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        <title>Lezione CCXLIV</title>
        <author>Cesare Frasponi</author>
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        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
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          <name>Alexandra Fuchs</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>
          <orgName ref="http://romanistik.uni-graz.at/">Institut für Romanistik,
                        Universität Graz</orgName>
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          <orgName ref="http://informationsmodellierung.uni-graz.at">Zentrum für
                        Informationsmodellierung, Universität Graz</orgName>
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        <pubPlace>Graz</pubPlace>
        <date when="2019-06-03">03.06.2019</date>
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        <bibl>Frasponi, Cesare: Il Filosofo alla Moda, ovvero, Il Maestro Universale.
                    Venezia: Giovanni Malachino 1728, 303-308 </bibl>
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          <title level="j">Il Filosofo alla
                        Moda</title>
          <biblScope unit="volume">4</biblScope>
          <biblScope unit="issue">244</biblScope>
          <date>1728</date>
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            <term xml:lang="de">Theater Literatur Kunst</term>
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            <term xml:lang="en">Theatre Literature
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<p rend="EU"><hi rend="smallcaps"><milestone unit="E1" xml:id="FR.1"></milestone></hi></p>
<div1><head><hi rend="smallcaps">Lezione ccxliv.</hi></head>
<p rend="MO"><milestone unit="ZM" xml:id="FR.2"></milestone> <hi rend="italic">Haec scripsi non otii abundantia, sed’ amoris erga te.</hi></p>
<p rend="QU"><persName corresp="FMIT" key="Cicero" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.1">Cic.</persName><hi rend="italic"> </hi><name corresp="FMIT" key="Epistulae ad familiares" rend="italic" type="work" xml:id="WT.1">Ep. ad: Fam.</name><hi rend="italic"> L.7. Ep. I. </hi><milestone rend="closer" unit="ZM"></milestone></p>
<p rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.3"></milestone> IO non sò vi sia niente, che più disturbi la Conversazione, della opinione di cert’ uni circa lo scherzare. Il fine principale della Società, dev’ essere il guadagnare la benevolenza di quelli, co’ quali si pratica. Il mezzo di conseguirlo, è mostrare d’ essere ben <pb n="304"></pb> disposti verso di loro. Vi puol essere dunque inconvenienza maggiore dell’ergervisi in Personaggio, che sà pungere, come si dice, e mordere, sul vivo, i vostri migliori Amici? Chi non possiede altra buona qualità fuori del coraggio, non è troppo in istato di fare una gradita figura nel mondo, non sà esercitare il proprio vantaggioso talento, senza attraersi un nemico. Questa è la situazione d’ un Satirico genio. Il vibrare parole, che trapassano il cuore d’ un Compagno, ò che lo fanno arrossire è una specie di assassinio. Parmi sia imperdonabile oltraggio il mostrare ad una persona, che non vi curate di piacerle, o dispiacerle. Non volete dunque, forse direte, tollerare lo scherzo? Perdonatemi, vi acconsento; ma voglio, se vi piace, che sia scherzo. Per me, che non ho genio di conversare con più d’ una persona alla volta, non è una burla il ridurmi alla necessità di spiegarmi in presenza di molti, ed espormi alle risate, ed al rossore, quando non addempia un dovere, di cui il taciturno umore mi rende incapace.</p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.4"></milestone> <milestone unit="FP" xml:id="FR.5"></milestone><hi rend="italic"> </hi><persName corresp="FMIT" key="Callisto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.2">Callisto</persName> uomo di talento, e di giudizio scherza meglio di quanti ne conosca. Vi mette in deriso sopra un punto, che l’accordarglielo non vi riesce discaro, e vi biasima d’ un ecceso in maniera per se stessa degna di lode. <pb n="305"></pb> Conosce la saviezza del vostro fine, nè dee temere di turbarvi quando vi dice, che troppo v’ inoltrate in quello. Le persone liberali si ponno moteggiare di prodigalita: e le coraggiose di qualche temerità, senza che si risentano, quando non vi scuoprano del veleno. Ciò che caratteriza un dotto Scrittore forma l’eloggio d’ un grazioso scherzatore. Quello somministra occasione a’ suoi Leggitori