<TEI xmlns="http://www.tei-c.org/ns/1.0" xmlns:xsi="http://www.w3.org/2001/XMLSchema-instance" xsi:schemaLocation="http://www.tei-c.org/ns/1.0 http://gams.uni-graz.at/mws/schema/mws.xsd">
  <teiHeader type="mws">
    <fileDesc>
      <titleStmt>
        <title>Lezione CVI</title>
        <author>Cesare Frasponi</author>
      </titleStmt>
      <editionStmt>
        <edition>Moralische Wochenschriften</edition>
        <respStmt>
          <name>Alexandra Fuchs</name>
          <resp>Editor</resp>
        </respStmt>
        <respStmt>
          <name> Lisa Pirkebner</name>
          <resp>Editor</resp>
        </respStmt>
      </editionStmt>
      <publicationStmt>
        <publisher>Institut für Romanistik, Universität Graz</publisher>
        <date when="2017-01-17">17.01.2017</date>
        <p>
          <idno type="PID">o:mws-096-287</idno>
        </p>
      </publicationStmt>
      <sourceDesc>
        <bibl>Frasponi, Cesare: Il Filosofo alla moda, ovvero, Il Maestro Universale. Venezia: Giovanni
Malachino 1728, 259-264 </bibl>
        <bibl type="Einzelausgabe" xml:id="FMIT">
          <title level="j">Il Filosofo alla Moda</title>
          <biblScope type="vol">2</biblScope>
          <biblScope type="issue">106</biblScope>
          <date>1727</date>
          <placeName key="#GID.1">Italien</placeName>
        </bibl>
      </sourceDesc>
    </fileDesc>
    <encodingDesc>
      <editorialDecl>
        <interpretation>
          <ab type="interpGrp">
            <interpGrp type="Narrative_Darstellungsebenen">
              <interp xml:id="E1">Ebene 1</interp>
              <interp xml:id="E2">Ebene 2</interp>
              <interp xml:id="E3">Ebene 3</interp>
              <interp xml:id="E4">Ebene 4</interp>
              <interp xml:id="E5">Ebene 5</interp>
              <interp xml:id="E6">Ebene 6</interp>
            </interpGrp>
            <interpGrp type="Narrative_Darstellungsformen">
              <interp xml:id="AE">Allgemeine Erzählung</interp>
              <interp xml:id="SP">Selbstportrait</interp>
              <interp xml:id="FP">Fremdportrait</interp>
              <interp xml:id="D">Dialog</interp>
              <interp xml:id="AL">Allegorisches Erzählen</interp>
              <interp xml:id="TR">Traumerzählung</interp>
              <interp xml:id="F">Fabelerzählung</interp>
              <interp xml:id="S">Satirisches Erzählen</interp>
              <interp xml:id="EX">Exemplarisches Erzählen</interp>
              <interp xml:id="UT">Utopische Erzählung</interp>
              <interp xml:id="MT">Metatextualität</interp>
              <interp xml:id="ZM">Zitat/Motto</interp>
              <interp xml:id="LB">Leserbrief</interp>
            </interpGrp>
          </ab>
        </interpretation>
      </editorialDecl>
    </encodingDesc>
    <profileDesc>
      <creation>
        <name type="place">Graz, Austria</name>
      </creation>
      <langUsage>
        <language ident="it">Italian</language>
      </langUsage>
      <textClass>
        <keywords scheme="http://gams.uni-graz.at/mws">
          <term>
            <term xml:lang="de">Autopoetische Reflexion</term>
            <term xml:lang="it">Riflessione
Autopoetica</term>
            <term xml:lang="en">Autopoetical Reflection</term>
            <term xml:lang="es">Reflexión
Autopoética</term>
            <term xml:lang="fr">Réflexion autopoétique</term>
          </term>
        </keywords>
      </textClass>
      <textClass>
        <keywords scheme="cirilo:normalizedPlaceNames">
          <list>
            <item>
              <placeName xml:id="GID.1">
                <name ref="http://geonames.org/3175395" type="fcode:PCLI">Italy</name>
