Zitiervorschlag: Cesare Frasponi (Hrsg.): "Lezione CXLIV", in: Il Filosofo alla Moda, Vol.3\144 (1728), S. NaN-116, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.5001 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

Lezione cxliv.

A’ Padri amorosi corrisposti da loro Figliuoli:

Metatextualität► Uno ore omnes omnia
Bona dicere, & laudare fortunas meas qui gnatum haberem tali ingenio praeditum.

Teren. Andr. Act. I. sc. I. 69. ◀Metatextualität

Ebene 2► Ebene 3► Exemplum► Mi tratenni, l’altro giorno a rimirare un Padre, assiso nel mezzo d’una Camera, con una truppa de suoi Figliuoli; e mi parve di riconoscervi una segreta gioja nel volto ogni tratto, che rivoltava gli occhj all’uno o all’altro di què cari ogetti, che lo circondavano. Questo è un Uomo, il quale non ha, se non idee assai moderate per istabilirli ed avvanzarli nel [110] mondo; e che, Padrone di onesta facoltà, non aspira a magiore fortuna. Il suo Primoginito è d’un bonissimo naturale; e benche sia molto da lui amato, ardisco dire, che non farà mai inganno veruno per arrichirsi. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Non conosco alcuno, che abbi una idea più giusta della vita, e ne gusti meglio le dolcezze di quest’Uomo; o che stia piu attento contro le apprensioni della Povertà, o contro la speranza del profitto, è assai ordinato a quelli, che hanno Figlivoli [sic] d’averne buona opinione; di credergli capaci di tutto; e di loro destinare alti impieghi. Ebene 3► Exemplum► Conosco una Donna, che ha trè fanciulli; ne le togliereste di mente, che uno non debba essere Giudice; l’altro Medico di Corte, e l’altro Vescovo, il bello è, che ciascuno aspetta per suo Figliuolo, ciò che può accadere di bene à quello d’ogn’altro. ◀Exemplum ◀Ebene 3 Ma quello di cui ho incomminciato a parlare, non si lusinga, con queste vane speranze, è più attento nel dare una buona Educazione à suoi Figliuoli, che ne procurare loro degli onori, e delle richezze. La virtù, da buonora contratta, non manca, quasi mai, di stabilire la Fortuna, e la Riputazione d’un Uomo, la dove, le grandi richezze non sempre producono la bontà della menge; e del cuore.

È naturale ad un Uomo, che ama i [111] suoi Figliuoli, il pascersi la immaginazione del loro felice stato in avvenire; e di rappresentarseli sopra un buon piè nel mondo, dopo ch’egli non vi sarà più. Se non ha che pensieri ragionevoli, nel proposito, la sua tenerezza contribuisce in qualche maniera a prolongargli la vita.

La sopra vivenza dell’Uomo, nella persona d’un Figlio, gli cagiona un piacere, che non è gran cosa, inferiore a quello gli potrebbe dare la speranza di vivere più longamente.

È felice chi puol credere, che suo Figlio eviterà tutte le pazzie, e tutte le indiscretezze, delle quali egli è stato colpevole; e seguirà, o porterà più innanzi tutto ciò, ch’egli ebbe di buono, e di saggio nella sua condotta. La proroga, per così dire della sua virtù deve essere infinitamente più stimata di quella della sua vita, si come non vi è niente di più afflittivo del pensare, che l’erede, mirerà di cattiv’ occhio tutti gli amici di suo Padre, che abbraccerà contrarj principj; e cercherà tutto ciò, ch’egli disapprovava. La eredità d’un tale successore, non puole se non decadere; e la Famiglia, di cui egli è Capo, si ritrova in pessimo stato.

Ebene 3► Exemplum► Quando visito la bella casa di campagna dell’illustre Ruricola; quando passo da una stanza all’altra; quando mi [112] aricordo delle graziose conversazioni, che vi ho passate, con esso lui; e de’ nobili sentimenti del suo cuore; e veggo il suo erede un vero merlotto, imbarazzato nel sostenere il decoro della sua Casa; e nell’accogliere gli amici di suo Padre. Non saprei esprimere il mio dispetto, non si dee biasimare un Uomo, che manca il talento, ma ella è sua colpa s’egli è incivile. Il Figlio del Ruricola tutta la di cui vita era una continua serie di generosi sentimenti, e di buone azioni, si famigliariza co Parasciti, ed ubriachi; ne ha gusto che per le adulazioni de’ suoi Domestici: i suoi pensieri sono infami, sregolati; il suo linguaggio vile, ed osceno; la sua condotta grossolana; e sporca. Quest’animale de’ egli passare per lo successore d’un Uomo pieno di virtù, di spirito, e di politezza? ◀Exemplum ◀Ebene 3 Che che ne sia, se non veggo più in questa Casa veruna traccia del mio illustre Amico, Ebene 3► Exemplum► non hò che portarmi presso un Gentiluomo suo vicino, e vi ritrovo una di lui Figlia, che vi ha collocata prima, che partisse dal mondo; questa e il Ritratto del di lui corpo, e della di lui anima. Questa risarcisce la perdita di sua Padre, e senza portare il suo nome, o godere i suoi beni, lo rappresenta meglio del Fratello, che ha ereditato e l’uno, e gli altri. ◀Exemplum ◀Ebene 3 Un tale Figlio qual è il primogenito del Ruricola [113] è l’immagine di suo Padre presso poco come sarebbe l’apparizione del suo Fantasma, egli è, Per verità Ruricola, ma Ruricola, doventato appunto un Fantasma; ch’eccita orrore, e lo spavento.