di via più stimare se stessi; questo diverte più gli amici, che se medesimo. <persName corresp="FMIT" key="Callisto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.3">Callisto</persName> fù con maniera inimmitabile questa in parte. Soffiò l’altrogiorno all’ orecchio d’ un Amico, in modo, che potea essere inteso da un’ officiale giovane, il quale porgea fintomi di voler’ insultare la Compagnia, che quel Gentiluomo avea la mina di Generale dal che il Giovane pigliò un serio contegno, e si portò in maniera conforme al proprio creduto concetto. E’ vero, che alle volte <persName corresp="FMIT" key="Callisto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.4">Callisto</persName> impegna qualche sciocco a spiegare il suo preteso merito, ed à comparire sì contento della sua cara persona, che ne doventa ridicolo; ma in questo caso il sciocco è il solo colpevole, esponendosi di buon grado agli scherni degli altri. Acciò dunque sia piacevole lo scherzo, fa di mestieri, che lo schernito, ò non sen’ accorga; o non abbi meno buona opinione di se medesimo, di quella, in cui viene posto. <milestone rend="closer" unit="FP"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p><pb n="306"></pb> <milestone unit="E3" xml:id="FR.6"></milestone> <milestone unit="FP" xml:id="FR.7"></milestone> <persName corresp="FMIT" key="Ossusto" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.5">Ossusto</persName>, di carattere affatto opposito, viene generalmente più stimato di <persName corresp="FMIT" key="Callisto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.6">Callisto</persName>, benche à torto. Egli non ha riguardo veruno, nè alla modestia, nè alla debolezza della persona, che deride; e se ha qualche vantaggio, o di spirito, o di natali sopra di lei, porta, senza pietà, fino all’ estremo lo scherno. Si compiace à sconcertare il migliore de’ suoi Amici, mentr’ egli si fà applauso, colle scoppia di ridere. I suoi scherzi pongono, ad ogn’ ora, la divisione tra la società, in cui si ritrova; la dove quelli di <persName corresp="FMIT" key="Callisto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.7">Callisto</persName> ne riuniscono, alle occorrenze tutte le membra, e fà, non solamente, che ciascheduno sia più contento di se medesimo, ma eziandio, di tutti gli altri, che formano l’adunanza. </p>
<p>Per ischerzare, con graziosa maniera, bisogna che la benevolenza regni in tutto ciò, che dite, ò fate; e che sosteniate sempre il carattere di Amico. <persName corresp="FMIT" key="Ossusto" rend="italic" subtype="H" xml:id="PN.8">Ossusto</persName> dovrebbe esigliarsi dalla civile Società, perche fonda il proprio divertimento sul dolore, che cagiona al Prossimo. Quelli, che lo praticano ponno far conto di vederlo sempre immolare qualcuno al proprio umore Satirico; nè deve il suo concetto di bell’ ingegno, che all’ indegno talento di piacere alla malizia degli altri. <milestone rend="closer" unit="FP"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.8"></milestone> <milestone unit="FP" xml:id="FR.9"></milestone><hi rend="italic"> </hi><persName corresp="FMIT" key="Felice" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.9">Felice</persName> ha lo spirito d’una tempra, che li concilia l’amicizia di tutto il mondo, anche quando l’impiega con-<pb n="307"></pb>tro li suoi proprj diffetti. Ha il segreto di prevenire il rossore delle persone, ch mette in deriso, e d’insinuare, ch’ egli stesso è soggetto al debole che motteggia. Si porta, in certe occorrenze, con tanta destrezza, che pare investisca più se, che l’Amico. <milestone rend="closer" unit="FP"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p>E’ cosa mostruosa il vedere, con quale sfrenata licenza, oggidì corrano le vicendevoli offese mascherate da scherzi. Si crederebbe, alle volte, vadano gli uni a gara cogli altri nel redersi fra di loro odiosi. Vi sono alcuni, che, alla stessa presenza di persone illustri, mettono in opera certe Allusioni, e certi falsi supposti, de quali uno vorrebbe scordarsi, e tutto il mondo ne avrebbe dovuto perdere la memoria. Non iscagliano i loro colpi, con qualche destrezza, come un maestro di scherma, ma feriscono, e tragliano da macellaj. Parmi sentimento indegno d’ un uomo civile, e polito il divertirsi a spese di chi si sia. Quelli, che posseggono il vero gusto della conversazione, godono nel comunicarsi le loro buone qualità, e non di riportare vantaggio dagli altrui diffetti, ò di esporli alle derisioni. <milestone unit="E3" xml:id="FR.10"></milestone> <milestone