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        <title>Num. 92</title>
        <author>Antonio Piazza</author>
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        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
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          <name> Kirsten Dickhaut</name>
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          <name> Alexandra Fuchs</name>
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          <name> Johanna Plos</name>
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      <publicationStmt>
        <publisher>Institut für Romanistik, Universität Graz</publisher>
        <date when="2015-09-23">23.09.2015</date>
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        <bibl>Piazza, Antonio: Gazzetta veneta urbana. Venezia: Zerletti 1789, 729-736 </bibl>
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          <title level="j">Gazzetta urbana veneta</title>
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          <date>1789</date>
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            <term xml:lang="de">Theater Literatur Kunst</term>
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Arte</term>
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<p rend="EU"><milestone unit="E1" xml:id="FR.1"></milestone></p>
<div1>
<head><hi rend="smallcaps">Num. 92</hi></head>
<p rend="date"><hi rend="smallcaps">Mercordì</hi> 18 <hi rend="smallcaps">Novembre</hi> 1789.</p>
<p rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.2"></milestone> Domenica si raccolse la prima volta, dopo
l’Autunnale Villeggiatura, il Serenissimo M. C. alle seguenti elezioni.</p>
<p rend="date">15 Nov. 1789.</p>
<p rend="SO">Capitan a Verona dura m. 16. Reggim. con pena. Elez. dello Scrutinio conferm. dal M. C. </p>
<p>s. Marc’Ant. Michiel qu. Zuanne</p>
<p>Luogo di s. Gir. Silvio Martinengo che non accettò.</p>
<p>Prov. alle Biade. Và in Senato con Voto m. 16.</p>
<p>s. Polo Donà qu. Pietro, fu del Cons. dell’Aggiunta al Pregadi, ed ora in attualità del
Reggimento dell’Arsenale.</p>
<p>Pieggio s. Giac. Zustinian di s. Lor. </p>
<p>Finisce s. Bart. Mora Primo.</p>
<p>Giud. al Mag. del Forastier.</p>
<p>s. Cristof. Moro.</p>
<p>Fin. s. Zuanne Bon qu. Gir.</p>
<p>Uffiz. alla Ternaria Nuova.</p>
<p>s. Franc. Mosto qu. Giac.</p>
<p>F. s. Mat. Soranzo qu. Z. Tom. </p>
<p>Prov. al Cotimo di Londra.</p>
<p>s. Alv. Minio qu. Alv.</p>
<p>F. s. Luca Minio qu. Pietro.</p>
<p>Uffiz. al Formento a Rialto.</p>
<p>s. Bernardin Pizzamano qu. Nic.</p>
<p>fin. s. Marc’Ant. Barbaro</p>
<p>Prov. alla Giustizia Nuova.</p>
<p>s. Gir. Bragadin qu. Franc.</p>
<p>Fin. s. Nuzio Balbi qu. Marchiò.</p>
<p rend="SO">Nell’accennare il meditato delitto contro il Veneto Avvocato, s’è ridetto quanto i
Fogli nostri politici avevan asserito intorno al Feld-<hi rend="italic">Maresciallo Klebek</hi>, non
per vaghezza d’uscire da’confini prescritti a questa Gazzetta, ma per valersi d’un esempio recente
sui pericoli di chi ha dell’oro. Come però non s’è verificato il funesto avvenimento così a
disinganno di chi lo ha letto siamo in dovere di riportare la seguente Lettera di Vienna de’29.
Ottobre.</p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.3"></milestone>
<milestone unit="LB" xml:id="FR.4"></milestone><hi rend="italic"> Si sparse jeri in questa Capitale, che nel
ritornare il Tenente-Feld-Maresciallo Klebek all’Armata, fossegli avvenuta, cammin facendo, la
maggiore delle disgrazie sulla sua vita; ma oggi con piacere universale viene a rilevarsi per
totalmente falsa questa novella, ed a sapersi al tempo stesso con certezza il di lui felice arrivo
in ottimo stato di salute al suo destino. </hi><milestone rend="closer" unit="LB"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p>Sulla disgrazia accaduta al Capit. <hi rend="italic">Caminarovich</hi> di cui questi Fogli hanno
<pb n="730"></pb> parlato, ecco una Lettera circostanziata, che la ratifica, e mette in chiaro.</p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.5"></milestone>
<milestone unit="LB" xml:id="FR.6"></milestone><hi rend="italic"> Il giorno </hi>19.<hi rend="italic">
Settembre si appiccò il fuoco nel carico della Polacca </hi>Madonna del Rosario<hi rend="italic"> e
</hi>S. Giovanni Battista<hi rend="italic">, Cap. </hi>Marco Caminarovich<hi rend="italic"> Veneto,
procedente da </hi>Salonicchio<hi rend="italic"> per </hi>Trieste<hi rend="italic">. In distanza di
</hi>15.<hi rend="italic"> miglia dall’Isola di </hi>Corfù,<hi rend="italic"> il Capitano sbarcò
sopra un Bastimento raguseo, col quale incontrossi, le armi, i bagagli dell’equipaggio, e dieci
colli in circa di merci; e procurò poscia di affondare la Polacca nella spiaggia di </hi>S. Giovanni
di Giro<hi rend="italic"> ossia a </hi>Lemata <hi rend="italic">presso l’Isola di </hi>Corfù<hi rend="italic">. Non riuscendogli il tentativo, perchè il Bastimento era carico di generi leggieri,
gettò alla spiaggia li Coroni ed altri effetti che avea sopra coperta; e quindi avvenne, che
comunicatosi l’incendio alla parte superiore della Polacca, potè riuscirgli un ricupero di circa
</hi>240.<hi rend="italic"> Colli esistenti nella parte inferiore del Bastimento, ch’era sott’acqua.
Questa disgrazia interessa la Piazza di </hi>Trieste<hi rend="italic">, e quelle di </hi>Venezia<hi rend="italic">, </hi>Livorno<hi rend="italic"> ed </hi>Amsterdam<hi rend="italic"> per le
assicurazioni fattevi, oltre diversi Proprietarj di effetti non assicurati. </hi><milestone rend="closer" unit="LB"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E3"></milestone></p>
<p>Fu ricercato a noi se sia vero, che per aver mangiato de’funghi hanno perduta la vita alcune
persone alla <hi rend="italic">Battaglia</hi> distante sette miglia da Padova. Di questo funesto
caso s’è già sparsa voce in questa Città nello scorso mese, ma alcuni lo posero tra le invenzioni, e
mancandoci notizie scritte si stimò bene il non accennarlo. Ora in conseguenza della dimanda abbiamo
una proccurataci informazione, che pur troppo ratifica la disgrazia. Quattro o cinque furono i
morti, altri ammalati. Intervenne alla visione de’cadaveri l’Illustr. Offizio della Sanità di
Padova.</p>
<p>L’avversione a questo cibo di quelli, che non ne vogliono mai, profonderà maggiormente ne’loro
cuori le sue radici; e chi se ne diletta dovrà su questo nuovo funesto esempio usare con maggior
attenzione delle prove, che assicurano da ogni sospetto.</p>
<p>Nel Prodromo, che ristampato abbiamo dell’Opera su’Bagni d’Abano, si fece menzione onorevole del
Sig. March. <hi rend="italic">Gian Ant. Dondiorologio</hi>, ch’era del numero degli Assocciati di
qualità a questo Foglio. Compiacquersi la riconoscenza, e la stima nostra d’una tale occasione, e
speravamo d’averne altre in appresso da celebrare il nobil e benefico suo genio quando ci giunse la
dolorosa notizia della sua morte. L’abbiamo allora taciuta, come saputa troppo tardi, ed ora la
palesiamo a chi non la seppe, perchè ci stimola un amico a chiedere informazioni sulla sua
disposizione testamentaria intorno a’Bagni d’Abano delle quali preghiamo chi può favorirci.</p>
<div2>
<head><hi rend="italic">Teatri.</hi></head>
<p rend="SO">Tutto lo strepito del fanatismo, della prevenzione, dello spirito di partito, può bene
metter sossopra un Teatro, chiamar delle repliche, voler gli Attori a rassegna per affogliarli di
<hi rend="italic">bravi</hi>, e stordirli d’applausi di mano, ma non farà mai il gran prodigio di
cangiar in buona una cosa cattiva, o di persuader in contrario quegli spettatori tranquilli, che non
si sgangherano per secondare il frastuono della parzialità, o dell’ignoranza. Quando le cose
piacciono non c’è bisogno del romore degli apparecchiati tamburi: la pubblica approvazione forma il
loro destino, questa avvia il concorso, hanno utilità le Imprese, e vengono onorati gli Attori.</p>
<p>Tale è il caso presente dell’Opera Giocosa a S. Moisè. Fu sincero, giusto, universale il
favorevol giudizio che d’essa decise alla prima Recita: per ciò alle repliche non mancò mai numerosa
udienza, e non c’è chi si trovi scontento d’averla udita. È una gran verità non istimata quanto si
deve da’direttori di simili Spettacoli, che la Musica è la loro anima, e che bisogna pensar prima
a’Maestri poi al resto. Chi non la intende così, e si fida al valor della Compagnia, e alla
ricchezza delle decorazioni paga sovente il fio del suo inganno. <pb n="731"></pb> Qual conto facevasi
nella prima Opera, della Signora <hi rend="italic">Caravoglio</hi>? Come si parlava di Lei? Tutti lo
fanno. Ed ora non sembra più quella, risorse dalle cadute a’voli, dal disprezzo agli elogj in grazia
della musica, che si adattò alla sua abilità. Qual confronto trà la figura, che faceva il Signor <hi rend="italic">Morelli</hi>, e quella che fa al presente? Chi meglio di lui eseguir potrebbe i suoi
pezzi cantabili, e particolarmente l’aria dell’Atto Secondo? Ci vogliono i suoi talenti, i suoi
fisici doni per ispiegare quel bello, quel semplice sì grato a’sensi, che passa al cuor dagli
orecchi, ma che valsero in prima le sue cognizioni, i personali suoi pregj, se in vece di
disegnargli un campo da esercitarli, gli si aprì una voragine da inghiottirli? Musica, e poi Musica.
