Zitiervorschlag: Gasparo Gozzi (Hrsg.): "N. 64", in: La Gazzetta Veneta, Vol.1\064 (1760-09-13), ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fabris, Angela / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3674 [aufgerufen am: ].


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N.° 64.

Sabbato addi 13. Settembre 1760.

Che contiene

Quello, ch’è da vendere, da comperare, da darsi a fitto, le cose ricercate, le perdute, le trovate, in Venezia, o fuori di Venezia, il prezzo delle merci, il valore de’ cambj, ed altre notizie, parte dilettevoli, e parte utili al Pubblico.

Ebene 2► Metatextualität► Seguendo i nostri Amici Veneziani a darci un diligente avviso delle Solennità fattesi in Parma a questi giorni, ne facciamo parte al Pubblico con quello stesso ordine, con cui vengono descritte. ◀Metatextualität

Le lettere sono in data de’dì 9. di Settembre.

l dì primo di Settembre giunse incognito Sua Eccellenza il Signor Principe di Lichtenstein all’ore 2. di Francia dopo il mezzo giorno, e andò al Palagio di Sua Eccellenza il Signor Marchese Pallavicini

Adì 3. fu al suddetto Principe eseguito l’Ingresso nel modo seguente.

Alle ore 10. di Francia della mattina marciando in ordine militare uscirono in fila due Reggimenti di Soldati Veterani, e si posero in buona ordinanza dalla Porta della Corte del Regio Ducal Palazzo fino a tutta la Piazza tutti ben disposti per tenere la strada aperta, e per riparare quegl’inconvenienti, che poteano accadere per la gran calca delle genti concorse, tanto della Città quanto forestiere a veder la funzione; essendo intanto la Corte del Palazzo occupata da’Granatieri de’suddetti due Reggimenti. Alle ore undici passò la Compagnia degli Alabardieri tutti vestiti di scarlatto, con sotto abito, e paramani turchini, con galloni d’oro, precedendo la sua Banda militare, e prese posto nell’Antisala del Palazzo Ducale.

All’ore undici e mezza, il primo Ufficiale delle Scuderie di S. A. R. con due Palafrenieri a Cavallo si portò a levarlo, e ritornarono alle ore 12. con l’ordine, che segue.

Prima gli accennati primo Ufficiale, e Palafrenieri di S. A. R. una Carrozza vota dell’Infante.

Due Guardaportoni, o sia Svizzeri a cavallo vestiti di scarlatto rosso sott’abito turchino, guerniti di gallone ricchissimo d’oro, entro la quale si vedeva qualche striscia a lavoro di seta turchina, tutto però a marchetaglia, le Traccolle piene (oltre al ricamo d’oro) di frange pur d’oro, cappello con punto di Spagna d’oro, e una lunga canna col pome d’argento.

Sei Lacchè del medesimo Principe di Lichtenstein vestiti di velluto rosso ricamato d’oro a marchetaglia, sott’abito di samis d’oro, fascia bianca, girello di frange d’oro, berrettone ricamato d’oro con l’arme di S. E. il Signor Principe, calze di seta bianche, e scarpe ricamate d’oro. Essi tenevano in mano spuntoni con grosso pome d’argento di bellissima forma.

24. Servitori a piedi ne venivano pure vestiti di scarlatto rosso con paramani, e sott’abito turchino tutti guerniti a marchetaglia del sopraddetto gallone d’oro, cappello con piuma, e punto di Spagna d’oro, e aveano sulla spalla un nastro di cordella d’oro.

Due Cacciatori vestiti di panno verde gallonati d’oro, col cornetto a lato, e con un cappello a punto di Spagna d’oro.

Sei Aiduchi vestiti alla lunga, cioè corpetto all’Unghera di panno turchino, guernito d’oro, con frange pendenti d’oro, bragoni con calze e veste lunga di scarlatto rosso guernito similmente d’oro, berrettone in testa con penne di Cigno, e mazze d’argento in mano.

Il Mastro di Scuderia di S. E. vestito di panno guernito d’oro con cavallo riccamente bardato, e gualdrappa ricamata d’oro.

