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        <title>Num. 74</title>
        <author>Antonio Piazza</author>
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        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
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          <name> Kirsten Dickhaut</name>
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          <name> Alexandra Fuchs</name>
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          <name> Magdalena Albert</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Institut für Romanistik, Universität Graz</publisher>
        <date when="2015-09-23">23.09.2015</date>
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        <bibl>Piazza, Antonio: Gazzetta veneta urbana. Venezia: Zerletti 1789, 585-592 </bibl>
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          <title level="j">Gazzetta urbana veneta</title>
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          <date>1789</date>
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<p rend="EU"><milestone unit="E1" xml:id="FR.1"></milestone></p>
<div1>
<head><hi rend="smallcaps">Num 74.</hi></head>
<p rend="date"><hi rend="smallcaps">Mercordì</hi> 16 <hi rend="smallcaps">Settembre</hi> 1789.</p>
<p rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.2"></milestone> Questo Eccellentissimo Magistrato alla Sanità,
Sabbato pros. scorso s’è portato in pubblica forma co’periti dell’Arte, e Ministri, alla visita di
alcune botteghe da Speziali da Medicine e Droghieri. S’era sparsa voce del trasporto e gettito di
alcuni capi non ritrovati di buona qualità, ma se ne scopri poi la fallacia; e nulla si può dire per
ora intorno all’effetto d’alcune ordinazioni delle L.L. E.E.</p>
<p>Lettere particolari confermano la notizia dell’azione guerresca del Greco Capit. <hi rend="italic">Panà</hi>, ma in modo che in lui concentra tutta la gloria della vittoria, non divisa
con altri pubblici Legni. Di fatti la grandezza, e la forza del suo bel Bastimento, il coraggio
attivo de’marinaj, e lo stratagemma usato, come dicesi, dal <hi rend="italic">Panà</hi> per
avvicinare que’barbari africani, e scaricare ad un tratto la sua artiglieria sopra di loro, possono
aver deciso dell’effetto d’un’impresa sempre difficile quanto trattasi d’un Vascello mercantile con
pochi uomini d’equipaggio contro uno sciabecco carico di Ladroni marittimi avvezi agli atacchi, alle
rapine, alle stragi; ma questa difficoltà non giunge all’impossibile, e i non pochi Capitani della
marina mercantile, che premiati furono ne’passati tempi colla croce di Cavaliere da questo augusto
Governo, per simili imprese, provano che può esser vera anche questa del suddetto <hi rend="italic">Panà</hi>.</p>
<p>È intanto fuor d’ogni dubbio, che recentemente le armi Venete hanno riportato de’vantaggi
considerabili contro quella feccia ignominiosa degna dell’odio delle colte Nazioni, e dell’ira
ultrice de’giusti Principi: in prova di che questo Eccellentissimo Senato compensatore magnanimo di
chi bene lo serve, ha innalzato al grado di Colonnello il valoroso Sig. Tenente Colonnello <hi rend="italic">Cleva</hi>, che s’è tanto utilmente distinto contro quegl’infami Pirati colle Galeotte
di nuova invenzione, un’altra delle quali è uscita non ha molto da questo Regio Arsenale.</p>
<p>La maggior prova della vera onorevole soddisfazione pubblica della bell’opera del ponte nuovo di
legno all’imboccatura del canal dell’Arsenale, è quella d’aver incaricato il suo celebre giovine
construttore a farne uno di simile in luogo del vecchio sul <hi rend="italic">rio</hi>
<hi rend="italic">della Tana</hi> che mette alla <hi rend="italic">Fondamenta di</hi>
<pb n="586"></pb>
<hi rend="italic">Castello</hi>. Si lavora attualmene ne’fondamenti di questo nuovo edifizio, che
compirà la bellezza, il comodo, e l’utilità dello spazioso cammino conducente dalla Piazza a
Castello, ed accrescerà merito e fama al suo ingegnosissimo autore.</p>
<div2>
<head><hi rend="italic">Cause.</hi></head>
<p rend="BA">Al Cons. Eccellentiss. di 40. C. N. </p>
<p rend="date">12 Settembre 1789. Post.</p>
<p rend="SO">Il venerando Monastero della R. R. M. M. di S. Maria d’Aquileja ora trasferite a S.
Chiara di Cividal del Friuli era di tanta antichità, ch’esiste un atto di donazione del 1037. del
Patriarca <hi rend="italic">Popone</hi>, nel quale richiamati sono, e ratificati tutti i privilegj
accordati al medesimo dal suo Predecessore <hi rend="italic">Giovanni</hi>, coll’accrescimento di
nuovi.</p>
<p>Altra donazione alle Religiose suddette fu fatta dal Conte <hi rend="italic">Engelberto di
</hi>Gorizia confermata nel 1139. dal Patriarca <hi rend="italic">Pellegrino</hi> unitamente a
quella del prenominato <hi rend="italic">Popone</hi>, onde accresciute si son colle rendite le
prerogative ad esse annesse. Vennero queste maggiormente stabilite dall’autorità del Patriarca <hi rend="italic">VVodalrico</hi> nel 1175. e dal suo successore <hi rend="italic">Gotefrido</hi> nel
1193. non meno che da’sommi Pontefici <hi rend="italic">Urbano III. Clemente III. Celestino III.
Innocente III. Ales. IV. Bonifacio VIII. e Bonif. IX.</hi></p>
<p>Nel 1420. sotto il Dogado di Tom. Mocenigo fu da questo Dominio ratificato il Privilegio di <hi rend="italic">Bertoldo</hi> Patriarca Aquilejense del 1229. a favore del Monastero stesso, il quale
nell’anno medesimo per Bolla di <hi rend="italic">Martino</hi> V. fu unito a quello di Santa Chiara
d’Austria.</p>
<p>Nel 1621. da questo Eccellentissimo Magistrato Sopra Feudi fu esaudita la instanza del detto
Monistero di confermazione del suo <hi rend="italic">Feudo giurisdizionale</hi>, <hi rend="italic">ville, e luoghi a quello annessi, con tutti li suoi onori, comodi, proventi, rendite ec. e con la
consueta antichissima giurisdizione di mero e misto Imperio cioè civile e criminale, con pene
eziandio di sangue ed ultimo supplizio: salva sempre l’appellazione al Luogo-tenente</hi> d’Udine:
coll’obbligo trà gli altri di tenere <hi rend="italic">cavalli armati per servizio della Signoria
Veneta, e difesa della Patria.</hi> Tale invenstitura fu ratificata dal Magistrato medesimo nel
1658. quando in esecuzione di Proclami pubblicati fu presentata Scrittura co’documenti del Feudo e
la nota delle 8. ville dipendenti da esso.</p>
<p>Soggiacque questo Monastero nel 1712. ad un attacco forense delli Nob. Sig. C. C. <hi rend="italic">Antonini</hi> e altri Compossessori de’Beni delle Ville di <hi rend="italic">Berteolis</hi> e <hi rend="italic">Muscoli</hi>, per contesa di confinazioni, e contribuzione di
censi, ma l’Eccellentissimo Collegio decise a di lui favore.</p>
<p>Ebbe dall’autorità del Papa Benedetto XIV. l’esenzione dalla Giurisdizione de’ […] Arcivescovi
d’Udine, e di Gorizia approvata dall’Eccellentiss. Senato nel 1757. E nel 1775. fu rinnovata, in
conseguenza di nuova supplica, la sua Investitura co’privilegj, e colle condizioni antescritte al
competente Magistrato sopra Feudi.</p>
<p>Tale è il filo cronologico, e l’epilogo de’fausti avvenimentì di questo celebre Monastero, che
per Decreto Cesareo de’ 30. Ottobre 1781 restò soppresso <hi rend="italic">secondo le regole Normali
già esistenti</hi>, e le 18. Monache native Venete inclusive la Superiora vennero rimandate in