Senza questa i grandi diventan piccoli, e per questa i piccoli compariscon mediocri.</p>
<p>Gareggia in fortuna, nel vario genere dello Spettacolo, con questo Musicale Teatro quello Comico
a San Luca. Ad onta della sua grandezza, Domenica non bastò al concorso. Ad onore della Signora <hi rend="italic">Laura Checatti</hi> si gettò un Sonetto. Replicare le si fece il duello due volte.
Tanto è vero che i segni del comune aggradimento furono spontanei ed ingenui alla pima recita, che
continuan le repliche con pienezza di spettatori e d’applausi, e si pagano a caro prezzo i
palchetti. Molti però ne dicono male, forse perchè non fissano quel punto di vista, che guidarli
dovrebbe al Teatro. Quando è detto <hi rend="italic">Rappresentazione Tragica spettacolosa</hi>,
quando si tratta d’Amazzoni, e si veggono in quadro dipinte sopra il cartello le figure, e le azioni
per invogliare il Popolo che s’incanta ad esaminarle, non si deve aspettare una Composizione
regolare, nè in conseguenza assoggettarla a certi giudizj. Per le cose belle, o almeno credute tali
da’Comici, essi non fanno le spese, che costano le decorazioni di questa. Però chi ha pratica
de’nostri Teatri non s’è lagnato di trovarla qual’è, e non iscemò il suo divertimento con
riflessioni degne di cose migliori. Passiamo a più alto ed amplo Soggetto.</p>
<p>L’Argomento del Dramma serio il <hi rend="italic">Motezuma</hi>, è tratto dalla Storia del
Mestico del <hi rend="italic">Solis</hi>. L’Autore è stato scrupolosissimo (si dice nel Libretto) in
proccurare che non vi fosse cosa, che molto si allontanasse dalla storica verità. Si desidererebbe
leggendolo di trovar meno fedeltà, e più interesse nell’azione, più scioltezza, e sugo
ne’recitativi, più spirito ed armonia nelle arie. È ben da credere, che riprodotta quest’Opera con
musica di varj Maestri siasi assoggettata al consueto destino delle mutilazioni, de’cangiamenti,
degli arbitrj, ma fu cosa spiacevole per chi la lesse, onde intendere che dicessero gli Attori, il
non trovarvi un pezzo che veramente fosse poetico, e lo scoprire ne’versi più felici, non
un’ingegnosa imitazione, ma una cattiva copia.</p>
<p>Quanto al musicale centone non hanno gl’intelligenti ritrovate parti originali, nuove, di quelle
ch’esigono il silenzio, l’attenzione, e spargono la compiacenza, e il diletto. Sarebbe caduto lo
spettacolo se non lo sosteneva la Signora <hi rend="italic">Banti</hi>. Questa donna inimitabile,
organo il più perfetto della musicale armonia, che mai siasi udito dalle nostre scene, ci aveva dati
in passato de’saggj sufficienti d’un sommo merito, e ben si aspettava molto da Lei, ma non quel
tanto con cui giunse a superare ogni speranza, a stordire, a violentare all’applauso le mani più
dilicate, e le labbra più difficili ad aprirsi per l’esaltazione del merito. Si vede quanto il
tempo, e l’arte abbiano aggiunto alla solidità de’naturali suoi pregj. Si può concepire
l’estensione, e i raffinamenti della sua bravura, all’udirla, ma il descriverli non è possibile.
Però accenniamo soltanto i voli d’un Aquila che sormonta le nuvole, e domina sicuramente le altezze
più pe-<pb n="732"></pb>ricolose; e assicurar possiamo chi ha un orecchio, e un’anima che sente, che se
altro non ci fosse di grande, e di buono nello Spettacolo a San Benedetto, la sola <hi rend="italic">Banti</hi> meriterebbe ogni sera un pieno Teatro; anzi il solo <hi rend="italic">Rondeau</hi>, che
le si fa replicare nell’Atto secondo, vale la spesa d’entrata. Compiacente al pubblico universal
desiderio, reca nuovi piaceri colle varietà proprie di sì gran maestra dell’Arte, e muove l’Udienza
a’trasporti nel farle applauso.</p>
<p>Si ritrovò il Sig. S<hi rend="italic">enesino</hi> qual era nell’anno scorso, e si spera maggior
diletto dal canto suo nell’Opera del Carnovale, ove il genio del Sig. <hi rend="italic">Anfossi</hi>
potrà sollevarlo a più felice destino.</p>
<p>Quanto al Tenore così diverse son le opinioni, che non osiamo di pronunziare la nostra. Sembra,
che nelle cose soggette a’sensi i calcoli esser dovrebbero d’approssimazione, ma in questo caso si
passa dal sì al nò, dal bianco al nero. Nel bollore di tale discordia è prudenza il tacere per ora,
ed aspettare altra occasione che di lui possa decidere.</p>
<p>Il Primo Ballo ebbe applauso, e finito che fu si volle fuori il <hi rend="italic">Traffieri</hi>,
e le Parti principali, alla ratifica d’attestati d’aggradimento. Piacque nel Secondo la
Contraddanza. Ben inteso, e ricco il Vestiario, e degne le Scene del celebre Sig. Cav. <hi rend="italic">Fontanesi</hi>.</p>
<p>Spicca molto più che nell’altre il sublime suo genio, l’esattezza del suo disegno, la maestà
de’suoi pensieri, il bello dell’arte sua risultante dall’insieme delle parti arditamente connesse,
nella superba Scena rappresentante la Sala nell’Atto Secondo, che per l’artifizio de’chiari e oscuri
allontana il vicino, avvicina il lontano, e fa errare la vista ingannata nel prospetto d’un animata
tela.</p>
<p>Lunedì si ebbe a Sant’Angiolo una nuova Commedia del noto Autore di quella Compagnia intitolata
<hi rend="italic">La bugia vive poco</hi>. Non annojò, non dispiacque, fu applaudita ad alcune
situazioni, ma i segni decisivi, che sogliono succedere alle prime recite, non le promisero un
propizio successo. <hi rend="italic">Don Pietro Re di Navarra</hi> salito al trono in fresca etade,
s’introduce sotto il nome d’un Duca nel Castello d’un Grande, che vive lontano dalla Corte, per fare
all’amor con sua Figlia. È ricevuto dal di Lei Padre, benchè di severa onestà, perchè il nome da lui
preso ad imprestito è quello stesso dello sposo destinatole coll’assenso del Genitore di esso, che
vive pure in altra solitudine. Ecco la <hi rend="italic">bugia</hi> favorita da un accidente su cui
si pianta l’azione. Il Re s’innamora davvero, e le sue amabili qualità gli acquistano il dominio del
cuore della sua bella <hi rend="italic">Adelaide</hi>, che in lui non vede che il Duca destinatole
in isposo. Regalata d’un anello col suo ritratto, bench’abbia promesso di custodirlo in secreto, lo
porta in dito per inavvertenza. Torna dall’Armata un suo Fratello Uffiziale, che conduce il vero
Duca a ricevere la sua mano. L’equivoco de’nomi intreccia una scena interessante trà lui e la Serva.
