Graziadio Isaia Ascoli an Hugo Schuchardt (054-00245)

von Graziadio Isaia Ascoli

an Hugo Schuchardt

Unbekannt

07. 01. 1884

language Italienisch

Schlagwörter: Hortis, Attilio Triest Sizilien Schuchardt, Hugo (1884) Doria, Mario (1987)

Zitiervorschlag: Graziadio Isaia Ascoli an Hugo Schuchardt (054-00245). Unbekannt, 07. 01. 1884. Hrsg. von Klaus Lichem und Wolfgang Würdinger (2013). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.1478, abgerufen am 02. 02. 2023. Handle: hdl.handle.net/ 11471/518.10.1.1478.


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Amico pregiatissimo,

Rispondo immediatamente. Se c'è uomo che abbia ogni diritto e potere di sfidare allegramente i pregiudizj, quest'uomo è Lei di sicuro. L'ottimo Hortis1 merita forse però qualche scusa, perchè è vero, pur troppo, che d'ogni questione di lingua si riesce a fare argomento di interessi politici e peggio.

Che, nel pretto triestino, s volga a s e š, è innegabilissimo. Un vecchio patrizio o semipatrizio tergestino, certo Giussani, mi diceva sempre: la štághi a ṣintír, caro šjor Ašco̬ li2; e Trieste è sempre stato il bel paese là dove il suona. Analogamente vi si fa ž- lo ź- de' Veneti; e mia madre, che era triestina, mi faceva ridere, quando io era bambino, contraffacendo le 'breschizze' che dicono: co ̬mpré što pan, že bišcotáo̬, 'comperate questo pane, è biscottato'.

Scrivevo, scherzosamente, c̦ ec̦olóta, ap|2|punto per avvertire che io in questa parola non ho mai sentito se non quelle sibilanti che s'avrebbero in pronuncia toscana quando si scrivesse sessolóta. Ma bi-sognerebbe continuare l'indagine. Io discorreva di questa parola, - ora è appunto un terzo di secolo! - con alcuni amici, - tutti morti ormai!, - e sentivo che valesse: 'ragazza occupata a crivellare o mondar merci nei magazzini'. Ma non ho potuto sapere, lì per lì, se chiamino séssola un qualche stromento o ordigno, adoperato da coteste ragazze, nè ho potuto persuadermi che si convenisse a tal denominazione un derivato sulla stampa di barnabóto, farinóto, baź arióto ecc. Per anni ed anni non mi è più sovvenuto di |3|questa parola; ma un bel giorno, imbattendomi, non so ben dove (cercando bene, però, troverei), nell'osservazione che tra gli Slavi si abbia la riduzione di séstra in sessa, così come in Sicilia ecc. quella di finestra in finessa ecc., mi ritornò a memoria la sessolóta3, e dissi tra me e me: 'fosse una sor-ell-ótta, sul tipo di >coc-ol-óta, put-el-óta ecc.?' E mi balenò, come ancora mi balena nella memoria, un séssa mója! 4

Ecco tutto. E io assoggettavo un problema alla Sua perspicacia e non ardivo già di portar vasi a Samo!

Stia di buon animo, amico pregiatissimo, e voglia sempre un po' di bene al
Suo affmo divmo

G. I. Ascoli.

7. 1. 84

P.S. Le ricordo (superfluamente, di certo): tu sons ecc., Arch. IV 363. 5


1 Attilio Hortis (1850 - 1926), Historiker und Politiker.

2 Dieses Beispiel zitiert Schuchardt in seinem Werk: Dem Herrn Franz von Miklosich zum 20. November 1883. Slawo-Deutsches und Slawo-Italienisches, Graz, 1884 (unveränderter Neudruck: München, 1971), (Brevier-/Archivnr. 160), 49.

3 Vgl. dazu: Mario Doria: Grande dizionario del dialetto triestino, Trieste, 1987, 615: "Sesolota - donna adibita in Porto per la mondatura del caffè ed altri prodotti in grani. (...) Evidentemente da sesola." - " Sesola - votazza." - Ascolis Annahme ist also nicht richtig.

4 Séssa mója heißt hingegen mia sorella.

5 AGI 4 (1878), 363.

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 00245)