Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (46-11827)

von Alfredo Trombetti

an Hugo Schuchardt

Bologna

29. 10. 1921

language Italienisch

Schlagwörter: Anthropos Bork, Ferdinand Hommel, Fritz Oehl, Wilhelm Oštir, Karel (1921) Drexel, Albert (1919–1920)

Zitiervorschlag: Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (46-11827). Bologna, 29. 10. 1921. Hrsg. von Bernhard Hurch (2015). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.3175, abgerufen am 09. 06. 2026. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.3175.


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[Regia Università di Bologna
Facoltà di Filosofia e Lettere
Addì] 29 ottobre [192]1

Riverito e caro amico,

Devo chiederle molte scuse per il grado di ritardo con cui rispondo alla sua ultima cartolina. Sono stato qua e là fuori di Bologna e soltanto ora posso scrivere a mio agio. E io desideravo darle una risposta non troppo affrettata.

Il mio lavoro in corso di stampa porterà il titolo «Elementi di Glottologia, Introduzione, Fonologia, Morfologia». Non ostante il titolo, non sarà un libro elementare. Finora sono stampati 16 fogli, ma ormai è composto anche il resto dell’Introduzione, che può considerarsi come la Parte generale. Io Le mandai i primi 7 fogli o ora Le mando i fogli 8-16. Il volume fa parte delle pubblicazioni di questa Accademia e terrà il posto del volume delle «Memorie» che quest’anno non si pubblica in causa delle forti spese di stampa. E anche il mio lavoro avrebbe subito la medesima sorte, |2| se la locale Cassa di Risparmio non avesse offerto, con commendevole liberalità, la somma di ₤ 20.000 per contribuire alle spese della pubblicazione. La quale è fatta dalla Casa editrice Zanichelli, che aggiungerà quanto sarà necessario. Il libro, che comprenderà 40 fogli di stampa, sarà corredata di una carta geografico-linguistica, possibilmente a colori, per la quale il Signor E. Lips di Zurigo ha offerto ₤ 1000, per facilitarne l’acquisto. Sed de hoc satis.

Poco dopo che ebbi ricevuto la sua cartolina mi pervenne il libro dell’Oštir, inviatomi dall’autore.1 La prima impressione fu di stordimento: tanto materiale accumulato, stipato, tante formole irte e insolite, tante audaci affermazioni arbitrarie a primo aspetto suscitano stupore. Ma guardando bene si vede che la parte che si può accettare si riduce a ben poca cosa. E non è facile seguire l’autore nel labirinto in cui si è messo. Mi pare di vedere nell’opera dell’Oštir qualche cosa della maniera del Bork, del Dr. A. Wirth, di F. Hommel e di altri «alorodisti» o «cassisti».

Un altro lavoro stupefacente è quello di A. Drexel, pubblicato nell’ultimo volu|3|me dell—Anthropos: «Bornu und Sumer».2 Una parentela diretta fra il Sumerico e il Bornu o Kanuri! Ci vuole un bel coraggio. Con la fonologia del Drexel si può fare quel che si vuole. – Nel mio lavoro, come Ella avrà visto (§ 138), io collego il Sumerico più particolarmente al Caucasico. Ora, pochi giorni fa il prof. Nallino ha richiamato la mia attenzione su di un lavoro di Tseretheli pubblicato nel JRAS di Londra.3 In questo lavoro – che io non conoscevo quando scrissi quel paragrafo – sie sostiene la parentela del Sumerico col Georgiano. È uno dei tanti casi in cui mi sono incontrato con altri, senta saperlo, nel determinare parentele linguistiche. Un altro caso è esposto nella noterella «Due lingue algonchine», che Le mando insieme con l’altra sul dio Puluga.4

Nella lettera Ella acceneva a certe divergenze fra le mie vedute e le sue. Per quanto io posso capire si tratta talvolta di mera apparenza, mentre altre volte – ma raramente – il disaccordo è reale, ed inevitabile. Io ho l’impressione di allontanarmi dalle sue vedute solo in pochi casi importanti. Uno di questi riguarda la concezione passiva del verbo trasitivo, dalla quale non mi sono potuto persuadere. È specialmente l’analisi del «caso» |4| ergativo che mi ha condotto in altra direzione. Ella vedrà se sono fuori di strada. La questione è trattata in fogli che non sono ancora pronti e che Le manderò al più presto possibile.

Il solo che si trova a pag. 5 deve essere cancellato. La definizione ivi data dello scopo della Glottologia è così larga che comprende tutto. Del resto da pag. 214 in poi io tratto dei problemi che si riferiscono all’origine del linguaggio, e cammino quasi sempre sulle orme di Lei, benchè il suo nome sia citato meno spesso di quel che avrei dovuto (come sa, io sono molto parco nelle citazioni).

Il lavoro di W. Oehl «Elementare Wortschöpfung» che si va pubblicando nell’Anthropos5 è senza dubbio è senza dubbio molto importante, e non solo come raccolta di materiali. In ultima analisi tutto si riconduce alla «Elementare Wortschöpfung», ma questo non impedisce che vi siano «Erbwörter» d’immensa antichità.

Spero che Ella stia bene e possa continuare nella sua nobilissima attività scientifica.

Con molti sinceri auguri mi confermo sempre Suo devm̃o
Alfredo Trombetti
Via Maggiore, 4


1 Ostir [Oštir] (1921).

2 Drexel (1919-1920).

3 Journal of the Royal Asiatic Society.

4 Nicht zu eruieren.

5 Die Arbeit von Oehl, Elementare Wortschöpfung, wurde zwischen 1917 und 1924 in 5 Teilen in Anthropos veröffentlicht.

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 11827)