Viene sua Sorella, le vede l’anello, conosce il ritratto, intende la finzione, ed ecco la bugia di
poca durata. Verificato sì presto il titolo, e finita per così dir la Commedia, s’accorsero
gl’intelligenti, che l’Autore erasi esposto ad un brutto impegno empir dovendo quasi un vacuo di
quattro Atti. Egli s’ingegnò di farlo col silenzio del Fratello, e del Duca sulla finzione del Re, e
col ritrovato di presentare a quella Famiglia il Duca stesso sotto nome del Re, come il Re s’era
presentato col suo. Da questo pensiero dell’Uffiziale secondato dall’Amante, e promesso Sposo di sua
Sorella, nasce il nuovo intrigo dell’azione per cui si tira innanzi sino all’<pb n="733"></pb> Atto
quarto che termina bene. Un buon dialogo, qualche tratto di morale opportuno, il ridicolo sparso dal
Sig. <hi rend="italic">Martelli</hi>, ch’è sempre eguale nell’abilità, come lo è ne’caratteri che
gli si addossano, delle scene che interessano, l’esattezza, e la bravura degli Attori, un Colonnello
indorato come una pillola, delle Guardie riccamente vestite; tutte queste cose concorsero a non far
troppo sentire la languidezza d’un’azione di cui abbiamo presentata una semplice idea.</p>
<p><milestone unit="MT" xml:id="FR.7"></milestone> Da tre Lettere di Brescia di quest’ordinario riconfermata ci
viene la notizia, che quell’Orologio della Torre alla <hi rend="italic">Palata</hi>, è ridotto al
nuovo Piano, e non dovevamo mai temere dalla mano che ce l’ha spedita quella contraddizione così
falsamente assoluta. In prova del vero mandate ci furono le due seguenti Tabelle a stampa.
<milestone rend="closer" unit="MT"></milestone></p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">Tabella</hi>
<lb></lb><hi rend="italic">Delle Ore Europee corrispondenti alle 23. d’Italia</hi></head>
<p><hi rend="italic">Gennajo</hi>. Per tutto il mese a ore 4</p>
<p><hi rend="italic">Febbrajo</hi>. Dal 1 ai 15 - 4e mez.</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 5</p>
<p><hi rend="italic">Marzo</hi>. Dal 1 ai 15 - 5</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 5e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Aprile</hi>. Dal 1 ai 15 - 6</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 6e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Maggio</hi>. Per tutto il mese 7</p>
<p><hi rend="italic">Giugno.</hi> Dal 1 ai 15 - 7</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 7e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Luglio</hi>. Per tutto il mese 7</p>
<p><hi rend="italic">Agosto</hi>. Per tutto il mese 6e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Settembre</hi>. Dal 1 ai 15 - 6</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 5e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Ottobre</hi>. Per tutto il mese 5</p>
<p><hi rend="italic">Novembre.</hi> Dal 1 ai 15 - 4e mez.</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 4</p>
<p><hi rend="italic">Decembre</hi>. Per tutto il mese 4</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">Tabella<lb></lb></hi><hi rend="italic">Delle Ore Europee corrispondenti alle
24. d’Italia.</hi></head>
<p><hi rend="italic">Gennajo</hi>. Per tutto il mese a ore 5</p>
<p><hi rend="italic">Febbrajo.</hi> Dal 1 ai 15 - 5e mez.</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 6</p>
<p><hi rend="italic">Marzo</hi>. Dal 1 ai 15 - 6</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 6e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Aprile.</hi> Dal 1 ai 15 - 7</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 7e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Maggio</hi>. Per tutto il mese 8</p>
<p><hi rend="italic">Giugno.</hi> Dal 1 ai 15 - 8</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 8e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Luglio</hi>. Per tutto il mese 8</p>
<p><hi rend="italic">Agosto.</hi> Per tutto il mese 7e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Settembre.</hi> Dal 1 ai 15 - 7</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 6e mez.</p>
<p><hi rend="italic">Ottobre.</hi> Per tutto il mese 6</p>
<p><hi rend="italic">Novembre</hi>. Dal 1 ai 15 - 5e mez.</p>
<p>Dai 16 all’ultimo 5</p>
<p><hi rend="italic">Decembre.</hi> Per tutto il mese 5</p>
<p rend="SO">S’accordano egualmente le tre preaccennate Lettere, ad istabilire il danno dello
scoppio della polvere non a 3. mila Ducati, come ci scrisse il contradditore della notizia
sull’Orologio, ma ad 800. allo in circa.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">Avviso</hi></head>
<p rend="SO"><hi rend="italic">Dalla Calcografia di </hi>Antonio Zatta e Figli<hi rend="italic">
Stampatori e Libraj Veneti si è stampato in mezzo Foglio imperiale il solo Assedio della Città e
Fortezza di Bello Assedio della Città e Fortezza di Belgrado, che vedesi delineato in Pianta, tutte
le recenti operazioni fattevi dagli Ottomani, e dall’esercito Cesareo prima della presa, con le
trincee, fortini ec. erette dal celebre Generalissimo Barone </hi>de Laudon<hi rend="italic">, e
questo per facilitarne l’acquisto agli Amatori, vendendosi al solo prezzo di un Paolo la Copia. Chi
poi vorrà quello in foglio imperiale colli due Prospetti in alzato della Città e Fortezza di
Belgrado sì dalla parte di Acqua</hi>
<pb n="734"></pb>
<hi rend="italic">che di</hi>
<hi rend="italic">Terra, mancando questi nell’accennato mezzo Foglio, potrà averlo al già
individuato prezzo di Paoli 2. Romani.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Le presenti insorte rivoluzioni nel </hi>Brabante e<hi rend="italic"> </hi>Fiandre Austriache <hi rend="italic">han dato motivo che li detti Zatta mettano sotto
l’incisione la Carta Geografica di que’Paesi, la quale hanno oggi data in luce delineata con tutta
precisione in Foglio imperiale, e vendono al solito prezzo di Paoli due e mezzo Romani la
Copia.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Li suddetti Libraj Zatta avendo fatto recentemente acquisto delle seguenti
Opere, ne rendono inteso il pubblico letterato, affinchè chi volesse acquistarle sappia ove
ricorrere per averle.</hi></p>
<p>Dialoghi e Sermoni <hi rend="italic">sopra varj soggetti per ammaestramento de’Giovani studenti
di Rettorica</hi>. 8.<hi rend="italic"> vale Paoli </hi>2.<hi rend="italic"> baj. </hi>5 </p>
<p>Della pubblica felicità, <hi rend="italic">trattato economico-polittico di</hi> Ludovico Antonio
Muratori. 8.<hi rend="italic"> Paoli </hi>4.</p>
<p>Almanacco per tutti, <hi rend="italic">ossia nuovo metodo per ritrovare le lunazioni, le feste
mobili, l’epatta, l’aureo numero, ec. Paoli </hi>5.</p>
<p>Baumeisteri, <hi rend="italic">M. Friderici Christ., institutiones philosophie rationalis.
