Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CLXIX", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.3\169 (1728), S. NaN-256, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.5173 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione clxix.

A quelli che fanno l’amore, e poi si ammogliano.

Zitat/Motto► Matrimonium desiderabile malum.

Fragm. vet. Poetae. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Mio Padre, che non debbo nominare, se non con rispetto, e con un cuore pieno di gratitudine, mi parlava sovente del matrimonio. Animato dà suoi consegli, e dalla mia inclinazione, nella mia più fresca età, gettai gli occhi sopra una Giovane di non ordinaria beltà, questa se mi è permesso il dirlo, non avea antipatia al mio individuo, ma perche il mio umore taciturno m’impediva di brillare a suoi occhi, mi pigliò per un insipido; e risolvette di avere, più d’ogni altra [252] cosa, riguardo al merito di quelli, che le ne raccontavano; si che sposò un Capitano di Dragoni, che fea Reclutte nel suo vicinato. Dopo questa disgrazia, ho sempre avuta dell’aversione per le Donne, ne ho più ardito di tentare la mia fortuna presso di loro.

Le osservazioni, da me fatte, in quella occasione, e gli arricordi lasciatimi dal mio buon Genitore, hanno prodotto l’assaggio, che voglio qui dare sopra l’amoreggiare, e sopra, il matrimonio.

Il tempo più grato della vita d’un Uomo è generalmente quello, che passa nel corteggiare la sua innamorata, purche l’ami di vero cuore, e sia altre tanto civile quanto discreta. Nella servitù dell’ogetto amato, sente, che l’amore, il desiderio, la speranza; e tutte le affezioni più dolci acquistano nuova forza, di giorno in giorno.

È più facile ad’ un Uomo astuto e destro, il persuadere una Donna d’essere da lui amata, ed il giognere al suo intento: di quello sia ad uno, che sente per lei una violente passione. L’amore sincero è accompagnato da mille premure, da impazienze, e da rissentimenti, che rendono l’amante poco ambile [sic] presso la Persona, a cui vorrebbe toccare il cuore; lo riempie in oltre di timori, che gli agitano l’anima, e lo fanno sovente comparire ridicolo, allor-[253]che brama vedersi distinto.

Si dovrebbe dire, che i matrimonj contratti dopo una lunga frequenza, fossero i più felici. Una lunga serie di speranze, e di attenzioni ci dovrebbe fissare la idea, ed avvezzarci a provare una vera tenerezza per la Persona. Non vi è niente, che sia di tanta conseguenza per noi, quanto il ritrovare buone qualità nella Persona, con cui dobbiamo passare la nostra vita; il loro effetto non si restringe a renderci grata la nostra situazione presente; ma sovente, contribuisce al nostro bene eterno. Cosi dovrebbe essere. Gli ammoreggiamenti si concepiscono, come necessarie premesse, per concludere i matrimonj, ma quando le premesse, come d’ordinario accade, sono infette, non puol’ essere, che velenosa la conclusione.

Quando viene lasciata a Parenti la Elezione; questi non hanno in mira che le fortune, e gli avvantaggi del mondo, la dove, le parti interessate, quasi sempre, riguardano il merito personale. Vi sono per l’una, e per l’altra parte delle ragioni. Gli uni vorrebbono procurare tutti gli agj, e tutti li piaceri alla Persona, di cui sposano gl’interessi; Eziandio sulla speranza, che il di lei florido stato possa risultare a loro rillievo ed a loro vantaggio. Gli altri cercano di assicurarsi un perpetuo godimento. Una Persona virtuosa non solamente accita l’amore, ma [254] influisce a mantenerlo; nodrisce nel seno dell’Ammiratore, un piacere segreto, ed una soddisfazione interna, che dura, anche quando i primi fuochi dalla passione sono estinti. La virtù dà credito alla moglie, o al marito, tanto presso gli Amici, quanto presso i stranieri; e doventa, ordinariamente, la sorgente d’una Posterità di Figliuoli ugualmente belli, e robusti.

Io preferirei una Donna, che fosse grata a miei occhi, senza essere difforme a quelli degli altri, ad una celebre Beltà: Se ne sposate una straordinariamente belle, per gustarne tutto il piacere de’ suoi vezzi, fa di mestieri l’ammiate in eccesso; e se cosi l’amate, non è quasi da mattersi [sic] in dubbio, che il vostro amore non sia accompagnato da amarezze, da timori, e da gelosie.

La bontà del naturale e la ugualità nell’umore, rende la vostra società comoda, ed agiata. La virtù, ed il buon senno vi rendono gradito Amico, o gradita Amica. La tenerezza, e la Costanza vi rendono buon marito, o buona moglie. Appena, trà cento Persone, se ne ritrova una vestita di si buone qualità. Il mondo, per altro, ha più riguardo al Treno, agli equipaggi, ed al fasto; cerchiamo più di abbagliare gli occhi della moltitudine, che di attendere al nostro vero interesse. Abbiamo, in somma, premura maggiore di [255] comparire felici, che di essere felici, la più impercettibile passione della natura umana. Di tutte le contrarietà delre [sic] Persone, quella dell’umore cogiona il più disgraziato frà matrimonj, e pure non vi si mette quasi in attenzione allorche si contrae. Molte coppie, che per questo capo si ritrovano male imbattute assieme, benche forse lo sposo, e la sposa abbino, e merito, e virtù, sarebbono vissuti, per avventura, felici, e contenti, se ciascuno si fosse unito a Persona di opposto carattere.

Prima del matrimonio non si ponno ben’ esplorare i difetti della Persona amata; ne dopo, è si facile l’essere indulgenti su’ questo punto. Per quanto, in lontananza, vi sembri perfetta, quando l’vedrete più da vicino, scuoprirete nel suo umore molte debolezze alle quali non avrete abbadato, e delle quali forse non avreste mai sospettato. Quì la Prudenza, e la Bontà naturale debbono spiegare tutta la loro forza. La prima non vi lascierà, da principio, fissare i vostri pensieri, nè determinarvi sopra di ciò, che apparisce disgradevole al vostro genio; mentre l’altra ecciterà in voi tutta la tenerezza della conpassione, e della umanità, che, à poco a poco, raddolcirà que’ difetti, e forse li convertirà in bellezze.

Il matrimonio estende il nostro Bene, e le nostre miserie. Quello, che [256] si contrae per amore è grato: quello che si produce dall’interesse è comodo: e quello, in cui si uniscono ammendue questi motivi è Felice. Un matrimonio, di quest’ultima riga, ha tutte le dolcezze dell’amicizia; tutti li ragionevoli piaceri del senso; tutti, in somma gli aggradimenti di questa vita. Non vi è argomento più certo, che mostri la corruttela, in cui viviamo, della introdotta usanza di mettere in deriso uno stato cotanto felice. Non è però tale, in verità se non presso quelli che ponno rimirare, con dispregio le vanità; calpestarle, con modesto ardire e camminare con passo fermo, e costante nel sentiero della virtù. ◀Ebene 2 ◀Ebene 1