questo Stato; e quanto al loro mantenimento rimesse alla facoltà Ecclesiastica e Monastero di
Cividal del Friuli, con ordine di esatta vigilanza affinchè partendo a loro data non fosse
cos’alcuna al Monistero attinente, prescindendo da quello che ciascuna possedeva nella sua celle di
mobili.</p>
<p><pb n="587"></pb> Rispetto alle altre 5. Monache oriunde degli Stati Ereditarj Regj vennero
trasferite nel Monastero di Trieste dello stesso Ordine. La facoltà di quello d’Aquileja esistente
nello Stato Austriaco fu presa ad <hi rend="italic">Feudum Religionis</hi> contribuendosi dalla
medesima al Monastero di Trieste un adattato, e conveniente sussidio.</p>
<p>Con Decreto dell’Eccellentiss. Senato 5. Giugno 1783. fu stabilito che fissata la loro residenza
in Cividal del Friuli dovessero quelle Monache dipendere nello Spirituale dal solo Arcivescovo
d’Udine; e si assentì che dalla Abbadesse <hi rend="italic">pro tempore</hi> possa essere co’metodi
anteriori continuato l’esercizio del diritto della disposizione de’Benfizj Ecclesiastici congiunti
a’fondi esistenti nello Stato Veneto. Altro Decreto de’ 9. Decembre 1786. attesa relazione commessa
nel precedente al Magistrato sopra Feudi, avvocò e prefisse la riunione della Feudale Giurisdizione
dell’antico estero Monastero d’Aquileja all’alto Dominio della Repubblica, lasciando intangibili le
Rendite appartenenti al Monastero di S. Chiara di Cividal, a norma dell’antecedente Decreto: onde
agli 11. dello stesso mese seguì Terminazione di Fisco, ed a’15. Proclama d’invito per la vendita
de’Beni; dichiarandosi ch’ognuno degli 8. Feudi darà agli acquirenti, e loro legittimi discendenti
maschj in perpetuo il titolo di Marchese, e la speziosa voce nel Magn. Gen. Parlamento della Patria
del Friuli, come d’aveva il Mon. d’Aquleja. Dopo la terza voce a’ 5. Gennaro 1786. M. V. fu esibita
dall’Interv. Antonio Mistura la summa di Duc. 50. m. V. P. per i nomi da dichiarirsi, per l’acquisto
di tutti gli 8. Freudi. Rigettata questa esibizione fu accettata a’26. del mese stesso quella per
l’acquisto de’2. Feudi di <hi rend="italic">Chiarelis</hi> e di <hi rend="italic">Pantianico</hi>:
il primo per Duc. 13246. il secondo per 14800. A’ 29 del mese medesimo deliberati furono quelli di
<hi rend="italic">Beano, Zumpiglia, Parteole</hi>, <hi rend="italic">e Alture</hi>. Il primo Duc.
13940. Secondo 13260. Terzo 11140. Quarto 1654. Gli altri 2. poi di <hi rend="italic">Mortesine</hi>, e <hi rend="italic">Muscoli</hi> deliberati furono il 3. Marzo 1787 per Duc. 12.
m.</p>
<p>Ebbe principio la causa presente da una estesa al Magistrato sopra Feudi 29. Gen. 1786. M. V.
contro la Pubblica Fiscalità, de’Possessori de’Beni di <hi rend="italic">Zompicchia</hi> e <hi rend="italic">Chiasielis</hi> riputandosi pregiudicati dagli Agenti di quel Monastero di Cividal, ed
aggravati oltre il giusto di pesi, instando il Taglio delle reconfinazioni del 1780. e 1781.
com’erronee ed insostenibili. A questo Atto successero Lettere del Mag. suddetto al Reggimento
d’Udine per far pagare alle R. R. M. M. gli affitti e censi di cui erano creditrici verso alcuni
Censuarj delle 8. Ville, e un Costituto Avversario de’ L. L. C. C. delle due prenominate, che
riguardo all’instituita Pendenza in confronto della Pub. Fiscalità riputavano contenziosi i Censi
med.</p>
<p>Dopo alcuni successivi atti reciprochi nel Foro d’Udine, e in questo, apparve una Regolativa
de’15. Gen. 1787. in confronto del Monastero, de’ L. L. C. C. di <hi rend="italic">Zompichia</hi> in
cui è detto: non avere le R. R. M. M. alcun titolo, ch’abbia in loro trasfuso il dominio de’Beni
posti in detta Villa, ma essere la loro azione circoscritta all’Avvocazia, e agli emolumenti, e
prerogative dovute a’Patriarchi: e però rimovendo l’estesa 1786., sparatametne da’Compossessori di
<hi rend="italic">Chiasellis </hi>instarono il Taglio della confinazione 1626, e delle
posteriori.</p>
<p>Continuarono gli atti Forensi sino al dì 8. Agosto 1788. in cui assunsero Giudizio co’ L. L. C.
C. li Compossessori di <hi rend="italic">Beano</hi> e <hi rend="italic">Pantianico</hi>; e furono
ripresi poi sino al 10. Feb. 1788. nel qual giorno seguì a loro favore contro le R. R. <pb n="588"></pb>
M. M. Sentenza di due ed uno al Magistrato sopra Feudi. Fu questa il seguente giorno appellata al
Cons. Eccel. di 40. C. N. che tagliò la detta sentenza col solenne seguente Spazzo a favore delle R.
R. M. M</p>
<p>Al Taglio 22 Al Laudo 8. N. S. 1.</p>
<p>Avvoc. al Taglio. Ecc. <hi rend="italic">Cromer</hi> e <hi rend="italic">Stefani</hi>. Interut.
<hi rend="italic">Calvi</hi>. Interv. <hi rend="italic">Medini</hi>.</p>
<p>Avvoc. al Laudo. Ecc. <hi rend="italic">Orlandi</hi> e Alcaini. Interv. Ant. <hi rend="italic">Bevilacqua</hi></p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">In Senato</hi> 10. cor.</head>
<p>Prov. sopra denari m. 24.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Vicenzo Pisani</hi>.</p>
<p>Savio alla Mercanzia. m. 24.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Zuanne Emo.</hi></p>
<p>Prov. all’Armar. m. 12.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Seb. Giul. Giustinian</hi>.</p>
<p rend="date">12 Detto.</p>
<p>Ambasciatore in Francia.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Almorò Pisani</hi> Pr. ora Amb. in Spagna. Finisce s. <hi rend="italic">Ant. Cappello</hi> K.</p>
<p rend="date">In M. C. 13. detto.</p>
<p rend="SO">Gov. de’Condannati g. la Parte. m. 48.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Bened. Trevisan</hi> fu sopracomito. F.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Benardin Soranzo</hi>.</p>
<p>Offiz. al Form. a S. Marco</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Zuan. Barbaro</hi> qu. Nic.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Bart. Semitecolo</hi>
<hi rend="italic">qu. Lor.</hi></p>
<p>Offiz. alla Dogana da martedì</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Cristof. Bonlini</hi> qu. Fabio</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Ant. Franc. Contarini</hi>.</p>
<p>Prov. Sopra Dazj. Suppositi.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">And. Diedo</hi> qu. Bertucci.</p>
<p>Offiz. alla Ternaria Vecchia</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Vic. Diedo</hi> qu. P. Alv.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Bened. Balbi</hi>.</p>
<p>Offiz. alla Giustizia Nuova.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Vic. Bembo</hi> qu. Fer.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Bened. Contarini</hi></p>
<p>6. del Cons. di Pregadi.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Seb. Corner</hi> qu. And.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Ant. Vendramin</hi> qu. Nic.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Pietro Foscari</hi>.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Seb. Giulio Zustinian</hi>.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Giamb. Morosini</hi> qu. Gir.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Agostin Barbarigo</hi>, qu. M. Ant.</p>
<p rend="date">14. Detto.</p>
<p>Patron all’Arsenal.</p>
<p>Và in Senato con voto m. 31.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Alvise Renier</hi> qu. Andrea K.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Zuanne Veronese</hi>.</p>