</hi>8.<hi rend="italic"> Paoli </hi>2.</p>
<p>Ejusdem <hi rend="italic">methaphisica complectens ontologiam, cosmologiam, psycologiam &amp;
theologiam naturaiem. </hi>8.<hi rend="italic"> Paoli </hi>3.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Bastimenti arrivati.</hi></head>
<p rend="date">3 Novembre.</p>
<p rend="SO">Piel. P. Ant. Pescante da Cervia con 600 st. pignoli in iscorza.</p>
<p rend="date">5 Detto.</p>
<p rend="SO">Piel. P. Tom. Gaenazzo da Sebenico con 4 cai oglio.</p>
<p>Brac. Pat. Mat. Benussi da Sebenico con simil carico.</p>
<p>Brac. P. Ant. Benussi da Cattaro con 55 bar. fighi. 3 m. Castradina. </p>
<p>Un casson cand. di sevo.</p>
<p>Piel. P. Tom. Duimovich dalla Brazza con 2573. bar. e 104 mogliazzi fighi 34 st. mandole colle
scoraa.</p>
<p>Brac. P. And. Spolar da Trieste con 21 bar. chiodi.</p>
<p rend="date">6 Detto.</p>
<p rend="SO">Checchia Cap. Franc. Maddalena manca da Cipro li 14 Luglio, e d’Alessandria il primo
Ottobre. Parc. Sig. Pietro Tironi, con 30 scaffasci e 4 bal. zaffroni 89 bal. 14 fardi e 12 coffe
Caffè. Un scaffascio e un ballotto droghe. 10943 oche natron, un bar. cera gialla, 2 scas. sal
armoniaco, 8 scaf. Incenso, 2 scaf. gomma, una bal. una balletta, e un fag. droghe, 34 o cuoj
salati, 76 cai e 46 bar. vin di Cipro. Di ritorno una cassetta Contaria, 4 specchi rotti, 4 lumiere
rotte.</p>
<p rend="date">7 Detto.</p>
<p rend="SO">Tartanon P. Franc. Davanzo d’Ancona con 2 Bal. Lana 8100 pesci stocfiks, 6 bar. miel.
28 bar. salamoni, 2 bar. ferro v.</p>
<p>Tartanon P. Romualdo Mazzuccato da Pesaro con 54 sac. grippola 14 sacchetti mandole, 7 ballette
tele gottonine.</p>
<p rend="date">8 Detto.</p>
<p rend="SO">Tartanon P. Vic. Mondaini da Pesaro con 74. sac. grippola in sorte. 31 bar. e 3 mez.
bar. Salamoni. 51 sac. mandole. Un ballotto Libri 4 sac. spongie.</p>
<p rend="date">11 Detto.</p>
<p rend="SO">Piel. P. Mat. Minich da Cattaro con 42675 lib. Castradina, 2 fag. rame v. 189 mogliazzi
e mastelladi fighi, 5 cassoni cand. di sevo.</p>
<p>Piel. P. Gir. Cindre da Spalato e Traù con 2. bar. sevo 4 cai oglio 9 cassoni cand. di sevo 2
bal. becchine e boldroni.</p>
<p>Trab. P. Bart. Supisich da Zara con 4 boccie tabacco 3 cai oglio, un gruppo talari.</p>
<p>Tartanon P. Dom. Tagliapietra dalla Motta di Friul con 450 st. formento.</p>
<p rend="date"><pb n="735"></pb> 12 Detto.</p>
<p rend="SO">Battello P. Nad. Vianello da Trieste con 20 bar. uva da Smirne per Chiozza.</p>
<p>Bat. P. Ant. Vianello da Trieste con 11 arnasi oglio 8 bar. arg. vivo 7 col. tele 7 bar.
trementina una cassetta aghi, una bal. pel. di vitello 17 col. chiodi 3 cas. acciaj, 15 bar. e 7
baze fil di ferro.</p>
<p>Trab. P. Luigi Vianello manca da Corfù li 19 Ottobre. Parc. Sig. Ant. Vianello con cai 101 e 5
carat. Oglio.</p>
<p>Checchia Cap. Michel Belucci manca da Lisbona li 3 Ottobre, Parc. Sig. Giov. Carminati qu. Gius.
con 159 cas. zuccaro, 300 sac. salnitro, 367 fascj cannette d’India. 851 pezzo Legno Fernabuco, una
cassetta Radice Ipocana, 5 barilotti e una cassetta vino. 400 bottiglie vino alla rinfusa.</p>
<p>Bergantino Buon Genio Cap. Gius. Biffon manca da Cattanea li 20. Sett. e da Messina li 19. Ott.
Parc. Signor Stef. Pedrini, con 100. bar. Uva da Lipari. 45 sac. sem. di lino. 1200 cant. cenere. 55
cas. arancie di Portogallo. 104 cas. limoni. 35 bar. aringhe salate. 2 fiaschetti spir. di
Bergamotto. 2 sacchettini polv. di cocciniglia. 8 barilotti vino di Malaga. Una pezza tela
indiana.</p>
<p>Trab. P. Mat. Scarpa manca da S. Maora li 28. Sett. Parc. Sig. Gian Domenico e Nipoti Sagramora
con 183. mog. di Sale.</p>
<p>Brac. P. Giac. di Giac. Viezzoli da Trieste con 14 bal. Griso. Un bar. anici. 6 bar. colofonio.
9. sac. gripola. 9 bar. arg. vivo. 4 bar. acciughe. Una bot. cera gialla. Una bal. panni. 5 cas.
tele 16 col. Filati. 3 bar. latta raschiata. 31 col. chiodi. 30. fascj ferro. 4 cas. acciaj. 9. bar.
fil di ferro. 5 col. merci. Un bar. antimonio. 4. bal. tabacco.</p>
<p>Piel. P. Zuan: Chiribiri da Spalato, Traù e Zara con 5 cai Oglio 48. bar. zibibo 179 mastelladi e
1800. barileti fighi. 178 star. Mandole colla scorza. 15. sac. polv. di Grippola. 400. pel. Becchine
e Boldroni. 5 bar. miel.</p>
<p>Brac. P. And. Bonifacio da Trieste con una Bal. pel. di Vitello. 4 bot. tabacco, 3. cas. tele. 6
bar. antimonio. 2 bal. Libri. 6 bar. ottoni. 2 bar. ferramenta. 74 col. e 7 bar. chiodi. 3 bar. fil
di ferro. 8 baze fil di ferro. 3 pezze tele tovagliate. 2 pez. tele damascate. Una cassetta e un
pacco Quadri.</p>
<p rend="date">13 Detto.</p>
<p rend="SO">Piel. P. Giov. Ghezzo da Trieste con 15 bar. uva. 25 cas. limoni. 2 m. e mezzo fighi
per Chiozza.</p>
<p>Per l’Ingresso di S. E. il Sig. <hi rend="italic">Pietro qu. Vettor Pisani</hi> alla carica di
Capitanio e Vice Podestà di Bergamo si vide l’altr’jeri esposto in questa Città un Sonetto di
lode.</p>
<p>Altri applausi poetici vidersi jeri stampati, e messi a vista del Pubblico ad onore di S. E. il
Sig. <hi rend="italic">Cattarin Corner</hi>, che ha gloriosamente compiuto il Generalato di
Palma.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Notizie Sacre.</hi></head>
<p rend="SO">14 Novembre. S. <hi rend="italic">Veneranda</hi> V. e M. Nella Chiesa delle RR. MM.