                <location>
                  <geo>12.83333,42.83333</geo>
                </location>
              </placeName>
            </item>
            <item>
              <placeName xml:id="GID.2">
                <name ref="http://geonames.org/6255148" type="fcode:CONT">Europe</name>
                <location>
                  <geo>9.14062,48.69096</geo>
                </location>
              </placeName>
            </item>
          </list>
        </keywords>
      </textClass>
    </profileDesc>
  </teiHeader>
  <text>
    <group>
      <text ana="layout">
        <body xml:space="preserve">
<p rend="EU"><milestone unit="E1"
              xml:id="FR.1"/></p>
<div1><head>Lezione CVI</head>
<p rend="SO"><milestone unit="E2"
                xml:id="FR.2"/> <milestone unit="MT"
                xml:id="FR.3"/> Quando ho bisogno di materia per i miei Fogli, batto la campagna, e vado in traccia della mia cacciaggione. Se trovo qualche cosa, che mi accomodi, mi servo della prima occasione, per notarne la memoria sopra un pezzo di carta. Esamino in oltre le Lettere de’miei Corrispondenti; e se vi è qualche insinuazione, che possa somministrarmi di che speculare, non manco pure di registrarla nella mia piccola raccolta. In questa maniera tengo quasi sempre adosso un foglio pieno di pensieri distaccati, che ciascun altro, fuori <pb
                n="260"/> di me piglierebbe per una Rapsodia di smorfie. In fatti non vi è che oscurità, e confusione; che vaneggiamenti, ed incompatibilità. In somma, sono le mie speculazioni ne’loro primi principi; dove, come nell’antico Caos, non si vede, nè lume, nè ordine, nè distinzione; il tutto vi è senza principio, e senza fine. <milestone
                rend="closer" unit="MT"/></p>
<p><milestone unit="E3" xml:id="FR.4"/> <milestone unit="AE"
                xml:id="FR.5"/> Sarà una settimana in circa, che mi accadde una piacevole avventura, in proposito d’una di codeste memorie cadutami, a caso, in un popolato Ridotto. Una folla di curiosi circondò subito quello, che l’avea ritrovata; e se ne divertivano in un angolo della stanza. Il ridere vi era sì strepitoso, prima di avvedermi della cagione, che non ardii di riconoscerla per mia. La pigliò indi un servidore del Ridotto, e si portò ad interpellare molti, se aveano perduta una Carta; nè ritrovando chi la volesse, gli schernitori, che l’aveano gia letta, ordinarono al servidore di salire in alto, e leggerla a tutta l’Assemblea, affinche il proprietario la potesse ricuperare. Il servidore ubbidì; montò sopra un banco, e lesse ad alta voce ciò che siegue.</p>
<div2><head>Memoria</head>
<p
                  rend="SO">Casa di Campagna del <persName corresp="FMIT" key="Cavalier Ruggero" rend="italic"
                  subtype="F" xml:id="PN.1">Cavalier Ruggero</persName> – Questo è certo, perche io o-<pb
                  n="261"/>dio i longhi discorsi – Sapere, se un buon Cristiano puol’essere mago. – La Festa degl’Innocenti – Saliera, Cane di Casa, Guffo, Grillo – Tomaso a bordo del vascello <persName
                  corresp="FMIT" key="Achill" rend="italic" subtype="F" xml:id="PN.2">Achille</persName>. <hi
                  rend="italic">Tharico</hi> – <hi
                  rend="italic">Ægrescitque medendo</hi>, cioè, peggiora a forza di remedj – Apparizioni – Libreria d’una Dama – Leone, Sartore del suo mestiero – Dromedario, chiamato <persName
                  corresp="FMIT" key="Bukephalos" rend="italic" subtype="H"
                  xml:id="PN.3">Bucefalo</persName> – Equipaggio sommo bene delle Dame. – Alcune riflessioni sopra <persName
                  corresp="FMIT" key="Carlo Giglio" rend="italic" subtype="U"
