Gazzetta urbana veneta: Num. 64
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Num. 64.
Questo saggio delle qualità morali d’una delle più colte e stimate Nazioni moderne d’Europa,
ricca d’individui che la onorano nelle Scienze, nell’Arti, nell’amor Patrio, nella generosità, nel
socievole amore, fu riportato da’Fogli pubblici alla luce de’quali colà non isfuggono le private
azioni che di memoria son degne; e che tra noi alcuni leggendole torcono il naso biasimandole come
inezie da condannare all’obblio.
Altra di Brescia nella medesima data.
Paragrafo di Lettera di Verona in data 6 corrente.
Se, nostro malgrado, riportiamo sì spesso delle notizie di Brescia, che fanno piangere, non è
poi giusto, che si dia l’esclusiva a quelle che fanno ridere. Gli amici degli uomini saranno più
contenti di queste frivolezze, che del sanguinoso orror de’misfatti. Così Dio voglia, come lo
speriamo, che in avvenire siano più rare le occasioni di funestare chi legge. Con questa lusinga
divertiamoci intanto coll’ammirar noi pure la bella Guglia di legno, e le galanti figurine dorate, e
dalle Valli Cenomane il tamburino e stenda il suo suono sino alle rive dell’Adria, e ballar faccia i
cani vagabondi della nostra Piazza.
Se questo esempio avrà qualche utile influenza su’costumi di certi scialacquatori, che non
hanno anima, che per i loro vizj, ci sarà di gloria l’averlo riferito. Non è rimasto senza risposta
il nostro pubblico eccitamento per avere dal cortese Forense la continuazione de’suoi favori, o una
dichiarazione ch’uscir ci faccia d’ogni speranza. Non v’ha in essa nè una decisa confortatrice
promessa, nè un’assoluta negativa. La sua cognizione, la sua penna avrebbe potuto somministrar al
presente Foglio una bella descrizione dell’importante Causa trattata l’altr’jeri a questo
Eccellentissimo Consiglio di XL. C. N. tra il Nob. Sig. Conte Faustino Lecchi di Brescia e la Nob.
Signora Contessa Conforti Lecchi sua cognata. La questione non era tale da poter agevolmente, e con
prestezza ricavarla dalle stampe, ed esporla chiaramente per sola opera nostra. Intanto riferiremo
il Giudizio. Al Taglio num. 25. al Laudo 8. N. S. 1. Avvocati al Taglio per la Nob. Sig. Cont.
Conforti Lecchi come Proc. di suo Marito. Eccell. Cromer e Gallino. Interrut. Sig. Faccini. Interv.
Sig. Marchetti. Al Laudo per il Nob. Sig. C. Faustino Lecchi. Eccellenti C. Gius. Alcaini e Stefano
Stefani. Interv. Sig. Maello. Furono ammirate le dispute di questi quattro eloquentissimi Avvocati:
ma in particolare quelle de’valorosi Signori Cromer e Gallino la cui pregiata facondia ebbe il
fondamento, e il fiato della ragione, come ad evidenza lo mostra un sì solenne Giudizio. Allo
Scrittore d’una Lettera de’6 corrente, che comincia: Ecco nuova materia pel vostro Foglio.
Si sà da una Lettera particolare, che il nostro Eccellentissimo Cav. e Proc. Pesaro
Ambasciator estraordinario alla Corte di Spagna per questa Serenissima Repubblica, trovandosi a
Lione negli ultimi giorni dello scorso Luglio, per allontanarsi dal centro degli orrori di quelle
popolari rivoluzioni, deviò proseguendo il suo viaggio dal disegnato cammino, e lasciando a parte
Parigi passò a Madrid per altra strada ove sarà giunto a’tre del mese presente, secondo le misure,
che da lui prese si sono. Bastimenti Arrivati 13. Luglio 1789. Pinco Cap. Lorenzo Conforti, da
Livorno colle seguenti mercanzie agl’infracritti Signori. Pietro Biondini, una Botticella di Pietra
Romana. Niccolò Sala, due casse e mezza oglio di Lucca. Cristof. Pedrocchi 2 cas. e mezza detto.