<p>Consigliere a Ceffalonia m. 24.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Niccolò Pizzamano</hi> qu. Zorzi</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Gian Antonio Badoer.</hi></p>
<p>Prov. alle Biave m. 16.</p>
<p rend="SO">s. Marc. <hi rend="italic">Ant. Zustinian</hi> fu Luogotenente ad Udine.</p>
<p>Pieggio s. <hi rend="italic">Agostin Minotto.</hi></p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Antonio Savorgnan</hi>.</p>
<p>Uffiz. al Cattaver.</p>
<p>Và in Senato con voto m. 16.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Aurelio Venier</hi> qu. Zuanne.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Dom. Pizzamano</hi>.</p>
<p>Prov. al Cottimo d’Alessandria.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Giacomo Morosini </hi>qu. Alv.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Vicenzo Zen.</hi></p>
<p>Offiz. alla Giustizia Vecchia.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Pietro Badoer</hi> Primo fu 4ta.</p>
<p rend="SO">F. s. <hi rend="italic">Gasparo Moro</hi> 4to.</p>
<p>6. del Cons. di Pregadi.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Zuanne Moro</hi> qu. Franc.</p>
<p rend="SO">s<hi rend="italic">. Bertucci Contarini</hi> qu. Bert.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Alvise Priuli</hi> qu. Ant. Marin.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Ant. Cappello</hi> 1. qu. Ant. 3.</p>
<p rend="SO">s. Z. <hi rend="italic">Franc. Raspi</hi> qu. Z. M.</p>
<p rend="SO">s. <hi rend="italic">Zuanne Barbaro</hi> qu. Alm. Proc.</p>
<p>È intervenuto alla riduzione del Serenissimo M. C. di questo giorno, nel solito sito assegnato
a’Forastieri di rango, S. E. il Sig. Co. <hi rend="italic">Potocki</hi> co’Nobili del suo
seguito.</p>
<p>Fu dispensato in questa Sessione, attesa la morte del K. suo Padre, dal Reggimento di Vicenza,
benchè accetato, S. E. Ant. Renier.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Una gran consolazione.</hi></head>
<p rend="SO"><milestone unit="MT" xml:id="FR.3"></milestone> Grazie al Cielo funestati non siamo in
quest’ordinario da Lettere, o Biglietti spiranti orrore, e melanconia. La carta che siamo per
annunziare brilla di gioja, e non potrebbe produrre altro male che quel dell’invidia nell’ardente
Gioventù, che tra gli amori vaneggia. <milestone rend="closer" unit="MT"></milestone></p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.4"></milestone>
<milestone unit="EX" xml:id="FR.5"></milestone> Chi la scrisse è un Giovinotto di 24. anni, che s’è fatto sposo
pochi giorni sono. Cattivo principio, diranno gli intendenti di matrimonj; ma piano, Signori, che
udire il resto bisogna. Ha preso in moglie una Ragazza di sedici anni di cui, a suo dire, l’Italia
tutta non ha chi possa eguagliarla in bellezza. Ebbro di gaudio, e beato nel suo possedimento, è
giunto a dire, che lo scalpello di <hi rend="italic">Fidia</hi> e di <hi rend="italic">Prassitele</hi> non è mai giunto a dare ad un marmo una figura sì regolare, disinvolta, e
leggiadra; che l<hi rend="italic">’Albano</hi> non ha potuto immaginare occhi sì dolci; che il
divino <hi rend="italic">Raffaelo</hi> non ha mai creata una testa tanto perfetta; che il misto di
gigli e rose del <hi rend="italic">Veronese</hi> cede all’incarnato delle fresche guancie della sua
Venere.</p>
<p>Lasciamolo nella felicità ch’egli ci comunica con tanta esuberanza. Sarebbe una crudeltà il
citargli i versi di <hi rend="italic">Luigia Karskin</hi> su tale proposito, e la Lettera che li
segue stampata in questi Fogli nell’anno passato; o il ricordargli la sentenza di <hi rend="italic">Brantomo</hi>, che paragona il matrimonio ad un edifizio in cui non v’è di bello che la porta per
cui vi si entra; o il ricantargli col Satirico</p>
<p rend="MO"><hi rend="italic">Rara est concordia formae </hi></p>
<p rend="MO"><hi rend="italic">Atque pudicitae.</hi></p>
<p rend="SO">Nò nò non si amareggj il giubilo in cui nuota la sua anima amante; ma non s’usi nemmen
la viltà di congratularsi delle sue nozze, se prima non sappiasi come stia di beni di fortuna: se la
sua Sposa oltre l’esser bella sia buona: e se non s’abbia un’idonea pieggieria, che tale essendo si
serberà tale per tutto il corso della sua vita. <milestone rend="closer" unit="EX"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Notizie di Brescia</hi></head>
<p rend="date">In due Lettere de’ 13. corrente.</p>
<p rend="SO">Quel celebre <hi rend="italic">Mostacchina</hi> Caffettiere a S. Rocco, la vigilia
della Natività di M. V. festa che si solennizzò alle Grazie, espose nuovamente la superba sua
Macchina composta di cento e più palloni disposti leggiadramente co’lumi, e notabilmente accresciuta
di essi, oltre quelli che aveva allorchè comparve a solennizzare la festività di S. Rocco. Sua
Moglie, che seco lui divise il merito nell’ingegnoso lavoro, ebbe ne’ riscossi applausi la sua
giusta parte.</p>
<p>È seguita la Corsa de’Lacchè il giorno 12., e si avvisa che doveva seguire il dì 14. quella
de’<hi rend="italic">Barberi</hi> in Contrada di S. Catterina, assegnata la mossa al Palazzo del
Nob. Sig. Conte <hi rend="italic">Giacomo Morani</hi>, e la meta alla Casa del Sig. <hi rend="italic">Faustino Lucchi</hi> vicina alla Porta di S. Nazario. Dicesi, che a differenza della
prima de’Lacchè, vi sarà in questa grande sfarzo di carrozze.</p>
<p>La <hi rend="italic">Nitteti </hi>è malissimo rappresentata. il Ballo l’<hi rend="italic">Amleto</hi> si sostiene felicemente. Tanto è detto nella prima, e quanto segue nella seconda
Lettera.</p>
<p>“Sin dal principio del Reggimento di questo nostro zelantissimo Rettore fu da lui conceputa
l’utilissima idea di riformare, e ridurre alla maggior comodità, bellezza, e proprietà li reali <hi rend="italic">stradoni</hi> di questa Provincia, resisi or’ora impraticabili, e sommamente
pericolosi nell’Inverno. Quindi avendo fatto prendere le necessarie misure, e formare il piano, e il
calcolo della spesa si <pb n="590"></pb> determinò a ricercare ad ogni corpo componente la Città
l’occorrente sussidio ripartito con giusta proporzione, per l’esecuzione dell’impresa. L’utilità di
questa, la convincente naturale eloquenza di S. E. e que’modi gentili co’quali ne rinforza il
potere, ottennero il comune rispettoso assenso, e già a quest’ora cominciasi ad esigere per la prima
rata. Ridotta la grand’opera alla sua perfezione ed influendo, come si spera, nelle confinanti
Provincie, i Forastieri non saranno più in necessità di lasciarci da banda per passar da Verona a
Milano, e le Poste di questo Stato non risentiranno un tanto pregiudizio.</p>
<p>Una seconda novità non meno importante e vantaggiosa per la sicurezza de’passeggieri, è lo
stabilimento d’un Picchetto di Cavalleria nella rimota <hi rend="italic">Val Sorda</hi> tra <hi rend="italic">Rovaglio</hi> ed <hi rend="italic">Iseo</hi>, ove in passato succedevano frequenti
assassinamenti. Ivi fu eretto un piccolo Quartiere per i Soldati. Per quanto sentesi vi sarà un
eguale provvedimento anche alla <hi rend="italic">Cassetta</hi> luogo sulla via di <hi rend="italic">Calcinato</hi> egualmente pericoloso. Questi sono veramente i saggi d’un ottimo Governo!</p>
<p>Seguirà, a norma del qui annesso avviso a stampa, l’apertura d’un nuovo Collegio di Giovinetti;
cosicchè in avvenire oltre le rispettabili Accademie particolari, ed il rinomato Collegio de’ P. P.
