Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (22-11803)
an Hugo Schuchardt
11. 06. 1905
Italienisch
Zitiervorschlag: Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (22-11803). Bologna, 11. 06. 1905. Hrsg. von Bernhard Hurch (2015). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.3151, abgerufen am 09. 06. 2026. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.3151.
Bologna, 11 Giugno 1905
Illustre e caro Professore,
Da molto tempo volevo scriverle per ringraziarla di avermi mandato in dono la splendida pubblicazione da Lei dedicata al Mussafia;1 ma aspettavo sempre di poterle mandare qualche cosa di mio, ciò che posso fare soltanto oggi.2
In principio di questo anno pensai di dare alle stampe, convienemente ampliata, la Prolusione al mio corso universitario tenuta nel mese di gennaio scorso. Senonchè ben presto riconobbi che non bastava far noti in un opuscolo i princípi che mi avevano guidato ne’ miei studi e i risultati ai quali ero pervenuto; e |2| ritenni necessario presentare al lettore una sufficiente copia di fatti. Perciò scelsi una certa quantità di fatti, d’ordine grammaticale e lessicale, allo scopo di confrontare con essi le mie affermazioni. Ne venne fuori un libro di discrete dimensioni, che ora è quasi per metà stampata e potrà essere pubblicato verso la metà del mese venturo. La Prolusione – ampliata e modificata – forma ora l’Introduzione di tale libro, il cui titolo sarà: «L’unità d’origine del linguaggio». Io credo che esso contenga assai più di quello che era strettamente necessario; ma questo, forse, non è un male.
Il fondo del mio libro è costituito, come è naturale, dalla materia già contenuta nei «Nessi genealogici», ma la parte nuova è notevolissima per quantità e, come spero, migliore per quali|3|tà. Essa è il frutto degli studi da me fatti dopo il 1902. – È opportuno, io credo, che esca ora questo libro; perchè, se esso sarà favorevolmente accolto, io mi sentirò incoraggiato a rifare con lena il lavoro dei «Nessi genealogici», al quale potrei poi attendere con agio, avendo col presente lavoro già assicurato quel qualunque diritto di priorità che potesse spettarmi.
Mi permetto di mandarle i sei fogli di stampa che finora sono pronti. Ella abbia la bontà di leggerli e, se Le pare che il mio nuovo lavoro non sia troppo imperfetto (le imperfezioni, anche gravi, in un lavoro di questo genere sono inevitabili), io oserei pregarla di volerne accettare la dedica. Sarebbe mio vivo desiderio dedicare il libro a Lei e al Prof. Ascoli, al quale scrivo oggi in proposito. Questo desiderio deriva unicamente dal bisogno, |4| che sento, di manifestare – sia pure in modo inadeguato e con cosa di piccolo conto – la gratitudine e devozione profonda che ho per Lei e per il Prof. Ascoli.3
Spero che Ella goda buona salute. Io sto bene e ho terminato da parecchi giorni il mio corso universitario, che fu come una rapida ricognizione (secondo il linguaggio militare) del vasto campo linguistico. Il corso fu abbastanza frequentato.
Coi migliori sentimenti dell’anima mi confermo
Suo devm̃o
Alfredo Trombetti
3 In der Tat trägt der Band die Widmung: „A Graziadio Ascoli e Hugo Schuchardt con profonda devozione“.