Gir. di Gius. Rubbi, oglio di pesce fusti dieci. Giam. Guizzetti Gomma Botte 1 Pietro Capellis
Caccao Bot. 1. S. E. G. Leonardo Rivedocchi vino casse 1. Eman. Jacur mandole sac. 26. Eredi di
Gius. Rubbi dette sac. 22 Gius. Reali Droghe carat. 1. Giminiano Cozzi terra Bianca una partita.
Pietro Scipioni, polv. di Cocciniglia ca. rat. 1. Giamb. Tonola Marmi cas. 7. Giorgio Barbaria un
vaso di rame. Occioni e Milesi una cassetta specchi di ritorno. Chi presenterà, Aringhe bianche bar.
110. pietre da sarti bar. 1. Aringhe bar. 10 Droghe cas. 2 mandole sac. 14. 27. Detto. Polacca Cap.
Silv. Bevilaqua, da S. Maora, e Corfù. Con 249. mog. e mezzo di sale all’Eccellentis. Mag. del sale.
Portata del Cap. e marin. oglio carat. 11. 34. Detto. Polacca Cap. Gius. Gargiullo, da Trapano. Alli
Sig. Angeloni e Gheno sale salme 336. Port. Cap. e Marin. punte d’ossi di bue m. 1. Pol. Cap. Gasp.
del Cilento da Trapani. Alli Sig. Angeloni e Gheno sale salme 304. Trabacolo Pat. Zac. Supisich. da
S. Maora. Al Mag. antidetto sale mog. 160 e 28 misure. Piel. P. Biagio Florio dal Zante con carico
d’oglio a’seguenti nomi. Pietro Florio cai 18 Giov. Domeghini 34 Rech. e Lamminitz 15 Dem.
Damigliano 18 Biagio Lazari 3 Jacob Jacur 2 Sal. Costantini 2 Ant. Molena 2 Daniel Bonfil 10 Eman.
Jacur 2 Summa cai 106 e 7 Carattelli di portata P. e Marin. Piel. P. Fil. Radimiri da Paxò. A chi
presenterà oglio Botti 67 carat. 8 e bar. 17. Port. del Pat. e Marin. Carat. 7. 2 Agosto Polacca
Cap. Saverio Caffiero da Trapani. Alli Sig. Angeloni e Gheno sale salme 304. 3 Detto. Bergantino La
Risoluzione Capit. Cristiano Visman Ven. da Amsterdam Alli Signori Gius. Treves qu. Eman. Lino
grezzo pacchi 25. Giuseppe Reali Droghe Ballette 2. Giambat. Passalacqua Tintura bar. 1 Droghe bot.
2 e un pacchetto. Gio. Cor. Rech Thè Balle 1. Emanuel Costa Caccao Bot. 1 Legno Santa Marta pezzi
239 Legno giallo pezzi 22. Agl’Illmi. et Eccellentis. Signori Sopra Prov. all’Adice e Deput. alle
Valli Veronesi carte cassette 1. Chi presenterà. Droghe bot. 1 Legno pezzi 6365. Salnitro bot. 9.
Legno pezzi piccoli 62 Caccao bal. 50 ballette 12 e 2 botti. Schellak una cassetta. Quina Ballette
1. Radice di Galangà Bal. 7 Thè cassette 3. Rubbia bot. 1 Lino grezzo 4 bot. e una cassa. Oglio di
Vitriolo 4. cassette. 4 Detto. Checchia nom. Pomona Capit. Roberto Gilbert ven. da Bristol. Al C.
Bonomo Algarotti piombo panni 2400. A chi presenterà Terraglie Coffe 16 e una botte.
Mercordì 12 Agosto 1789.
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Metatextualität
Ecco il promesso aneddoto inglese relativo alla plausibile azione del
Servitore del Signor Menegatti.