Somaschi, avremo nuovamente occupati anche li due di S. Antonio Abbate, e delle Grazie, diretti da
persone probe, e sperimentate, onde la Gioventù in essi educata possa far de’ progressi in tutto ciò
che occorre, per formare de’buoni Cittadini.</p>
<p><hi rend="italic">Per buona Educazione di Giovani, tanto nelle lettere, quanto nella pietà, si
aprirà, pel principio del nuovo anno scolastico, nel Collegio delle Grazie, un’Accademia, ossia un
Convitto di Giovanetti, coi comodi, colle regole, cogli ajuti, colla disciplina de’buoni Collegi.
Chi volesse giovarsene, e averne perciò distinta, e minuta informazione, parli col Rever. Sig. D.
Gio: Maria Montini Maestro alle Grazie.</hi></p>
<p rend="EU"><milestone unit="E3" xml:id="FR.6"></milestone></p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Notizie di Verona</hi>.</head>
<p rend="date">in Lettera de’ 10. cor.</p>
<p rend="SO"><milestone unit="LB" xml:id="FR.7"></milestone> “La fabbrica del nuovo Ospitale, che erigesi nella
<hi rend="italic">Brà</hi>, deve avere nella sua facciata un lungo portico sostenuto da colonne, ed
archi. A questi archi fu deliberato di porvi per chiavi le teste marmoree de’più celebri Medici
Veronesi in serie cronologica in vece d’altri emblemi capriccio. E questa fu la ragione per cui in
un arco (non in quello del principale ingresso) fu situata per chiave la testa del rinomato Dottor
<hi rend="italic">Giovanni dalla Bona</hi>, il quale col suo Autore nelle Scienze Mediche contribuì
ad illustrare questa sua Patria. Negli altri archi di mano in mano saranno collocate le teste di
altri defunti valorosi Medici Veronesi, come appunto l’altr’jeri fu posta in un altro arco quella
del Dottor <hi rend="italic">Antonio Fracassino</hi>.</p>
<p>A certo Sig. <hi rend="italic">Scalfo</hi> furono rubate delle gioje per il valore di 4. mila
Ducati.</p>
<p>Domani, a tenore di Manifesto a stampa, sì darà <hi rend="italic">un’Accademia d’armi</hi> nella
Corte di Castel Vecchio dalli Signori Alunni di questo Nobil Collegio Militare, alla presenza
dell’Eccellentissimo Savio alla Scrittura uscito <hi rend="italic">Alvise Mocenigo</hi> di MS. <hi rend="italic">Sebastiano</hi> K. e Proc. diretta dal Sig. <hi rend="italic">Benedetto Lauberg</hi>
Maestro di detto Collegio,” <milestone rend="closer" unit="LB"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Notizie Sacre.</hi></head>
<p rend="SO">8. Settembre. Natività di M. V. Solennità a SS. Giov. e Paolo nella Cappella della
Madonna della Pace , ove si venera un’antica Immagine della <pb n="591"></pb> gran Madre di Dio, di
greco lavoro, avendosi per tradizione, esser quella innanzi cui orando S. Giovanni Damasceno
ricuperò miracolosamente la mano, che gli fu recisa, perchè impiegata a difesa delle sacre
Immagini.</p>
<p>Fu trasportata da Costantinopoli da Paolo Morosini N. V. e donata al PP. Domenicani di questo
Convento.</p>
<p>Nel 1546. fu eretta una divota Confraternità, che ha per iscopo d’onorare con solenne ossequio la
prodigiosa predetta Immagine.</p>
<p>In questa Cappella v’è il bellissimo altare assai ben disegnato ed eseguito in bianchissimo marmo
di Carrara con le due statue laterali di S. Luca, e di S. Giovanni Damasceno, col parapetto della
Mensa in basso rilievo esprimente un angiolo, che libera alcune anime dal Purgatorio, ove pure è
scolpito il Palazzo Ducale, opera pregiatissima di <hi rend="italic">Enrico Merengo</hi> il cui nome
è inciso appiè della statua di S. Luca.</p>
<p>In questa Cappella alla destra dell’Altare sopra uno stimato deposito s’erge la statua di <hi rend="italic">Lorenzo Gabrieli</hi> Vescovo di Bergamo, con belle figure scolpite da <hi rend="italic">Lorenzo Beregno</hi>.</p>
<p rend="date"><hi rend="italic">Lunedì 14. Settembre</hi>, Esaltazione <hi rend="italic">di S.
Croce.</hi></p>
<p rend="SO">Dall’antichissima, e nobilissima Famiglia <hi rend="italic">Badoer</hi> ebbe origine
a’tempi della nascente Repubblica questa nostra Chiesa della Croce, ne’discendenti della quale passò
in Giuspatronato colla facoltà elettiva del Parroco. Questi per la fama di santità de’Monaci
Benedettini di <hi rend="italic">Clugni</hi> in Borgogna offerirono ad essi questa Chiesa con
facoltà di fabbricare un Monastero. Fu accettata l’obblazione nel 1109. si eresse il Monastero, che
acquistò il titolo di Priorato a cui si assoggettarono 6. Chiese in lontane Diocesi, delle quali
ancora è dipendente quella de’S. S. Giacomo e Bartolommeo di <hi rend="italic">Grispignana </hi>per
Decreto del Papa Clem. VIII. a sollievo delle Religiose Francescane, ch’ora lo occupano.</p>
<p>La rilassatezza di costumi di que’Monaci, era giunta a tale, che prima d’essere scacciati da
questa scandalezzata Città, abbandonarono il Monastero nel 1352. Successe il Parroco co’suoi
Sacerdoti alla cura della Chiesa, che passò in Commenda nel 1378. sotto il Pontificato d’Urbano VI.
Sotto il dominio di varj Cardinali. Il Commendatore <hi rend="italic">Eugenio Memmo</hi> inclinato
all’Ordine Serafico quello fu ch’ebbe il merito di fondare il Convento alle Religiose Francescane,
che sino dal 1460. lo abitano.</p>
<p>Sotto questo titolo v’è un’altra Chiesa e Monistero di Benedettine alla Giudecca, ove
nell’antidetto giorno festivo vestì l’abito Religioso l’Illustrissima Signora <hi rend="italic">Antonia Grassi</hi> di questa opulente mercantile cittadinesca Famiglia. Intervenne alla solenne
funzione, ed ebbe da quelle R. R. M. M. grato e riverente accoglimento, S. E. il Sig. conte <hi rend="italic">Potoki</hi> colle più qualificate persone del nobil suo seguito.</p>
<p>Molti furono i progetti per l’apertura di questo nobilissimo Teatro a S. Samuele, ma niuno ebbe
effetto. Dicesi che si voleva assogettare ad una considerabile diminuzione, le ordinarie mercedi
de’suonatori, che non hanno impiego teatrale, e ch’essi non vollero acconsentirvi. Ora risorge la
speranza della sua apertura con Opera Buffa, sott’altro Impresario.</p>
<p>Intanto i palchetti di quello a S. Benedetto sono tutti affittati.</p>
<p>Dicesi, che allo sfacimento degli stabili per l’erezione del Nuovo si darà mano quanto prima.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Bandi Pubblici.</hi></head>
<p rend="SO"><hi rend="italic">Francesco Orazio</hi> detto <hi rend="italic">Baccalado</hi> solito a
far il calzolajo nella Villa della Gambarare incontratosi il giorno 5. Feb. 1786. sull’argine della
Brenta nell’ora <hi rend="italic">quondam And. Bevilacqua</hi> qu. Ant. uomo di Valentin Panighetti
beccajo in quella villa, venne da questo ricercato del pagam. di soldi 17. per tanta carne datagli
