Napoleone Caix an Hugo Schuchardt (03-01493)

von Napoleone Caix

an Hugo Schuchardt

Florenz

02. 01. 1881

language Italienisch

Zitiervorschlag: Napoleone Caix an Hugo Schuchardt (03-01493). Florenz, 02. 01. 1881. Hrsg. von Frank-Rutger Hausmann (2018). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.8729, abgerufen am 02. 03. 2024. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.8729.


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Firenze 2 Gennajo 1881

Chm̃o Collega,

Non ho mancato, ricevuta la Sua carissima, di fare attente osservazioni sui fenomeni di cui mi chiedeva.1 Da quanto ho potuto rilevare, giacchè in questi fenomeni si notano continue oscillazioni ed incertezze, il th ha luogo più specialmente nella sillaba finale, ma nella più schietta parlata fiorentina si sente non di rado anche in altre sillabe postoniche: imperathore ecc. specialmente per le voci che hanno relazione con altre in cui siffatto passaggio ha luogo nella finale: granathajo da granatho ecc. La vocale seguente sembra in ciò avere qualche influenza. E` certo che il fenomeno ha luogo piuttosto davanti ad a che ad altra vocale, e sembra escluso davanti ad u : - tura (statura ecc.) non -thura, il che si spiega in parte per la natura dell’u, ma in parte anche col fatto che nessuna parola toscana termina in u|2| accentato, sicchè qui non si ebbe come per a ed o il precedente di voci in cui il passaggio di t in th aveva avuto luogo nella sillaba finale. Quanto alla vocale che precede mi pare che essa non abbia alcuna influenza; sentitho e sentiχo come statho e staχo, il che si spiega bene con ciò che la spirante fa sillaba separata colla vocale che segue e non può essere che debolissimamente influenzata dalla vocale che precede, da cui si stacca affatto nella pronuncia, al contrario di ciò che avviene nel tedesco, in cui abbiamo le divisioni leichtig-keit ecc.

Il ph non pare aver luogo che davanti ad a : papha, rapha, ma capo, rupe ecc. Nelle prime voci le labbia si raccostano mollemente e non danno luogo che ad una debolissima esplosione, sicchè si esce un suono che non è nè esplosiva ne vera spirante. Questo suono ha del resto perfetta corrispondenza in quello del t |3| in posizione debole, quale viene pronunciato dai meglio parlanti, poichè qui pure abbiamo un th che non è ancora ð, e che divien tale solo nella bocca del popolo, mentre nell’infirma plebe, particolarmente delle campagne passa in χ ossia si assimila alla spirante nata dal c in posiz. debole, il cui sono è bensì affine a quello dell’h tedesco, ma alquanto più energico. Se adunque consideriamo il th, il ph come spiranti incipienti nate da esplosione che si trovavano in posizione debole, non mi pare che ciò contraddica alla spiegazione ch’Ella ha dato altra volta del fenomeno, giacchè il passaggio dall’esplosiva alla spirante non si può supporre avvenuto ad un tratto, ma per gradi. Come abbiamo la serie c-che-h‘, così t-th-ð (h) e così p-ph, se non che il fenomeno è più esteso per le gutturali che per le dentali, e più per queste che per le labbiali, |4| in cui non siamo ancora giunti alla vera spirante.

Non so se queste osservazioni potranno bastare a risolvere i dubbi che Le si presenteranno. Uno studio minuto e particolareggiato del fenomeno non si potrebbe fare che nelle campagne. Ma non so che alcuno se ne sia mai occupato, giacchè gli amatori della bella lingua non si sono curati che di raccogliere voci e modi di dire eleganti, trascurando affatto la parte fonetica e grammaticale e rivestendo anzi di forme italiane ciò che essi credevano degno d’essere notato e fatto conoscere. Così ha fatto anche ultimamente il Giuliani nelle sue Lettere sul parlare toscano,2 piene d’osservazioni interessanti per la lessicologia, ma di nessun utile per i nostri studi. Tuttavia se alcun altro quesito speciale Ella avesse da rivolgermi, La prego a farlo senza ritegno, e insieme a credermi sempre

Suo
N Caix


1 Vgl. zu diesem Themenbereich allgemein Dieter Geisendörfer, Der Ursprung der Gorgia Toscana , Neustadt / Aisch, 1964. Schuchardts Interesse an diesem Thema spiegelt sich auch in anderen Korrespondenzen, z.B. mit Gustav Gröber (HSA, Brief 04057).

2 Giambattista Giuliani, Sul vivente linguaggio della Toscana, lettere , Firenze: Felice le Monnier, 31865.

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 01493)