Francesco D´Ovidio an Hugo Schuchardt (01-08432)

von Francesco D´Ovidio

an Hugo Schuchardt

Mailand

11. 04. 1875

language Italienisch

Schlagwörter: Zeitschrift für vergleichende Sprachforschung (Kuhns Zeitschrift) Archivio glottologico italiano Société pour l'Etude des Langues Romanes Ascoli, Graziadio Isaia Witte, Karl Schuchardt, Hugo (1874) Schuchardt, Hugo (1874) D'Ovidio, Francesco (1872) D'Ovidio, Francesco (1877) D'Ovidio, Francesco (1876) D'Ovidio, Francesco (2003) Ascoli, Graziadio Isaia (1878)

Zitiervorschlag: Francesco D´Ovidio an Hugo Schuchardt (01-08432). Mailand, 11. 04. 1875. Hrsg. von Sandra Covino (2022). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.7612, abgerufen am 05. 02. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.7612.


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Illustre Sign. Professore,

Io le debbo da gran tempo un cordiale ringraziamento per la benigna accoglienza che Ella volle fare ai miei lavori. Principalmente di quello che Ella ha esaminato nella „Kuhn’s Ztsf‟ Le devo esser principalmente grato, sì perché Ella ha penetrato perfettamente nel mio pensiero (cosa che non tutti gli altri han fatto), sì ancora perchè mi ha fatto giuste critiche (che tutte accetto), e sì finalmente perchè mi ha un po’ difeso da accuse ingiuste che, certo senza malignità, altri mi fece1. Anche nell’altro Suo scritto inserito nella „Romania‟ ho trovata la Sua solita abbondante dottrina, il Suo sicuro criterio, la Sua acutissima penetrazione2. Certo, qua e là non convengo con Lei pienamente, come in parte vedrà da un mio prossimo lavoro3, ma col materiale di cui Ella disponeva era impossibile arrivare a maggiori risultati: c’è voluta anzi tutta la Sua perspicacia. Non saprei neanche dirle in che precisamente consistono le cose in cui non mi pare di poter convenire, perchè si tratta di minuzie trattabili egregiamente a voce, e troppo facili ad avvilupparle scrivendone. |2| Ad ogni modo, prenda queste restrizioni nel loro vero senso; perchè son lontanissimo dal voler dire che il Suo lavoro non sia pieno di sagacia e di dottrina. Anzi, ardirei di farle una domanda: potrebbe Ella favorirmene una copia a parte? Gliene sarei tenuto in sommo grado.

Non so se Le sia occorso di leggere il mio Studio sul De Vulg. Eloqu. di Dante. Non Gliene feci offerta, nella credenza che Ella sia abbonato al nostro „Archivio glottologico4.

Saprà che il nostro Ascoli ha ricevuto un altro premio, dalle Fêtes Romanes di Montpellier, per il Suo „Franco-Provenzale‟5.

Quando possiamo sperare di vederla in Italia? Nel futuro autunno forse?

Abbia la bontà di salutarmi il Comm. Witte6, se ha occasione di vederlo; e intanto mi creda

Suo dev.mo ammiratore
prof. Francesco d’Ovidio
Milano, Via S. Radegonda, 11, 4° p.
11 Aprile 75


