Clemente Merlo an Hugo Schuchardt (22-07095)

von Clemente Merlo

an Hugo Schuchardt

Pisa

08. 01. 1911

language Italienisch

Zitiervorschlag: Clemente Merlo an Hugo Schuchardt (22-07095). Pisa, 08. 01. 1911. Hrsg. von Frank-Rutger Hausmann (2019). In: Bernhard Hurch (Hrsg.): Hugo Schuchardt Archiv. Online unter https://gams.uni-graz.at/o:hsa.letter.11069, abgerufen am 11. 05. 2026. Handle: hdl.handle.net/11471/518.10.1.11069.


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Pisa, 8 I 1911

Illustre e venerato Sr Professore.

Che Hugo Schuchardt, sia pure per veder di demolirlo, parli di un etimo mio, mi ha fatto sempre vivo piacere. Né Ella avrebbe potuto farlo in modo più benevolo e gentile. Ma io non posso nasconderLe, tacerLe il mio pensiero. In momento tristissimo, in cui dalla scuola del Meyer-Lübke mi si muove, per amore del Bartoli, una guerra sleale che arriva al punto da vilipendere i risultati più belli, più certi delle mie indagini + Va l’ultimo fasc.lo dello Jahresbericht del Volmöller+, Hugo Schuchardt, invece di confortarmi, di sostenermi con la sua parola, in quella ch’egli non può non sentire essere la verità, se la prende con un misero bulantín; alle pugnalate nella schiena date da quei messeri (maschi e femmine), Hugo Schuchardt, aggiunge, sia pure cortesemente, una punzecchiatura.

Io non Le risponderò, no certo; ancorché (quella pesca fu una delle preferite da me nei mesi di maggiori sofferenze, di riposo forzato) possa assicurarLe che è pesca ferma, |2| ferma fra tutte (un sottil filo, tenuto fermo e ben teso, a una spanna dal fondo del mare, da un pezzo di piombo o d’altra materia grave) e io non possa pensare che un popolo abbia potuto dirla ‘volante’; ch’è quanto dire mal ferma fra tutte. Non solo ma Le seguiterò immutata la devozione e ammirazione più profonda.

Con animo rattristato Le rinnova gli auguri più fervidi
il suo
Clem. Merlo

Faksimiles: Universitätsbibliothek Graz Abteilung für Sondersammlungen, Creative commons CC BY-NC https://creativecommons.org/licenses/by-nc/4.0/ (Sig. 07095)