qualche giorno prima. Sopra la qual giusta e moderata ricerca insorta breve altercazione disse <hi rend="italic">Franc</hi>. d’andar a prendere il danaro, si portò alla vicina sua casa dalla quale
uscito non molto dopo con un <hi rend="italic">pistone scavezzo</hi>, vedendo il suo creditore,
ch’usciva da un’altra casa gli disse: <hi rend="italic">Bevilacqua tiò i tobezzi</hi>. Avvedutosi
l’infelice dell’arma che l’empio aveva lo pregò umilmente a donargli la vita, per amor d’Iddio, e in
riflesso alla sua Famiglia. Non si commosse lo scellerato nè a quelle suppliche, nè a’rimproveri
d’altra persona, che dall’opposta parte del Fiume tentava distoglierlo dalla sua pessima
disposizione. Scaricò l’arma impugnata contro quel misero, e lo ferì in modo che da lì a poch’ore
spirò.</p>
<p>Di tanto imputato, absente, ma legittimamente citato e proclamato, fu dagl’Illustriss. ed
Eccellentissimi Signori <hi rend="italic">Avvogadori di Comun</hi> giudici delegati dall’Eccelso
Consiglio di X. <hi rend="italic">Servatis Servandis</hi> bandito jeri da tutti gli stati di questo
Serenissimo Dominio, e venendo preso condannato a servire in una galera per uomo da remo per anni
dieci co’ferri a’piedi; e in caso d’inabilità ad una prigione chiusa all’oscuro per anni 20. La
Taglia è di mille lire de’piccoli de’suoi beni, e se non ve ne saranno, delli denari della
Serenissima Signoria deputati alle Taglie per metà; coll’arte solite condizioni, che per amore di
brevità qui si ommettono.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Avvertimento.</hi></head>
<p rend="SO"><milestone unit="MT" xml:id="FR.8"></milestone> Si ricevono le associazioni a questo Foglio,
cominciato a’2. Giugno 1787., a Venezia da’Libraj <hi rend="italic">Colomani</hi> a S. Bartolommeo,
e <hi rend="italic">Curti</hi> a S. <hi rend="italic">Giuliano</hi>. A Padova dalli <hi rend="italic">Conzatti</hi>. A Verona dalli <hi rend="italic">Eredi Moroni</hi>, e dal <hi rend="italic">Passerini</hi> direttore della Posta di Venezia. A Brescia dal <hi rend="italic">Colombo</hi>. A Bergamo dal <hi rend="italic">Locatelli</hi>. A Udine dal <hi rend="italic">Damiani</hi>. In questa Città li Signori Associati sono serviti alle loro abitazioni il Mercordì, e
il Sabbato. Nelle suddette di Terraferma hanno il Foglio senz’alcuna spesa di Posta dalli
prenominati Signori nostri corrispondenti. Si paga un zecchino all’anno anticipato, o diviso in
Semestri, a piacere di chi si assoccia, e si ricevono in ogni tempo le assocciazioni.</p>
<p>Esistendo ancora poche copie dell’intera perfetta Raccolta son esibite alle vendita, come pure i
Fogli che ad alcuno mancassero per perfezionarla.</p>
<p>Finalmente siano avisati quelli, che scrivono direttamente al <hi rend="italic">Colombani</hi>,
al <hi rend="italic">Curti</hi>, od al <hi rend="italic">Fenzo</hi> per cose appartenenti a questo
Foglio, che se ignorano il nostro nome devono indirizzare le loro Lettere <hi rend="italic">All’estensore della Veneta Urbana Gazzetta</hi>, e non ad altri. <milestone rend="closer" unit="MT"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E2"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
<p></p>
<p></p>
<p></p>
</div2>
</div1>
</body>
      </text>
      <text ana="framings">
        <body xml:space="preserve">
<div>
<ab>
<seg synch="#FR.1" type="E1"> Num 74. <seg type="DT">Mercordì 16 Settembre 1789.</seg>
<seg synch="#FR.2" type="E2"> Questo Eccellentissimo Magistrato alla Sanità, Sabbato pros. scorso
s’è portato in pubblica forma co’periti dell’Arte, e Ministri, alla visita di alcune botteghe da
Speziali da Medicine e Droghieri. S’era sparsa voce del trasporto e gettito di alcuni capi non
ritrovati di buona qualità, ma se ne scopri poi la fallacia; e nulla si può dire per ora intorno
all’effetto d’alcune ordinazioni delle L.L. E.E. Lettere particolari confermano la notizia
dell’azione guerresca del Greco Capit. Panà, ma in modo che in lui concentra tutta la gloria della
vittoria, non divisa con altri pubblici Legni. Di fatti la grandezza, e la forza del suo bel
Bastimento, il coraggio attivo de’marinaj, e lo stratagemma usato, come dicesi, dal Panà per
avvicinare que’barbari africani, e scaricare ad un tratto la sua artiglieria sopra di loro, possono
aver deciso dell’effetto d’un’impresa sempre difficile quanto trattasi d’un Vascello mercantile con
pochi uomini d’equipaggio contro uno sciabecco carico di Ladroni marittimi avvezi agli atacchi, alle
rapine, alle stragi; ma questa difficoltà non giunge all’impossibile, e i non pochi Capitani della
marina mercantile, che premiati furono ne’passati tempi colla croce di Cavaliere da questo augusto
Governo, per simili imprese, provano che può esser vera anche questa del suddetto Panà. È intanto
fuor d’ogni dubbio, che recentemente le armi Venete hanno riportato de’vantaggi considerabili contro
quella feccia ignominiosa degna dell’odio delle colte Nazioni, e dell’ira ultrice de’giusti
Principi: in prova di che questo Eccellentissimo Senato compensatore magnanimo di chi bene lo serve,
ha innalzato al grado di Colonnello il valoroso Sig. Tenente Colonnello Cleva, che s’è tanto
utilmente distinto contro quegl’infami Pirati colle Galeotte di nuova invenzione, un’altra delle
quali è uscita non ha molto da questo Regio Arsenale. La maggior prova della vera onorevole
soddisfazione pubblica della bell’opera del ponte nuovo di legno all’imboccatura del canal
dell’Arsenale, è quella d’aver incaricato il suo celebre giovine construttore a farne uno di simile
in luogo del vecchio sul rio della Tana che mette alla Fondamenta di <pb n="586"></pb>Castello. Si
lavora attualmene ne’fondamenti di questo nuovo edifizio, che compirà la bellezza, il comodo, e
l’utilità dello spazioso cammino conducente dalla Piazza a Castello, ed accrescerà merito e fama al
suo ingegnosissimo autore. Cause. Al Cons. Eccellentiss. di 40. C. N. <seg type="DT">12 Settembre
1789. Post.</seg> Il venerando Monastero della R. R. M. M. di S. Maria d’Aquileja ora trasferite a
S. Chiara di Cividal del Friuli era di tanta antichità, ch’esiste un atto di donazione del 1037. del
Patriarca Popone, nel quale richiamati sono, e ratificati tutti i privilegj accordati al medesimo
dal suo Predecessore Giovanni, coll’accrescimento di nuovi. Altra donazione alle Religiose suddette
fu fatta dal Conte Engelberto di Gorizia confermata nel 1139. dal Patriarca Pellegrino unitamente a
quella del prenominato Popone, onde accresciute si son colle rendite le prerogative ad esse annesse.
