Arturo Farinelli an Hugo Schuchardt (99-02973)
von Arturo Farinelli
an Hugo Schuchardt
28. 12. 1914
Italienisch
Schlagwörter: Universität Innsbruck Academia das Ciências de Lisboa (Lissabon) Schuchardt, Hugo (1915)
Zitiervorschlag: Arturo Farinelli an Hugo Schuchardt (99-02973). Torino, 28. 12. 1914. Hrsg. von Frank-Rutger Hausmann (2017). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.5536, abgerufen am 22. 01. 2026. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.5536.
Torino, 28 XII 1914
Per amor del cielo, illustre e grande e caro mio amico non tenga dietro ad ogni cane che abbaia contro la „cultura“ germanica. Io non sono di nessuna Accademia, nemmeno di quella di Torino, non posso preoccuparmi degli sfoghi dei Lisbonesi.1 Ho scritto un manifesto per una Alleanza degli amici della concordia, e della unione universale2 e m’agito nel senso di |2| mettere pace, benchè sia un granellino di sabbia mosso a turbini in un deserto.
Addio Suo
Arturo Farinelli
– Se le sciocche invettive portoghesi La interessan, per pura curiosità converrebbe rivolgersi alla buona Carolina Michaelis (Cedofeita 159) Porto, che a me scrive conturbatissima e lagrimando.3
1 Schuchardt, An die Portugiesen. Deutscher Neujahrsgruß, Graz 1915.
2 Der genaue Titel ist Alleanza degli amici dell’unione e concordia europea, den Farinelli Francesco De Sanctis am 2.1.1915 mit dem folgenden Begleittext übersandte: „Egregio collega, Ritengo che alla nostra patria, che io amo svisceratamente, convenga fortificarsi con tutte le armi, senza dubbio, agguerrirsi fino ai denti, per incutere rispetto e magari anche timore, ma bene la sosterrebbe un’educazione spirituale e morale infinitamente più profonda e solida di quella che rivela all’ora tragica che corre. Né disdirebbe, pur mirando alla conquista delle terre ,irredente‘ (badi che io fui all’Università di Innsbruck maestro per 10 anni ai Trentini e Triestini, – forse più di nessun altro in Italia conosco, con le mire germaniche, le difficoltà di un’impresa affidata alla ventura guerresca più che ad una accorta, illuminata ed energica azione diplomatica), vigilare un po‘ perché entro lo sconquasso della più immane delle guerre non vada travolta e perduta il patrimonio di cultura acquisito nei secoli. Vibrare una nota di amore entro la sinfonia dell’odio non è un male. Questo il solo scopo del mio povero manifesto che Ella rifiuta, e che lasciava a tutti perfetta libertà d’azione e di pensiero. Forse tra 100.000 anni spunterà l’alba della vera civiltà. Addio. Le auguro anch’io ogni bene e le stringo la mano con sincera stima“ (zit. nach Silvio Acame, Scritti minori , vol. II, Rom 1990, 677).
3 Einen wohl ähnlichen Brief schreibt sie am 22.1.1915 an Schuchardt: „Das deutsch-feindliche unqualifizierbare Manifest ist nicht von der alten Academia Real das Ciências de Lisboa ausgegangen, deren Mitglied Sie sind“ usw. (HSA, Lfd.Nr. 58-07350).