1 Cf. Hugo Schuchardt, Zur romanischen Sprachwissenschaft. Lateinische und romanische Deklination, in «Zeitschrift für vergleichende Sprachforschung auf dem Gebiete des Deutschen, Griechischen und Lateinischen», XXII, 1874, pp. 153-190. L’intervento include, a pp. 167-186, il resoconto dedicato al saggio di F. D’Ovidio, Sull’origine dell’unica forma flessionale del nome italiano, Pisa, Nistri, 1872 (poi anche in ASNP, I, 1873, pp. 153-211). Nella pubblicazione, frutto della dissertazione di laurea dell’autore, D’Ovidio aveva mosso dettagliate obiezioni alla teoria di Friedrich Diez sulla derivazione del nome romanzo dall’accusativo latino. Le argomentazioni del giovane studioso, che sosteneva per l’italiano un conguaglio fonetico delle varie voci casuali latine anzitutto sulla base del nominativo, avevano suscitato reazioni di dissenso sia in Italia, da parte di Giovanni Flechia (cf. RFIC, I, 1873, pp. 89-100, 254-267) e Ugo Angelo Canello (cf. «Rivista di Filologia Romanza», I/2-4, 1874, pp. 129-133), sia all’estero, da parte di Adolfo Mussafia (cf. «Romania», I, 1872, pp. 492-499) e Adolf Tobler (cf. «Göttingische Gelehrte Anzeigen», 1872, nr. 48, pp. 1892-1907; rist. in Id., Vermischte Beiträge zur französischen Grammatik, V, Leipzig, Hirzel, 1912, pp. 344-355). La recensione di Graziadio Isaia Ascoli fu invece sostanzialmente positiva (cf. AGI, II, 1876 [fasc. del 1873], pp. 416-438). Nel suo resoconto, Schuchardt aveva tra l’altro dichiarato di concordare soprattutto sui punti essenziali messi a fuoco da Mussafia, ma di ritenere troppo rigide le critiche relative alla comprensione e alla valutazione di D’Ovidio della tesi dieziana (cf. p. 167, in nota). Inoltre, aveva preso in esame i rilievi mossi al giovane autore da Flechia, giudicando anch’egli poco cauta soprattutto l’interpretazione dovidiana dei plurali italiani e confermando per il singolare dei nomi «den accusativ als grundform des romanischen casus» (cf. p. 175 e 180), ma aveva difeso D’Ovidio relativamente ad alcuni dettagli specifici della sua trattazione (cf. ad es. pp. 176-177).

2 Cf. H. Schuchardt, Phonétique comparée. I. Les modifications syntactiques de la consonne initiale dans les dialectes de la Sardaigne, du centre et du sud de l’Italie, in «Romania», III, 1874, pp. 1-30; qui a pp. 14 ss., Schuchardt aveva citato e discusso diversi punti dell’articolo di D’Ovidio Di alcune parole che nella pronuncia toscana producono il raddoppiamento della consonante iniziale della parola seguente, in «Il Propugnatore», V/1, 1872, pp. 64-76.

3 Probabile riferimento allo studio, pubblicato due anni dopo da D’Ovidio, Delle voci italiane che raddoppiano una consonante prima della vocale accentata, in «Romania», VI, 1877, pp. 199-211.

4 Cf. F. D’Ovidio, Sul trattato De vulgari eloquentia, in AGI, II, 1876 [fasc. del 1873], pp. 59-100; rist. in D’Ovidio, Saggi critici, pp. 330-415 e in Versificaz. ital., pp. 589-746, infine in Opere, IX.2, pp. 217-332. La pubblicazione era stata ricavata dalla tesi di diploma normalistico di D’Ovidio: cf. Francesca Nassi, Tra manzonismo e glottologia: Francesco D’Ovidio e la questione della lingua, in ASNP, serie III, XXIII, 1993, pp. 275-318: 281-283; D’Ov.-D’A., I, pp. XII-XIV e Sergio Lubello, Una norma per l’italiano dopo l’Unità: tra Ascoli e Manzoni, in Actes du XXVe Congrès International de Linguistique et de Philologie Romanes (Innsbruck, 3-8 septembre 2007), Berlin-New York, De Gruyter, 2010, pp. 595-603: 597-598.

5 Gli Schizzi franco-provenzali, pubblicati da G. I. Ascoli (Gorizia 1829-Milano 1907) in AGI, III, 1878 [fasc. del 1874], pp. 61-120, furono accolti assai favorevolmente negli ambienti del movimento felibrista e nel 1875 gli valsero il premio per la filologia nel primo concorso filologico-letterario bandito dalla Société pour l’étude des langues romanes, istituita a Montepellier nel 1869 (cf. Francesca Zantedeschi, La dialectologie avant sa disciplinarisation: la Société pour l’étude des langues romanes, Romania et le statut de la langue d’oc, in La disciplinarisation des savoirs linguistiques. Histoire et épistémologie, Dossiers HEL nr. 5, 2012, pp. 1-10: 4-6 e nota 10).

6 Karl Witte (Lochau 1800-Halle 1883). D’Ovidio era entrato in corrispondenza epistolare con il celebre dantista grazie ai suoi studi sul De Vulgari Eloquentia: cf. S. Lubello, Rapporti italo-tedeschi negli studi linguistici del secondo Ottocento: maestri, scuole, centri culturali, in Relazioni linguistiche. Strutture, rapporti, genealogie, a c. di Martin Becker & Ludwig Fesenmeier, Frankfurt am Main, Peter Lang, 2016, pp. 31-49: 39 e nota 23.

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