Io non sò a ch’attribuire le inclinazioni basse, e bestiali di questo Giovane quando non vengano dalla troppa severità di suo Padre; questa gli avrà forse cagionato del ribrezzo, per que’ buoni costumi, ai quali venia obbligato, con eccessivo rigore, e l’avrà distolto dal rendersi amabile, con un aria libera, famigliare, ed obbligante.

Ebene 3► Exemplum► Non vi è da temere si vegga mai Escire un simile germoglio dalla Famiglia de Cornelj, dove il Padre vive co’ suoi Figlj; come se fosse loro primogenito Fratello, ed i Figlj praticano, col loro Padre, come farebbono, col più saggio; e più sperimentato de’ loro amici. I Cornelj sono famosi negozianti, e la buona intelligenza, in cui vivono, è utile a tutti quelli, che li conoscono, come a se stessi. Dispongono della loro amicizia; della loro benevolenza; e de’ loro buoni ufficj, in commune, come delle loro fortune; cosi subito, che si obbliga uno di loro, si attrae la riconoscenza di tutti gli alri. ◀Exemplum ◀Ebene 3

Il più grato ogetto, che dia pascolo alla vista, egli è un Uomo di merito il quale viva di si buona intelligen-[114]za con suo Figlio si che non abbino niente di occulto l’uno per l’altro. La loro mutua tenerezza porge una straordinaria soddisfazione a quelli, che li conoscono; e fà godere a loro stessi un delicato piacere, il quale si raddoppia, a misura che si communica. Ella è cosi sagra come l’amicizia, cosi dilettevole come l’amore, e cosi dolce come la Divozione. Ella non aiuta solamente a dissipare le afflizioni, che sarebbono insopportabili, senza una tale soccorso; ma dà rillievo ai piaceri, che senza di lei non meriterebbono veruna stima.

La cosa più indifferente acquista forza e beltà, quando esce dalla bocca d’un buon Padre e la minima bagatella ha del peso allor, che viene dalla parte d’un Figlio ubbidiente.

Io no sò, in quale maniera esprimerla; ma parmi se le potrebbe dar il nome d’un Amore proprio trappiantato. Tutti li vantaggj, e tutte le disgrazie, che accadono ad’ un Uomo, in questo Caso, noll’interessano, se non a causa della relazione, che tiene coll’altra.

Il suo stesso onore gli doventa più caro, quando pensa, che doppo la sua morte, si dirà: il Padre di quel Figlio ha fatta la tale azione, queste idee non ponno, che raddolcire i cattivi giorni d’un Vechio, e riempierli di allegrez-[115]za, allorche può dire a se stesso: non si potrà dire a mio Figlio, che suo Padre era un ingiusto o un Empio: mio Figlio ritroverà più d’un Uomo da bene, che gli dirà, ho molte obbligazioni al sù vostro Padre, e desidero, che mio Figlio sia vostro amico sino al sepolcro.

Non è in potere di tutti gli Uomini il lasciare magnifici Titoli, o grandi richezze alla loro Posterità; ma ponno contribuire a farle acquistare della stima colla industria, colla probità, col valore, e colla giustizia. Ciascuno può lasciare a suo Figlio l’onore, di escire da un Padre virtuoso, ed aggiungnere alla sua Eredità le benedizioni del Cielo. Finirò questa Rapsodia, con una Lettera, che sono stato obbligato scrivere ad un Giovane a me noto, che ha del merito, ed a cui la morte ha tolto, di fresco un Padre illustre.

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Mio Signore.

Non credo, vi sia dovere più difficile a soddisfarsi di quello, che ora intraprendo, di consolare. Così non cerco di addempierlo colla vostra persona massimamente, perche giustissimo il vostro dolore. I principj di virtù, che avete dall’illustre deffonto, di cui oggi piangete la perdita, hanno influenza bastante sopra di voi, in età di ven-[116]tire anni, a rendervi inconsolabile, benche la sua morte vi abbi posto in possesso di considerabili Beni. Non dubito che non siate per fargliene onore, con un buon uso, e che riputereste indegno della vostra virtù, l’impiegare in dissolutezze, ed in superflue vanità, ciò ch’egli acquistò colla industria, e colla prudenza. Questo è il vero mezzo di comparire sensibile alla sua perdita; e di consolare tutti quelli, che non sono afflitti. Non potete, col vostro dolore, richiamarlo in vita, ma potete farlo revivere, nella vostra persona, con una condotta regolata, è saggia.

Sono &c. ◀Brief/Leserbrief ◀Ebene 3 ◀Ebene 2 ◀Ebene 1