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Exemplum
Nel 1765. il Lord Williams Campbelle, terzo genito del Duca d’Argyll,
Capitano di Vascello, essendo con molte Dame a una partita di pesca sul Tamigi, intese qualcun che
gridava, e dimandava un battello. Ne passarono alcuni appresso il sito da cui partivano quelle
grida, ma niuno arrestossi. Finalmente si seppe, da un uomo giunto alla punta dell’Isola, che
qualche meschino affogavasi. Il Lord Campbelle innoltrasi col suo battello, e in effetto s’accorge,
che qualcuno dibattevasi in fondo dell’acqua. Spogliasi colla maggior fretta, gettasi nella riviera,
e và a cercare a sedici piedi di profondità lo sventurato che realmente annegavasi, ed era
fortemente arrestato dal grosso tronco d’un albero. Il Lord durò molta fatica a staccarnelo, ma potè
a nuoto condurlo sulla sponda della riviera. Fecegli subito cavar sangue, e le sue favorevoli cure
lo richiamarono in vita. Era questo un domestico del Lord Palmerston. Tal fatto venne riguardato da
alcune persone come uno sforzo di robustezza; ma chiunque ha l’anima sensibile lo riguarderà come un
bel tratto d’umanità.
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Brief/Leserbrief
Padova li 7. Agosto 1789. Eccole una relazione della nostra Opera. Musica che non piace. Prima Buffa sufficiente se cantasse le sue Arie Buffe e non
sostituisse a queste delle Serie. Primo mezzo Carattere che ha una bellissima voce, e molt’abilità.
Primo Buffo buono. La seconda e terza Buffa cattive, e li due altri Buffi passabili. Li Balli sono
cattivi, in conseguenza si dice male anco di tutti li Ballerini. Orchestra buona se tutti tendessero
all’unione. Vestiario cattivo, bella illuminazione, e decorazioni meschine. Esito cattivissimo, ed
eccone qualcuno dei principali motivi: tutti si adattano facilmente passando da una cosa passabile
ad una migliore, ma dalla magnifica, come fù l’Opera per la passata Fiera, a questa vi è troppa
differenza. La situazione del Recinto è lontana per tutti in conseguenza a molti incomoda, oltre la
strada, poichè terminando l’Opera un’ora dopo mezza notte, l’ora è troppo tarda in questa Stagione.
Dall’essere il maggior numero de’Palchi in potere di persone che solo pensano al loro proprio
profitto succede che nelle sere che vi sarebbe maggior concorso molti tralasciano di andar all’Opera
per cagione delli prezzi troppo esorbitanti de’Palchi. Presto, dicono, vedremo un nuovo Ballo, e
quanto prima un nuovo Dramma che ha per titolo Le Gare Generose Musica del Sig. Paisiello:
attenderemo dunque l’esito di tali cambiamenti; ma a mio credere se l’Amor Patrio destasse questi
nostri Sig. Concittadini ad animar gl’Impresarj con de’buoni ufficj, e con una cinquantina di
zecchini, per qualche ripiego, allora le cose migliorerebbero di molto. Si assicuri che sono Di lei
ec.
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Brief/Leserbrief
Padova li 7. Agosto 1789.