unit="FP" xml:id="FR.11"></milestone> <persName corresp="FMIT" key="Magno" rend="italic" subtype="U" xml:id="PN.10">Magno</persName> passarebbe come uomo di spirito, quando non vi soffero sciocchi nel mondo. Non ha bisogno di ornamenti per rillevare il suo merito. Il piacere, che gode nell’ osservare le perfezioni degli altri, impegna i suoi ami-<pb n="308"></pb>ci, se non altro per titolo di gratitudini, a compatire i suoi difetti. <milestone rend="closer" unit="FP"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p>Dopo avere esposti codesti varj Caratteri di quelli, che riescono, ò che sbagliano negli scherzi, non riescirà inutile il dire qualche cosa sopra ’l più grazioso di tutti, che consista presso di me, nel criticare direttamente il vizio, e sparagnare il vizioso. <milestone rend="closer" unit="E2"></milestone> <milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
<p></p>
<p></p></div1></body>
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                                        sed’ amoris erga te.</seg>
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                                    guadagnare la benevolenza di quelli, co’ quali si pratica. Il
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                                    il proprio vantaggioso talento, senza attraersi un nemico.
                                    Questa è la situazione d’ un Satirico genio. Il vibrare parole,
                                    che trapassano il cuore d’ un Compagno, ò che lo fanno arrossire
                                    è una specie di assassinio. Parmi sia imperdonabile oltraggio il
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                                    sia scherzo. Per me, che non ho genio di conversare con più d’
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                           saviezza del vostro fine, nè dee temere di turbarvi
                                            quando vi dice, che troppo v’ inoltrate in quello. Le
                                            persone liberali si ponno moteggiare di prodigalita: e
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                                            suoi Leggitori di via più stimare se stessi; questo
                                            diverte più gli amici, che se medesimo. Callisto fù con
                                            maniera inimmitabile questa in parte. Soffiò
                                            l’altrogiorno all’ orecchio d’ un Amico, in modo, che
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                                            volte Callisto impegna qualche sciocco a spiegare il suo
                                            preteso merito, ed à comparire sì contento della sua
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                                            il sciocco è il solo colpevole, esponendosi di buon
                                            grado agli scherni degli altri. Acciò dunque sia
                                            piacevole lo scherzo, fa di mestieri, che lo schernito,
                                            ò non sen’ accorga; o non abbi meno buona opinione di se
                                            medesimo, di quella, in cui viene posto. </seg>
                  </seg>
                  <pb n="306"></pb>
                  <seg synch="#FR.6" type="E3">
                    <seg synch="#FR.7" type="FP"> Ossusto, di carattere affatto
                                            opposito, viene generalmente più stimato di Callisto,
                                            benche à torto. Egli non ha riguardo veruno, nè alla
                                            modestia, nè alla debolezza della persona, che deride; e
                                            se ha qualche vantaggio, o di spirito, o di natali sopra
                                            di lei, porta, senza pietà, fino all’ estremo lo
                                            scherno. Si compiace à sconcertare il migliore de’ suoi
                                            Amici, mentr’ egli si fà applauso, colle scoppia di
                                            ridere. I suoi scherzi pongono, ad ogn’ ora, la
                                            divisione tra la società, in cui si ritrova; la dove
                                            quelli di Callisto ne riuniscono, alle occorrenze tutte
