Nazioni non sarà mai riguardato come un’offesa alla nostra. L’abuso, e l’ignoranza, nelle dignità, nelle cariche, e nell’arti, danno ovunque argomento alle censure: l’onore e il merito di chi le esercita son impenetra-[205]bili usberghi agli strali dell’invidia, e della maldicenza. ◀Metatextualität

Ebene 3► Exemplum► “Un Inglese s’è determinato a comporre un Libro col titolo di viaggio sotterraneo la cui morale è ad un tempo eccellente, e piacevole. L’Autore di questo viaggio è stato nell’interno del nostro Globo, e verso il centro della terra ha scoperto un gran numero di Paesi abitati: egli ha immaginato quelle tante nazioni delle quali i nostri moderni Filosofi avrebbero d’uopo per popolare i lor nuovi Mondi. Queste Nazioni non pensano nè agiscono come noi, e non ha sempre torto.

Nell’Impero degli alberi, e degli animali, ogni bestia ha un impiego convenevole al suo carattere, ed al suo talento. I Leoni, per la grandezza d’animo, e del loro coraggio, son generali d’armate; gli Elefanti, la cui sagacità è meravigliosa, e il giudizio ammirabile, son i membri del Consiglio; tutte le dignità della Corte son occupate da’Camaleonti. Gli Orsi, e le Tigri compongono le truppe di terra; i Bovi ed i Torri quelle di mare, perchè essendo coraggiosi e ostinati, e nello stesso tempo semplici e docili, son molto proprj ad abitare questo procelloso elemento. Il Governo vi ha fondato una scuola di vitelli per instruirli nell’arte della navigazione, e per farne de’Capitani di vascello, e degli Ammiragli. Gli alberi per la loro drittura, son creati giudici della Nazione. le oche sono gli Avvocati del Parlamento; le Gazze non perorano che nelle Giurisdizioni subalterne. Le Volpi hanno le cariche di Plenipotenziarj; d’Inviati, di Consoli, d’Agenti, di Secretarj d’Ambasciata. Gli uccelli di rapina son proposti all’amministrazione degli Ospitali, e de’beni di quelli che sono morti senza aver fatto testamento. I Caproni, che hanno le corna da attaccare, e difendersi, e una venerabile barba non posson essere che filosofi e grammatici; le Talpe, e i Ghiri son lavoratori o fermieri; gli Uccelli i Lacchè e Postiglioni; gli Asini Cantori, i Rosignuoli Musici, i Galli Sentinelle, i cani Portinaj, i lupi Tesorieri o Finanzieri, gli avoltoj Ajutanti ec.” ◀Exemplum ◀Ebene 3

Quanto al secondo Quesito sarebbe fare un torto alle Signore che vogliono liberarsi da qualche Amico supponendole in bisogno delle nostre lezioni. Son esse sì perite nella scaltrezza necessaria a’lor fini, che potrebbero dettare ex Cathedra nell’università dell’umana malizia.

Ma se mai alcuna colla volontà, e col cuore di farlo mancasse delle nozioni comuni al suo sesso, per iscogliersi da un’amicizia, oh la Gazzetta per Bacco non assume l’uffizio d’esserle in questo Maestra; e si contenterà piuttosto di dire in altro Foglio qualche cosa di relativo all’argomento, come la insinua l’Autor di questo Quesito.

Notizie Sacre.

“28. Marzo. Domenica dell’Ulivo. Santa Chiesa rappresenta in questo dì l’ingresso di Gesù Cristo in Gerusalemme colla folla del popolo raunato in quella Città per celebrare la Pasqua il quale venutogli in contro stendeva le proprie vesti per dove aveva egli a passare, e accompagnava l’interna allegrezza con festose acclamazioni dicendo: Hosana cioè salute al Figliuolo di David. Benedetto chi ci viene in nome del Signore.