                  xml:id="PN.4">Carlo Giglio</persName>. – Faccia corta mette al coperto dall’Invidia – Superfluità nelle trè grandi Professioni – il Rè <hi
                  rend="italic">Latino</hi> arollato per semplice soldato – Ebreo, che divora un Presciutto – Abbadia antica – Gran Cairo – Dilazione – Cinghiali turchini, Leoni rossi, Porchi armati – Ricevimento nella Società de’Brutti – Mezzo di accrescere lo splendore alla Bellezza – Genealogia della buona e cattiva piacevolezza – Volto, la metà miniato, e la metà schietto – Che ogni Eroe d’una Tragedia dee avere, per lo meno, sei piè di altezza – Società de’sospiranti – Lettere scritte con vasi di Fiori – Sedie d’appoggio, Personaggi da Tapezzeria, il Leone, il Tuono – La Campana sonata da Burattini – Una vecchia barbuta sposa un Giovine, che non ha se non del pelo matto – <pb
                  n="262"/> Il primo abito, che farò, sara foderato di turchino – Favola de’Granci, e del Grillo – Tintorerie de’Fiori – L’orazione del soldato – Io non ho verun motivo di ringraziarvi, dice il Boccale di Maiolica – Canne, Bastoni, Bacchetto da Tamburo – Ritratto della Figlia primogenita d’una Locandiera – L’insegna del Barbiere – La condotta di <persName
                  corresp="FMIT" key="Caesar, Gaius Iulius" rend="italic" subtype="H"
                  xml:id="PN.5">Cesare</persName> e la mia in simile caso – Poema fatto di tozzi di Foglietti – La Moglia divota – Il Maestro, che insegna a guardare le Belle.</p>
<p>La lettura di questa carta rese tutti di buon umore. Alcuni conclusero, ch’era scritta da uno stolto; altri da qualchuno, che voleva fare un estratto del <hi
                  rend="italic">Filosofo alla moda</hi>. Ma uno degli Assistenti, che avea la mina di ricco Cittadino, disse con molti segni di testa, e con politiche occhiate “Dio voglia che quella carta non racchiuda altra cosa se non ciò, ch’esprime; per me credo che il Dromedario, il Grillo, e l’Insegna del barbiere contengano qualche altro senso fuori di quello significano le parole. Sarei di parere, che il Padrone di Casa, la presentasse con sollecitudine a qualche Segretario di Stato. Indi un Giovine studioso pose tutte le cose in burla, e così roversciò tutto il piano di quel degno Cittadino.</p>
<p><pb
                  n="263"/> Mentre ciascuno si applicava nel riflettere sù quella povera Carta, io stesi la mano al servidore, che calava dal Banco, affinche me la dasse. Appena l’ebbi, mi attrassi gli occhi di tutta la Compagnia.</p>
<p>Dopo averla scorsa, ed in leggendola, scossa due, o trè volte la testa, ne feci uno scartoccio, e me ne servii per accendere la mia Pipa.</p>
<p>La mia aria tranquilla, e grave in tutto il tempo di quel bisbiglio, ed il mio profondo silenzio eccitarono le risate di molti; ma sul timore d’essere sospettato autore dello scritto, mi applicai alla mia Pipa, ed alla lettura d’una Gazetta, senza più abbadare a ciò, che seguiva d’intorno a me. <milestone
                  rend="closer" unit="AE"/> <milestone rend="closer" unit="E3"/></p>
<p><milestone unit="MT"
                  xml:id="FR.6"/> Vedranno bene i miei Leggitori, che io mi sono gia servito di molte cose contenute nella Memoria, che le altre debbono somministrarmi di che trattenerli in avvenire. Ora prevenuto da questo accidente, non darò loro, che una Lettera, la quale concerne l’ultimo punto della Memoria. Eccola tale quale l’ho ricevuta. <milestone
                  rend="closer" unit="MT"/></p>
<p rend="BA"><milestone unit="E3" xml:id="FR.7"/> <milestone unit="LB"
                  xml:id="FR.8"/> <milestone unit="MT" xml:id="FR.9"/> <hi
                  rend="smallcaps">Sig. Filosofo</hi> <milestone rend="closer" unit="MT"/></p>
<p
