Francesco D´Ovidio an Hugo Schuchardt (17-08443)

von Francesco D´Ovidio

an Hugo Schuchardt

Neapel

22. 06. 1883

language Italienisch

Schlagwörter: Canello, Ugo Angelo Meyer, Gustav Meyer, Gustav (1883) Ceci, Luigi (1883) Schuchardt, Hugo (1883) D'Ovidio, Francesco (2003)

Zitiervorschlag: Francesco D´Ovidio an Hugo Schuchardt (17-08443). Neapel, 22. 06. 1883. Hrsg. von Sandra Covino (2022). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.7628, abgerufen am 05. 02. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.7628.


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Caro amico,

Mi scrivi di baciare per te le mie bambine1! Se sapessi che ironia è stata questa! Quando la tua m’è giunta, una mia figlia era malata di difterite, l’altra l’avevo dovuto allontanare di casa perchè non si contagiasse! Oggi, però, sembra che il male sia finito, e l’altra mia figlia rientrerà in casa, con certi riguardi. L’esito felice della cosa mi compensa dell’angoscia fierissima dei giorni passati. Ma una paura come quella che ho provata, venuta subito dopo la desolazione infinita per la morte del povero Canello, mi han lasciato in un abbattimento di forze che non ti so dire.

La mia signora desidera che io ricambi per lei i saluti.

Mi duole che tu non ancora stii proprio bene. È una vera disgrazia. E quel ch’è più, con la faccia prosperosa che hai, nessuno ti compatirà.

Anche Meyer ha scritto pro lege bacillica?! Tu quoque, Brute! _ Ma in Germania la può parer bella; noi però sappiamo che non ci siamo maturi, epperciò, salvo poche eccezioni, ci siamo contrarj tutti2!.

Addio. Tuo
F. d’O.


1 La missiva di Schuchardt non si conserva.

2 D’Ovidio allude ironicamente all’articolo di G. Meyer Die Reform der italienischen Universitäten, in «Unsere Zeit», 1883, nr. 6, pp. 876 ss. e al progetto di riforma organica delle università che Guido Baccelli (Roma 1830-1916) tentò invano di fare approvare durante il suo primo mandato al vertice della Pubblica Istruzione. Il disegno di legge, di impronta antistatalista, attribuiva agli atenei la cosiddetta “triplice autonomia” (amministrativa, finanziaria e didattica). L’esempio del modello universitario tedesco fu utilizzato da Baccelli per conferire legittimità internazionale al suo progetto. Rientrò in questa strategia un opuscolo allestito dal segretario particolare del ministro (Luigi Ceci, Le università italiane e i più recenti piani di riforma per il prof. W. Foerster di Bonn, Roma, Tip. della Camera dei Deputati, 1883), in cui furono tradotti gli articoli di Wendelin Foerster apparsi nell’«Allgemeine Zeitung». Nella prefazione lo stesso Ceci segnalava numerosi altri interventi di professori tedeschi, come il cit. articolo di G. Meyer e quello pubblicato da Schuchardt in BAZ: Zum Baccelli’sche Gesetze, 1883, pp. 2779-2780. Ampi stralci di entrambi questi scritti apparvero in «Il Diritto», giornale filoministeriale: cf. La legge Baccelli in Germania, ivi, 7 giugno 1883, e La riforma universitaria, ivi, 6 novembre 1883. Il fronte degli oppositori alla riforma incluse la stragrande maggioranza dei docenti universitari. L’espressione del loro dissenso fu sollecitata e coordinata dal quotidiano di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino «La Rassegna»; in questa sede sarà pubblicata il 28 gennaio 1884 la lettera aperta di D’Ovidio Un tentativo di plebiscito che s’è risolto in un vespaio (riportata anche dal «Corriere della Sera», 29-30 gennaio 1884): cf. Martina Simeti, La «triplice autonomia» dell’Università. La riforma Baccelli vista nelle pagine dei giornali, in «Rassegna storica del Risorgimento», LXXXVIII, 2000, pp. 509-538: 528-529, 531-534 e D’Ov.-D’A., I, pp. LXXXII-LXXXIII; II, pp. 225-226, nota 5.

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 08443)