Domenicane al <hi rend="italic">Corpus Domini</hi>, v’è un altare a cui si venera una mano di detta
Santa; il primo privilegiato a sollievo delle anime de’defunti. A prò dell’anima d’ogni persona, che
muore in questa Città si fa celebrare una Messa a quell’altare.</p>
<p>V’è colà una Scuola di divozione eretta l’anno 1632.</p>
<p>Jeri fu dato in successore al defunto Reverendis. Piovano di questa Parrocchia di S. M. Maddalena
il Reverend. D. <hi rend="italic">Paolo Spinelli</hi>. Voti di sì 9. di nò 1. </p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Forastieri a questa Locanda della Regina d’Inghilterra.</hi></head>
<p rend="SO">Li Signori <hi rend="italic">Batersby, Acton</hi>, e<hi rend="italic"> Remont</hi>
Cavalieri Inglesi co’loro Domestici.</p>
<p>Monsignor <hi rend="italic">Michele Poniatowski</hi> Arcivescovo di <hi rend="italic">Gnesna,</hi> Primate della Polonia, è partito l’altr’jeri di notte alla volta di Roma.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Si ricerca.</hi></head>
<p rend="SO">Una Cameriera di fresca età abile per lavori d’ago, e per tenere in governo ogni sorte
di biancheria. La persona che vi applicasse si presenti a <hi rend="italic">Pietro</hi> direttore
della Locanda della <hi rend="italic">Regina d’Inghilterra</hi> al Ponte de’<hi rend="italic">Fuseri</hi>, ed accomodando avrà un convenevole stabilimento.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Da comprare.</hi></head>
<p rend="SO">L’Opera in due Tomi stampata in Venezia dal <hi rend="italic">Graziosi</hi> intitolata
<hi rend="italic">Storia degli</hi>
<hi rend="italic">Stabilimenti Europei in America.</hi></p>
<p>Chi avendola volesse privarsene la porti, o mandi al Caffè di <hi rend="italic">Floriano</hi>,
che a prezzo discreto verrà acquistata.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">Problema</hi>.</head>
<p rend="SO">&quot;Se ad un Giovane, che spinto si senta dal desio di seguir l’orme di Minerva rechi
maggior impedimento le ricchezze, o la povertà.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="smallcaps">Addizione</hi><lb></lb><hi rend="italic">All’Articolo Teatri.</hi></head>
<p rend="SO">Jeri a S. Gio: Grisostomo si rappresentò per la prima volta un Dramma Tragico di questo
titolo: <hi rend="italic">Le due Regine scritto da un Cittadino di questa Patria felice.</hi> Non
abbiamo potuto esserne spettatori. Dal seguente avviso si vedrà il suo destino.</p>
</div2>
<div2>
<head><hi rend="italic">Commedie per questa Sera.</hi></head>
<div3>
<head>A S. Gio: Grisostomo.</head>
<p>Li Artigiani Commedia di Carattere di Veneto Autore.</p>
</div3>
<div3>
<head>A S. Luca.</head>
<p>Replica delle <hi rend="italic">Amazzoni.</hi></p>
</div3>
<div3>
<head>A S. Angiolo.</head>
<p>Replica. <hi rend="italic">La bugia vive poco</hi>, mai più rappresentata.</p>
</div3>
</div2>
<div2>
<head>Morti.</head>
<p>Il N. H. s. <hi rend="italic">Gab. Zorzi</hi> qu. Almorò della Parrocchia di Santa Giustina
d’anni 76. Era Podestà a Cologna.</p>
<p><hi rend="italic">Ricapiti per le Notizie ed Assocciazioni di questo Foglio.</hi></p>
<p><hi rend="italic">A S. Bartolommeo in calle stretta dal </hi>Colombani<hi rend="italic">
Librajo.</hi></p>
<p><hi rend="italic">A S. Giuliano dal </hi>Curti<hi rend="italic"> Librajo appresso il Caffè di
</hi>Menegazzo<hi rend="italic">.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Si paga un Zecchino all’anno anticipato, o diviso in Semestri, ed ogni
Assocciato è servito due volte alla Settimana alla sua abitazione, o ricapito.</hi></p>
<p><hi rend="italic">Le Assocciazioni si ricevono in qualunque tempo. </hi><milestone rend="closer" unit="E2"></milestone>
<milestone rend="closer" unit="E1"></milestone></p>
<p></p>
<p></p>
</div2>
</div1>
</body>
      </text>
      <text ana="framings">
        <body xml:space="preserve">
<div>
<ab>
<seg synch="#FR.1" type="E1"> Num. 92 <seg type="DT">Mercordì 18 Novembre 1789.</seg>
<seg synch="#FR.2" type="E2"> Domenica si raccolse la prima volta, dopo l’Autunnale Villeggiatura,
il Serenissimo M. C. alle seguenti elezioni. <seg type="DT">15 Nov. 1789.</seg> Capitan a Verona
dura m. 16. Reggim. con pena. Elez. dello Scrutinio conferm. dal M. C. s. Marc’Ant. Michiel qu.
Zuanne Luogo di s. Gir. Silvio Martinengo che non accettò. Prov. alle Biade. Và in Senato con Voto
m. 16. s. Polo Donà qu. Pietro, fu del Cons. dell’Aggiunta al Pregadi, ed ora in attualità del
Reggimento dell’Arsenale. Pieggio s. Giac. Zustinian di s. Lor. Finisce s. Bart. Mora Primo. Giud.
al Mag. del Forastier. s. Cristof. Moro. Fin. s. Zuanne Bon qu. Gir. Uffiz. alla Ternaria Nuova. s.
Franc. Mosto qu. Giac. F. s. Mat. Soranzo qu. Z. Tom. Prov. al Cotimo di Londra. s. Alv. Minio qu.
Alv. F. s. Luca Minio qu. Pietro. Uffiz. al Formento a Rialto. s. Bernardin Pizzamano qu. Nic. fin.
s. Marc’Ant. Barbaro Prov. alla Giustizia Nuova. s. Gir. Bragadin qu. Franc. Fin. s. Nuzio Balbi qu.
Marchiò. Nell’accennare il meditato delitto contro il Veneto Avvocato, s’è ridetto quanto i Fogli
nostri politici avevan asserito intorno al Feld-Maresciallo Klebek, non per vaghezza d’uscire
da’confini prescritti a questa Gazzetta, ma per valersi d’un esempio recente sui pericoli di chi ha
dell’oro. Come però non s’è verificato il funesto avvenimento così a disinganno di chi lo ha letto
siamo in dovere di riportare la seguente Lettera di Vienna de’29. Ottobre. <seg synch="#FR.3" type="E3">
<seg synch="#FR.4" type="LB"> Si sparse jeri in questa Capitale, che nel ritornare il
Tenente-Feld-Maresciallo Klebek all’Armata, fossegli avvenuta, cammin facendo, la maggiore delle
disgrazie sulla sua vita; ma oggi con piacere universale viene a rilevarsi per totalmente falsa
questa novella, ed a sapersi al tempo stesso con certezza il di lui felice arrivo in ottimo stato di
salute al suo destino. </seg>
</seg> Sulla disgrazia accaduta al Capit. Caminarovich di cui questi Fogli hanno <pb n="730"></pb>parlato, ecco una Lettera circostanziata, che la ratifica, e mette in chiaro. <seg synch="#FR.5" type="E3">
<seg synch="#FR.6" type="LB"> Il giorno 19. Settembre si appiccò il fuoco nel carico della Polacca
Madonna del Rosario e S. Giovanni Battista, Cap. Marco Caminarovich Veneto, procedente da
Salonicchio per Trieste. In distanza di 15. miglia dall’Isola di Corfù, il Capitano sbarcò sopra un
Bastimento raguseo, col quale incontrossi, le armi, i bagagli dell’equipaggio, e dieci colli in
circa di merci; e procurò poscia di affondare la Polacca nella spiaggia di S. Giovanni di Giro ossia
a Lemata presso l’Isola di Corfù. Non riuscendogli il tentativo, perchè il Bastimento era carico di
generi leggieri, gettò alla spiaggia li Coroni ed altri effetti che avea sopra coperta; e quindi
avvenne, che comunicatosi l’incendio alla parte superiore della Polacca, potè riuscirgli un ricupero
di circa 240. Colli esistenti nella parte inferiore del Bastimento, ch’era sott’acqua. Questa
disgrazia interessa la Piazza di Trieste, e quelle di Venezia, Livorno ed Amsterdam per le
assicurazioni fattevi, oltre diversi Proprietarj di effetti non assicurati. </seg>
</seg> Fu ricercato a noi se sia vero, che per aver mangiato de’funghi hanno perduta la vita alcune
persone alla Battaglia distante sette miglia da Padova. Di questo funesto caso s’è già sparsa voce
in questa Città nello scorso mese, ma alcuni lo posero tra le invenzioni, e mancandoci notizie
scritte si stimò bene il non accennarlo. Ora in conseguenza della dimanda abbiamo una proccurataci
informazione, che pur troppo ratifica la disgrazia. Quattro o cinque furono i morti, altri ammalati.