Vennero queste maggiormente stabilite dall’autorità del Patriarca VVodalrico nel 1175. e dal suo
successore Gotefrido nel 1193. non meno che da’sommi Pontefici Urbano III. Clemente III. Celestino
III. Innocente III. Ales. IV. Bonifacio VIII. e Bonif. IX. Nel 1420. sotto il Dogado di Tom.
Mocenigo fu da questo Dominio ratificato il Privilegio di Bertoldo Patriarca Aquilejense del 1229. a
favore del Monastero stesso, il quale nell’anno medesimo per Bolla di Martino V. fu unito a quello
di Santa Chiara d’Austria. Nel 1621. da questo Eccellentissimo Magistrato Sopra Feudi fu esaudita la
instanza del detto Monistero di confermazione del suo Feudo giurisdizionale, ville, e luoghi a
quello annessi, con tutti li suoi onori, comodi, proventi, rendite ec. e con la consueta
antichissima giurisdizione di mero e misto Imperio cioè civile e criminale, con pene eziandio di
sangue ed ultimo supplizio: salva sempre l’appellazione al Luogo-tenente d’Udine: coll’obbligo trà
gli altri di tenere cavalli armati per servizio della Signoria Veneta, e difesa della Patria. Tale
invenstitura fu ratificata dal Magistrato medesimo nel 1658. quando in esecuzione di Proclami
pubblicati fu presentata Scrittura co’documenti del Feudo e la nota delle 8. ville dipendenti da
esso. Soggiacque questo Monastero nel 1712. ad un attacco forense delli Nob. Sig. C. C. Antonini e
altri Compossessori de’Beni delle Ville di Berteolis e Muscoli, per contesa di confinazioni, e
contribuzione di censi, ma l’Eccellentissimo Collegio decise a di lui favore. Ebbe dall’autorità del
Papa Benedetto XIV. l’esenzione dalla Giurisdizione de’ […] Arcivescovi d’Udine, e di Gorizia
approvata dall’Eccellentiss. Senato nel 1757. E nel 1775. fu rinnovata, in conseguenza di nuova
supplica, la sua Investitura co’privilegj, e colle condizioni antescritte al competente Magistrato
sopra Feudi. Tale è il filo cronologico, e l’epilogo de’fausti avvenimentì di questo celebre
Monastero, che per Decreto Cesareo de’ 30. Ottobre 1781 restò soppresso secondo le regole Normali
già esistenti, e le 18. Monache native Venete inclusive la Superiora vennero rimandate in questo
Stato; e quanto al loro mantenimento rimesse alla facoltà Ecclesiastica e Monastero di Cividal del
Friuli, con ordine di esatta vigilanza affinchè partendo a loro data non fosse cos’alcuna al
Monistero attinente, prescindendo da quello che ciascuna possedeva nella sua celle di mobili. <pb n="587"></pb>Rispetto alle altre 5. Monache oriunde degli Stati Ereditarj Regj vennero trasferite nel
Monastero di Trieste dello stesso Ordine. La facoltà di quello d’Aquileja esistente nello Stato
Austriaco fu presa ad Feudum Religionis contribuendosi dalla medesima al Monastero di Trieste un
adattato, e conveniente sussidio. Con Decreto dell’Eccellentiss. Senato 5. Giugno 1783. fu stabilito
che fissata la loro residenza in Cividal del Friuli dovessero quelle Monache dipendere nello
Spirituale dal solo Arcivescovo d’Udine; e si assentì che dalla Abbadesse pro tempore possa essere
co’metodi anteriori continuato l’esercizio del diritto della disposizione de’Benfizj Ecclesiastici
congiunti a’fondi esistenti nello Stato Veneto. Altro Decreto de’ 9. Decembre 1786. attesa relazione
commessa nel precedente al Magistrato sopra Feudi, avvocò e prefisse la riunione della Feudale
Giurisdizione dell’antico estero Monastero d’Aquileja all’alto Dominio della Repubblica, lasciando
intangibili le Rendite appartenenti al Monastero di S. Chiara di Cividal, a norma dell’antecedente
Decreto: onde agli 11. dello stesso mese seguì Terminazione di Fisco, ed a’15. Proclama d’invito per
la vendita de’Beni; dichiarandosi ch’ognuno degli 8. Feudi darà agli acquirenti, e loro legittimi
discendenti maschj in perpetuo il titolo di Marchese, e la speziosa voce nel Magn. Gen. Parlamento
della Patria del Friuli, come d’aveva il Mon. d’Aquleja. Dopo la terza voce a’ 5. Gennaro 1786. M.
V. fu esibita dall’Interv. Antonio Mistura la summa di Duc. 50. m. V. P. per i nomi da dichiarirsi,
per l’acquisto di tutti gli 8. Freudi. Rigettata questa esibizione fu accettata a’26. del mese
stesso quella per l’acquisto de’2. Feudi di Chiarelis e di Pantianico: il primo per Duc. 13246. il
secondo per 14800. A’ 29 del mese medesimo deliberati furono quelli di Beano, Zumpiglia, Parteole, e
Alture. Il primo Duc. 13940. Secondo 13260. Terzo 11140. Quarto 1654. Gli altri 2. poi di Mortesine,
e Muscoli deliberati furono il 3. Marzo 1787 per Duc. 12. m. Ebbe principio la causa presente da una
estesa al Magistrato sopra Feudi 29. Gen. 1786. M. V. contro la Pubblica Fiscalità, de’Possessori
de’Beni di Zompicchia e Chiasielis riputandosi pregiudicati dagli Agenti di quel Monastero di
Cividal, ed aggravati oltre il giusto di pesi, instando il Taglio delle reconfinazioni del 1780. e
1781. com’erronee ed insostenibili. A questo Atto successero Lettere del Mag. suddetto al Reggimento
d’Udine per far pagare alle R. R. M. M. gli affitti e censi di cui erano creditrici verso alcuni
Censuarj delle 8. Ville, e un Costituto Avversario de’ L. L. C. C. delle due prenominate, che
riguardo all’instituita Pendenza in confronto della Pub. Fiscalità riputavano contenziosi i Censi
med. Dopo alcuni successivi atti reciprochi nel Foro d’Udine, e in questo, apparve una Regolativa
de’15. Gen. 1787. in confronto del Monastero, de’ L. L. C. C. di Zompichia in cui è detto: non avere
le R. R. M. M. alcun titolo, ch’abbia in loro trasfuso il dominio de’Beni posti in detta Villa, ma
essere la loro azione circoscritta all’Avvocazia, e agli emolumenti, e prerogative dovute
a’Patriarchi: e però rimovendo l’estesa 1786., sparatametne da’Compossessori di Chiasellis instarono
il Taglio della confinazione 1626, e delle posteriori. Continuarono gli atti Forensi sino al dì 8.
Agosto 1788. in cui assunsero Giudizio co’ L. L. C. C. li Compossessori di Beano e Pantianico; e
furono ripresi poi sino al 10. Feb. 1788. nel qual giorno seguì a loro favore contro le R. R. <pb n="588"></pb>M. M. Sentenza di due ed uno al Magistrato sopra Feudi. Fu questa il seguente giorno
appellata al Cons. Eccel. di 40. C. N. che tagliò la detta sentenza col solenne seguente Spazzo a
favore delle R. R. M. M Al Taglio 22 Al Laudo 8. N. S. 1. Avvoc. al Taglio. Ecc. Cromer e Stefani.
Interut. Calvi. Interv. Medini. Avvoc. al Laudo. Ecc. Orlandi e Alcaini. Interv. Ant. Bevilacqua
<seg type="U2">In Senato 10. cor.</seg> Prov. sopra denari m. 24. s. Vicenzo Pisani. Savio alla
Mercanzia. m. 24. s. Zuanne Emo. Prov. all’Armar. m. 12. s. Seb. Giul. Giustinian. <seg type="DT">12
Detto.</seg> Ambasciatore in Francia. s. Almorò Pisani Pr. ora Amb. in Spagna. Finisce s. Ant.
Cappello K. <seg type="DT">In M. C. 13. detto.</seg> Gov. de’Condannati g. la Parte. m. 48. s.
Bened. Trevisan fu sopracomito. F. s. Benardin Soranzo. Offiz. al Form. a S. Marco s. Zuan. Barbaro
qu. Nic. F. s. Bart. Semitecolo qu. Lor. Offiz. alla Dogana da martedì s. Cristof. Bonlini qu. Fabio
F. s. Ant. Franc. Contarini. Prov. Sopra Dazj. Suppositi. s. And. Diedo qu. Bertucci. Offiz. alla
Ternaria Vecchia s. Vic. Diedo qu. P. Alv. F. s. Bened. Balbi. Offiz. alla Giustizia Nuova. s. Vic.
Bembo qu. Fer. F. s. Bened. Contarini 6. del Cons. di Pregadi. s. Seb. Corner qu. And. s. Ant.
Vendramin qu. Nic. s. Pietro Foscari. s. Seb. Giulio Zustinian. s. Giamb. Morosini qu. Gir. s.
Agostin Barbarigo, qu. M. Ant. <seg type="DT">14. Detto.</seg> Patron all’Arsenal. Và in Senato con
voto m. 31. s. Alvise Renier qu. Andrea K. F. s. Zuanne Veronese. Consigliere a Ceffalonia m. 24. s.