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Brief/Leserbrief
Sig. Gazzettiere. L’altro giorno ritrovandomi a una Conversazione di
persone di discreto talento, osservai sopra d’un tavolino in serie i Numeri della vostra Gazzetta, e
cadutomi sotto l’occhio quello del Nro. 59. vi lessi la Ricerca “Se stante la nuova Legge
dell’Eccelso C. di X. del p. p. Maggio in proposito di Assessori, e Cancellieri, che richiama alla
sua esecuzione tutte le Leggi sull’argomento, giurandosi da un tale un Posto d’Assessore, stia
inibito ad un suo Parente, e Cognato giurare alcuna delle Cancellerie Pretoria, o Prefettizia nello
stesso Reggimento”. Io non sono nè Curiale, nè Leggista; ma nullaostante servendomi del mio solo
criterio, qualora rifletto che tutte le Leggi provvidamente emanate in questo proposito tendono
all’oggetto del miglior servizio della Giustizia, e perchè questa venghi amministrata con onore, ed
illibatezza, togliendo ogni motivo che potesse in qualunque modo alterare i migliori suoi effetti,
così trovo esser assolutamente incompatibile che essendo un tale per Giudice, possa un suo Parente
esser Cancelliere, giacchè niente più potrebbe temersi che la colusione, e la dannata intelligenza
nell’esercizio della Giustizia medesima tra il Giudice, ed il Ministro; nè io faccio differenza
alcuna tra il Cancelliere Pretorio e Prefettizio, giacchè come nelle Pretoree, così anche nelle
Prefettizie vi sono di quelle materie dove entra la Corte, o sia gli Assessori. Con detta occasione
mi è venuto il pensiero di dar un’occhiata alle Leggi sul già detto proposito, e quando devo dirvi
la verità mi sono assai compiaciuto che col provvido recente Decreto dell’Eccelso Cons. di X. sieno
state richiamate alla sua esecuzione, giacchè così non avrà più luogo la sconvenienza
di vedersi continuar per più Reggimenti in quella stessa Città o lo stesso Assessore, o lo stesso
Cancelliere, e molto meno si sentirà abbandonato d’alcuno di questi tali sotto mentiti pretesti il
Reggimento che copre per passar in un’altro, nient’altro contemplandosi che li propri particolari
interessi, abuso che si era ormai fatto troppo vizioso; giacchè pur troppo è vero che un tanto
nobile Impiego, e sì decoroso in cui tutt’altro dovrebbe aver luogo che la forza, e le male arti
nell’ottenerlo, in oggi il si vede ridotto alla maggior dejezione, vedendosi per lo più destinati
gli inonesti, ed inesperti a fronte degli onorati, e capaci, non sapendo, nè potendo questi coltivar
quelle strade che sogliono dalla maggior parte oggi calcarsi per sortirne l’intento; ed eccone il
vero motivo per cui si vedono quasi dimenticate tante provvide leggi. Voglia il Cielo che la
provvida recente legge toglia finalmente tanti abusi, ammettendo la grazia ne’soli Casi che dalla
Sovrana Sapienza saranno per tali indubitatamente considerati, e vaglia ugualmente a togliere
insieme l’abuso d’ammettersi a questi essenzialissimi Impieghi persone assolutamente dalle leggi
escluse, onde abbia di nuovo a vedersi coperti come lo era un tempo da persone per onore, per
probità, per virtù, per natali capaci di esercitarli a sempre miglior servizio della Giustizia, e
decoro del Principato. Possano ancora servir d’esempio li non mai abbastanza lodati C. Colonna, e
Sig. Vicenzo Cogo vero modello di probità, integrità, e sapere, e giustamente onor, e lustro degli
Assessori. Accettate quali essi si sieno gli miei riflessi dettati da un cor sincero. Mi vi
protesto
Vostro Obb. Aff. per sempre
N. N.
Vostro Obb. Aff. per sempre
N. N.
Addì 6 Agosto 1789.
Benchè si ostenti il contrario, il tenore di questa Lettera fa sospettar d’un occulto risentimento. Sembra che l’autor d’essa ingrandisca il mal attuale per render più necessario il bene, che produrrà certamente la recente Sovrana Legge accennata. Senza far torto a’due chiari nomi proposti all’imitazione, crediamo di giustizia l’asserire, che ve ne sono degli altri indicanti persone, ch’esercitano sì nobili uffizj colla maggior dignità, e che proporsi potrebbero per modelli del loro Ministero.In Senato. 8. Agosto.
Aggiunto a’Censori. m. 24. s. Filippo Balbi. 2. Savj all’Eresia. m. 24. s. Pietro Zusto. s. Ant. Zen di s. Renier.In M. C. 9 detto.