Intervenne alla visione de’cadaveri l’Illustr. Offizio della Sanità di Padova. L’avversione a questo
cibo di quelli, che non ne vogliono mai, profonderà maggiormente ne’loro cuori le sue radici; e chi
se ne diletta dovrà su questo nuovo funesto esempio usare con maggior attenzione delle prove, che
assicurano da ogni sospetto. Nel Prodromo, che ristampato abbiamo dell’Opera su’Bagni d’Abano, si
fece menzione onorevole del Sig. March. Gian Ant. Dondiorologio, ch’era del numero degli Assocciati
di qualità a questo Foglio. Compiacquersi la riconoscenza, e la stima nostra d’una tale occasione, e
speravamo d’averne altre in appresso da celebrare il nobil e benefico suo genio quando ci giunse la
dolorosa notizia della sua morte. L’abbiamo allora taciuta, come saputa troppo tardi, ed ora la
palesiamo a chi non la seppe, perchè ci stimola un amico a chiedere informazioni sulla sua
disposizione testamentaria intorno a’Bagni d’Abano delle quali preghiamo chi può favorirci. Teatri.
Tutto lo strepito del fanatismo, della prevenzione, dello spirito di partito, può bene metter
sossopra un Teatro, chiamar delle repliche, voler gli Attori a rassegna per affogliarli di bravi, e
stordirli d’applausi di mano, ma non farà mai il gran prodigio di cangiar in buona una cosa cattiva,
o di persuader in contrario quegli spettatori tranquilli, che non si sgangherano per secondare il
frastuono della parzialità, o dell’ignoranza. Quando le cose piacciono non c’è bisogno del romore
degli apparecchiati tamburi: la pubblica approvazione forma il loro destino, questa avvia il
concorso, hanno utilità le Imprese, e vengono onorati gli Attori. Tale è il caso presente dell’Opera
Giocosa a S. Moisè. Fu sincero, giusto, universale il favorevol giudizio che d’essa decise alla
prima Recita: per ciò alle repliche non mancò mai numerosa udienza, e non c’è chi si trovi scontento
d’averla udita. È una gran verità non istimata quanto si deve da’direttori di simili Spettacoli, che
la Musica è la loro anima, e che bisogna pensar prima a’Maestri poi al resto. Chi non la intende
così, e si fida al valor della Compagnia, e alla ricchezza delle decorazioni paga sovente il fio del
suo inganno. <pb n="731"></pb>Qual conto facevasi nella prima Opera, della Signora Caravoglio? Come si
parlava di Lei? Tutti lo fanno. Ed ora non sembra più quella, risorse dalle cadute a’voli, dal
disprezzo agli elogj in grazia della musica, che si adattò alla sua abilità. Qual confronto trà la
figura, che faceva il Signor Morelli, e quella che fa al presente? Chi meglio di lui eseguir
potrebbe i suoi pezzi cantabili, e particolarmente l’aria dell’Atto Secondo? Ci vogliono i suoi
talenti, i suoi fisici doni per ispiegare quel bello, quel semplice sì grato a’sensi, che passa al
cuor dagli orecchi, ma che valsero in prima le sue cognizioni, i personali suoi pregj, se in vece di
disegnargli un campo da esercitarli, gli si aprì una voragine da inghiottirli? Musica, e poi Musica.
Senza questa i grandi diventan piccoli, e per questa i piccoli compariscon mediocri. Gareggia in
fortuna, nel vario genere dello Spettacolo, con questo Musicale Teatro quello Comico a San Luca. Ad
onta della sua grandezza, Domenica non bastò al concorso. Ad onore della Signora Laura Checatti si
gettò un Sonetto. Replicare le si fece il duello due volte. Tanto è vero che i segni del comune
aggradimento furono spontanei ed ingenui alla pima recita, che continuan le repliche con pienezza di
spettatori e d’applausi, e si pagano a caro prezzo i palchetti. Molti però ne dicono male, forse
perchè non fissano quel punto di vista, che guidarli dovrebbe al Teatro. Quando è detto
Rappresentazione Tragica spettacolosa, quando si tratta d’Amazzoni, e si veggono in quadro dipinte
sopra il cartello le figure, e le azioni per invogliare il Popolo che s’incanta ad esaminarle, non
si deve aspettare una Composizione regolare, nè in conseguenza assoggettarla a certi giudizj. Per le
cose belle, o almeno credute tali da’Comici, essi non fanno le spese, che costano le decorazioni di
questa. Però chi ha pratica de’nostri Teatri non s’è lagnato di trovarla qual’è, e non iscemò il suo
divertimento con riflessioni degne di cose migliori. Passiamo a più alto ed amplo Soggetto.
L’Argomento del Dramma serio il Motezuma, è tratto dalla Storia del Mestico del Solis. L’Autore è
stato scrupolosissimo (si dice nel Libretto) in proccurare che non vi fosse cosa, che molto si
allontanasse dalla storica verità. Si desidererebbe leggendolo di trovar meno fedeltà, e più
interesse nell’azione, più scioltezza, e sugo ne’recitativi, più spirito ed armonia nelle arie. È
ben da credere, che riprodotta quest’Opera con musica di varj Maestri siasi assoggettata al consueto
destino delle mutilazioni, de’cangiamenti, degli arbitrj, ma fu cosa spiacevole per chi la lesse,
onde intendere che dicessero gli Attori, il non trovarvi un pezzo che veramente fosse poetico, e lo
scoprire ne’versi più felici, non un’ingegnosa imitazione, ma una cattiva copia. Quanto al musicale
centone non hanno gl’intelligenti ritrovate parti originali, nuove, di quelle ch’esigono il
silenzio, l’attenzione, e spargono la compiacenza, e il diletto. Sarebbe caduto lo spettacolo se non
lo sosteneva la Signora Banti. Questa donna inimitabile, organo il più perfetto della musicale
armonia, che mai siasi udito dalle nostre scene, ci aveva dati in passato de’saggj sufficienti d’un
sommo merito, e ben si aspettava molto da Lei, ma non quel tanto con cui giunse a superare ogni
speranza, a stordire, a violentare all’applauso le mani più dilicate, e le labbra più difficili ad
aprirsi per l’esaltazione del merito. Si vede quanto il tempo, e l’arte abbiano aggiunto alla
solidità de’naturali suoi pregj. Si può concepire l’estensione, e i raffinamenti della sua bravura,
all’udirla, ma il descriverli non è possibile. Però accenniamo soltanto i voli d’un Aquila che
sormonta le nuvole, e domina sicuramente le altezze più pe-<pb n="732"></pb>ricolose; e assicurar
possiamo chi ha un orecchio, e un’anima che sente, che se altro non ci fosse di grande, e di buono
nello Spettacolo a San Benedetto, la sola Banti meriterebbe ogni sera un pieno Teatro; anzi il solo
Rondeau, che le si fa replicare nell’Atto secondo, vale la spesa d’entrata. Compiacente al pubblico
universal desiderio, reca nuovi piaceri colle varietà proprie di sì gran maestra dell’Arte, e muove
l’Udienza a’trasporti nel farle applauso. Si ritrovò il Sig. Senesino qual era nell’anno scorso, e
si spera maggior diletto dal canto suo nell’Opera del Carnovale, ove il genio del Sig. Anfossi potrà
sollevarlo a più felice destino. Quanto al Tenore così diverse son le opinioni, che non osiamo di
pronunziare la nostra. Sembra, che nelle cose soggette a’sensi i calcoli esser dovrebbero
d’approssimazione, ma in questo caso si passa dal sì al nò, dal bianco al nero. Nel bollore di tale
discordia è prudenza il tacere per ora, ed aspettare altra occasione che di lui possa decidere. Il
Primo Ballo ebbe applauso, e finito che fu si volle fuori il Traffieri, e le Parti principali, alla
ratifica d’attestati d’aggradimento. Piacque nel Secondo la Contraddanza. Ben inteso, e ricco il
Vestiario, e degne le Scene del celebre Sig. Cav. Fontanesi. Spicca molto più che nell’altre il
sublime suo genio, l’esattezza del suo disegno, la maestà de’suoi pensieri, il bello dell’arte sua
risultante dall’insieme delle parti arditamente connesse, nella superba Scena rappresentante la Sala
nell’Atto Secondo, che per l’artifizio de’chiari e oscuri allontana il vicino, avvicina il lontano,
e fa errare la vista ingannata nel prospetto d’un animata tela. Lunedì si ebbe a Sant’Angiolo una
nuova Commedia del noto Autore di quella Compagnia intitolata La bugia vive poco. Non annojò, non
dispiacque, fu applaudita ad alcune situazioni, ma i segni decisivi, che sogliono succedere alle
prime recite, non le promisero un propizio successo. Don Pietro Re di Navarra salito al trono in
fresca etade, s’introduce sotto il nome d’un Duca nel Castello d’un Grande, che vive lontano dalla
Corte, per fare all’amor con sua Figlia. È ricevuto dal di Lei Padre, benchè di severa onestà,
perchè il nome da lui preso ad imprestito è quello stesso dello sposo destinatole coll’assenso del
Genitore di esso, che vive pure in altra solitudine. Ecco la bugia favorita da un accidente su cui
si pianta l’azione. Il Re s’innamora davvero, e le sue amabili qualità gli acquistano il dominio del
cuore della sua bella Adelaide, che in lui non vede che il Duca destinatole in isposo. Regalata d’un
anello col suo ritratto, bench’abbia promesso di custodirlo in secreto, lo porta in dito per
inavvertenza. Torna dall’Armata un suo Fratello Uffiziale, che conduce il vero Duca a ricevere la
sua mano. L’equivoco de’nomi intreccia una scena interessante trà lui e la Serva. Viene sua Sorella,
le vede l’anello, conosce il ritratto, intende la finzione, ed ecco la bugia di poca durata.
