Il Filosofo alla Moda: Lezione CCXLIV
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Lezione ccxliv.
Zitat/Motto
Haec scripsi non otii abundantia,
sed’ amoris erga te.
Cic. Ep. ad: Fam. L.7. Ep. I.
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IO non sò vi sia niente, che più
disturbi la Conversazione, della opinione di cert’ uni circa lo
scherzare. Il fine principale della Società, dev’ essere il
guadagnare la benevolenza di quelli, co’ quali si pratica. Il
mezzo di conseguirlo, è mostrare d’ essere ben
disposti verso di loro. Vi puol essere dunque inconvenienza
maggiore dell’ergervisi in Personaggio, che sà pungere, come si
dice, e mordere, sul vivo, i vostri migliori Amici? Chi non
possiede altra buona qualità fuori del coraggio, non è troppo in
istato di fare una gradita figura nel mondo, non sà esercitare
il proprio vantaggioso talento, senza attraersi un nemico.
Questa è la situazione d’ un Satirico genio. Il vibrare parole,
che trapassano il cuore d’ un Compagno, ò che lo fanno arrossire
è una specie di assassinio. Parmi sia imperdonabile oltraggio il
mostrare ad una persona, che non vi curate di piacerle, o
dispiacerle. Non volete dunque, forse direte, tollerare lo
scherzo? Perdonatemi, vi acconsento; ma voglio, se vi piace, che
sia scherzo. Per me, che non ho genio di conversare con più d’
una persona alla volta, non è una burla il ridurmi alla
necessità di spiegarmi in presenza di molti, ed espormi alle
risate, ed al rossore, quando non addempia un dovere, di cui il
taciturno umore mi rende incapace.
E’ cosa mostruosa il vedere, con quale sfrenata licenza,
oggidì corrano le vicendevoli offese mascherate da scherzi. Si
crederebbe, alle volte, vadano gli uni a gara cogli altri nel
redersi fra di loro odiosi. Vi sono alcuni, che, alla stessa
presenza di persone illustri, mettono in opera certe Allusioni,
e certi falsi supposti, de quali uno vorrebbe scordarsi, e tutto
il mondo ne avrebbe dovuto perdere la memoria. Non iscagliano i
loro colpi, con qualche destrezza, come un maestro di scherma,
ma feriscono, e tragliano da macellaj. Parmi sentimento indegno
d’ un uomo civile, e polito il divertirsi a spese di chi si sia.
Quelli, che posseggono il vero gusto della conversazione, godono
nel comunicarsi le loro buone qualità, e non di riportare
vantaggio dagli altrui diffetti, ò di esporli alle derisioni.
Dopo avere esposti codesti varj Caratteri di quelli, che
riescono, ò che sbagliano negli scherzi, non riescirà inutile il
dire qualche cosa sopra ’l più grazioso di tutti, che consista
presso di me, nel criticare direttamente il vizio, e sparagnare
il vizioso.
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Fremdportrait
Callisto uomo di talento, e di
giudizio scherza meglio di quanti ne conosca. Vi mette
in deriso sopra un punto, che l’accordarglielo non vi
riesce discaro, e vi biasima d’ un ecceso in maniera per
se stessa degna di lode. Conosce la
saviezza del vostro fine, nè dee temere di turbarvi
quando vi dice, che troppo v’ inoltrate in quello. Le
persone liberali si ponno moteggiare di prodigalita: e
le coraggiose di qualche temerità, senza che si
risentano, quando non vi scuoprano del veleno. Ciò che
caratteriza un dotto Scrittore forma l’eloggio d’ un
grazioso scherzatore. Quello somministra occasione a’
suoi Leggitori di via più stimare se stessi; questo
diverte più gli amici, che se medesimo. Callisto fù con
maniera inimmitabile questa in parte. Soffiò
l’altrogiorno all’ orecchio d’ un Amico, in modo, che
potea essere inteso da un’ officiale giovane, il quale
porgea fintomi di voler’ insultare la Compagnia, che
quel Gentiluomo avea la mina di Generale dal che il
Giovane pigliò un serio contegno, e si portò in maniera
conforme al proprio creduto concetto. E’ vero, che alle
volte Callisto impegna qualche sciocco a spiegare il suo
preteso merito, ed à comparire sì contento della sua
cara persona, che ne doventa ridicolo; ma in questo caso
il sciocco è il solo colpevole, esponendosi di buon
grado agli scherni degli altri. Acciò dunque sia
piacevole lo scherzo, fa di mestieri, che lo schernito,
ò non sen’ accorga; o non abbi meno buona opinione di se
medesimo, di quella, in cui viene posto.
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Fremdportrait
Ossusto, di carattere affatto
opposito, viene generalmente più stimato di Callisto,
benche à torto. Egli non ha riguardo veruno, nè alla
modestia, nè alla debolezza della persona, che deride; e
se ha qualche vantaggio, o di spirito, o di natali sopra
di lei, porta, senza pietà, fino all’ estremo lo
scherno. Si compiace à sconcertare il migliore de’ suoi
Amici, mentr’ egli si fà applauso, colle scoppia di
ridere. I suoi scherzi pongono, ad ogn’ ora, la
divisione tra la società, in cui si ritrova; la dove
quelli di Callisto ne riuniscono, alle occorrenze tutte
le membra, e fà, non solamente, che ciascheduno sia più
contento di se medesimo, ma eziandio, di tutti gli
altri, che formano l’adunanza. Per ischerzare, con
graziosa maniera, bisogna che la benevolenza regni in
tutto ciò, che dite, ò fate; e che sosteniate sempre il
carattere di Amico. Ossusto dovrebbe esigliarsi dalla
civile Società, perche fonda il proprio divertimento sul
dolore, che cagiona al Prossimo. Quelli, che lo
praticano ponno far conto di vederlo sempre immolare
qualcuno al proprio umore Satirico; nè deve il suo
concetto di bell’ ingegno, che all’ indegno talento di
piacere alla malizia degli altri.
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Fremdportrait
Felice ha lo spirito d’una
tempra, che li concilia l’amicizia di tutto il mondo,
anche quando l’impiega contro li suoi
proprj diffetti. Ha il segreto di prevenire il rossore
delle persone, ch mette in deriso, e d’insinuare, ch’
egli stesso è soggetto al debole che motteggia. Si
porta, in certe occorrenze, con tanta destrezza, che
pare investisca più se, che l’Amico.
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Fremdportrait
Magno passarebbe come uomo di
spirito, quando non vi soffero sciocchi nel mondo. Non
ha bisogno di ornamenti per rillevare il suo merito. Il
piacere, che gode nell’ osservare le perfezioni degli
altri, impegna i suoi amici, se non altro
per titolo di gratitudini, a compatire i suoi difetti.
