Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (47-11828)

von Alfredo Trombetti

an Hugo Schuchardt

Bologna

16. 11. 1921

language Italienisch

Schlagwörter: Müller, Friedrich Trombetti, Alfredo (1922–1923) Bronzi, Pietro (1919)

Zitiervorschlag: Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (47-11828). Bologna, 16. 11. 1921. Hrsg. von Bernhard Hurch (2015). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.3176, abgerufen am 09. 06. 2026. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.3176.


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[R. Accademia delle Scienze
dell’Istituto di Bologna
Classe di Scienze Morali]
Bologna, Via Maggiore 4
16 nov. 1921

Riverito e caro amico,

A pag. 220 sono stato troppo conciso.1 Ma ecco che cosa intendevo dire.

Conviene partire dal verbo attivo (verbo d’azione) intransitivo, ossia usato assolutamente. Anche con tale verbo molte lingue usano l’ergativo, per es. Thusch a-s lei io parlo, a-h lei tu parli.* Qui mi pare difficile ammettere il senso passivo. Come dobbiamo imaginare che fosse espresso negli inizi del linguaggio un pensiero come ‘l’uomo batte’? (cioè: dà dei colpi). Io credo in questo modo: uomo battere oppure uomo egli battere (Elem. § 37). Si danno tre casi: 1° il nome rimase senza alcuna aggiunta; 2° il pronome anaforico si unì al nome in ogni caso (nominativo); 3° il pronome anaforico si unì al nome solo se concepi|2|to come attivo (ergativo). Io ho tentato di chiarire la ragione della distinzione fatta nel 3° caso, al § 328 pag. 265 degli «Elementi»; ma confesso che non mi sembra sufficiente.

Certo è che la presenza dell’oggetto influisce sul modo di esprimere il soggetto, come si vede nel Circasso. Quando io confronto mo-r m-e-lläzže egli egli-lavora, psšythle-r m-a-vve il contadino egli-ara, con  psšythle-m gŭbgho-r j-e-vve il contadino-egli il campo egli-ara, sono indotto a identificare -m del soggetto attivo col prefisso personale m- e ambedue col tema mo- del pronome di terza.*(*) Ma io – abituato finora soltanto all’analisi morfologica (e fonetica) – mi sento a disagio quando si tratta di sintassi.

Nello Hausa ya buga ‘egli batte’, ma ya bug-i yāro ‘egli batte (al, verso) il fanciullo. Ma anche senza l’indicazione del moto ‘hin’ mi sembra che l’espressione A battere B non possa essere equivoca. Poichè A battere significa soltanto A batte, mi sembra che A battere B possa significare soltanto A batte B, |3| non A è battuto da B. Il soggetto reale sta in principio nella quasi totalità delle lingue. Soltanto per un processo secondario avviene l’inversione, come nel Basco n-a-kar-k, precisamente come nel Tedesco dich trage ich, come nel Pul hande kirsū mi heute schlachtete ich, come nel Serer rōg feχ-um Gótt liebe ich. Così si spiega la coniugazione suffiggente, che è meno antica della prefiggente.

Non so se sono riuscito a chiarire il mio pensiero, al quale sono stato condotto da considerazioni morfologiche, non sintattiche. Nella Morfologia2 apparirà chiaro – come spero­ – che cos]i[a sia il ‘caso’ ergativo.

Le mando intanto le bozze delle parti che trattano dell’ergativo e del verbo possessivo e passivo. Peccato che io non abbia ancora potuto vedere ciò che Ella mi dice di avere scritto ultimamente sul possessivismo e passivismo del verbo! Nell’ultimo capitolo della Introduzione (intitolato Glottologia e Antropologia) esamino brevemente l’opinione del Müller, come |4| è preannunziato al § 239. Per me il periodo della (relativa) unità del linguaggio fu di lunghissima durata.3

Perdoni il disordine di questa lettera, che ho dovuto scrivere in fretta. Scrivo ai parenti del compianto P. Bronzi, perchè mi mandino qualche copia del «Frammento di Fonologia berbera»,4 che fu pubblicato a mia cura e per desiderio dei genitori. Il Bronzi fu mio scolaro e finì tragicamente gettandosi in mare, perchè afflitto da grave nevrastenia. Spero dunque di poterle mandare una copia di quel lavoro.

Coi migliori saluti e auguri

Suo deṽmo

Alfredo Trombetti

*Non dimentico «Ueber den pass. Char.» 12.

*(*) Non dimentico «Ueber den pass. Char.» 7.


1 Seiner Einführung in die Glottologie.

2 Gemeint ist das Morphologie-Kapitel seiner Elementi (Trombetti 1923).

3 Dieser letzte Satz ist seitlich mit Bleistift hervorgehoben und mit einem Fragezeichen versehen. Vermutlich von Schuchardt.

4 Bronzi (1919).

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 11828)