Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (32-11813)

von Alfredo Trombetti

an Hugo Schuchardt

Bologna

17. 03. 1908

language Italienisch

Schlagwörter: Revue de linguistique et de philologie comparée Indogermanische Forschungen Ascoli, Graziadio Isaia Pedersen, Holger Brugmann, Karl Friedrich Christian Reinisch, Leo Uhlenbeck, Christian Cornelius Gatti, Riccardo (1906–1909)

Zitiervorschlag: Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (32-11813). Bologna, 17. 03. 1908. Hrsg. von Bernhard Hurch (2015). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.3161, abgerufen am 01. 02. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.3161.


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Bologna, 17 - III - 1908

Riverito e caro Professore,

La ringrazio assai della sua buona lettera del 16 del mese passato, alla quale per una serie di circostanze non potei rispondere a tempo debito.

Posso assicurarla che le parole «silenzio di chi avrebbe dovuto parlare» non si riferivano nè a Lei nè all’ Ascoli. Quando scrissi quella frase generica, io pensavo che chiunque avrebbe potuto dire una parola in favore di un onesto studioso contro attacchi evidentemente ingiusti e personali. Pensavo, cioè, al lato morale (o immorale) della questione; quanto al lato |2| scientifico – se pur c’era – non mi sarebbe parso conveniente nè opportuna una difesa dell’opera mia da parte dei giudici del concorso ai Lincei. Certo mi spiacque l’atteggiamento assunto dall’Ascoli negli ultimi tempi, il quale parve incoraggiare l’ignoranza presuntuosa di molti. Inoltre l’Ascoli mi scrisse parecchie volte con tono che dimostrava com’egli si fosse lasciato sviare dai malevoli. Io mi limitai a dirgli che non credevo di meritare biasimo per avere sacrificato tutto agli studi. Per l’Ascoli non ho serbato che venerazione, come dimostra la dedica del mio primo «Saggio» alla sua memoria. Ho dimenticato le amarezze che egli mi cagionò ingiustamente dopo avermi |3| tanto aiutato.

Se non m’inganno, un mutamento in mio favore si va facendo da qualche tempo. Ho mandato il mio ultimo lavoro a parecchi glottologi, e le risposte che ho ricevuto sono d’intonazione favorevole. Un buon indizio è forse anche questo, che parecchie Riviste glottologiche hanno concesso il cambio con le pubblicazioni della nostra Accademia, nelle quali, per ora, non si pubblicano altri lavori glottologici oltre ai miei. La Società degli Americanisti di Parigi ha votato il cambio all’unanimità; Vinson manda la sua Revue,1 ecc. J. Halévy mi ha scritto dicendomi che concedeva per eccezione il cambio della sua Revue Sém.2|4| in considerazione della mia «large étude» sui pronomi personali (gli ha fatto molto piacere il cenno sul Sumerico a pag. 113). Concede il cambio la ZDMG,3 l’Accademia di Monaco, ecc.

Holger Pedersen mi ha mandato in cambio il suo articolo pubblicato nelle IF4 XXII (a pag. 345 egli mi cita, forse con grande scandalo di Brugmann). Pochi anni fa chi avesse osato affermare ciò che ora afferma il Pederen sarebbe parso un visionario. In complesso la causa che io sostengo ha fatto grandi progressi in questi ultimi anni. Buon segno !

Da Leo Reinisch, al quale ho mandato il mio lavoro, ho ricevuto un biglietto di ringraziamento. Ciò mi fa piacere, perchè quando gli man|5|dai U.5 non ebbi nessun cenno. Il R.6 dice che studierà il mio lavoro «mit besonderem Interesse».

Strana è la condotta del P. W. Schmidt a mio riguardo. Io gli mandai assicurata U. (e credo anche Cr.7), ma non ebbi da lui nemmeno una parolina di ringraziamento. Gli ho mandato da molto tempo l’ultimo lavoro, ed egli non si è degnato di ringraziarmi! Che la scienza faccia dimenticare anche le regole di buona creanza? Non si può dire che fra me e lo Schmidt ci siano grandi divergenze di vedute scientifiche: al contrario, c’incontriamo ad ogni momento! Perfino nella questione dell’Eschimese uvanga ecc. (135). Dopo |6| che Uhlenbeck (uno dei pochi che non si vergognano di citarmi) ha creduto di difendere nella ZDMG l’opinione comune contro di me, io ho voluto trattare a fondo la questione ed ho avuto la soddisfazione di ricevere un biglietto di Uhlenbeck, in cui egli dice che gli pare ch’io abbia ragione e che ora anche Schmidt spiega uvanga in modo simile a quello da me proposto. Lo Schmidt avrebbo potuto e dovuto citarmi spesso per onestà, ma non l’ha mai fatto. Va bene; e io citerò spesso lui, e non sempre per dargli ragione!

Io credo che uno dei capitoli più interessanti per novità ed evidenza di raffronti sia quello, or|7|mai stampato, sul Dravidico–Australiano. Perciò mi permetterò di mandarglielo presto (ha ricevuto il 2° fascicolo degli «Studi» del mio scolaro Gatti?)8. Ma la parte più interessante del mio lavoro sarà la seconda, sintetica. Posso sfidare anche i più scettici a chiudere gli occhi davanti al cumulo enorme di fatti che porrò inanzi. Le mie raccolte sono inesauribili.

Perdoni qualche mio sfogo e continui a voler bene

al suo devm̃o

ATrombetti


1 Revue de linguistique et de philologie comparée.

2 Revue sémitique d’epigraphie e d’histoire ancienne .

3 Zeitschrift der deutschen morgenländischen Gesellschaft .

4 Indogermanische Forschungen.

5 Eventuell Julio de Urquijo?

6 Leo Reinisch.

7 Unklar.

8 Gatti (1906).

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 11813)