Dodici cavalli di gran valsente, a mano condotti, riccamente bardati con gualdrappe d’argento, e d’oro, pistole incassate d’argento, e fornimenti d’argento massiccio, con copertoi di ricamo d’oro, e d’argento, rappresentando questi l’arme di S. E. il Signor Principe, ornata in vaghissima forma di strumenti militari, e corona d’oro, e d’argento; ogni cavallo avea un Palafreniere vestito di scarlatto rosso, guernito d’oro, come i Servi detti di sopra.

Il primo Ufficiale di Scuderia seguiva vestito di panno turchino guernito d’oro, e due Palafrenieri vestiti come gli altri, a cavallo.

Sette Cappe nere del Signor Principe, a cavallo vestite di panno turchino, gallonate d’oro a marchetaglia. Un Moro vestito all’Affricana di Grisetta d’oro con sopravveste d’oro, e questi avea un picciolo berrettone in testa ornato di diamanti, e perle, e il suo cavallo era bardato alla Turchesca coi fornimenti d’oro.

Otto Paggi, due all’Unghera, e sei alla Francese tutti a cavallo, vestiti di velluto ricamato d’oro, con frange pendenti d’oro, cappelli con punto di Spagna d’oro, e i due berrettoni all’Unghera, con frange pendenti, e ricamo d’oro. Quattro Palafrenieri vestiti come gli altri.

Carrozza di gala di S. A. R. Don Filippo a otto cavalli riccamente guerniti con piume bianche bellissime. Era in essa il Signor Principe di Lichtenstein, e il primo Gentiluomo dell’Infante col Cavaliere introduttore.

Al primo spuntare di questa Carrozza udissi la chiamata de’tamburi, al cui segno tutta la truppa presentò l’armi, e successivamente gli Ufficiali salutarono il Principe scoprendosi.

Seguiva la carrozza di gala d’esso Principe, e un’altra muta di lui a otto cavalli con tre Gentiluomini, e un Maggiordomo di Corte. Un’altra con lo stesso ordine, cioè con tre Gentiluomini, e un Maggiordomo di Corte; e così la terza. Ne veniva poi la seconda carrozza di Gala del Signor Principe con fornimenti d’argento massiccio a otto cavalli con piume; e un’altra a due posti del medesimo a otto cavalli, con dentrovi due Gentiluomini Tedeschi. Un’altra dello stesso a sei cavalli di mantello isabella con guerniture d’argnento, e con Persone di Servigio del detto Principe; e tutte le accennate carrozze erano attorniate da Servidori dello stesso Signor Principe, parte vestiti alla Francese, e parte all’Unghera, tutti come gli altri di scarlatto con oro al numero di trentotto.

Con questa pompa, e ben inteso ordine il Signor Principe giunse al Palazzo Reale. Stava già schierata la Guardia coll’armi presentate, o bandiera spiegata; dodici Guardaportoni formavano due ale nell’Ingresso: da cima a fondo dello scalone da ambedue le parti erano distribuiti gli Alabardieri Reali, e le Guardie del corpo altresì dimoravano sull’arme nella loro Sala.

