Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXLIX", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.3\149 (1728), S. NaN-144, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.5006 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione cxlix.

Agli educatori della Gioventù.

Zitat/Motto► Ingenuas didicisse fideliter artes
Emollit mores, nec sinit esse feros.

Ovid. Ex. Ponto L. II. 651. ◀Zitat/Motto

Ebene 2► Quando l’animo dell’Uomo non è coltivato si rassomiglia ad un pezzo di marmo escito della Rocca, in cui non si vede alcuna delle sue bellezze fino, che l’artefice noll’ abbi polito, e ne faccia comparire i varj colori, le nuvole, le vene, e le macchie delle quali è seminato. Cosi la Educazione mette in chiaro le virtù, ed i talenti d‘un Anima, che non comparirebbe mai ciò, ch’ella è, senza un tale soccorso.

Se i miei Leggitori vogliono permettermi di passare con un salto, da questa allusione ad un'altra, per dissegnare la forza della educazione, mi servirò dello stesso essempio posto in uso da Aristotile per ispiegare il suo dogma delle Forme sostanziali, quando ci dice, che una statua è nascosta in un pezzo di marmo, e che lo statuario, non fà altro, se non togliergli ciò che vi è di superfluo, è le parti che la cuoprono; [140] la Figura è nella pietra, lo scultore non serve, che a discuoprirla. Si può dire, che la educazione è per lo spirito dell’Uomo, ciò che la scultura è per un tozzo di marmo. Il Santo, il Filosofo, o l’Eroe; il Politico, l’Onesto, o il grand’Ingegno: si ritrovano sovente sotto l’imboglio [sic] d’un’ Uomo volgare, che la educazione avrebbe possuto sviluppare, e metterlo in comparsa. Per questo anche leggo, con piacere, la storia delle nazioni barbare, e mi diletto nel contemplare le loro virtù, con tutta la loro grossolagine maturale; nel vedere il loro coraggio convertito in ferocità. La loro costanza in ostinazione; la prudenza in astuzia; e la pazienza in malinconia, o disperazione.

Le Passioni degli Uomini oprano diversamente, e producono differenti effetti a misura che sono più, o meno regolate dalla Ragione.

Ebene 3► Exemplum► Quando ci viene raccontato che gli schiavi Americani, alla morte de loro Padroni, o in cambiando serviggio, si appendono al primo albero, che incontrano, chi non ammira la loro fedeltà benche ne sia troppo terribile la prova? Fin dove non arriverebbe una tale grandezza di animo, per quanto comparisca selvaggia, in que’ poveri disgraziati, se fosse ben coltivata? quale scusa si puol’addurre del dispreggio, che per loro abbiamo ne’ nostri Paesi? D’ [141] onde viene, che non si rimirano collo stesso occhio, come gli altri della nostra specie? e che non si condanna, se non leggermente, chi gli uccide. Che dico? D’onde nasce, che in certe Città vengono privati, per quanto si puole d’ogni speranza di bene in questa vita, e nell’altra, negando loro i mezzi, che si credono proprj ad ottenerlo? se la Inghilterra, dove particolarmente sono cosi trattati, fosse Cattolica, non proverebbero, i meschini, tanta innumanità. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Ebene 3► Exemplum► Imbarcato in si funesto sogetto, racconterò una storia, si bene testimoniata, che non posso metterla in dubbio Ella [sic] è una specie di Tragedia, seguita nell’Isola di S. Cristoforo nell’America, saranno vent’anni in circa. I negri, che ne furono gli Attori, apparteneano ad un Sig., che forse per anco vive.

Avea, questo Signore, nel numero de’ suoi schiavi una Giovane negra, che passava per una singolare beltà presso quelli della sua nazione. Tenea, allo stesso tempo, due Giovani negri molto ben fatti, ed amici strettissimi frà di loro. Accadè, per disgrazia, che ammendue si resero innamorati della bella negra, la quale sarebbe rimasta contenta d’avere o l’uno, o l’altro per marito, quando o l’uno, o l’altro avesse ceduta la pretesa di possie-[142]derla. L’amavano ammendue in eccesso, e per altro, erano frà di loro d’una innalterabile fedeltà; si che, l’unon [sic] potea risolversi di cederla al suo Rivale, ne a sposarla senza il consenso del altro. Il tormento, che soffriano servia di trattenimento al rimanente della Famiglia, che non lasciava di osservare la strana applicazione de’ movimenti da quali venia agitato il cuore di que’ poveri negri, oppressi dal peso del loro amore, e dalla disperatione d’essere mai felici.