Niccolò Pizzamano qu. Zorzi F. s. Gian Antonio Badoer. Prov. alle Biave m. 16. s. Marc. Ant.
Zustinian fu Luogotenente ad Udine. Pieggio s. Agostin Minotto. F. s. Antonio Savorgnan. Uffiz. al
Cattaver. Và in Senato con voto m. 16. s. Aurelio Venier qu. Zuanne. F. s. Dom. Pizzamano. Prov. al
Cottimo d’Alessandria. s. Giacomo Morosini qu. Alv. F. s. Vicenzo Zen. Offiz. alla Giustizia
Vecchia. s. Pietro Badoer Primo fu 4ta. F. s. Gasparo Moro 4to. 6. del Cons. di Pregadi. s. Zuanne
Moro qu. Franc. s. Bertucci Contarini qu. Bert. s. Alvise Priuli qu. Ant. Marin. s. Ant. Cappello 1.
qu. Ant. 3. s. Z. Franc. Raspi qu. Z. M. s. Zuanne Barbaro qu. Alm. Proc. È intervenuto alla
riduzione del Serenissimo M. C. di questo giorno, nel solito sito assegnato a’Forastieri di rango,
S. E. il Sig. Co. Potocki co’Nobili del suo seguito. Fu dispensato in questa Sessione, attesa la
morte del K. suo Padre, dal Reggimento di Vicenza, benchè accetato, S. E. Ant. Renier. Una gran
consolazione. <seg synch="#FR.3" type="MT"> Grazie al Cielo funestati non siamo in quest’ordinario
da Lettere, o Biglietti spiranti orrore, e melanconia. La carta che siamo per annunziare brilla di
gioja, e non potrebbe produrre altro male che quel dell’invidia nell’ardente Gioventù, che tra gli
amori vaneggia. </seg>
<seg synch="#FR.4" type="E3">
<seg synch="#FR.5" type="EX"> Chi la scrisse è un Giovinotto di 24. anni, che s’è fatto sposo pochi
giorni sono. Cattivo principio, diranno gli intendenti di matrimonj; ma piano, Signori, che udire il
resto bisogna. Ha preso in moglie una Ragazza di sedici anni di cui, a suo dire, l’Italia tutta non
ha chi possa eguagliarla in bellezza. Ebbro di gaudio, e beato nel suo possedimento, è giunto a
dire, che lo scalpello di Fidia e di Prassitele non è mai giunto a dare ad un marmo una figura sì
regolare, disinvolta, e leggiadra; che l’Albano non ha potuto immaginare occhi sì dolci; che il
divino Raffaelo non ha mai creata una testa tanto perfetta; che il misto di gigli e rose del
Veronese cede all’incarnato delle fresche guancie della sua Venere. Lasciamolo nella felicità
ch’egli ci comunica con tanta esuberanza. Sarebbe una crudeltà il citargli i versi di Luigia Karskin
su tale proposito, e la Lettera che li segue stampata in questi Fogli nell’anno passato; o il
ricordargli la sentenza di Brantomo, che paragona il matrimonio ad un edifizio in cui non v’è di
bello che la porta per cui vi si entra; o il ricantargli col Satirico Rara est concordia formae
Atque pudicitae. Nò nò non si amareggj il giubilo in cui nuota la sua anima amante; ma non s’usi
nemmen la viltà di congratularsi delle sue nozze, se prima non sappiasi come stia di beni di
fortuna: se la sua Sposa oltre l’esser bella sia buona: e se non s’abbia un’idonea pieggieria, che
tale essendo si serberà tale per tutto il corso della sua vita. </seg>
</seg> Notizie di Brescia <seg type="DT">In due Lettere de’ 13. corrente.</seg> Quel celebre
Mostacchina Caffettiere a S. Rocco, la vigilia della Natività di M. V. festa che si solennizzò alle
Grazie, espose nuovamente la superba sua Macchina composta di cento e più palloni disposti
leggiadramente co’lumi, e notabilmente accresciuta di essi, oltre quelli che aveva allorchè comparve
a solennizzare la festività di S. Rocco. Sua Moglie, che seco lui divise il merito nell’ingegnoso
lavoro, ebbe ne’ riscossi applausi la sua giusta parte. È seguita la Corsa de’Lacchè il giorno 12.,
e si avvisa che doveva seguire il dì 14. quella de’Barberi in Contrada di S. Catterina, assegnata la
mossa al Palazzo del Nob. Sig. Conte Giacomo Morani, e la meta alla Casa del Sig. Faustino Lucchi
vicina alla Porta di S. Nazario. Dicesi, che a differenza della prima de’Lacchè, vi sarà in questa
grande sfarzo di carrozze. La Nitteti è malissimo rappresentata. il Ballo l’Amleto si sostiene
felicemente. Tanto è detto nella prima, e quanto segue nella seconda Lettera. “Sin dal principio del
Reggimento di questo nostro zelantissimo Rettore fu da lui conceputa l’utilissima idea di riformare,
e ridurre alla maggior comodità, bellezza, e proprietà li reali stradoni di questa Provincia, resisi
or’ora impraticabili, e sommamente pericolosi nell’Inverno. Quindi avendo fatto prendere le
necessarie misure, e formare il piano, e il calcolo della spesa si <pb n="590"></pb>determinò a
ricercare ad ogni corpo componente la Città l’occorrente sussidio ripartito con giusta proporzione,
per l’esecuzione dell’impresa. L’utilità di questa, la convincente naturale eloquenza di S. E. e
que’modi gentili co’quali ne rinforza il potere, ottennero il comune rispettoso assenso, e già a
quest’ora cominciasi ad esigere per la prima rata. Ridotta la grand’opera alla sua perfezione ed
influendo, come si spera, nelle confinanti Provincie, i Forastieri non saranno più in necessità di
lasciarci da banda per passar da Verona a Milano, e le Poste di questo Stato non risentiranno un
tanto pregiudizio. Una seconda novità non meno importante e vantaggiosa per la sicurezza
de’passeggieri, è lo stabilimento d’un Picchetto di Cavalleria nella rimota Val Sorda tra Rovaglio
ed Iseo, ove in passato succedevano frequenti assassinamenti. Ivi fu eretto un piccolo Quartiere per
i Soldati. Per quanto sentesi vi sarà un eguale provvedimento anche alla Cassetta luogo sulla via di
Calcinato egualmente pericoloso. Questi sono veramente i saggi d’un ottimo Governo! Seguirà, a norma
del qui annesso avviso a stampa, l’apertura d’un nuovo Collegio di Giovinetti; cosicchè in avvenire
oltre le rispettabili Accademie particolari, ed il rinomato Collegio de’ P. P. Somaschi, avremo
nuovamente occupati anche li due di S. Antonio Abbate, e delle Grazie, diretti da persone probe, e
sperimentate, onde la Gioventù in essi educata possa far de’ progressi in tutto ciò che occorre, per
formare de’buoni Cittadini. Per buona Educazione di Giovani, tanto nelle lettere, quanto nella
pietà, si aprirà, pel principio del nuovo anno scolastico, nel Collegio delle Grazie, un’Accademia,
ossia un Convitto di Giovanetti, coi comodi, colle regole, cogli ajuti, colla disciplina de’buoni
Collegi. Chi volesse giovarsene, e averne perciò distinta, e minuta informazione, parli col Rever.
