Lo Spettatore italiano: Gli oragani
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Gli oragani
Zitat/Motto
God’s image,
though cut in ebany
surtout une ame bonne, dans un corps tout noir.Non può lor capire nella mente che Dio abbia posto
(Fuller).
Egli è l’immagine di Dio, comechè intagliato nell’ebano.
Ils ne peuvent se persuader que Dieu ait mis une ame,surtout une ame bonne, dans un corps tout noir.
(Montesquieu).
Non può lor capire nella mente che Dio abbia posto
un’anima, e sopra tutto
un’anima bella, in un corpo
tutto quanto nero.
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Allgemeine Erzählung
Essendo io cadetto poverissimo di una ricca famiglia, mi narrava
Goodman, fui mandato nell’Indie Occidentali a procacciar mia ventura; ma scevro della sete dell’oro,
mal volentieri abbandonai la mia patria. E perciocchè io sapeva che il clima di là era caldo sopra
modo, pensai di dover una terra vedere riarsa dal sole, d’alberi priva e di verdura. Ma quando fummo
forse alcun miglio alla Barbada lontani, stupefatto fui del lieto aspetto di quest’isola. I palmizi
con le larghe fronde e coi rami di cocco gravi, le colte pianure e i bianchi abitacoli
de’piantatori, dilettevole e pittoresca ne rendevano la veduta: alla quale crescevano bellezza le
montagne intorno, quasi in cornice del bel quadro, poste. Onde io intra me dissi: Grande sciagura è
che la Barbada sia soggetta agli oragani. Poichè ebbi posto in terra, e recapitate le
lettere ai corrispondenti della mia famiglia, mi sembrava d’esser venuto nelle braccia di antichi
miei amici; sì ciascuno s’ingegnava di carissimamente invitarmi ed accogliermi. Il giorno che seguì
al mio arrivo, l’uno de’corrispondenti m’invitò in sua casa a desinare con esso lui, e ne fui
trattato magnificamente oltre ogni stima. Imperciocchè la tartaruga era superiore a quante mai se ne
fossero imbandite alla tavola del lord Maire di Londra; ed aranci e pine vi furono di singolare e
mirabile sapore. Il porter che vi signoreggiava, non avea invidia allo sciampagna; e il claretto e
il madera diedero perfezione alla cena, la quale come fu venuta al fine, io fra me stesso ripetei:
Gli è ben crudele che sì ospitale paese soggetto sia agli oragani.
Questo orribile e ravviluppato incesto, e l’indifferente maniera onde il mio amico ne
ragionava, mi diedero da pensare, e dissi all’ultimo meco medesimo: Or che meraviglia se la Barbada
è soggetta agli oragani?
La costui ragione non comportava risposta; e però io risalii alla mia stanza, e quivi non mi
si partendo dalla mente quelle schiave, mi convenne pur dire: Merita bene la Barbada d’esser
soggetta agli oragani.
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Allgemeine Erzählung
Il dì appresso menommi il mio amico da messer Brazen, ricco abitante
di que’luoghi. Ivi per aspettar ch’ei tornasse, ne fecero entrare in una sala, nella quale dall’un
canto sedeva una vecchia Mora pipando, e insieme con lei una mulatta omai attempata; dall’altro era
una femmina meno di questa nereggiante, con seco una più giovane di color olivastro, la quale aveva
alla poppa un bambino poco men bianco che sogliano essere generalmente i fanciulli in Europa. Non mi
seppi tenere che io non facessi notare al creolo mio condottiere quella singolare gradazione di
colori chiari e scuri; il quale mi rispose: È questa la famiglia di messer Brazen. Progenie della
vecchia Mora sono le tre femmine più giovani e quel figliuoletto. Oh! e chi sono i
padri loro? dimandai io all’amico, ed egli: Messer Brazen. Nella sua giovinezza ebbe egli dalla Mora
la Mulatta, la quale, come ai tredici anni aggiunse, fecegli la meticcia, che a quella stessa età
generò di lui la quarta, che voi vedete men bruna, e questa pochi mesi sono gli partorì quel
fanciullo bianco che ha in grembo. E ciò in questi luoghi chiamasi imbiancarsi del proprio gesso. E
molto per tempo si è messer Brazen imbiancato, perciocchè è egli ancor di qua dai sessanta anni.
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Allgemeine Erzählung
Dopo non guari di tempo n’andai a Bridgetown, dove alcuni dì stetti
all’albergo. Una mattina mentre che io dormiva ancora profondamente, fui per forza desto da alte e
spaventevoli grida, tanto ch’io tutto sbigottito sursi, già per fermo avendo che di quel tumulto
fosse cagione qualche oragano che si avvicinasse. Il perchè calai in fretta giù nella corte, e vidi
donzelle More ignude tutte crudelmente essere battute da spietati Mori, ai quali l’albergatore come
principale giustiziere andava a modo di buon notomista mostrando di quelle le più delicate e
sensitive parti del corpo. Che è questo? dissi io all’oste. Nulla, rispose egli; oggi termina il
mese: ed io ho preso usanza di dare a’miei schiavi ogni mese alcune sferzate; se non, essi non
varrebbero una canna di zucchero. Nè per tanto in quest’isola vi è uomo che sia più umano di me, nè io sono già di quelli che, senza ragione e senza modo, frustano per solo diletto
di frustare. Osservo sempre la legge di Mosè, e faccio dare a ciascuno schiavo quaranta sferzate per
punto, e non più.
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Allgemeine Erzählung
Un altro giorno io con un giovine militare, il quale novellamente,
come io era, nell’isola capitato, passeggiava per la campagna vicino a Bridgetown; ed ecco non so
che nero di sotto ad uno sporto ci corse agli occhi. Fatti più da presso per sapere che fosse,
vedemmo una Mora derelitta e gittata in terra, e presso a rimaner morta da una ardentissima febbre.
Aveva tutto il corpo di bolle e di ulcere pieno, per le punture delle mosche e de’tafani che la si
consumavano; nè altro cibo erale porto, che alquanto di acqua in una brocca che aveva a lato. E come
che già l’ombra della morte le avesse gli occhi scurati, pure a noi parve che pietà domandasse ed
aiuto. Per la qual cosa corremmo incontanente ad una casa non molto indi lungi, e sapemmo come un
crudelissimo padrone, avendo paura non la costei infermità s’appiccasse ad altre schiave, l’aveva
fatta porre sotto quello sporto, acciocchè ivi si morisse; e tre dì erano che persona del mondo non
se l’era accostata, nè altro l’avea nodrita, se non se l’acqua della brocca. Tornammo alla misera
dolente con alcuna cosa da riconfortarla, ma ella, mandato fuori il gemito estremo,
passò di questa vita. Voleva l’ufficial mio compagno che per noi fosse dato il fuoco a Bridgetown,
in supplizio e vendetta della crudeltà dei Barbadani: Ma lasciate pure, diss’io, la cura di questa
punizione al primo oragano sterminatore.