A’piedi dello Scalone si ritrovò il Signor Conte Rimbaldesi Mastro di Cerimonie, dal quale fu accolto il Signor Principe di Lichtenstein, che in mezzo al Signor Marchese Pallavicini, e al Signor Introduttore salì lo Scalone, e sull’entrare della prima Sala venne incontrato dal Sig. Conte del Verme Capitano delle Guardie. Incamminaronsi tutti insieme alla Camera d’Udienza, preceduti dal Mastro di Cerimonie, e dall’Introduttore, da cui fu avvertito l’usciere della venuta del Signor Principe; quindi fu aperta tutta la porta pel suo Ingresso, e per quello de’Paggi Gentiluomini, e Livree di suo seguito, che si fermarono nelle rispettive Sale, e Anticamere: Il Signor Principe preceduto da’suoi Cavalieri, passò nella Sala d’Udienza, e presentossi a S. A. R. che stava affisa sotto il Baldacchino. Ella levossi in piedi, si scoperse, indi coprissi; il che fece pure il Sig. Principe, restanto (sic.) ambidue in piedi: e frattanto il Sig. Ministro di Stato D. Gugielmo du Tillot si mise a destra del Trono, dopo lui il Capitano delle Guardie, e da ambedue i lati si distribuì il rimanente della Corte. Consegnò quindi il Signor Principe le Lettere Credenziali a S. A. R. e fece a Nome delle LL. II. la domanda della Reale Infanta per S. A. R. L’Arciduca Giuseppe; in conseguenza di che S. A. R. spedì il Signor Conte Sanvitali con due Gentiluomini di Camera a Madama Isabella, la quale venne all’Udienza accompagnata da Madama Gonzales sua Governatrice, dalla Signora Contessa di Sissa, e dall’altre Dame di Corte. Al suo arrivo il Reale Infante, ed il Principe si copersero; nè più si coprirono: Allora il Principe di Lichtenstein presentò a Madama Isabella una Lettera dell’Arciduca, col ritratto di lui tempestato di grossi, e preziosi brillanti: ella si pose il ritratto al petto, lesse la Lettera, diede l’assenso, e appresso si ritirò al suo appartamento. Il Signor Principe avendo preso congedo da S. A. R. passò all’Udjenza del Principe Ferdinando, quindi a quella di Madama Isabella, e finalmente di Madama Luigia.

Adì 3. dopo il pranzo SS. AA. RR. Don Filippo, Madama Isabella, Luigia, e il Principe Ferdinando andarono al passeggio nel Giardino, nel quale oltre ad un infinito numero di genti, v’erano 800. Forestieri Cavalieri, e Dame di primo rango. Usciti del Giardino andarono alla prima Recita dell’Opera in Musica intitolata: le Feste d’Imeneo del Sig. Abate Frugoni, alla quale intervennero solamente le principali Dame, e i Cavalieri. Sorprendente è la decorazione, e il vestiario di quest’Opera, ch’è un continuo spettacolo di grandezza, e magnificenza. Vi sono due arie del Sig. Guadagni maravigliosamente belle. Ed un Terzetto della Signora Mimì Favier, della Signora Santina Zanussi, detta Catrolli, e di Monsieur Aloard, che non può vedersi meglio. All’ore 7. di Francia si vide la Città tutta illuminata con fanali con l’Arma di S. A. R. e tutto il Palazzo di Corte illuminato a Cera, ed erano pure di cera magnificamente illuminati i Palazzi de’Signori Principi di Lichtenstein, Conte Sanvitali, Ambasciatori di Spagna, e di Francia, e d’altri. Gli Archi nuovamente aperti dalla magnifica comunità in Piazza, erano illuminati con Fanali, e Guglie trasparenti, rappresentanti l’Armi della casa Borbone, e i due Fiumi Taro, e Parma. Terminata l’Opera seria, alle ore una dopo la mezza notte, vi fu magnifica cena in casa del Signor Prencipe (sic.) di Lichtenstein, e appresso una sontuosa festa di ballo, alla quale intervennero le AA. RR. D. Filippo, e Madama Isabella con Cavalieri, e Dame di primo rango. L’Infante D. Filippo ballò un minuetto con la Figlia, poi con la Contessa Sanvitali, Marchesa di Roma. Madama Isabella ballò poi il secondo col Sig. Principe di Lichtenstein, e all’ore 4. e mezza di Francia ritornarono al loro Palagio, e il Principe al suo appartamento, destinatogli in Corte.

Adì 4. la mattina vi fu a Corte la solita gala con l’intervento di Dame, e Cavalieri, e dopo il pranzo passeggio al Giardino, e la sera all’Opera seria; e vi fu anche illuminazione di tutta la Città, ma più ordinata.

Adì 5. La mattina vi fu il baciamano di tutte le comunità dello Stato, e furono introdotti tutti i Capi delle Religioni. Il dopo pranzo il passeggio al Giardino, e illuminazione, come prima.

Adì 6. La mattina vi fu il baciamano del Collegio de’Medici di tutto lo Stato, degli Avvocati, e de’Notaj, e il dopo pranzo non vi fu passeggio a cagione del vento, ne si fece Opera; ma conversazione a Corte.

