Cita bibliográfica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione CLXII", en: Il Filosofo alla Moda, Vol.3\162 (1728), pp. NaN-216, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.5166 [consultado el: ].


Nivel 1►

Lezione clxii.

Alle Persone amanti della virtù.

Cita/Lema► Formam quidem ipsam marce fili & tanquam faciem honesti vides, quae si oculis cerneretur mirabiles amores, ut ait Plato, excitaret sapientia.

Cic. de Off. L. I. c.5. ◀Cita/Lema

Nivel 2► Non mi sovviene d’avere mai letto verun’ autore, che tratti espressamente, della virtù senza considerarla, o come un dovere, o come un mezzo per rendersi in questa, e nell’altra vita felici or’ io la rimirerò, quì, come amabile di sua natura, o se le dia il nome di virtù in generale, con tutti gli autori morali; o quello di Religione, con i Divoti, e pii; o quello di Onore colle persone del mondo.

[213] La Ippocrisia fà molto onore, o per dire meglio, fà giustizia alla Religione, e tacitamente confessa, che serve ad ornare la natura umana. Infatti l’Ippocrità non cercherebbe cuoprirsi colle apparenze della virtù, se non credesse essere il più sicuro mezzo di guadagnare la buona Grazia, e la stima degli Uomini.

Era ordinaria massima de’ Pagani, al dire di Hierocle, Nivel 3► Cita/Lema► che il saggio non odia veruno, nè ama che i virtuosi. ◀Cita/Lema ◀Nivel 3

Cicerone fa vedere, con una bella graduazione de’ pensieri, quanto sia amabile la virtù. Nivel 3► Cita/Lema► “Amiamo, dice, Ua [sic] Uomo virtuoso, benche abiti nelle parti estreme del mondo, ne possiamo ricevere vantaggio alcuno dalla sua virtù. L’amiamo, benche da molti Secoli morto; e la sua storia ci eccita nell’animo una segreta benevolenza per lui. L’amiamo benche sia stato nemico della nostra Patria, purche ad esempio di Pirro (che Cicerone oppone quì ad Annibale) abbi, nelle sue Guerre, seguite le regole della giustizia, e della umanità.” ◀Cita/Lema ◀Nivel 3

Lo Coicismo, che forma una stravaganza della virtù, attribuisce al virtuoso tutte le buone, ed immaginabili, qualità. Catone, giusta il carattere ce ne dà Cicerone, portava il di lui sentimento fino a pretendere; che solamente il [214] saggio meritasse il nome di bello. Questa, è vero, sembra più tosto una filosofica visione, che opinione d’un Uomo saggio; ma non toglie, che Catone non l’abbi, con tutta serietà, sostenuta. I Stoici credeano di non potere mai dare la ben giusta idea della virtù, se non vi racchiudeano le escogitabili perfezioni. Non si restrigneano a supporre, ch’ella fosse una trascendente bellezza; ma voleano rendesse amabile il corpo di chi la possiedea, e ne sbandisse ogni sorta di deformità.

Le stesse Persone dissolute, per lo più, bramano, che i loro Parenti menino una vita alla loro contraria. I Libertini più sregolati sono quelli che più ammirano la virtù del bel sesso, benche non pensino, che a corromperlo.

Un’anima virtuosa unita ad un bel corpo, ella è una bella immagine, posta in tutta la sua comparsa; la onde non è da stupirsi, se riempie di adorabili attrattive il bel sesso.

La virtù, in generale, è per se stessa amabile non dee niegarsi; ma ve ne sono alcune più adorabili delle altre, come a grazia d’esempio quelle che ci dispongono a beneficare tutto il mondo. La Temperanza, e la sobrietà, la Divozione, e la Pietà, sono in se stesse lodevoli al pari d’ogn’altra virtù; ma quelle, che rendono un Uomo generalmente amabile, e gli cattiva-[215]no il cuore di tutti, sono la Giustizia, la Carità, la Libertà, in poche parole, tutte le buone qualità, che ci rendono benefici verso degli altri.

Un Prodigo non ha altro vantaggio, che una falsa genorosità [sic] , e pure, sovente, e più accarezzato, e stimmato d’una Persona di miglior carattere, che sia un poco ristretta.

I due grandi ornamenti della virtù, che la fanno, al sommo, risplendere, e la rendono, per ogni verso, amabile, sono la Giovialità, ed il buon naturale. Queste due qualità si danno quasi sempre la mano.

Un Uomo non sà piacere agli altri, se non ha la conscienza in calma.

Sono molto utili ad un Animo virtuoso, per essigliare la malinconia de’ pensieri, ne’ quali si trova impegnato; e per metterlo in istato, che il suo odio al vizio non si converta in asprezza, in severità, o non in maldicenza.

Se la virtù è tanto amabile, che si può credere di quelli, che la rimirano con occhio maligno, e soffrono che la loro avversione ad un partito scancelli tutto il merito della persona che vi si ritrova impegnata. Fa di mestieri sia molto insensato, ed empio, chi crede che la virtù non regni se non dentro il suo Partito, e che non si ritrovino persone al pari di se onorate, e degne benche nella Politica di contrario parere. [216] Si ponno traere differenti idee in certi punti, ma non si debbono screditare le belle, e buone qualità; sempre stimabili, particolarmente quando non hanno connessione colle materie che si controvertono. Le Persone di merito, che hanno interessi contrarj dovremmo riguardarle con più favorevole occhio, de’ viziosi che aderiscono a nostri impegni. È tanto amabile la virtù del più fiero nemico, quanto detestabile il vizio del più confederato amico.

Considero quì la indegna, e crudele maniera, con cui tutte le Fazioni trattano quelli che non sono della loro opinione. Quanti sogetti di nota probità, e di essemplare virtù vengono lacerati, e diffamati da si inumana passione? quante Persone d’onore non si veggono esposte alle ingurie, ai rimproveri, ed alle pubbliche detrazioni si giogne fino con infernale astuzia a prevalersi della sanità del zelo, e della Religione per avvantaggiare un insidioso partito. ◀Nivel 2 ◀Nivel 1