                  rend="SO">Io sono un Gentiluomo, che ha viaggiato molti anni, a fine di perfezionarmi; e mi sono reso eccellente nell’arte di dare le occhiate tali quali sì <pb
                  n="264"/> praticano oggidì in tutte le Nazioni polite di <placeName corresp="FMIT" key="#GID.2"
                  ref="geonameID:6255148" rend="italic"
                  xml:id="PL.1">Europa</placeName>.</p>
<p>Con questo talento, e col parere de’miei amici, ho risoluto di farmi maestro di occhiate, massimamente bieche. Insegnerò la mattina le occhiate per la Chiesa; e la sera a lume di candela, quelle che debbono servire all’Opera, o alla Comedia. Tengo ancora un colpo di occhio tutto nuovo, d’una sveltezza meravigliosa per le passeggiate; questo lo mostrerò sull’imbrunire, ed anche, a tutte le ore del giorno, in una stanza resa al quanto oscura. Tengo pure un <hi
                  rend="italic">manoscritto</hi> intitolato <hi
                  rend="italic">Il Perfetto occhiatore</hi>. Sono pronto a communicarvelo, quando vi piacerà. In tanto degnatevi pubblicare la sostanza di questa Lettera, ed obbligherete chi è &amp;c. <milestone
                  rend="closer" unit="LB"/> <milestone rend="closer" unit="E3"/> <milestone rend="closer"
                  unit="E2"/> <milestone rend="closer" unit="E1"/></p>
<p/></div2></div1></body>
      </text>
      <text ana="framings">
        <body>
          <div>
            <ab>
              <seg synch="#FR.1" type="E1">
                <seg type="U1">Lezione CVI</seg>
                <seg synch="#FR.2" type="E2">
                  <seg synch="#FR.3"
                      type="MT"> Quando ho bisogno di materia per i miei Fogli, batto la campagna, e
vado in traccia della mia cacciaggione. Se trovo qualche cosa, che mi accomodi, mi servo della prima
occasione, per notarne la memoria sopra un pezzo di carta. Esamino in oltre le Lettere de’miei
Corrispondenti; e se vi è qualche insinuazione, che possa somministrarmi di che speculare, non manco
pure di registrarla nella mia piccola raccolta. In questa maniera tengo quasi sempre adosso un
foglio pieno di pensieri distaccati, che ciascun altro, fuori <pb n="260"/>di me piglierebbe per una
Rapsodia di smorfie. In fatti non vi è che oscurità, e confusione; che vaneggiamenti, ed
incompatibilità. In somma, sono le mie speculazioni ne’loro primi principi; dove, come nell’antico
Caos, non si vede, nè lume, nè ordine, nè distinzione; il tutto vi è senza principio, e senza fine. </seg>
                  <seg synch="#FR.4" type="E3">
                    <seg synch="#FR.5"
                        type="AE"> Sarà una settimana in circa, che mi accadde una piacevole avventura,
in proposito d’una di codeste memorie cadutami, a caso, in un popolato Ridotto. Una folla di curiosi
circondò subito quello, che l’avea ritrovata; e se ne divertivano in un angolo della stanza. Il
ridere vi era sì strepitoso, prima di avvedermi della cagione, che non ardii di riconoscerla per
mia. La pigliò indi un servidore del Ridotto, e si portò ad interpellare molti, se aveano perduta
una Carta; nè ritrovando chi la volesse, gli schernitori, che l’aveano gia letta, ordinarono al
servidore di salire in alto, e leggerla a tutta l’Assemblea, affinche il proprietario la potesse
ricuperare. Il servidore ubbidì; montò sopra un banco, e lesse ad alta voce ciò che siegue. <seg
                        type="U2">Memoria</seg> Casa di Campagna del Cavalier Ruggero~i – Questo è certo, perche io o-<pb
                        n="261"/>dio i longhi discorsi – Sapere, se un buon Cristiano puol’essere mago. – La Festa
degl’Innocenti – Saliera, Cane di Casa, Guffo, Grillo – Tomaso a bordo del vascello Achille~i.
