Lo Spettatore italiano: I sedutori
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Ebene 1
I seduttori
Se un seduttore avesse sensibilità, o umanità almeno, io mi studierei di mostrargli i mali
ch’egli fa, a provare s’ei ne divenisse pietoso. “La tua vil perfidia, io gli direi, ha fatta
dolente un’intera rispettabil famiglia. Nulla sono le percosse della fortuna o della morte verso di
quelle che tu hai lor date, poichè ne feristi l’onore. Guarda l’appassionato padre di colei che tu
hai corrotta, soffrire nella più sensibil parte dell’anima, ora sconvolto dalla tempesta dello
sdegno, ora lacerato dalle angosce del dolore. Mirane la genitrice pietosa costretta ad esser
presente alla disperata figliuola, a udir le querele di lei contro un ingrato, e doverla soccorrere
e consolare. Osservane gli offesi e crucciati fratelli meditar vendetta in uno sdegnoso silenzio, e
le sorelle che si compiangono della perduta riputazione, della quale ancor ad esse
toccava. Forse che in su la sventurata giovane stata tua vittima piovono le agre rampogne e le dure
villanie. Forse in ogni sguardo cala trova un accusatore, e non rinviene un cuore aperto alla pietà.
Dove versar deve le lagrime del suo dolore? Chi maledire come la fonte di tutte le sue sventure? se
non te, te solo che fosti tutto il desiderio e la fiamma del suo petto! Te, che sei stato il
compagno de’suoi piaceri e delle sue dolcezze, ahi! troppo a lei caro costate. Te, di cui ella
generò il suo figliuolo. Ora tu che solo fosti di tanta ruina principio, solo puoi a quella metter
riparo. E sarai tu sì duro e sì freddo, che d’un’onta fatta per te nel trasporto della passione, non
vogli fare la debita ammenda? Deh! ricogli la misera nelle tue braccia, e sii d’ora in poi il vigil
custode di quell’onore che tu con sì nero tradimento hai contaminato. Ma forse dalla sua fragilità
posta a cimento tu prendi materia di suspicare della sua virtù. Quanto sei ingiusto, quanto crudele!
Può bene il mondo la vita di lei biasimare; ma a te niuna ragione il comporta: chè se ella è
colpevole di verun peccato, egli è peccato d’amore, e d’amore per te. Ora tu che sei stato il
debole, come puoi incolpar lei della sua debolezza? Ma questo è una scusa tua vana: tu hai avuto
quello che desiderato avevi, e più non ti cale di lei. Nel tuo cuor duro e d’ogni pietà
incapace non suona voce d’onore, nè coscienza il rimorde; e si deve credere che vituperata e tardi
pentita la lascierai nel suo infortunio consumare. Ma considera qual sarebbe la sorte della misera,
se proseguisse a batter la via nella quale l’hai tratta tu solo. Spogliata di quello scudo il quale
l’onestà del suo sesso schermisce, cioè una fama incolpabile e orgoglio d’innocenza, come potrà ella
sostenere e vincere le continue guerre e gli assalti dei licenziosi? Vorrai tu quelle piacevolezze e
quella leggiadria che fregiavano le virtù che furono a te sì gradite, e che serbansi ancora tutte
per te, veder forse in preda alla dissolutezza, e la madre del tuo figliuolo divenir meretrice?”
Senza dubbio cosiffatti il più delle volte sono gli effetti della seduzione. Vizio non è che tanti
disordini, quanti ella, e tante sciagure partorisca; e riparo non v’ha per impedirne i danni e le
rovine. Le più belle infra le belle, le più attrattive del loro sesso portano sempre pericolo
maggiore. Nullo tesoro è con sì pochi rimorsi e con sì lieve rischio involato, come è quello
dell’innocenza. È sofferta la seduzione; anzi mentre che le persone più da amarsi fa infelici,
siccome sono una figliuola troppo credula e il suo innocente fanciullo, ella sotto titolo di
galanteria si rende una cosa onesta. Fra la gente ne va la madre per l’infamia con testa bassa, e
l’altro sotto inique leggi è privo del retaggio che di giusta ragione a lui si
apparterrebbe. Sono ambedue nominati dito in onta ed in dispregio, e privati di tutti i beni della
società; laddove di chi diede a tanti danni cagione appena è detto alcun male.
Zitat/Motto
O miseri,
quorum gaudia crimen habent!
Gallus~k.
Miseri, i cui piacer sono delitti!
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Ebene 3
Exemplum
Vagheggiava Lindoro e serviva Melinda; e facendo le viste di amare
sotto buona e legittima intenzione, piacque ai parenti dell’amata giovane la sua dimestichezza, nè
guari andò ch’egli fu avuto caro e rispettato per tutta la casa non altrimenti ch’ei si fosse un
fratello od un figlio. Confortata Melinda, e per lo consentimento de’suoi maggiori, e per le cure
che di lei ognora prendeva il suo amante, diedesi tutta quanta in balía della sua tenera passione, e
contraccambiò l’affetta di Lindoro. Essa facevagli le più liete accoglienze, come a colui che per
marito le era stato ordinato, e dal quale ogni gioia ed ogni bene della sua futura vita dovea
procedere. Avvenne che a tal ora che in essa questa immaginazione sola comandava, essendo alla
magica voce dell’amore addormentata la virtù, il senno ed il sentimento di onestà, Melinda prevaricò
e cadde, e poco appressa il suo amante l’abbandonò.
Ebene 3
Exemplum
Aveva Vafrino per ventura posto l’occhio alla bella Nina, e lei notata
ad essere delle sue prede: di che i parenti della fanciulla, come savii, essendosi
avveduti, si recarono a guardia che l’amante non la visitasse. Ma non valse; chè, come dice un
antico poeta, a niuno verrà fatto di chiudere la casa in maniera che un sorcio, o un lussurioso non
trovi da venir dentro. Vafrino penetrò secretamente alle stanze di Nina, e la mosse e le accese il
cuore, che assai combattuto era e dalla filial pietà e dall’amore. Ora è egli da prendersi
maraviglia che in questa contesa di contrari affetti, colui sapesse discernere e côrre il suo tempo
sì sagacemente, che il frutto gli venne della sua seduzione? La sventurata e tenera Nina per amor di
lui ha gittato via quello de’parenti e degli amici, ed a lui ha sofferto il cuore di metterla in
abbandono e in oblio.