Sua Serenità è intervenuta la Mattina alla Messa solenne in San Marco, ed ha assistito alla Benedizione dell’Olivo, e alla Processione che è cerimonia notabile, col gettar dalla Ringhiera della Chiesa Colombe ed Uccelli, alla presenza del Doge e della Signoria; in commemorazione e rappresentazione che fa il Signore nell’entrare in Gerosolima, che viene accompagnato con allegrezza dal Popolo e da’Fanciulli. Anche il dopo pranzo Sua Serenità è intervenuta nella sua Ducal Basilica alla Predica, e fù l’Oratore l’attuale di [206] S. S. Silvestro che è Bernabita. Dopo la predica si portò Sua Serenità, a ricever il Perdono nella Chiesa dell’Ospitale della Pietà, ed anche nella Chiesa di Monache Francescane detta il Sepolcro.

Ritrovo nel Protogiornale Veneto Perpetuo stampato l’anno 1690. da Gerolamo Albrizzi a Carte 62 il seguente paragrafo.

Da questo giorno (cioè dalla Domenica dell’Olivo) sin tutta l’ultima Festa di Pasqua li Debitori non possono esser posti in prigione.”

Libri Nuovi.

Raccolta di Memorie delle Pubbliche Accademie di Agricoltura, Arti e Commercio dello Stato Veneto. Tomo Primo in 8vo grande ed in bella Carta. Presso Gio: Ant. Perlini. L. 3:10.

Dalla Dedica dell’Editore agl’Illustrissimi, ed Eccellentissimi Signori Provveditori sopra i Beni Inculti intendesi esser questa una Collezione completa delle Memorie, che furono mandate al suddetto Eccellentissimo Magistrato sin al tempo in cui cominciò il Giornale d’Italia che settimanalmente dispensasi dal prefato Perlini, il quale comprende le recenti che vengono offerte alle LL. EE. e son frutto benemerito degli studj e delle accurate sperienze di tutte le illustri Accademie Georgiche ed Economiche della Città di questo Serenissimo Dominio, atte a promovere il miglioramento della Rurale Economia, per cui dalla Pubblica provvida Sapienza furono istituite, e sono munificamente protette. S’intende in oltre che il prenominato Librajo ebbe l’onore d’essere prescelto ad effettuare tale Raccolta, con la somministrazione degli Esemplari del proprio Archivio di quell’Eccellentissimo Magistrato, rassegnati dalle prefate suddite Accademie.

Sicchè gli Associati al periodico Foglio il Giornale d’Italia concorrendo all’acquisto di quest’Opera uniranno a’numeri volanti quanto precedentemente ad essi fu scritto su tali materie; e quelli che si assocciano alla medesima devono aver interessa a prendere anche il Giornale per fornire al loro utile e dilettevole studio le scritture antiche e moderne onde perfezionare la Collezione.

Nel prossimo v. Aprile uscirà il Tomo secondo, e di quattro in quattro mesi i successivi con fedeltà ed esattezza. L’importanza, e de’tomi, e de’fogli periodici, merita una copiosa assocciazione, che si và felicemente avviando, e giunger dovrebbe al segno sperato dall’Editor benemerito.

A mon retour de la campagne, Monsieur, j’ai lu votre rèponse à la lettre, que j’ai en l’honneur de vous ecrire.1 La plupart des personnes aux quelles j’ai entendu agiter la question de la surditè & de la cecitè, ont ètè de votre sentiment; mais il s’en est trouvè quelques unes de l’avis tout-à-fait opposè, & dont les raisonnemens m’ont quelque fois paru balancer ceux de leurs adversaires. C’est leur opinion que je prends la libertè de soumettre à votre examen, & non la mienne que j’ai la prèsomption d’opposer à la votre.