Adì 7. La mattina verso le ore 10. s’appostarono col metodo detto del giorno dell’entrata il (sic.) Soldati, e fu occupata tutta la strada di S. Michele. Verso le dieci, e mezza S. E. Principe di Lichtenstein andò in forma pubblica al Duomo tutto perciò fornito con domaschi rasetti rossi, e oro; e Lampane di Cristallo. V’erano quattro orchestre, due delle quali vennero occupate dagli Strumenti di fiato, e l’altre due da quelli di corde, e verso l’ore undici v’andarono Madama Isabella, e S. A. R. D. Filippo con le rispettive loro Corti. Quando arrivò Madama Isabella col Padre, la incontrò il Principe di Lichtenstein, e tutti e tre insieme n’andarono all’Altar maggiore. Il Padre di lei Don Filippo era alla destra, la Figlia nel mezzo, e il Principe alla sinistra. Dopo fatta la preghiera, venne intuonata una Sinfonia, indi Monsignor Cristiani Vescovo di Piacenza fece lo Sposalizio, terminato il quale, coll’ordine di prima, e con sinfonia si partirono, e andarono a Corte. Giunti al Palazzo Ducale, vi fu lauto pranzo preparato alle LL. AA. RR. e al Sig. Principe, essendo la Sala piena di Nobiltà Forestiera.

La sera vi fu nella Città illuminazione, e nel Giardino dopo terminati i Fuochi. Ottantatremila lumicini fra quelli di vetro, venuti da Venezia, e quelli di terra, si contarono in esso Giardino, ma il vento, accompagnato da un poco di pioggia, non lasciò godere una veduta così magnifica. Dopo n’andarono al Palazzo alla gran cena, e dipoi nel Regio Ducal Teatro, divenuto Sala con quattro Porte; erano tutti i Palchi intrecciati con certe ghirlande di fiori, che facevano bellissimo vedere, e tutto illuminato. Non fu permesso l’ingresso altro, che a Cavalieri, e a Dame. Vi si fece festa di ballo la quale durò fino alle 5. ore di Francia, ma le LL. AA. RR. si ritirarono dopo d’aver ballato fin verso le due ore, lasciando libero il campo di divertirsi alle Dame, e a Cavalieri. Due erano le orchestre; e di dentro dalla Scena v’era un grande apparecchio sopra bellissime Tavole, di rinfreschi d’ogni genere, che andarono continuamente portati in giro.

Adì 8. S. E. Principe di Lichtenstein col medesimo Treno dell’ingresso andò alla visita di Congedo, e ritornò alla sua abitazione del Marchese di Roma. Il dopo pranzo vi fu il corso sulla strada di S. Michele, e la sera Opera.

Fino a quì le Lettere di quest’ordinario: S’altro ci verrà intorno a ciò, nè faremo parte al pubblico ne’venturi Fogli.

Cose da vendere.

Chi desidera far acquisto d’alcune Tine da Oglio di perfetta qualità con vantaggio, parli con li Padella Peatteri da Oglio in Rialto la mattina, che li sarà insegnato ove sono, ed il Proprietario.

Due Armari per Libri, ben tenuti è (sic.) dipinti a verde Rame, con sue grillate di Rame, Scanzie, e Serrature.

Chi li desidera parli col Sig. Paolo Colombani.

Cose ritrovate.

È stata jer l’altro trovata una Scattola da Tabacco, chi l’avesse perduta ne dia i contrassegni, a Nani, Giovane di Caffè, a San Steffano, e gli verrà restituita.

Persone, ch’esibiscono la loro capacità.

Chi desiderasse ritrovare persona per agire interessi di Campagna, ben pratico è (sic.) capace di tal professione, sia in tener Registro, e Scritture, e cognizione di Agricoltura; Il Ricapito di detta persona è alla Bottega da Caffè sotto li Portici a Rialto, dal Sig. Zuanne Gritti.

Avviso

Nell’antecedente Gazzetta num. 63. si scrisse di due Maestri associati in calle dello Scuero, Sacerdote uno, l’altro Secolare; Or s’avverte in questa, che già dodeci anni sono la Scuola si trova piantata dal Sacerdote sudetto: e vi sono stati sempre, e sonovi attualmente dei Scolari a spese con somma soddisfazione di chi ivi li mantiene; Onde non vi è altro di nuovo che il contratto di società tra il mentovato Secolare ad esso Sacerdote.

