Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (02-11783)

von Alfredo Trombetti

an Hugo Schuchardt

Cuneo

07. 06. 1902

language Italienisch

Schlagwörter: Gabelentz, Hans Georg Conon von der Bleek, Wilhelm Heinrich Immanuel Caldwell, Robert Schuchardt, Hugo (1893) Norris, Edwin (1846) Bleek, Wilhelm Heinrich Immanuel (1868) Caldwell, Robert (1875)

Zitiervorschlag: Alfredo Trombetti an Hugo Schuchardt (02-11783). Cuneo, 07. 06. 1902. Hrsg. von Bernhard Hurch (2015). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.3131, abgerufen am 31. 01. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.3131.


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Cuneo, 7 giugno 1902

Chiarissimo Professore,

La ringrazio vivamente del gentile invio della Sua recensione di: Baskisch u. Berberisch di Von der Gabelentz.1 Io consento pienamente con Lei nei giudizi. Mi è poi in particolar modo gradito di vedere che le mie conclusioni sulle affinità del Basco da una parte col Berbero (o meglio col Hamitico in genere) e dall'altra con le lingue caucasiche (specie con quelle del Sud), concordano con quanto ne pensa Lei, conoscitore così profondo del Basco e delle lingue del Caucaso. Il problema delle affinità del Basco – come in generale tutte le questioni riflettenti i nessi linguistici – non può |2| però essere interamente risolto se non traendo nel campo della comparazione tutte le lingue o gruppi di lingue che possono avere relazioni dirette o indirette. Nel caso del Basco, per es., non giova ricorrere all'egiziano-copto o al berbero soltanto, ma come dice anch'Ella, bisogna operare col Hamitico tutto quanto, poichè moltissime forme e moltissimi vocaboli antichi possono benissimo essere conservati in rami remoti. Così io credo di avere scoperto dei punti assai notevoli di contatto fra il Basco e il Nubiano, senza che essi significhino punto che il Basco sia genealogicamente più vicino al Nubiano che ad altre lingue hamitiche. Gli è che il Nubiano e il Basco hanno conservato degli elementi antichissimi di origine comune.

Le lingue formano come come tante reti inestricabili: le affinità non |3| sono unilaterali, ma diverse e numerose. Le lingue italiche, per es., sono affini alle celtiche, ma questo non impedisce che esse siano anche affini alle germaniche, alle lituslave ecc. Fed. Müller2 credeva di infirmare il valore dei contatti notati da Norris,3 dal Bleek4 e dal Caldwell5 fra le lingue dravidiche e le australiane col far notare che molti degli elementi comuni non erano ristretti alle lingue dravidiche e alle australiane, ma si estendevano ad altri gruppi linguistici. Questo non mi pare un buon argomento contrario.

Da molti anni io mi occupo indefessamente della ricerca dei nessi fra i gruppi linguistici del mondo antico finora ritenuti isolati. Avendo avuto la fortuna di imparare fin da fanciullo parecchie lingue di varie famiglie (indoeurop., hamitosem., uralaltaiche ecc.) ed avendo anche avuto in sorte un’eccellente memoria, ho potuto dominare come dall’alto il vasto campo e ho trovato moltissimi punti di contatto (grammaticali e |4| lessicali), per se stessi evidentissimi e non difficili da scoprirsi, ma che non erano ancora stati scoperti, perchè la maggior parte dei glottologi è profondamente versata in un gruppo ristretto di lingue, mentre per la questione dei nessi è necessario abbracciare a un tempo molti gruppi.

A, B, C, D .......Z

Io potrò dimostrare A=B, B=C, C=D ecc. e perciò anche, per es., B=M; ma, perchè la dimostrazione sia completa, dovrò paragonando A con B por mente anche a C, D ecc., perchè in B possono essersi perduti elementi già comuni con A e conservati solo in C, D.....

Ma io temo di abusare della Sua pazienza. Le aggiungerò soltanto che sto raccogliendo tutte le mie ricerche in un grosso volume che presenterò entro quest'anno all’Accademia dei Lincei (per il premio reale di £ 10.000).6 Finora non ho pubblicato niente di staccato, appunto perchè credo che le questioni delle affinità non si possano risolvere interamente, se non traendo in campo tutto il materiale per fare i confronti fra i gruppi che si |5| presumono affini, ma senza lasciar del tutto da parte i gruppi aventi relazioni mediate. Posso però assicurarla che sono riuscito a scoprire dei nessi altrettanto meravigliosi quanto sicuri. Questo posso affermare risolutamente: che non c’è lingua alcuna nè famiglia di lingue nel mondo antico che possa dirsi veramente isolata. Anzi le relazioni sono sempre multiple e la più grave difficoltà è di stabilire quelle che in tedesco si dicono Verwandtschaftsverhältnisse.

Ho pensato in questi giorni se convenisse pubblicare una parte almeno del mio lavoro riguardante le lingue Hamitiche, le Caucasiche e il Basco. Ove a ciò mi decidessi, sarebbe poi mio desiderio di dedicare il lavoro a Lei, egregio Professore; e spero che Ella ne accetterebbe la dedica, s’intende dopo essersi assicurato della serietà del medesimo. Purtroppo, chi ricerca affinità linguistiche corre il rischio di esser giudicato quasi |6|a priori per visionario, sia perchè è molto diffusa l’opinione della irreducibilità delle maggior parte dei gruppi linguistici ammettendosi dai più una poligenesi glottica), la quale (a dir poco) non potrà mai essere provata; sia perchè molti hanno trattato delle affinità in modo leggero o senza metodo rigoroso. Io, invece, nelle mie ricerche calme, metodiche, lunghe e pazienti non ho mai voluto sostenere una tesi: mi sono lasciato guidare dai fatti ed ho sempre escluso tutto ciò che può avere carattere ipotetico per attenermi a ciò che è innegabile. Il mio principio ormai è pochi fatti, ma sicuri. Secondo me, il Von der Gabelentz errò quando credette che il grande numero delle comparazioni da lui fatte valesse a rafforzare la credenza nel nesso Basco-Berberico; egli invece pur troppo fece sì che le buone comparazioni |7| in mezzo a tante falsissime fossero come perdute e di nessun valore. Più che il numero ha importanza la qualità dei raffronti.

Perdoni, egregio Professore, la mia lunga chiacchierata e mi creda

Suo devm̃o

Prof. Alfredo Trombetti
R. Liceo – Cuneo


1 Schuchardt (1893a).

2 Müller (1876-1887). Friedrich Müller wird die Prägung des Begriffs Hamito-Semitische Sprachen zugeschrieben.

3 Wahrscheinlich Norris (1846).

4 Es ist nicht ganz klar, auf welches Werk von Bleek Trombetti sich hier bezieht, wahrscheinlich Bleek (1868).

5 Caldwell (1875).

6 Diese Frage des Preises der Akademie zieht sich über zahlreiche Folgebriefe. Für eine realistische Einschätzung ist es durchaus wichtig, auch andere dazugehörige Korrespondenzen des HSA zu konsultieren, vgl. insbesondere die kritische Position in mehreren Briefen zwischen Schuchardt und Ascoli (etwas 168-B76_15 (Schuchardt an Ascoli), 180-00332 (Ascoli an Schuchardt) bzw. 181-B29_12 (Schuchardt an Ascoli) hier im HSA.

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