Verificato sì presto il titolo, e finita per così dir la Commedia, s’accorsero gl’intelligenti, che
l’Autore erasi esposto ad un brutto impegno empir dovendo quasi un vacuo di quattro Atti. Egli
s’ingegnò di farlo col silenzio del Fratello, e del Duca sulla finzione del Re, e col ritrovato di
presentare a quella Famiglia il Duca stesso sotto nome del Re, come il Re s’era presentato col suo.
Da questo pensiero dell’Uffiziale secondato dall’Amante, e promesso Sposo di sua Sorella, nasce il
nuovo intrigo dell’azione per cui si tira innanzi sino all’<pb n="733"></pb>Atto quarto che termina
bene. Un buon dialogo, qualche tratto di morale opportuno, il ridicolo sparso dal Sig. Martelli,
ch’è sempre eguale nell’abilità, come lo è ne’caratteri che gli si addossano, delle scene che
interessano, l’esattezza, e la bravura degli Attori, un Colonnello indorato come una pillola, delle
Guardie riccamente vestite; tutte queste cose concorsero a non far troppo sentire la languidezza
d’un’azione di cui abbiamo presentata una semplice idea. <seg synch="#FR.7" type="MT"> Da tre
Lettere di Brescia di quest’ordinario riconfermata ci viene la notizia, che quell’Orologio della
Torre alla Palata, è ridotto al nuovo Piano, e non dovevamo mai temere dalla mano che ce l’ha
spedita quella contraddizione così falsamente assoluta. In prova del vero mandate ci furono le due
seguenti Tabelle a stampa. </seg>
<seg type="U2">Tabella <lb></lb>Delle Ore Europee corrispondenti alle 23. d’Italia</seg> Gennajo. Per
tutto il mese a ore 4 Febbrajo. Dal 1 ai 15 - 4e mez. Dai 16 all’ultimo 5 Marzo. Dal 1 ai 15 - 5 Dai
16 all’ultimo 5e mez. Aprile. Dal 1 ai 15 - 6 Dai 16 all’ultimo 6e mez. Maggio. Per tutto il mese 7
Giugno. Dal 1 ai 15 - 7 Dai 16 all’ultimo 7e mez. Luglio. Per tutto il mese 7 Agosto. Per tutto il
mese 6e mez. Settembre. Dal 1 ai 15 - 6 Dai 16 all’ultimo 5e mez. Ottobre. Per tutto il mese 5
Novembre. Dal 1 ai 15 - 4e mez. Dai 16 all’ultimo 4 Decembre. Per tutto il mese 4 <seg type="U2">Tabella<lb></lb>Delle Ore Europee corrispondenti alle 24. d’Italia.</seg> Gennajo. Per tutto il mese a
ore 5 Febbrajo. Dal 1 ai 15 - 5e mez. Dai 16 all’ultimo 6 Marzo. Dal 1 ai 15 - 6 Dai 16 all’ultimo
6e mez. Aprile. Dal 1 ai 15 - 7 Dai 16 all’ultimo 7e mez. Maggio. Per tutto il mese 8 Giugno. Dal 1
ai 15 - 8 Dai 16 all’ultimo 8e mez. Luglio. Per tutto il mese 8 Agosto. Per tutto il mese 7e mez.
Settembre. Dal 1 ai 15 - 7 Dai 16 all’ultimo 6e mez. Ottobre. Per tutto il mese 6 Novembre. Dal 1 ai
15 - 5e mez. Dai 16 all’ultimo 5 Decembre. Per tutto il mese 5 S’accordano egualmente le tre
preaccennate Lettere, ad istabilire il danno dello scoppio della polvere non a 3. mila Ducati, come
ci scrisse il contradditore della notizia sull’Orologio, ma ad 800. allo in circa. Avviso Dalla
Calcografia di Antonio Zatta e Figli Stampatori e Libraj Veneti si è stampato in mezzo Foglio
imperiale il solo Assedio della Città e Fortezza di Bello Assedio della Città e Fortezza di
Belgrado, che vedesi delineato in Pianta, tutte le recenti operazioni fattevi dagli Ottomani, e
dall’esercito Cesareo prima della presa, con le trincee, fortini ec. erette dal celebre
Generalissimo Barone de Laudon, e questo per facilitarne l’acquisto agli Amatori, vendendosi al solo
prezzo di un Paolo la Copia. Chi poi vorrà quello in foglio imperiale colli due Prospetti in alzato
della Città e Fortezza di Belgrado sì dalla parte di Acqua <pb n="734"></pb>che di Terra, mancando
questi nell’accennato mezzo Foglio, potrà averlo al già individuato prezzo di Paoli 2. Romani. Le
presenti insorte rivoluzioni nel Brabante e Fiandre Austriache han dato motivo che li detti Zatta
mettano sotto l’incisione la Carta Geografica di que’Paesi, la quale hanno oggi data in luce
delineata con tutta precisione in Foglio imperiale, e vendono al solito prezzo di Paoli due e mezzo
Romani la Copia. Li suddetti Libraj Zatta avendo fatto recentemente acquisto delle seguenti Opere,
ne rendono inteso il pubblico letterato, affinchè chi volesse acquistarle sappia ove ricorrere per
averle. Dialoghi e Sermoni sopra varj soggetti per ammaestramento de’Giovani studenti di Rettorica.
8. vale Paoli 2. baj. 5 Della pubblica felicità, trattato economico-polittico di Ludovico Antonio
Muratori. 8. Paoli 4. Almanacco per tutti, ossia nuovo metodo per ritrovare le lunazioni, le feste
mobili, l’epatta, l’aureo numero, ec. Paoli 5. Baumeisteri, M. Friderici Christ., institutiones
philosophie rationalis. 8. Paoli 2. Ejusdem methaphisica complectens ontologiam, cosmologiam,
psycologiam &amp; theologiam naturaiem. 8. Paoli 3. Bastimenti arrivati. <seg type="DT">3
Novembre.</seg> Piel. P. Ant. Pescante da Cervia con 600 st. pignoli in iscorza. <seg type="DT">5
Detto.</seg> Piel. P. Tom. Gaenazzo da Sebenico con 4 cai oglio. Brac. Pat. Mat. Benussi da Sebenico
con simil carico. Brac. P. Ant. Benussi da Cattaro con 55 bar. fighi. 3 m. Castradina. Un casson
cand. di sevo. Piel. P. Tom. Duimovich dalla Brazza con 2573. bar. e 104 mogliazzi fighi 34 st.
mandole colle scoraa. Brac. P. And. Spolar da Trieste con 21 bar. chiodi. <seg type="DT">6
Detto.</seg> Checchia Cap. Franc. Maddalena manca da Cipro li 14 Luglio, e d’Alessandria il primo
Ottobre. Parc. Sig. Pietro Tironi, con 30 scaffasci e 4 bal. zaffroni 89 bal. 14 fardi e 12 coffe
Caffè. Un scaffascio e un ballotto droghe. 10943 oche natron, un bar. cera gialla, 2 scas. sal
armoniaco, 8 scaf. Incenso, 2 scaf. gomma, una bal. una balletta, e un fag. droghe, 34 o cuoj
salati, 76 cai e 46 bar. vin di Cipro. Di ritorno una cassetta Contaria, 4 specchi rotti, 4 lumiere
rotte. <seg type="DT">7 Detto.</seg> Tartanon P. Franc. Davanzo d’Ancona con 2 Bal. Lana 8100 pesci
stocfiks, 6 bar. miel. 28 bar. salamoni, 2 bar. ferro v. Tartanon P. Romualdo Mazzuccato da Pesaro
con 54 sac. grippola 14 sacchetti mandole, 7 ballette tele gottonine. <seg type="DT">8 Detto.</seg>
Tartanon P. Vic. Mondaini da Pesaro con 74. sac. grippola in sorte. 31 bar. e 3 mez. bar. Salamoni.