Sig. D. Gio: Maria Montini Maestro alle Grazie. <seg synch="#FR.6" type="E3">
<seg type="U2">Notizie di Verona.</seg>
<seg type="DT">in Lettera de’ 10. cor.</seg>
<seg synch="#FR.7" type="LB"> “La fabbrica del nuovo Ospitale, che erigesi nella Brà, deve avere
nella sua facciata un lungo portico sostenuto da colonne, ed archi. A questi archi fu deliberato di
porvi per chiavi le teste marmoree de’più celebri Medici Veronesi in serie cronologica in vece
d’altri emblemi capriccio. E questa fu la ragione per cui in un arco (non in quello del principale
ingresso) fu situata per chiave la testa del rinomato Dottor Giovanni dalla Bona, il quale col suo
Autore nelle Scienze Mediche contribuì ad illustrare questa sua Patria. Negli altri archi di mano in
mano saranno collocate le teste di altri defunti valorosi Medici Veronesi, come appunto l’altr’jeri
fu posta in un altro arco quella del Dottor Antonio Fracassino. A certo Sig. Scalfo furono rubate
delle gioje per il valore di 4. mila Ducati. Domani, a tenore di Manifesto a stampa, sì darà
un’Accademia d’armi nella Corte di Castel Vecchio dalli Signori Alunni di questo Nobil Collegio
Militare, alla presenza dell’Eccellentissimo Savio alla Scrittura uscito Alvise Mocenigo di MS.
Sebastiano K. e Proc. diretta dal Sig. Benedetto Lauberg Maestro di detto Collegio,” </seg>
</seg> Notizie Sacre. 8. Settembre. Natività di M. V. Solennità a SS. Giov. e Paolo nella Cappella
della Madonna della Pace , ove si venera un’antica Immagine della <pb n="591"></pb>gran Madre di Dio, di
greco lavoro, avendosi per tradizione, esser quella innanzi cui orando S. Giovanni Damasceno
ricuperò miracolosamente la mano, che gli fu recisa, perchè impiegata a difesa delle sacre Immagini.
Fu trasportata da Costantinopoli da Paolo Morosini N. V. e donata al PP. Domenicani di questo
Convento. Nel 1546. fu eretta una divota Confraternità, che ha per iscopo d’onorare con solenne
ossequio la prodigiosa predetta Immagine. In questa Cappella v’è il bellissimo altare assai ben
disegnato ed eseguito in bianchissimo marmo di Carrara con le due statue laterali di S. Luca, e di
S. Giovanni Damasceno, col parapetto della Mensa in basso rilievo esprimente un angiolo, che libera
alcune anime dal Purgatorio, ove pure è scolpito il Palazzo Ducale, opera pregiatissima di Enrico
Merengo il cui nome è inciso appiè della statua di S. Luca. In questa Cappella alla destra
dell’Altare sopra uno stimato deposito s’erge la statua di Lorenzo Gabrieli Vescovo di Bergamo, con
belle figure scolpite da Lorenzo Beregno. <seg type="DT">Lunedì 14. Settembre, Esaltazione di S.
Croce.</seg> Dall’antichissima, e nobilissima Famiglia Badoer ebbe origine a’tempi della nascente
Repubblica questa nostra Chiesa della Croce, ne’discendenti della quale passò in Giuspatronato colla
facoltà elettiva del Parroco. Questi per la fama di santità de’Monaci Benedettini di Clugni in
Borgogna offerirono ad essi questa Chiesa con facoltà di fabbricare un Monastero. Fu accettata
l’obblazione nel 1109. si eresse il Monastero, che acquistò il titolo di Priorato a cui si
assoggettarono 6. Chiese in lontane Diocesi, delle quali ancora è dipendente quella de’S. S. Giacomo
e Bartolommeo di Grispignana per Decreto del Papa Clem. VIII. a sollievo delle Religiose
Francescane, ch’ora lo occupano. La rilassatezza di costumi di que’Monaci, era giunta a tale, che
prima d’essere scacciati da questa scandalezzata Città, abbandonarono il Monastero nel 1352.
Successe il Parroco co’suoi Sacerdoti alla cura della Chiesa, che passò in Commenda nel 1378. sotto
il Pontificato d’Urbano VI. Sotto il dominio di varj Cardinali. Il Commendatore Eugenio Memmo
inclinato all’Ordine Serafico quello fu ch’ebbe il merito di fondare il Convento alle Religiose
Francescane, che sino dal 1460. lo abitano. Sotto questo titolo v’è un’altra Chiesa e Monistero di
Benedettine alla Giudecca, ove nell’antidetto giorno festivo vestì l’abito Religioso l’Illustrissima
Signora Antonia Grassi di questa opulente mercantile cittadinesca Famiglia. Intervenne alla solenne
funzione, ed ebbe da quelle R. R. M. M. grato e riverente accoglimento, S. E. il Sig. conte Potoki
colle più qualificate persone del nobil suo seguito. Molti furono i progetti per l’apertura di
questo nobilissimo Teatro a S. Samuele, ma niuno ebbe effetto. Dicesi che si voleva assogettare ad
una considerabile diminuzione, le ordinarie mercedi de’suonatori, che non hanno impiego teatrale, e
ch’essi non vollero acconsentirvi. Ora risorge la speranza della sua apertura con Opera Buffa,
sott’altro Impresario. Intanto i palchetti di quello a S. Benedetto sono tutti affittati. Dicesi,
che allo sfacimento degli stabili per l’erezione del Nuovo si darà mano quanto prima. Bandi
Pubblici. Francesco Orazio detto Baccalado solito a far il calzolajo nella Villa della Gambarare
incontratosi il giorno 5. Feb. 1786. sull’argine della Brenta nell’ora quondam And. Bevilacqua qu.
Ant. uomo di Valentin Panighetti beccajo in quella villa, venne da questo ricercato del pagam. di
soldi 17. per tanta carne datagli qualche giorno prima. Sopra la qual giusta e moderata ricerca
insorta breve altercazione disse Franc. d’andar a prendere il danaro, si portò alla vicina sua casa
dalla quale uscito non molto dopo con un pistone scavezzo, vedendo il suo creditore, ch’usciva da
un’altra casa gli disse: Bevilacqua tiò i tobezzi. Avvedutosi l’infelice dell’arma che l’empio aveva
lo pregò umilmente a donargli la vita, per amor d’Iddio, e in riflesso alla sua Famiglia. Non si
commosse lo scellerato nè a quelle suppliche, nè a’rimproveri d’altra persona, che dall’opposta
parte del Fiume tentava distoglierlo dalla sua pessima disposizione. Scaricò l’arma impugnata contro
quel misero, e lo ferì in modo che da lì a poch’ore spirò. Di tanto imputato, absente, ma
legittimamente citato e proclamato, fu dagl’Illustriss. ed Eccellentissimi Signori Avvogadori di
Comun giudici delegati dall’Eccelso Consiglio di X. Servatis Servandis bandito jeri da tutti gli
stati di questo Serenissimo Dominio, e venendo preso condannato a servire in una galera per uomo da
remo per anni dieci co’ferri a’piedi; e in caso d’inabilità ad una prigione chiusa all’oscuro per
anni 20. La Taglia è di mille lire de’piccoli de’suoi beni, e se non ve ne saranno, delli denari
della Serenissima Signoria deputati alle Taglie per metà; coll’arte solite condizioni, che per amore
di brevità qui si ommettono. Avvertimento. <seg synch="#FR.8" type="MT"> Si ricevono le associazioni
a questo Foglio, cominciato a’2. Giugno 1787., a Venezia da’Libraj Colomani a S. Bartolommeo, e
Curti a S. Giuliano. A Padova dalli Conzatti. A Verona dalli Eredi Moroni, e dal Passerini direttore
della Posta di Venezia. A Brescia dal Colombo. A Bergamo dal Locatelli. A Udine dal Damiani. In
questa Città li Signori Associati sono serviti alle loro abitazioni il Mercordì, e il Sabbato. Nelle
suddette di Terraferma hanno il Foglio senz’alcuna spesa di Posta dalli prenominati Signori nostri
corrispondenti. Si paga un zecchino all’anno anticipato, o diviso in Semestri, a piacere di chi si
assoccia, e si ricevono in ogni tempo le assocciazioni. Esistendo ancora poche copie dell’intera
perfetta Raccolta son esibite alle vendita, come pure i Fogli che ad alcuno mancassero per
perfezionarla. Finalmente siano avisati quelli, che scrivono direttamente al Colombani, al Curti, od
al Fenzo per cose appartenenti a questo Foglio, che se ignorano il nostro nome devono indirizzare le
loro Lettere All’estensore della Veneta Urbana Gazzetta, e non ad altri. </seg>
</seg>
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</ab>
</div>
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