Capitano in Golfo giusta la Parte m. 48. s. Bernardin Soranzo q. Ag. il Governatore de’condannati. Fin. s. Lio Bembo q. Nic. Prov. e Cap. a Legnago m. 16. c. p. s. Dom. Balbi di s. Franc. Fin. s. And. Longo q. Vic. Al Mag dell’Esaminator. s. Marin Marin di s. Gir. Luogo di s. Ant. Morosini el. 40 criminal Cons. a Corfù di Suppositi. m. 24. s. Daniel Dolfin Pr. q. Ant. Sopra Camere s. Leonardo Correr di s. Z. Fr. Fin. s. Zuanne Bolani. 6 del Cons. di Pregadi. s. Pietro Gradenigo s. Dom. Marcello q. Vettor s. Ang. Boldù q. Zuan. s. Ang. Morosini q. Gir. s. Franc. M. Crotta q. Fil. s. Tom. Soranzo Pr. q. Tom. Libri Nuovi. “Giornale Poetico, o sia Poesie inedite d’Italiani viventi. T. III. 1789. Venezia presso il Marcuzzi. A quest’ora cento e trentadue sono gli autori che compongono i detti tre Tomi. Gli associati al Parnaso Italiano, che amarono finora i poeti morti, debbono per analogia di genio e di studio amare nel Giornale Poetico i poeti viventi. Ecco i nuovi nomi, ch’entrano in questo volume: i Signori Minucci, Pinelli, Rosmini, Calvi, Aldini, Hercolani, Tondini, Sabbionato, dal Mistro, Bertola, Coccapani, Fantoni, Godard, Grillo Cattaneo, Monti, Ceretti, Cerati, Ab. Ferrari, Bar. de’Ferrari, Fenaroli, Giovio, P. Morari, Rubbi. Paoli otto per gli autori, paoli dieci per li non autori. Tomi quattro annui, e si distribuiscono dai principali Libraj.”Ebene 3
Brief/Leserbrief
Brescia 9 Agosto 1789. “Questa mattina sul far del giorno
furono assaliti da una truppa di assassini sopra il pubblico Stradone che da Salò porta a Brescia,
li Signori Silvestro Bontempi, e di lui moglie li quali oltre ad esser derubati del contante,
orologio, fibbie, ed altri effetti che seco avevano, furono anche severamente battuti da questi
iniqui che infestano il pubblico Regio Stradone. Il Sig. Bontempi è un uomo pieno di coraggio, ma
come mai da sè solo cimentarsi con simil sorta di canaglia?”
Altra di Brescia nella medesima data. Ebene 3
Brief/Leserbrief
Brescia 9 Agosto 1789.
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Brief/Leserbrief
“Dimani giorno di S. Lorenzo seguirà giusto il consueto il pubblico
ingresso in Fiera del nuovo Nostro Rappresentante, e vi sarà in detta sera illuminazione a giorno, e
festa di Ballo dopo l’Opera in questo Nostro Teatro. In detta Fiera si fa vedere da un Nostro
artefice Bresciano una guglia di legno da lui ideata, e lavorata alla perfezione, che gli costa una
somma esorbitante, ma siccome la stessa non serve che per ripostiglio di chicchere da Caffè, e di
bicchieri per servizio di 36 persone, così niente interessa la pubblica curiosità, e pochi
osservatori sin ora ha potuto avere al suo Casotto. Questo artefice ha venduto quanto aveva per
detta guglia e diverse statuine dorate che formano l’adornamento di essa. Ed il di lui ritratto al
naturale fatto da esso fare, e che si trova esposto su la porta di detto Casotto, move a riso
qualunque persona per la balordaggine del medesimo che dovrà ridursi alla mendicità quando però in
se reversus, non si presti al suo antico mestiere di Fallegname abbandonando il Ciarlatianismo non
certamente a lui convenevole, e con la solita stima mi segno.”