Ho udito mille volte le genti a lagnarsi, che in Venezia non si stampano Libri con quel garbo che vengono pubblicati a Londra, a Parigi, in Amsterdamo, o in alcune altre Città. Rispondono i nostri Libraj a tale accusa, che i Libri forestieri si pagano gagliardamente, e volentieri; e che nel dar fuori i danari per li nostrali si guarda sottilmente alla spesa. Ripigliano i comperator. Fatene prova, e stampate prima bene, e poi se non si paga, querelatevi. A Paolo Colombani parve la cosa ragionevole, e volle tentare l’impresa d’una bella, e pulita Edizione cominciando da un Libretto di pochi fogli. Elesse la carta con diligenza, usò attenzione nel trovare correttori intelligenti, dispose con varie avvertenze i caratteri, e v’aggiunse diversi fregi di rami ben disegnati, intagliati con grazia, e tutti a proposito, e secondo la materia. Il Libro nel vero gli riuscì bellissimo, e fra pochi giorni sarà esposto ad essere venduto per fare sperienza se i comperatori guarderanno alla piccola quantità de’Fogli, o alla pulitezza, e alla spesa fatta da lui in adornarlo, e renderlo degno di gareggiare con l’edizioni migliori.

È intitolato: Quattro Elegantissime Egloghe Rusticali, ora la prima volta poste insieme, e con diligenza stampate. 1760. Appresso Paolo Colombani. in 4. picciolo.

L’Egloghe sono. Il Moreto (tratto dall’opuscolo creduto di Virgilio: Moretum) e volgarizzato da un Incerto Autore.

Il Batino di Francesco Bracciolini; in cui si descrive l’uccisione, che fa un Villano del Porco.

Celeo, o l’Orto, di Bernardino Baldi, o sia la facitura della Polenta.

Pane. Egloga di Nemesiano, volgarizzata da Tommaso Giuseppe Farsetti Nobile Veneto: ed è una vendemmia co’Satiri.

I rami, che forniscono il Libro sono sedeci: quattro principali, che spiegano l’argomento di ciascheduna dell’Egloghe, e dodici fra iniziali, e finali, cavati dalla sostanza dell’Opere, e di curioso significato. Il prezzo è di sei Lire.

Libri da vendere.

Questi Libri si trovano appresso Paolo Colombani.

Sully Regle artificielle du terms. Paris 1717. 12.

Beri Lud. de Preparatione ad mortem, & Cydonii de contemnenda morte G. L. Basilae. 1551. 12.

Lettres de Tisiot de Batot. Tom. 2. a l’Haye 1727. 12.

Satire dell’Ariosto, e dell’Alamanni. Venezia 1554. 12.

Ragionamenti delle Corti, e del Giuoco di Pietro Aretino, 1589. e altri Ragionamenti del detto per il Barbagrigia 1584.

Reflexions Morales de M. Antonin avec remarques par M. Dacier Amsterd. 1710.

Entretiens de Ciceron sur la nature des Dieux, traduits par Mr. L’Abbè d’Oliver, avec le texte Latin, destables cronologiques, la Theologie des anciens, & l’Apologie de l’Auteur contre les Journalistes de Trevoux. a Paris 1732. Tom. II.

Marmontel Denis le Tyran Tragedie. Paris 1749.

---Aristodeme avec les Reflexions sur cette Tragedie. Paris 1750.

Chateaubrum Philoctete. Paris 1756.

Les Principes de la Morale & du Gout traduit de l’Anglois de Pope par du Resnel. Londres 1750.

Balzac Lettres a M. Conrart. Amsterd. 1664.

Ars Signorum, & Lingua. Philosophica. Londini. 1661.

Le Opere d’Antonio Rico Napolitano. Milano 1518.

Case da Fittare.

Casa d’affittar sopra Canal Grande, a San Cassan vicino a Kà Corner in calle della Regina, paga all’anno Duc. 80.

