Benedetto Castiglia an Hugo Schuchardt (02-01568)

von Benedetto Castiglia

an Hugo Schuchardt

Florenz

1872-09

language Italienisch

Schlagwörter: Magazin für die Literatur des Auslandes Italien Deutschland Berlin Leipzig Mailand Frankreich Castiglia, Benedetto (1860)

Zitiervorschlag: Benedetto Castiglia an Hugo Schuchardt (02-01568). Florenz, 1872-09. Hrsg. von Frank-Rutger Hausmann, Bernhard Hurch und Sarah Melker (2023). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.12011, abgerufen am 08. 12. 2025. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.12011.


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Caro e Illustre Signore,

Prego scusa dello sgorbio. Mentre rileggevo la lettera e tenevo la penna in mano, una mala goccia di inchiostro, ci è inscatta su. Un Romano la avrebbe di cattivo augurio. Io domandando perdono la mando tal quale.

La sua lettera, carissima e scritta come non molte Italiani saprebbero scriverla, ha avuto vicende, per le quali non è giunta in mie mani che molto, molto tardivo. E io non posso che essere lietissimo d’averla infine ricevuta perché ci è entro di quel che più mi è gradito, gradito direi più quasi che la mente o la dottrina fa schiettezza cioè del cuore. E valendomi della stessa schiettezza dico che Ella ha ragione di dire che in Italia una tal quale corrente, la governativa e la consortesia [?], durante la guerra, e un poco anche oggi – non ebbe per la Germania né ha gran simpatia. Ma la lettera, che io scrissi allora a Monsieur, e che le mando sotto |2| fascia con altri miei scritterelli, le dico come sino da allora la discorressi io.

E la discorro tal quale oggi. Anzi dico che sino a che l’Italia al Governo non abbia che di quegli ¬_uomini_ francesi di dottrina, di idee, di principii; francesi, non solo di statuto, ma di ordinamenti, di leggi, di amministrazione, di scuole, la attrazione che l’Italia Vera, reale, popolare, ha verso la Germania, troverà sempre un grande ostacolo, e troveranno ostacolo le idee, che possono e devono salvare questo mio caro paese.

Lotto da trenta anni – e più contro questo Francesismo italiano. Ho luttato anche nella Camera, e il 12mo dicembre 1868 e poi i giorni successivi furono giorni terribili. Visto non vi essere speranza né a destra ne a sinistra per questo sfranciosamento del governo, da tre anni quasi mi taccio e ho preso la via della Germania. Se in Germania |3| le mie idee trovino simpatia, approvazione, celebrità, io posso allora sperare, che la calotta governativa di oggi si sgretoli, e che la mia linea prevalga.

Ed è così che ho preso in mano la questione religiosa, ed ho scritto ai Vecchi cattolici, l’indirizzo che riceverà tra gli scrittarelli miei suddetti. E continuo. Sto scrivendo un Indirizzo ai Protestanti di Germania. Per la via del Vangelo in tale indirizzo io arrivo alla scoverta della verità che oggi la Scienza dimostra. I vecchi cattolici non mi hanno badato. So che dell’indirizzo a loro, già non si amavono [?], e che ne dissero qualche cosa. Solo il giornale di Augusto e altri _dei giornali_ dei nostri. Mi dovrebbe seguire lo stesso di questo ai Protestanti, e non per me, ma per quello scopo che ho accennato pocanzi.

Ho detto e scritto anche a più di uno dei vostri, mio scopo è essere per una dell’Italia e della Germania |4|meritare la unità dei due popoli. In questo scopo, volevo venire a dare conferenza a Berlino e a Lipsia sul Verbo, la Parola, lo Spirito. Non avendo potuto riuscire a ciò, ho preso la via degli indirizzi.

Questo ultimo ai Protestanti di Germania si pubblicherà in Milano. Io vorrei uscisse contemporeanamente in Germania tradotto in tedesco. Potrei mandare anche le prove di stampa e su quelle si potrebbe fare la traduzione.

Può Ella in questa mira ajutarmi. Ella sa il mio scopo; ed agli scritti che le mando, può vedere la via alla quale vado. Le manderò anche tra giorni: l’Arnaldo, o l’Eresia dei Papi1; insomma le opere citate nella prima pagina dell’Indirizzo ai vecchi cattolici. Come quali suo cuore schietta si netta all’opera. L’Indirizzo ai Protestanti di Germania e in 10, o forse 12 lettere, ciascuna di |5| estensione presso a poco della lettera al Branciforti2. Per se potrebbe formare un volume, ma a vederci pel meglio, potersi prima dare in un giornale, come il Garten-Laube3, o il magazin für die Litteratur des Auslandes4, quello di Lipsia, questo di Berlino.

Ma a questo riguardo Ella ne saprà molto più di quel che non posso io. Questo è certo che la Germania con Leibniz ispirò Vico, Vico alla sua volta ispirò Kant, Fichte, Schelling, Hegel. Ricevono [?] che gli sforzi fatti da questi nella via di Vico, Vico antifrancese, si debbono oggi compiere: e se ciò avvenga in due popopli e speranti ed unanimi nella mente, potranno a vicenda sentirsi l’uno indivisibile dall’altro. Una questione religiosa e scientifica, e la soluzione di essa giusta la Verità, la verità evidente, e che coll’evidenza si imponga a tutti. Potrà far vestire all’Italia l’uomo nuovo, la nuova creatura che è in essa, ma che il francesismo filosofico, legislativo, governativo, |6| tengono per ora inconscio. L’istinto ci è, e parla, e opra gagliardo. E l’Italia, in onta ai tormenti e ai trasnaturamenti governativi, economicamente va innanzi, e popolarmente ama, non la Francia, ma la Germania. Se non che questo istinto restando nel popolo, e non facendosi Sapienza e regola nel governo, potrà tirare un giorno a mali papi i nostri popoli: se non fosse questo, non vedo perché le due nazioni – le quali – hanno cominciato ad annoverare il governo naturale, il governo vero, infra le genti, non debbano riuscire sin da ora a ciò, a unir in governi veri menano, l’unione e la mutualità.

Io forse ho abusato a scriverle assí a lungo, ma vedo che Ella ama tanto l’Italia, e che si terrebbe felice di ritornarci. Non sarà male dunque che |7| un po’ di Italia le arrivi sino costì. Lo Spirito va ovunque e il mio è con Lei per ottenermela e per ringraziarla anticipatamente.

Di cuore

Devmo.

Bo. Castiglia

9./72. Firenze
2. via Solferino


1 Castiglia, B. 1860. Arnaldo di Brescia o l’eresia dei Papi. Milano: Francesco Sanvito.

2 Die Branciforte o Branciforti waren eine prominente sizilianische Familie. Der Verfasser dieses Briefes könnte der Minister (1841-1848) für die Kirchliche Angelegenheiten unter Ferdinand II. gewesen sein: Pietro Lanza e Branciforte, principe di Trabia, Butera e Scordia (1807-1855).

3 Die Gartenlaube – Illustrirtes Familienblatt. Eine erfolgreiche Publikation. Gegründet 1853 in Leipzig.

4 Magazin für die Literatur des Auslandes (1832-1915). Wochenschrift gegründet in Berlin. Siehe hier.

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 01568)