Graziadio Isaia Ascoli an Hugo Schuchardt (026-00220)

von Graziadio Isaia Ascoli

an Hugo Schuchardt

Mailand

20. 04. 1877

language Italienisch

Schlagwörter: Diezstiftung Korrespondenzbeilagen Wissenschaftliche Diskussionen und Kontroversen Österreichische Akademie der Wissenschaften (Wien) Ascoli et al. (1878)

Zitiervorschlag: Graziadio Isaia Ascoli an Hugo Schuchardt (026-00220). Mailand, 20. 04. 1877. Hrsg. von Klaus Lichem und Wolfgang Würdinger (2013). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.884, abgerufen am 05. 02. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.884.


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Milano, 20 aprile 1877.

Amico pregiatissimo,

Il Suo abbattimento1 m'affligge moltissimo e s'aggiunge a una gran dose d'afflizione o di stanchezza mia propria. Ma posso assicurarla, nel modo più fermo e assoluto, che nessuna Sua parola e nessuna Sua mossa ha mai prodotto nell'animo mio alcun sentimento men che amichevole o men che simpatico; e Le sono ben riconoscente anche per ciò, che tanto Le stia a cuore di saper che veramente sia così. Debbo poi sorvolare al capitolo delle lodi ch'Ella mi profonde, giacchè, se io volessi a Lei rendere pan per focaccia, dove mai si finirebbe? Mi limiterò dunque a ringraziarla anche per la benevolenza di cui pur codesto capitolo m'è testimonianza ben cara; e rifacendomi senz'altro al malinconico nostro argomento, Le debbo confessare, che sin |2| dalle prime io ho veduto (e lo dissi a voce e per iscritto a parecchi amici) che come le intenzioni Sue2 eran nobilissime e molto virilmente propugnate, così pur era nondimeno assai probabile e quasi certo che Ella non avrebbe raccolto dal Suo lavoro un frutto condegno. L'opera del Comitato berlinese era omai troppo inoltrata; e comunque si pensasse in ordine ai principj, la dichiarazione di quei signori che la loro ' Diez-stiftung' si sarebbe fatta a ogni modo, sia che gli altri si volessero adoperare a aumentarla, sia che ne volessero un'altra o più d'un'altra oltre la loro, questa dichiarazione, che s'è avuta nei termini più espliciti, non lasciava adito a nessuna speranza di vere mutazioni.

Quanto alla mia libertà personale, le difficoltà che |3| ho incontrato nel volerla ricuperare, per non ispiacere a Lei in verun modo, sono state davvero insuperabili. Non solo il Comitato berlinese s'è rifiutato di prosciogliermi; ma indotto come fui a rintracciare le radici, ormai vecchie o pressochè perdute di vista, di codesto impegno che m'era come rinfacciato, ho trovato che la mia adesione si riferiva a una proposta ben più concreta che a me più non paresse, com'Ella vede dalla lettera che Le compiego. Mi fu inoltre mandata da Berlino un'autorevolissima lettera viennese, che ha la data del 12 aprile e riduce il Comitato austro-ungarico, in quanto si distingua o separi dal berlinese, a una cosa come di mera forma e opportunità, che in effetto non dee portare ad alcuna conseguenza. 3

Insomma, non era più possibile, che, senza offesa di me stesso, io continuassi a esitare o tergiversare. E quest'oggi ho |4| combinato col Flechia un 'appello agli studiosi italiani'4, nel quale s'è badato, per quanto era possibile, a rispettar tutti i riguardi, e s'è in ispecie tentato ch'Ella dovesse, tutto ben considerato, restar contento od almeno non malcontento di noi. Farò ch'Ella ne abbia un esemplare quanto più presto sarà possibile, e intano Le ne copio la chiusa:

- Il contributo, al quale sono invitati gli studiosi italiani, sarà incassato dal librajo-editore sign. E. Loescher, pregato dai sottoscritti a far da tesoriere. Chiusa la colletta con la fine dell'anno e previa pubblicazione di un conto particolareggiato di quanto si sarà raccolto e dei nomi de' singoli contribuenti, i fondi saranno trasmessi al comitato di Berlino, dal quale è partito il primo impulso e col quale non può dubitarsi che abbia a procedere di pieno accordo anche il comitato di Vienna, comuni essendo gl'intenti e diventando perciò

come una necessità la piena concordia nei mezzi. Se però qualche offerta o promessa fosse vincolata a particolari condizioni, i sottoscritti non per questo l'accetteranno con minor riconoscenza. - // - G. Asc., N. Caix, U. A. Can., F. D'Ov., G. Flech., A. Graf, E. Mon., P. Rajna5. -

Dunque, caro e riverito amico, guardi in faccia, con animo sicuro, alla realtà inesorabile delle cose; e della Sua molta autorità, come dell'amicizia che tutti Le professiamo e nessuno Le professa più sincera e vigorosa di quello che io faccia, profitti coraggiosamente in pro' della concordia degli animi e della causa stessa ch'Ella propugna

Suo affmo devmo

G. I. Ascoli.


1 Schuchardt mußte insofern eine Niederlage einstecken, als keine eigene Wiener Diezstiftung gegründet werden konnte, sondern der Akademie der Wissenschaften in Wien nur ein Sitz im Vorstand eingeräumt wurde. Vgl. dazu: Statut der Diez-Stiftung, in: ZRP 4 (1880), 624-627 .

2 Schuchardt wollte eine Diezstiftung auf internationaler Ebene ins Leben rufen.

3 Vgl. dazu den Brief von Schuchardt an Mussafia vom 24. April 1877: "Ascoli schrieb mir, daß ihm 'fu mandata da Berlino un'autorevilissima lettera Viennese che ha la data del 12. aprile'. Ich weiss nicht, warum Ascoli nicht gesagt hat: 'che fu scritta, essendo già Febo co' suoi cavalli al ventesimo grado del celestiale montone pervenuto', das wäre noch deutlicher gewesen. [...] Der besagte 'autorevolissimo' Brief nun scheint einige Einwirkung auf Ascoli gehabt zu haben. Ascoli meldete mir zuerst, er wolle ein sotto-comitato bilden. Ich antwortete Ihm, er möchte das nicht thun, sondern ein comitato bilden. Er wiederum: meinen warmen und ehrenhaften Vorstellungen nachgebend, wolle er kein sotto-comitato bilden, sondern sich ganz neutral verhalten. Ich erkläre mich über das Letztere tief betrübt Er wiederum: er wolle doch ein sotto-comitato bilden, er habe einen Brief gefunden, aus dem hervorgehe, dass seine Verpflichtungen gegen Berlin doch größer wären, als er gedacht hätte. Ich wiederum: gut, aber Eines bitte ich mir aus, dass Ihr nicht auf selbständige Meinungsäusserung verzichtet, und euch blind den Berlinern in die Arme werfet. Und in gleichem Sinne habe ich an andere italienische Romanisten geschrieben. Denn warum sollen diese in die inesorabile necessità, welcher Ascoli unterliegt, durchaus mit hineingerissen werden."

4 Appello agli studiosi italiani concernente la "Fondazione Diez", AGI 4 (1878), 425-428.

5 Graziadio Ascoli, Napoleone Caix, Ugo Angelo Canello, Francesco D'Ovidio, Giovanni Flechia, Arturo Graf, Ernesto Monaci, Pio Rajna.

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