Le sourd, disaient ces partisans des oreilles, est toujours seul, il vit dans une solitude profonde & continuelle; envain la nature a donnè aux hommes, la facultè de se communiquer leurs idèes aussi rapidement qu’ils les concoivent, il ne jouit plus de cette prèrogative qui distingue son espece de toutes les autres; envain il fut formè pour [207] vivre en Societè, il en est pour jamais exlus; il est par consequent privè de ces distractions, de ces douces consolations qu’elle seule poureait lui procurer, & que les peines & le soucis attachès a la vie nous rendent toujours si nècessaires. Rien ne fait diversion à ses chagrins, & l’activitè de son ame, n’a d’autre aliment que ses regrets. Ses jouissances, s’il en a, sont toujours accompagnèes du degout & de l’insepiditè parce qu’il ne peut es partager. Les epanchemens de l’amitiè n’adoucissent jamais l’amertume dont son caeur est abreuvè, & son ètat habituel, est, & doit ètre celui de l’ennui & de la mèlancolie.

Mais, dit-on, le sourd aux sons qu’il n’entend plus, peut substituer les signes, & parleur langage muet supplèer à l’organe dont il a perdu l’usage, Ces signes ne pourront jamais exprimer qu’un nombre d’idèes très bornè. Il ne pourra les employer, qu’avec le peu de personnes à qui l’habitude de les lui voir rèpeter, en aura donnè l’intelligence; & plus il sera parvenu à les multiplier, & à en rendre l’usage plus ètendu, & par consequent d’une plus grande utilitè, moins il doit espèrer que la Societè puisse, & veuille s’assujettir à l’attention, & à l’ètude necessaires pour se mettre en etat de l’entendre & de lui repondre. Il ne pourront donc lui servir tout au plus, qu’à faire connaitre ses besoins, & demander des secours aux personnes, à qui une longue cohabitation avec lui, aura renduces signes intelligibles & familiers.

Il faut en dire autant de cette facultè, qu’il peut acquèrir, de comprendre par le mouvement des levres, les discours tenus en sa prèsence. Il ne peut en faire usage qu’avec les peronnes, qu’il est dans l’habitude de voir parler. Mais en supposant qu’il put connaitre & se mettre dans la memoire toutes les formes, que les differentes articulations d’une langue font prendre à l’organe de la parole, en serait il moins infoutenable, que, dans un cerde de sept, huit, dix personnes, où la conversation est animèe par le plaisir ou l’importance des matieres, il puisse jamais parvenir à saisir ces saillies, ces reparties, ces traits vifs qui se pressent, se croisent, brillent, & disparassent comme l’èclair dont ils sont l’image. Le sourd ne participera aux plaisirs, & aux transports de la joje dont il se verra environnè, que par le dèsespoir de ne pouvoir les partager. Une gaietè vive, & pure animera tous les visages; il verra les ris voltiger sur toutes les lèvres, & nouveau Tantale, il ne sentira que le tourment de lesvoir pour jamais s’enfuire loin des siennes.

Metatextualität► (Sarà proseguito.) ◀Metatextualität

Ebene 3►

Suicidio impedito de pronto soccorso.

Exemplum► Certo venditore da strumenti di ferro, e d’ottone usati, uomo d’età avanzata, che stendeva una volta la sua Mercanzia all’angolo del Ducale Palazzo vicino alla Camera dell’Armar, l’altr’jeri di mattina s’attaccò al collo una pietra da menarrosto, e gettossi nel profondo canale del pubblico Arsenale, ma non ha potuto affogarsi, perchè in pien giorno, e in quel sito mancar non gli poteva l’assistenza dell’umana pietà. Sul motivo della sua tremenda risoluzione chi dice una cosa chi l’altra: nè si risparmia il ridicolo nemmeno su queste diaboliche tentazioni, a’cui non rari esempj inorridisce la religiosa pietà. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Metatextualität► Franca, o non franca, la Lettera di Rovigo relativa all’elezione del Nunzio di Padova, non deve da noi ammettersi. I troppi evviva ci misero in sospetto d’un’ironica congratulazione.