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Brief/Leserbrief
Quì è voce comune, che il già da me accennatovi, derubato Oste
Lorenzo Zilotti, siasi portato a Brescia in traccia dei tre saputi di lui Ospiti; che riuscito gli sia di ritrovarne due; che a sua istanza sieno imprigionati; e che conseguito abbia
(che Dio lo voglia) due terzi del latrocinio sofferto.
Paragrafo d’altra Lettera di Brescia nella data suscritta.
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Brief/Leserbrief
“Li giorni scorsi è arrivato in questa città un Ciarlatano vestito di
nero, molto ben cincinnato, il quale suonando il suo Tamburino, ha l’arte di tirar a sè tutti li
Pazzi; di fatti quasi tutti li giorni passeggiando per la Città, More Pecudum aveva seco un
affumicato stuolo di questi tali: essendo tempo di Fiera non è meraviglia, che anche Arlecchino e
Pulcinella venghi a far ridere li Bresciani.”
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Moralità.
Exemplum
Un giovinastro scialacquatore, che in poco tempo consumò la pingue
eredità paterna arricchendo delle donne che l’anno amato furiosamente sin ch’ebbe danari, e sfamando
de’parsiti, de’buffoni, degli adulatori, che in canzone lo misero quando non potè più nutrirli, era
solito a perorare col veleno su’labbri contro l’ingratitudine, e insegnava per massima a non far del
bene, per non avere del male. Motteggiava cinicamente que’ch prestavan denari, che concorrevano ad
opere di pietà, che allargavano la mano co’poveri. Vantavasi di non avere moltiplicato il numero
degl’ingrati con alcun benefizio, e che le sue spese non erano che il pagamento de’propri
divertimenti. Ritornato da un viaggio che affrettò la sua miseria, ricorse pochi giorni sono ad un
Ricco benefico per una prestanza di soldi. Ricordandosi questo Signore delle dottrine, che sparse
egli aveva nelle conversazioni quando nel mar della vita navigava col vento in poppa, affettò una
serietà che non era propria del suo naturale, e gli disse: io non ricuserei di soccorrervi se non
temessi di meritarmi i vostri rimproveri operando contro le vostre massime. Voi avete insegnato che
facendo bene si ha male; che le beneficenze moltiplicano gl’ingrati, e più volte deriso m’avete,
perchè ho detto uno di que’sì, ch’ora vorreste da me. Anima dura! Il Cielo vi ha punito. Soffrite la
pena di quelle ripulse, che tante volte i poveri ebbero da voi. Arrossì al grave suono di queste
parole, il Prodigo rovinato, gli corse qualche lagrima agli occhi, e stava in atto d’andarsene
allorchè il Benestante pietoso arrestollo, e noverando la metà della summa, ch’ei chiesta avevagli,
ve ne fo un dono, disse porgiendogliela; voi non potete restituir nulla, e non vi metto al caso
d’una mancanza. Non esigo la vostra riconoscenza: il mio compenso è la soddisfazione di far bene a
chi n’ha bisogno: mostratevene degno col pentirvi delle dannate massime delle quali un
tempo faceste pompa.
Metatextualität
Per ciò fummo consigliati d’abbandonare l’idea conceputa; e attendere la descrizione
dall’altrui mano. Se questa ci verrà la daremo nel prossimo venturo Num.
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Brief/Leserbrief
Stimatissimo Signore. Col più vivo rincrescimento parte ciparvi
dobbiamo d’aver letto, e creduto quanto da voi ci fu scritto elegantemente, ma di non poter
istamparlo. Amico degli uomini, come vi dimostrate nelle affettuose vostre espressioni, dovete esser
cortese d’un generoso compatimento verso chi penetrato da’vostri sentimenti medesimi s’affligge
della necessità di non comunicarli al Pubblico. Credete al rammarico di chi vi stima, e si protesta
ingenuamente senza conoscervi Vostro affezionatissimo Servitore.
