Cita bibliográfica: Cesare Frasponi (Ed.): "Lezione CLXXVIII", en: Il Filosofo alla Moda, Vol.3\178 (1728), pp. NaN-306, editado en: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Ed.): Los "Spectators" en el contexto internacional. Edición digital, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.5153 [consultado el: ].


Nivel 1►

Lezione clxxviii.

Agli Istitutori, e Fautori de Luoghi Pii

Cita/Lema► Difficile est plurimùm virtutem revereri, qui semper secunda fortuna sit usus.

Cicer. L. Iv. ad. Heren. c. 17. ◀Cita/Lema

Nivel 2► La Sciocchezza è il vizio più condennato dagli Uomini; e pure quasi tutti gli Uomini ne sono intaccati, per qualche verso, particolarmente nello stimare i beni della fortuna più di quello conviene alla ragione. Quando vogliamo parlare di qualcuno con vantaggiosa maniera, egli è, diciamo, una Persona di qualità. Se per un Uomo di qualità intendiamo quello, che, a pro-[302]porzione de’ suoi Beni, è liberale, caritatevole, e giusto, il titolo merita ogni rispetto; ma se noll’applichiamo, che alle ricchezze, al lusso, ed alla dissolutezza, non è epiteto degno d’una ragionevole stima. Si puo concepire, che una Creatura, la quale sente, ogni giorno, le proprie debolezze, ed i proprj bisogni di mangiare, e di bere, si scordi le necessità della natura umana ne’ poveri, e ne bisognosi? Il marinajo, che, poco fa, sottratosi da un naufraggio, arrivò alla spiaggia del mare, e si uni a contadini del vicinato, per assassinare i suoi compagni, e saccheggiare il vascello, venne trattato giusta il demerito di si vituperosa azione. Uno, che gode singolari Fortune, senza farne parte a suoi compagni nella umanità, che naufragano nelle miserie, è poco meno indegno dell’accennato ribaldo. Quando si passa per le strade; e da una parte si vede la pompa, la magnificenza d’un gran Signore, che gira in Carozza, seguito dal corteggio di numerosi staffieri, che mirano, con dispregio, e con aria di trionfo la moltitudine, che gli attornia; e dall’altra si odono le grida d’un infelice, che, a nome di Dio, e di quanto vi è di più santo, e di più sagro al mondo, chiede soccorso, si crederebbe, che que’ due Uomini sieno della medesima specie? L’ho già det-[303]to: i Beni di fortuna, ci abbagliano; la Povertà, e le ricchezze si uniscono; nella nostra immaginazione, colle idee di colpa, e d’innocenza.

Che ce ne sia, vi sono sempre delle Anime nobili e generose, che s’innalzano sopra le generali mancanze; e mentre gli altri cercano di avvanzarsi nelle Ricchezze, e negli onori mondani; eglino studiano di sovvenire a Poveri. I Luoghi pii, che di tempo in tempo, si vano erigendo in favore di questi, sono i più belli esempi d’una ben ordinata carità, si possano concepire. Ma or mai è si raffredata la carità, che ancor questi vanno in una sensibile decadenza. Io non ardisco trattare il lusso, e le vanità del secolo, con tutta quella severità, che sarebbe loro dovuta.

Le tollererei volontieri in ogni Dama gonfiata dagli ossi di Balena se dasse un mezzo braccio di quel Drappo, che serve alla più dozzinale delle sue vesti, per lo mantenimento, e per la educazione d’una povera creatura del proprio sesso, in uno degli accennati Ricettacoli di pietà. Il sentimento di tale generosità rileverebbe assai più le attrattive del suo volto, di quello facciano tutti li Diamanti, che le ponno brillare sul capo, e di tutte le gemme, che le adornano il seno.

Sarebbe cosa incivile il parlare, in [304] termini più forti, alle Dame. Ma gli Uomini non avranno a male, se mi pipiglio un pò più di libertà verso di loro. È possibile, che un Uomo, il quale vive nell’abbondanza, non si riconosca obbligato di farne parte a chi vive nella mendicità? che non ritrovi della ingiustizia nel godere il superfluo, mentre agli altri manca il necessario? Si pò [sic] dire, che costui rifletta, e addoppri l’uso della ragione? questo è un Prodiggio, ed una specie di mostro nella natura. Non si può ritrovare più bella invenzione, nè opra più degna d’ un’Anima grande quanto lo stabilimento de Luoghi pii. Volete far un atto di carità, che, accio sia più meritorio, non abbi la ricognizione del mondo? Fatelo per uno di que’ Fanciulli, che non sappi d’esservi obbligato. Volete prestare un serviggio al Pubblico? ajutate un Giovane a doventare un buon artiggiano. Volete essere grato a Dio? date di che nodrire una creatura innocente nel di lui legitimo culto. Mi pare sia plausibile questa condotta quando anche non servisse, se non a produrre una razza di buoni, e fedeli Domestici, allevati nel timore di Dio, ch’è la più bella di tutte le educazioni. Qual cosa non darebbe un Uomo prudente, e saggio per avere, presso di se, una persona, che l’ubbidisce per coscienza, ed aggiognesse a suoi ordini [305] il peso de’ divini precetti; e che lo considerasse, come Padre, come Amico e come Benefattore, senza aspettarne, che un mediocre salario, ed un trattamento civile, e dolce?

È troppo ordinario a Fanciulli di buona Famiglia l’addomesticarsi co’ servidori. In, quelli che si pigliassero da luoghi pii, non si vedrebbe se non la dipendenza, e la sommessione dovuta. Se questa Carità si rendesse universale, si prevenirebbono tutti li cattivi ufficj, e tutte le segrete calunnie, che vengono da Domestici. Un Padre di Famiglia potrebbe prima conoscere la vita, ed i costumi di quelli, che ammettese [sic] presso di lui. Si vedrebbe allora una bella ar monia nelle Case de’ Particolari: il Padrone si restringerebbe all’autorità d’un buon Padre, ed i Domestici lo servirebbono, con tutta la possibile gratitudine, e diligenza, in qualità di umili, e fedeli Amici.

La Lettera d’un mio corrispondente il quale mi da notizia, che cinquanta Giovanetti vestiti di nuovo, a spese di qualche generoso Benefattore, compariranno, Domenica prossima, nella Chiesa di Santa Febronia, mi ha fatto scrivere questo Foglio. Ha voluto, di più, lo pubblicassi, sulla speranza debba produrre buoni effetti, il che desidero di tutto cuore; e benche non si possa aggiognere niente à ciò, che molti bravi [306] scrittori hanno insegnato sopra questo, punto si rilevante; a fine vi sia, in questo Foglio, qualche cosa capace a muovere un animo generoso, come quello del mio Corrispondente, trascriverò qui un capo della sua Lettera, che ha la figura d’un Sermone.

Nivel 3► Cita/Lema► Se i poveri, dice, non hanno molte comodità di questa vita, la Provvidenza li ricompensa, con usura, colla straordinaria cura, che qui si piglia della loro eterna salute. Se la loro nascita fosse più elevata, o fossero ricchi, non avrebbono quella, buona educazione, che non è destinata, se non per quelli, che sono assai bassi nel mondo; e che loro procura, senza la minima spesa, que’ vantaggi, che i ricchi non saprebbono conseguire a forza del loro danaro. La istruzione che si da’ loro gratis gli edifica più di quella, che si vende. Così, quanto più sono umiliati nella Fortuna, tanto più sono inalzati ne’ buoni costumi; e la loro Povertà forma tutta la loro Ricchezza. ◀Cita/Lema ◀Nivel 3 ◀Nivel 2 ◀Nivel 1