Posson esser sinceri, ma il rispetto dovuto alla magnificenza de’Corpi esige il nostro dubbio, e da questo deriva la risoluzione di non pubblicarla. Ciò va-[108]glia a chi la scrisse per non incomodarsi con altre repliche e regolar in avvenire i suoi comandi in modo da non incontrare la nostra spiacevole resistenza. ◀Metatextualität

Sabbato è partita per Modena questa Comica Compagnia del Teatro a S. Gio: Grisostomo.

È qui ancora quella del Pelandi di questo Teatro a Sant’Angiolo, che deve passar a Padova, nella quale entrò il Valsecchi detto il Caffettiere.

27 cor. Mane
Al Cons. di 40 C. N.

Causa trà il Sig. Santo Righetto di Conegliano al Taglio contro

Li Comuni di Soler, Borgnas, Fontanelle, et Albine al Laudo

Giudizio. Taglio 16 Laudo 12. n. s. 1.

Avv. al Taglio Ecc. Orlandi e Pellegrini. Interv. Marchesini. Interrut. Perosa.

Al Laudo. Ecc. Stefani e Rodella. Interv. Capellari.

In Senato.

27 corrente.

Ambasciator estraordinario a Vienna

s. Daniel Dolsin Primo K.

30 detto.

3 Savj del Consiglio

s. Franc. Foscari

s. Pietro Barbarigo

s. Gir. Asc. Zustinian K.

2 di Terraferma

s. Giacomo Grimani.

s. Andrea Erizzo.

Sopra Prov. alla Giust. Nuova

s. Pietro Civran

s. Vicenzo Dolfin

Al Collegio sulle Pompe

s. Filippo Nani

Esecut. del Senato

s. Marco Zorzi.

In M. C. 30 detto.

Pod. a Città Nuova m. 16.

s. Silv. Balbi qu. Ant.

F. s. Ant. M. Balbi di s. Zorzi.

Pod. a Montagna m. 16

s. And. Barbaro qu. Fer.

F. s. Zuanne Barbaro qu. Fer.

Pod. a Porto Bufolè m. 16.

s. Ales. Bon di s. Niccolò.

F. s. And. M. Mosto.

Pod. a Piove m. 16

s. Luca Priuli qu. Marco

F. s. Zulian Contarini

Cam. a Treviso m. 16.

s. Nadal Mosto qu. Lor.

F. s. Giac. M. Condulmer

Offiz. al Mag. dell’Estraoridinario

s. Franc. Diedo qu. Bonav.

F. s. Lod. Morosini 2do.

Visd. al Font. de’Tedeschi

s. Ang. M. Marin di s. Gir.

F. s. Gir. Minio qu. Alv.

Offiz. alla Tav. dell’Uscita. Di suppositi.

s. Andrea Minotto.

Offiz. alla Tav. dell’Entrata

s. Nic. Longo qu. Vic. 2do.

F. s. Marco Alv. Contarini.

Ad un Casino vicino alla Piazza ogni sera delle passate quaresimali domeniche vi fu trattamento di frittelle ed altre galanterie dato da una persona della Società. Volle però farsi onore l’ultima volta altra persona della compagnia, e tradì i socj, perchè invitati al consueto cenino, che per ischerzo chiamavan cenacolo furono serviti a lautissima tavola, che stava in tutte le regole della magnificenza.

D’affittare.

Una Volta sopra la bottega dell’Orologiajo in campo a S. Giuliano, con cui può intendersela chi la volesse a suo uso.

Morti.

S. E. N. D. Sofia Carlotta d’Ossemberg rel. del qu. N. H. Pietro Martire Curti.

Suor Maria Marcoleoni di S. Gio: Laterano, una di quelle Monache venute da Pola.

S. E. il Sig. Ben. Pasquali Tenente Generale di questa Serenissima Repubblica. Morto a Parma. ◀Ebene 2 ◀Ebene 1

1V. Foglj N. 15. 16. e 19.