Référence bibliographique: Luca Magnanima (Éd.): "Saggi ultimo.", dans: Osservatore Toscano, Vol.1\19 (1783), pp. 199-202, édité dans: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Éd.): Les "Spectators" dans le contexte international. Édition numérique, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3712 [consulté le: ].


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Saggio Ultimo.

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Sull’indipendenza assoluta delle Provincie americane.

Le tredici Provincie unite inglesi formano da pochi giorni in quà uno stato sovrano, o una nazione affatto indipendente dalla Inghilterra. Questa indipendenza è costata loro cinque anni di contrasto, e sette di guerra altrove, e quel che è forse più dolente a sapersi, una desolazione presso che generale di esse. Con tutto questo prima che prendessero le armi, erano una nazione già fondata. Di qui è che hanno saputo fare alleanze, bene usare de’loro aiuti, e delle forze proprie. Quel tempo dunque che le altre nazioni an dovuto consumare nell’incivilirsi, queste lo spenderanno nel fissare le loro leggi, e nel riformarsi.

Sarebbe inverisimile a pensare che elle volessero stabilirsi sulla mediocrità. Le antiche repubbliche vi prosperarono, è vero; ma ciò avvenne perchè passarono dalla barbarie sotto certe leggi, che aveano per principio quella virtù. E come non può riformarsi un uomo che abbia già i gusti e le usanze di una società più o meno culta; così neppure la società stessa non può avere una sorte sì fatta. Credo che potrebbe ottenersi col raziocinio; ma dov’è mai quel popolo che ragioni, e che non sia regolato da un corpo di saggi che [200] ragionin per lui? In ogni tempo ed in ogni governo libero, il popolo che si è detto avere la suprema potestà, non è stato mai nulla, come dice benissimo il Montesquieu. Se non è dunque possibile questo rifiorimento della mediocrità, o sia della moderazione antica, perchè il popolo è già infetto di lusso, questi stati, che anno ora signorìa indipendente, penseranno, come gli altri, ad ingrandirsi.

Ognun fa che gli unici mezzi, cioè i soli durevoli, perchè naturali, sono l’agricoltura ed il commercio. Come s’intenda la prima fra gli Americani presenti, non so. Posso dire che essendo trascuratissima in molte parti della culta Europa, nè giunta a tutta la sua maturità in alcuna, molto meno lo sarà in America; paese si può dire ancor nuovo, e solo rinomato più pe’tesori che ci ha profuso l’Europa, e per la sepoltura che da due secoli in quà ne fa de’suoi, che per le sue vere ricchezze, e per la scienza di coltivare la terra. Il sapersi nondimeno che per tutto si mostrano luoghi di aria mal sana, e vi regnano malattie orribili, può assicurare che la coltivazione non è generale, nè avanzata. Dietro l’agricoltura ne viene necessariamente il commercio; e queste Provincie che anno molti prodotti naturali de’più necessari alla vita, e possono accrescerli, potranno farlo sempre attivo. Già ne anno tutta la perizia, e la sollecitudine; e per dir tutto, è anche popolo inglese.

[201] L’agricoltura è il sangue degli stati, il commercio la vita; ed uniti insieme ne formano la vera forza, ed il vero ingrandimento. Penserà dunque questa nuova Repubblica a farsi rispettare. Ma l’unico mezzo è di formarsi una buona milizia, nè può esser buona, se non è nazionale. Un grande stato che ne abbia poca, e cattiva può assomigliarsi alla favola del Leone vecchio, ed infermo. Tutti i vicini ed i lontani si fanno lecito d’insultarlo. Perciò le armi sono essenziali. Il Segretario fiorentino volea che fossero proprie, e con ragione; mentre tanto le ausiliarie, che le mercenarie, le quali molto usavano al suo tempo, fecero sempre mala prova. E fu sempre opinione o sentenza degli uomini savi, che niente sia così infermo ed instabile com’è la fama della potenza non fondata nelle forze proprie. Questo principio è vero; e benchè le milizie del nostro tempo siano composte di tutte le nazioni, e siano state valorose al cimento, anno i loro inconvenienti. Or se la cosa la più sicura è l’avere armi proprie per tutto, la più sicura e la più utile sarà l’averle sotto il clima d’America. Queste sole sempre pronte ed agguerrite fanno rispettare gli stati che possono mantenerne un buono numero; e le Provincie unite possono pervenire a tanto, se è vero che potranno un giorno alimentare dieci milioni di uomini. Con esse potranno farsi ancora conquistatrici, non perchè piaccia sempre quello degli altri, ma quando ve ne siano i giusti mo-[202]tivi. Il Continente è vasto, e senza scuola di armi. Ma giusti o non giusti sì fatti motivi, i popoli confinanti, deboli per se stessi, dovranno temere assai di una potenza che va a farsi grande e forte. Può succedere ancora che si contenti dello stato, in cui il Cielo l’ha posta, e massime se si ferma a godere de’piaceri del lusso, ma è più naturale a pensarsi che tutti i popoli d’America, presto o tardi, saranno chiamati alla libertà, e che forse combatteranno con gli europei. In tutte le cose umane il primo passo è sempre il più arduo a farsi. Oltre di che è molto difficile il tenere le conquiste lontane. I Romani ne sono un esempio, e possono ammaestrare chi sentisse altrimenti. E’però cosa dura che molte generazioni siano sacrificate prima che una nazione abbia nome nel mondo. Ma tale è forse la natura delle nostre cose. Felice quella generazione che comincia a segnare i giorni della sicurezza e della libertà!

Ho voluto finire i miei Saggi col maggiore avvenimento, che chiuderà questo secolo. Quello che è per venire ne conterà senza fallo molti altri, perchè l’Europa ne va gettando di continuo i fondamenti. Il più bello sarà un lume universale delle nazioni su’loro veri interessi, e perciò una maggior libertà. Voglia pure il cielo che sia così.! ◀Niveau 2

Opera dell’Ab. Luca Magnanima.

Fine del secondo ed ultimo Volume. ◀Niveau 1