Tharico – Ægrescitque medendo, cioè, peggiora a forza di remedj – Apparizioni – Libreria d’una Dama
– Leone, Sartore del suo mestiero – Dromedario, chiamato Bucefalo~i – Equipaggio sommo bene delle
Dame. – Alcune riflessioni sopra Carlo Giglio~i. – Faccia corta mette al coperto dall’Invidia –
Superfluità nelle trè grandi Professioni – il Rè Latino arollato per semplice soldato – Ebreo, che
divora un Presciutto – Abbadia antica – Gran Cairo – Dilazione – Cinghiali turchini, Leoni rossi,
Porchi armati – Ricevimento nella Società de’Brutti – Mezzo di accrescere lo splendore alla Bellezza
– Genealogia della buona e cattiva piacevolezza – Volto, la metà miniato, e la metà schietto – Che
ogni Eroe d’una Tragedia dee avere, per lo meno, sei piè di altezza – Società de’sospiranti –
Lettere scritte con vasi di Fiori – Sedie d’appoggio, Personaggi da Tapezzeria, il Leone, il Tuono –
La Campana sonata da Burattini – Una vecchia barbuta sposa un Giovine, che non ha se non del pelo
matto – <pb
                        n="262"/>Il primo abito, che farò, sara foderato di turchino – Favola de’Granci, e del
Grillo – Tintorerie de’Fiori – L’orazione del soldato – Io non ho verun motivo di ringraziarvi, dice
il Boccale di Maiolica – Canne, Bastoni, Bacchetto da Tamburo – Ritratto della Figlia primogenita
d’una Locandiera – L’insegna del Barbiere – La condotta di Cesare~i e la mia in simile caso – Poema
fatto di tozzi di Foglietti – La Moglia divota – Il Maestro, che insegna a guardare le Belle. La
lettura di questa carta rese tutti di buon umore. Alcuni conclusero, ch’era scritta da uno stolto;
altri da qualchuno, che voleva fare un estratto del Filosofo alla moda. Ma uno degli Assistenti, che
avea la mina di ricco Cittadino, disse con molti segni di testa, e con politiche occhiate “Dio
voglia che quella carta non racchiuda altra cosa se non ciò, ch’esprime; per me credo che il
Dromedario, il Grillo, e l’Insegna del barbiere contengano qualche altro senso fuori di quello
significano le parole. Sarei di parere, che il Padrone di Casa, la presentasse con sollecitudine a
qualche Segretario di Stato. Indi un Giovine studioso pose tutte le cose in burla, e così roversciò
tutto il piano di quel degno Cittadino. <pb n="263"/>Mentre ciascuno si applicava nel riflettere sù
quella povera Carta, io stesi la mano al servidore, che calava dal Banco, affinche me la dasse.
Appena l’ebbi, mi attrassi gli occhi di tutta la Compagnia. Dopo averla scorsa, ed in leggendola,
scossa due, o trè volte la testa, ne feci uno scartoccio, e me ne servii per accendere la mia Pipa.
La mia aria tranquilla, e grave in tutto il tempo di quel bisbiglio, ed il mio profondo silenzio
eccitarono le risate di molti; ma sul timore d’essere sospettato autore dello scritto, mi applicai
alla mia Pipa, ed alla lettura d’una Gazetta, senza più abbadare a ciò, che seguiva d’intorno a me.
</seg>
                  </seg>
                  <seg synch="#FR.6" type="MT"> Vedranno bene i miei Leggitori, che io mi sono gia servito di molte
cose contenute nella Memoria, che le altre debbono somministrarmi di che trattenerli in avvenire.
Ora prevenuto da questo accidente, non darò loro, che una Lettera, la quale concerne l’ultimo punto
della Memoria. Eccola tale quale l’ho ricevuta. </seg>
                  <seg synch="#FR.7" type="E3">
                    <seg synch="#FR.8" type="LB">
                      <seg synch="#FR.9"
                        type="MT"> Sig. Filosofo </seg> Io sono un Gentiluomo, che ha viaggiato molti
anni, a fine di perfezionarmi; e mi sono reso eccellente nell’arte di dare le occhiate tali quali sì
<pb n="264"/>praticano oggidì in tutte le Nazioni polite di Europa~i. Con questo talento, e col
parere de’miei amici, ho risoluto di farmi maestro di occhiate, massimamente bieche. Insegnerò la
mattina le occhiate per la Chiesa; e la sera a lume di candela, quelle che debbono servire
all’Opera, o alla Comedia. Tengo ancora un colpo di occhio tutto nuovo, d’una sveltezza meravigliosa
per le passeggiate; questo lo mostrerò sull’imbrunire, ed anche, a tutte le ore del giorno, in una
stanza resa al quanto oscura. Tengo pure un manoscritto intitolato Il Perfetto occhiatore. Sono
pronto a communicarvelo, quando vi piacerà. In tanto degnatevi pubblicare la sostanza di questa
Lettera, ed obbligherete chi è &amp;c. </seg>
                  </seg>
                </seg>
              </seg>
            </ab>
          </div>
        </body>
      </text>
    </group>
  </text>
</TEI>