Tre camere fornite d’affittar a Santa Maria Formosa, in Ruga Giussa, nel primo Appartamento della casa nuova, attacco alla Bottega, del Caffè delli Grigioni.

Appartamento nobile d’affittare, fornito con riva in Casa, in calle della Madonna a S. Angelo. Chi desiderasse vederlo, vada dal Marangon in detta calle vicino al Tagliapietra, che gli sarà fatto vedere.

Case da Fittare fuori di Venezia.

Palazzino d’affittar un miglio di quà del Dolo, dalla parte del Cavallo vicino Kà Grimani, con Chiesibla, Barchessa, Scudaria, Rimessa, e Lozza, Orto, Brollo, Giardin, paga all’anno Duc. 150. correnti.

Chi desidera vederlo li sarà mostrato dal Gastaldo che vi è dentro, e per volerlo parli quì in Venezia con il Sig. Francesco Grisoldi a Santa Maria Nova.

Legni arrivati.

Adi 7. Settembre. Nave nominata Lord Hove, Capitan James Wreght Inglese, manca dalla nuova Giorch in America li 29. Maggio, e da Gibraltar li 13. Luglio, raccomandata a sè medemo, con 1. Botta Endego.

Bottte, e 65. Bar. Zuccaro.

Detto. Pieligo, Patron Zorzi Fabianich, venuto da Pago, con 17. Mogliazzi Miel. 45. Brazza Bedena.

Detto. Pieligo, Patron Antonio Zanco, venuto da Bucari, con 30. Bar. Ton cotto.

Detto. Checchio nominato Ancilla Domini, e S. Biasio, Capitan Francesco Sugliasih Raguseo, manca da Salonichio li 12. Luglio, e dal Zante il primo Agosto, raccomandato D. Conte Trogian Lalich, con 2. Zarette, 1. Cassetta, e 1. Fagottin Tabacco per Transito. 1055. Balle detto Comun. 65. Pelle Curame Conzo per Transito. 3. Sacchi Terra di Endego per Transito.

Detto. Pieligo, Patron Zuanne di Pietro Lucovich, venuto da Cattaro, con 650. Stera Semenza di Lin. 360. Pezze Formaggio Morlacco. 6. Mogliazzi, e Masteladi Fichi, 1. Fagotto Cera.

Detto. Pieligo, Patron Iseppo Veronese, venuto da Gruo, con 100. Mastelle, 30. Bar. Sardelle Salate. 4. Miera, e mezzo Cenerazza. 8. Mastelle Cievoli Salati.

Cambj per le Piazze Estere, corsi addi 12.Settembre 1760.

Lione Ducati- 59 ½ Banco per Scudi d’Oro Sole N. 100. da Lire 3. l’uno.

Bolzano Soldi- 134 ¼ per un Scudo da Carantani 93.

Roma Scudi Oro Stampe 63 2/3 per Ducati 100. Banco.

Napoli Ducati Regno 121 per Ducati 100. Banco.

Firenze Scudi- 80 Oro da Lir. 7 ½ per Ducati 100. Banco.

Livorno Pezze da 8/r 104 ¾ per Ducati 100. Banco.

Milano Soldi- 155 per un Scudo di Soldi 117. Imperiali.

Genova Soldi- 93 7/8 per un Scudo da Lir. 4: 12 Fuori Banco.

Anversa grossi- 94 ¼ per un Ducato Banco.

Amsterdam grossi- 90 ½ per un Ducato Banco.

Amburgo grossi- 83 ½ per un Ducato Banco.

Londra Sterlini- 52 ½ per un Ducato Banco.

Augusta Taleri- 99 ½ per 100. Ducati Banco.

Vienna Fiorini- 191 ¼ per Ducati 100. Banco. ◀Ebene 2

Vendesi la presente Gazzetta a 5. soldi, e si ricevono le Notizie.

A San Marco. Nella Bottega da Caffè di Florian.

In Merceria. Nella Bottega di Paolo Colombani Librajo.

Giù del Ponte di S. Polo appresso la Calle dei Savoneri. Nella Bottega di Gasparo Ronconella Librajo.

In Venezia. Per Pietro Marcuzzi Stampatore.

Con Privilegio. ◀Ebene 1