51 sac. mandole. Un ballotto Libri 4 sac. spongie. <seg type="DT">11 Detto.</seg> Piel. P. Mat.
Minich da Cattaro con 42675 lib. Castradina, 2 fag. rame v. 189 mogliazzi e mastelladi fighi, 5
cassoni cand. di sevo. Piel. P. Gir. Cindre da Spalato e Traù con 2. bar. sevo 4 cai oglio 9 cassoni
cand. di sevo 2 bal. becchine e boldroni. Trab. P. Bart. Supisich da Zara con 4 boccie tabacco 3 cai
oglio, un gruppo talari. Tartanon P. Dom. Tagliapietra dalla Motta di Friul con 450 st. formento.
<seg type="DT"><pb n="735"></pb>12 Detto.</seg> Battello P. Nad. Vianello da Trieste con 20 bar. uva da
Smirne per Chiozza. Bat. P. Ant. Vianello da Trieste con 11 arnasi oglio 8 bar. arg. vivo 7 col.
tele 7 bar. trementina una cassetta aghi, una bal. pel. di vitello 17 col. chiodi 3 cas. acciaj, 15
bar. e 7 baze fil di ferro. Trab. P. Luigi Vianello manca da Corfù li 19 Ottobre. Parc. Sig. Ant.
Vianello con cai 101 e 5 carat. Oglio. Checchia Cap. Michel Belucci manca da Lisbona li 3 Ottobre,
Parc. Sig. Giov. Carminati qu. Gius. con 159 cas. zuccaro, 300 sac. salnitro, 367 fascj cannette
d’India. 851 pezzo Legno Fernabuco, una cassetta Radice Ipocana, 5 barilotti e una cassetta vino.
400 bottiglie vino alla rinfusa. Bergantino Buon Genio Cap. Gius. Biffon manca da Cattanea li 20.
Sett. e da Messina li 19. Ott. Parc. Signor Stef. Pedrini, con 100. bar. Uva da Lipari. 45 sac. sem.
di lino. 1200 cant. cenere. 55 cas. arancie di Portogallo. 104 cas. limoni. 35 bar. aringhe salate.
2 fiaschetti spir. di Bergamotto. 2 sacchettini polv. di cocciniglia. 8 barilotti vino di Malaga.
Una pezza tela indiana. Trab. P. Mat. Scarpa manca da S. Maora li 28. Sett. Parc. Sig. Gian Domenico
e Nipoti Sagramora con 183. mog. di Sale. Brac. P. Giac. di Giac. Viezzoli da Trieste con 14 bal.
Griso. Un bar. anici. 6 bar. colofonio. 9. sac. gripola. 9 bar. arg. vivo. 4 bar. acciughe. Una bot.
cera gialla. Una bal. panni. 5 cas. tele 16 col. Filati. 3 bar. latta raschiata. 31 col. chiodi. 30.
fascj ferro. 4 cas. acciaj. 9. bar. fil di ferro. 5 col. merci. Un bar. antimonio. 4. bal. tabacco.
Piel. P. Zuan: Chiribiri da Spalato, Traù e Zara con 5 cai Oglio 48. bar. zibibo 179 mastelladi e
1800. barileti fighi. 178 star. Mandole colla scorza. 15. sac. polv. di Grippola. 400. pel. Becchine
e Boldroni. 5 bar. miel. Brac. P. And. Bonifacio da Trieste con una Bal. pel. di Vitello. 4 bot.
tabacco, 3. cas. tele. 6 bar. antimonio. 2 bal. Libri. 6 bar. ottoni. 2 bar. ferramenta. 74 col. e 7
bar. chiodi. 3 bar. fil di ferro. 8 baze fil di ferro. 3 pezze tele tovagliate. 2 pez. tele
damascate. Una cassetta e un pacco Quadri. <seg type="DT">13 Detto.</seg> Piel. P. Giov. Ghezzo da
Trieste con 15 bar. uva. 25 cas. limoni. 2 m. e mezzo fighi per Chiozza. Per l’Ingresso di S. E. il
Sig. Pietro qu. Vettor Pisani alla carica di Capitanio e Vice Podestà di Bergamo si vide l’altr’jeri
esposto in questa Città un Sonetto di lode. Altri applausi poetici vidersi jeri stampati, e messi a
vista del Pubblico ad onore di S. E. il Sig. Cattarin Corner, che ha gloriosamente compiuto il
Generalato di Palma. Notizie Sacre. 14 Novembre. S. Veneranda V. e M. Nella Chiesa delle RR. MM.
Domenicane al Corpus Domini, v’è un altare a cui si venera una mano di detta Santa; il primo
privilegiato a sollievo delle anime de’defunti. A prò dell’anima d’ogni persona, che muore in questa
Città si fa celebrare una Messa a quell’altare. V’è colà una Scuola di divozione eretta l’anno 1632.
Jeri fu dato in successore al defunto Reverendis. Piovano di questa Parrocchia di S. M. Maddalena il
Reverend. D. Paolo Spinelli. Voti di sì 9. di nò 1. Forastieri a questa Locanda della Regina
d’Inghilterra. Li Signori Batersby, Acton, e Remont Cavalieri Inglesi co’loro Domestici. Monsignor
Michele Poniatowski Arcivescovo di Gnesna, Primate della Polonia, è partito l’altr’jeri di notte
alla volta di Roma. Si ricerca. Una Cameriera di fresca età abile per lavori d’ago, e per tenere in
governo ogni sorte di biancheria. La persona che vi applicasse si presenti a Pietro direttore della
Locanda della Regina d’Inghilterra al Ponte de’Fuseri, ed accomodando avrà un convenevole
stabilimento. Da comprare. L’Opera in due Tomi stampata in Venezia dal Graziosi intitolata Storia
degli Stabilimenti Europei in America. Chi avendola volesse privarsene la porti, o mandi al Caffè di
Floriano, che a prezzo discreto verrà acquistata. <seg type="U2">Problema.</seg> &quot;Se ad un Giovane,
che spinto si senta dal desio di seguir l’orme di Minerva rechi maggior impedimento le ricchezze, o
la povertà. <seg type="U2">Addizione<lb></lb>All’Articolo Teatri.</seg> Jeri a S. Gio: Grisostomo si
rappresentò per la prima volta un Dramma Tragico di questo titolo: Le due Regine scritto da un
Cittadino di questa Patria felice. Non abbiamo potuto esserne spettatori. Dal seguente avviso si
vedrà il suo destino. Commedie per questa Sera. <seg type="U3">A S. Gio: Grisostomo.</seg> Li
Artigiani Commedia di Carattere di Veneto Autore. <seg type="U3">A S. Luca.</seg> Replica delle
Amazzoni. <seg type="U3">A S. Angiolo.</seg> Replica. La bugia vive poco, mai più rappresentata.
<seg type="U2">Morti.</seg> Il N. H. s. Gab. Zorzi qu. Almorò della Parrocchia di Santa Giustina
d’anni 76. Era Podestà a Cologna. Ricapiti per le Notizie ed Assocciazioni di questo Foglio. A S.
Bartolommeo in calle stretta dal Colombani Librajo. A S. Giuliano dal Curti Librajo appresso il
Caffè di Menegazzo. Si paga un Zecchino all’anno anticipato, o diviso in Semestri, ed ogni
Assocciato è servito due volte alla Settimana alla sua abitazione, o ricapito. Le Assocciazioni si
ricevono in qualunque tempo. </seg>
</seg>
</ab>
</div>
</body>
      </text>
    </group>
  </text>
</TEI>