Dopo un longo, e duro combattimento trà l’amore, e l’amicizia; tra la Fedeltà i [sic] e la Gelosia; si accordarone [sic] , un giorno, di portarsi a passegiare, colla loro Diva, in un Bosco. Quivi gionti, in disparte, dopo molte lagrime, singhiozzi, e sospiri le immersero un pugnale nel seno, che le die quasi sul fatto, la morte. Uno schiavo’ che lavorava nel vicinato, all’udire i gridi della meschina, vi accorse, e vide il cadavero della Giovane stesso in terra, co’ due amanti a suoi fianchi, che non cessavano di bacciarla, che piangeano a calde lagrime, e che disperati si percuoteano enormemente il petto. Volò subito alla Casa del Padrone ne die avviso, vi andarono solleciti i Domestici, e ritrovarono la Giovane morta, ed i due negri sul punto di spirare l’anima, per le ferite, che si e-[143]rano date di propria mano. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Veggiamo in questo essempio di tanta crudeltà, di quali disordini sia capace un Uomo, che non viene regolato dalla virtù, e dai lumi d’una coltivata Ragione. Benche l’azzione, da me riferita, sia ripiena, in grado supremo, di reità, e d’orrore; con tutto ciò, si può dire, nascesse da un principio, il quale avrebbe possuto produrre frutti eccellenti, quando fosse stato regolato, e diretto da una buona educazione.

Ella è una impercettibile grazia, l’essere nati ne’ Paesi, dove fioriscono la virtù, e le scienze. Benche, bisogna dirla, in questi stessi Paesi si ritrova una infinità d’ignoranti, che sanno quasi meno delle stesse nazioni Barbare. Si come all’opposto quelli, che godono il vantaggio d’una migliore educazione, s’innalzano gli uni sopra, gli altri, e giongono a varj gradi di perfezione. Ma per ritornare alla nostra statua formata da un pezzo di marmo: La veggiamo ora, semplicimente incomminicata; ora sgrossata, e vicina a doventare l’abbozzo d’una Figura umana; ora discerniamo tutte le membra; ora ci comparisce un opra del tutto accompiuta; ma se ne veggono poche, dove la mano d’un Fidia, o d’un Prassitele non possano aggiognervi nuove grazie. Vi sono anche de’ marmi più du-[144]ri del Porfido indomabili dallo scalpello.

Le rifflessioni sopra la morale, e sopra la natura umana, sono, nel mondo, i migliori mezzi, che si possano impiegare a perfezionarsi l’animo; ad acquistare la vera cognizione di se stessi, e per conseguenza, a ritraere le nostre anime dal vizio, dall’ignoranza, e dalle imperfezioni, nelle quali sono naturalmente impegnata.

Metatextualität► Questo è il fine, che mi prefiggo in tutti i miei Foglj; e mi lusingo d’avere qualche poco, fin ora, contribuito a polire i nostri costummi. Almeno si accorderà, che la mia impresa è lodevole, comunque sia esseguita. Se debbo prestare fede a quanto molte Persone, ch’io non conosco, mi hanno scritto; elleno approvano i miei sforzi; e questo m’incorragisce a raddoppiarli. Che che ne sia: Mi prevalgo di questa occasione per ringraziarle della loro benevolenza; e per supplicarle a perdonarmi, se non ho inserite ne’ miei Foglj le loro Lettere, non ostante il rilievo, che avrebbono loro dato. Ma se da una parte gli Eloggj si bene studiati, avessero fatto onore a loro, compositori, dall’altra, se io stesso gli avessi pubblicati, vi era da temere, che il mondo me ne giudicasse indegno. ◀Metatextualität ◀Ebene 2 ◀Ebene 1