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        <title>A chi legge</title>
        <author>Cesare Frasponi</author>
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        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
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          <name>Klaus-Dieter Ertler</name>
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          <name>Alexandra Fuchs</name>
          <resp>Herausgeber</resp>
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          <name>Lisa Pirkebner</name>
          <resp>Mitarbeiter</resp>
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          <name>Valentina Rauter</name>
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          <name>Viktoria Haller</name>
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          <name>Sarah Lang</name>
          <name>Gerlinde Schneider</name>
          <name>Martina Scholger</name>
          <name>Johannes Stigler</name>
          <name>Gunter Vasold</name>
          <resp>Datenmodellierung</resp>
          <resp>Applikationsentwicklung</resp>
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          <orgName ref="http://informationsmodellierung.uni-graz.at">Zentrum für Informationsmodellierung, Universität Graz</orgName>
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        <pubPlace>Graz</pubPlace>
        <date when="2019-04-04">04.04.2019</date>
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        </p>
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        <bibl>Frasponi, Cesare: Il Filosofo alla Moda, ovvero, Il Maestro universale. Venezia: Giovanni Malachino 1728-1730, 3-4 </bibl>
        <bibl type="Einzelausgabe" xml:id="FMIT">
          <title level="j">Il Filosofo alla Moda</title>
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          <date>1729</date>
          <placeName key="#GID.1">Italien</placeName>
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        <language ident="it">Italian</language>
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            <term xml:lang="de">Autopoetische Reflexion</term>
            <term xml:lang="it">Riflessione Autopoetica</term>
            <term xml:lang="en">Autopoetical Reflection</term>
            <term xml:lang="es">Reflexión Autopoética</term>
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<div1><head>A chi legge.</head>
<p rend="SO"><hi rend="italic">Il Giuoco di nuova invenzione, a cui vi siete applicato nell’antecedente Tometto, merita qualche altro sollievo. Abbiamo sul passo un misterioso Ospitale di ridicoli pazzarelli: dico misterioso, perchè vi si osservano cose difficili da capirsi. Questi viene formato di più stanze capaci di molti Letti. I Letti si deputano giusta le varie infermità di cervello; e sono più, ò meno vasti, a misura del maggiore, ò minore numero di ammalati, che si accordano nella stessa pazzia. Il mistero consiste, che quasi nissuno degl’infermi si riconosce per tale; e quasi tutti deridono le malattie degli altri. Quelli, in oltre, che visitano l’Ospitale, veggono corricata in que’ Letti la maggior parte di loro conoscenti, e vi sono, allo stesso tempo, anch’eglino, osservati dentro il Letto, loro attribuito, ò dovuto. Egli è, in poche parole, un’Ospitale immaginario, e reale: Reale perchè vi sono realmente gl’Infermi: Immaginario, perchè vi si variano, ad’ogni momento, giusta la immaginazione di chi intraprende, a solo motivo di passatempo, il visitarlo. Si che, </hi>io<hi rend="italic">, e </hi>voi<hi rend="italic">, mio Leggitore, saremo, e visitati e visitanti; Diretto-</hi><pb n="4"></pb><hi rend="italic">ri, e diretti; infermi, e sani. Si ritroveremo collocati dalla vera, ò falsa immaginazione di quelli, che ci praticano, in uno, e forse più Letti, senza il miracolo di moltiplicare li nostri corpi. Chi ci metterà in uno; chi ci riporrà in un altro, a misura delle nostre, a noi sconosciutte debolezze, che cadono sotto le loro osservazioni.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Già mi lusingo inteso. L’Ospitale, composto di più alloggi, è il Libro, che avete alle mani diviso in più Tomi. I Letti, più, o meno capaci, sono le Lezioni, che rilevano più, o meno caratteri di pazzie negli Uomini, in generale. I Visitatori sono quelli, che leggono, e vanno, com’è ordinario, applicando tali caratteri a particolari Persone, senza mai includere il proprio, benchè forse più visibile degli altri.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Intendo esortarvi, con quest’ Allegoria, a visitare l’Ospitale, e Letti, con carità per gli altri, e riflessione per voi. Così Dio v’illumini; e vi liberi da quest’Ospitale. </hi><milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
<p></p></div1></body>
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A chi legge
1729
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                <seg type="U1">A chi legge.</seg>
Il Giuoco di nuova invenzione, a cui vi siete applicato nell’antecedente Tometto, merita qualche altro sollievo. Abbiamo sul passo un misterioso Ospitale di ridicoli pazzarelli: dico misterioso, perchè vi si osservano cose difficili da capirsi. Questi viene formato di più stanze capaci di molti Letti. I Letti si deputano giusta le varie infermità di cervello; e sono più, ò meno vasti, a misura del maggiore, ò minore numero di ammalati, che si accordano nella stessa pazzia. Il mistero consiste, che quasi nissuno degl’infermi si riconosce per tale; e quasi tutti deridono le malattie degli altri. Quelli, in oltre, che visitano l’Ospitale, veggono corricata in que’ Letti la maggior parte di loro conoscenti, e vi sono, allo stesso tempo, anch’eglino, osservati dentro il Letto, loro attribuito, ò dovuto. Egli è, in poche parole, un’Ospitale immaginario, e reale: Reale perchè vi sono realmente gl’Infermi: Immaginario, perchè vi si variano, ad’ogni momento, giusta la immaginazione di chi intraprende, a solo motivo di passatempo, il visitarlo. Si che, io, e voi, mio Leggitore, saremo, e visitati e visitanti; Diretto-<pb n="4"></pb>ri, e diretti; infermi, e sani. Si ritroveremo collocati dalla vera, ò falsa immaginazione di quelli, che ci praticano, in uno, e forse più Letti, senza il miracolo di moltiplicare li nostri corpi. Chi ci metterà in uno; chi ci riporrà in un altro, a misura delle nostre, a noi sconosciutte debolezze, che cadono sotto le loro osservazioni.
Già mi lusingo inteso. L’Ospitale, composto di più alloggi, è il Libro, che avete alle mani diviso in più Tomi. I Letti, più, o meno capaci, sono le Lezioni, che rilevano più, o meno caratteri di pazzie negli Uomini, in generale. I Visitatori sono quelli, che leggono, e vanno, com’è ordinario, applicando tali caratteri a particolari Persone, senza mai includere il proprio, benchè forse più visibile degli altri.
Intendo esortarvi, con quest’ Allegoria, a visitare l’Ospitale, e Letti, con carità per gli altri, e riflessione per voi. Così Dio v’illumini; e vi liberi da quest’Ospitale. </seg>
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