                                            le membra, e fà, non solamente, che ciascheduno sia più
                                            contento di se medesimo, ma eziandio, di tutti gli
                                            altri, che formano l’adunanza. Per ischerzare, con
                                            graziosa maniera, bisogna che la benevolenza regni in
                                            tutto ciò, che dite, ò fate; e che sosteniate sempre il
                                            carattere di Amico. Ossusto dovrebbe esigliarsi dalla           
                                 civile Società, perche fonda il proprio divertimento sul
                                            dolore, che cagiona al Prossimo. Quelli, che lo
                                            praticano ponno far conto di vederlo sempre immolare
                                            qualcuno al proprio umore Satirico; nè deve il suo
                                            concetto di bell’ ingegno, che all’ indegno talento di
                                            piacere alla malizia degli altri. </seg>
                  </seg>
                  <seg synch="#FR.8" type="E3">
                    <seg synch="#FR.9" type="FP"> Felice ha lo spirito d’una
                                            tempra, che li concilia l’amicizia di tutto il mondo,
                                            anche quando l’impiega con-<pb n="307"></pb>tro li suoi
                                            proprj diffetti. Ha il segreto di prevenire il rossore
                                            delle persone, ch mette in deriso, e d’insinuare, ch’
                                            egli stesso è soggetto al debole che motteggia. Si
                                            porta, in certe occorrenze, con tanta destrezza, che
                                            pare investisca più se, che l’Amico. </seg>

                  </seg> E’ cosa mostruosa il vedere, con quale sfrenata licenza,
                                    oggidì corrano le vicendevoli offese mascherate da scherzi. Si
                                    crederebbe, alle volte, vadano gli uni a gara cogli altri nel
                                    redersi fra di loro odiosi. Vi sono alcuni, che, alla stessa
                                    presenza di persone illustri, mettono in opera certe Allusioni,
                                    e certi falsi supposti, de quali uno vorrebbe scordarsi, e tutto
                                    il mondo ne avrebbe dovuto perdere la memoria. Non iscagliano i
                                    loro colpi, con qualche destrezza, come un maestro di scherma,
                                    ma feriscono, e tragliano da macellaj. Parmi sentimento indegno
                                    d’ un uomo civile, e polito il divertirsi a spese di chi si sia.
                                    Quelli, che posseggono il vero gusto della conversazione, godono
                                    nel comunicarsi le loro buone qualità, e non di riportare
                                    vantaggio dagli altrui diffetti, ò di esporli alle derisioni.
                                        <seg synch="#FR.10" type="E3">
                    <seg synch="#FR.11" type="FP"> Magno passarebbe come uomo di
                                            spirito, quando non vi soffero sciocchi nel mondo. Non
                                            ha bisogno di ornamenti per rillevare il suo merito. Il
                                            piacere, che gode nell’ osservare le perfezioni degli
                                            altri, impegna i suoi ami-<pb n="308"></pb>ci, se non altro
                                            per titolo di gratitudini, a compatire i suoi difetti.
                                        </seg>
                  </seg> Dopo avere esposti codesti varj Caratteri di quelli, che
                                    riescono, ò che sbagliano negli scherzi, non riescirà inutile il
                                    dire qualche cosa sopra ’l più grazioso di tutti, che consista
                                    presso di me, nel criticare direttamente il vizio, e sparagnare
                                    il vizioso. </seg>
              </seg>
            </ab>
          </div>
        </body>
      </text>
    </group>
  </text>
</TEI>
