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      <titleStmt>
        <title>Le mummie</title>
        <author>Giovanni Ferri di S. Costante</author>
      </titleStmt>
      <editionStmt>
        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
        <respStmt>
          <name>Alexandra Fuchs</name>
          <resp>Editor</resp>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <name> Alexandra Kolb</name>
          <resp>Editor</resp>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <name> Valentina Rauter</name>
          <resp>Editor</resp>
        </respStmt>
      </editionStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Institut für Romanistik, Universität Graz</publisher>
        <date when="2016-12-19">19.12.2016</date>
        <p>
          <idno type="PID">o:mws-117-1152</idno>
        </p>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <bibl>Ferri di S. Costante, Giovanni: Lo Spettatore italiano, preceduto da un Saggio Critico sopra i
Filosofi Morali e i Dipintori de’Costumi e de’Caratteri. Milano: Società Tipografica de’Classici
Italiani 1822, 401-402 </bibl>
        <bibl type="Einzelausgabe" xml:id="SPI">
          <title level="j">Lo Spettatore italiano</title>
          <biblScope type="vol">4</biblScope>
          <biblScope type="issue">74</biblScope>
          <date>1822</date>
          <placeName key="#GID.1">Italien</placeName>
        </bibl>
      </sourceDesc>
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              <interp xml:id="AE">Allgemeine Erzählung</interp>
              <interp xml:id="SP">Selbstportrait</interp>
              <interp xml:id="FP">Fremdportrait</interp>
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              <interp xml:id="EX">Exemplarisches Erzählen</interp>
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              <interp xml:id="MT">Metatextualität</interp>
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        </interpretation>
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        <name type="place">Graz, Austria</name>
      </creation>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
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          <term>
            <term xml:lang="de">Menschenbild</term>
            <term xml:lang="it">Immagine dell'Umanità</term>
            <term xml:lang="en">Idea of Man</term>
            <term xml:lang="es">Imagen de los Hombres</term>
            <term xml:lang="fr">Image de l’humanité</term>
          </term>
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              rend="smallcaps">Le mummie</hi></head>
<p rend="MO"><milestone unit="ZM" xml:id="FR.2"/><hi
              rend="italic"> Des cadavres ont duré autant que des pyramides</hi></p>
<p rend="QU">(<persName
                corresp="SPI" key="Voltaire" rend="smallcaps" subtype="H" xml:id="PN.1">Voltaire</persName>).</p>
<p
                rend="UM">Cadaveri hanno durato quanto le piramidi. <milestone rend="closer" unit="ZM"/></p>
<p
                rend="SO"><milestone unit="E2" xml:id="FR.3"/> I<hi
                rend="smallcaps">nfra</hi> gli oggetti curiosi che sono stati a gran costo da tutte le parti del mondo raunati nel museo di N * * *, nessuno tanto a sè mi trasse, quanto una numerosa raccolta di mummie. Eccomi dunque, meco stesso dicea, circondato da morti disotterrati che viveano ha già tre mill’anni! Non poteva ad essi allora neppure cadere nell’animo d’essere un dì tolti fuori dall’egiziane catacombe, per fare in Europa tragitto ed appagare la nostra curiosità. Nè sospicarono mai che un tempo sariano i loro corpi da noi posseduti. Che se avessero potuto prevedere che sarebbono le lor tombe violate, e i loro avanzi per oro venduti, non sariano stati per avventura solleciti tanto di trasmetterli alla posterità.</p>
<p><milestone
                unit="E3" xml:id="FR.4"/> <milestone unit="AE"
                xml:id="FR.5"/> Curiosa vaghezza di vedere il museo avea mosso pure una fanciulla, nel fiore dell’età e nello splendore della bellezza, a venirne in compagnia d’un giovinetto che pareva dover esserne il vago. Le mummie furono il primo oggetto a cui entrambi posero mente, tra le quali una ne osservarono che, meglio delle altre conservata, agevolmente riconoscevasi per giovine donna. Io gl’invitai a considerare il braccio e <pb
                n="402"/> la mano, i quali non avendo perduto che il loro colore, ritenevano tuttavia l’eleganza e la rotondezza delle forme. Baciate la mano di questa bella, disse al suo amante la giovinetta, in un subito moto di vivacità; per lo quale a prima vista giudicai che non avesse gran fatto tenero il cuore. Ubbidì l’amante; e quindi lasciando con tristo sembiante la mano della mummia, e quella della sua damigella stringendo, baciolla con eguale sentimento di tristezza. Quel bacio fu un utile ammaestramento per la leggiadra donzella; incontanente disparve da lei lo spirito vivace; tutta nel viso impallidì, e copiose lagrime le grondarono dagli occhi. Imperciocchè ben essa conobbe che la sua mano poteva in poco d’ora a quella della mummia rassomigliare. Ahi lassa! esclamò con un angoscioso sospiro, sventurata giovane, tu forse venisti a morte non guari prima di essere al tuo caro amante congiunta: ah! quanta pietà mi stringe del tuo crudele destino! <milestone
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                    type="E2"> Infra gli oggetti curiosi che sono stati a gran costo da tutte le
parti del mondo raunati nel museo di N * * *, nessuno tanto a sè mi trasse, quanto una numerosa
raccolta di mummie. Eccomi dunque, meco stesso dicea, circondato da morti disotterrati che viveano
ha già tre mill’anni! Non poteva ad essi allora neppure cadere nell’animo d’essere un dì tolti fuori
dall’egiziane catacombe, per fare in Europa tragitto ed appagare la nostra curiosità. Nè sospicarono
mai che un tempo sariano i loro corpi da noi posseduti. Che se avessero potuto prevedere che
sarebbono le lor tombe violate, e i loro avanzi per oro venduti, non sariano stati per avventura
solleciti tanto di trasmetterli alla posterità. <seg
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fiore dell’età e nello splendore della bellezza, a venirne in compagnia d’un giovinetto che pareva
dover esserne il vago. Le mummie furono il primo oggetto a cui entrambi posero mente, tra le quali
una ne osservarono che, meglio delle altre conservata, agevolmente riconoscevasi per giovine donna.
Io gl’invitai a considerare il braccio e <pb n="402"/>la mano, i quali non avendo perduto che il
loro colore, ritenevano tuttavia l’eleganza e la rotondezza delle forme. Baciate la mano di questa
bella, disse al suo amante la giovinetta, in un subito moto di vivacità; per lo quale a prima vista
giudicai che non avesse gran fatto tenero il cuore. Ubbidì l’amante; e quindi lasciando con tristo
sembiante la mano della mummia, e quella della sua damigella stringendo, baciolla con eguale
sentimento di tristezza. Quel bacio fu un utile ammaestramento per la leggiadra donzella;
incontanente disparve da lei lo spirito vivace; tutta nel viso impallidì, e copiose lagrime le
grondarono dagli occhi. Imperciocchè ben essa conobbe che la sua mano poteva in poco d’ora a quella
della mummia rassomigliare. Ahi lassa! esclamò con un angoscioso sospiro, sventurata giovane, tu
forse venisti a morte non guari prima di essere al tuo caro amante congiunta: ah! quanta pietà mi
stringe del tuo crudele destino! </seg>
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