Spettatore piemontese: Num. 32

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N.o 32.

Citação/Lema

Nec requies, quin aut Pomis exuberet annus;
Aut foetu Pecorum ; aut Cerealis margite Culmi :
. . . . . . . . . Dant Arbuta Silvae ;
Et varios ponit foetus Autumnus ; & alte
Mitis in apricis coquitur Vindemia Saxis!

5. Marzo 1787.

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Il Prodotto delle Terre

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(non disgradirà il Lettore d’udire il già lui noto Agrifilo a discorrere intorno importantissimo Tema)
segue perlopiù, crescendo, o diminuendo in proporzione, i Gradi dell’Industria Nazionale: di che l’evidente Prova se somministrare non potessero le accorrevoli Epoche d’ogni più nota Nazione, piano Argomento quindi trarne ognun potrebbe: che siccome l’Industria è del Numerario l’indubitata Misura; così la Quantità del Numerario fissa alle Terre il Valore: dal quale i Prodotti delle medesime soglionsi poi agevolmente determinare. – L’Industria inoltre in due maniere puossi considerare quasi aumentatrice della Consommazione dei Prodotti del Suolo, o quasi semplice Commerciante, o quasi anco Manufattrice. Ora o traffichi ella i Vari Generi di Produzione in Natura; oppure smaltiscali, aggiuntovi l’Artifizio della Mandopera, sempre ad ogni modo indubitatamente appare, che, aumentando le Dimande, n’accresce il Prezzo; e ‘l Prezzo accresciuto poi alletta a sforzare delle Raccolte. – Ma trattandosi di quanto aumentar possa i Provventi dell’Agricoltura, lasciati da parte i Mezzi più remoti, riduciamo nostro discorso a più pertinente Divisamento. – Supposto in un mezzano Stato venti milioni di Giornate: altre delle quali si estendano in arabili Pianure; altre crescano in vitifere Colline; o ripidiscansi in selvose Montagne. La Somma totale del Terreno (messo, quale a Campo, quale a Prato, quale a Vigna, quale ad Orto, Verziere, Pascolo, Boscata: e quale eziandio o di propria natura sterile; ovvero lasciato inazerbidire) puossi non difficilmente valutare in comune ad un Prezzo intermedio: ed il Fondo proporzionalmente determinato darà l’annuo Provvento: il quale aggiunto al Valore dell’Industria forma la totale annua Massa, sopra la quale sussiste la generale Popolazione, aggirasi la Machina del Governo, librasi il generale Commercio &c. – Ora egli è evidente, che l’Aumentazione dei Terreni Prodotti seguire non possa che o nel caso d’Ammegliorazione dei generali Fondi (per cui rialzar debbasi la suddetta Valutazione comune); oppure nel caso che l’accresciuta Attività dell’Industria innalzando il Valore dei Prodotti (o per Aumento di Popolazione, o per Consumo di primi Generi) moltiplichi il Valore stesso de’Fondi due rilevantissimi Capi da fissare il nostro presente Discorso. – Ora ditemi per vostra fè

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(era solito ad animarsi il patriotico Zelo d’Agrifilo)
sembrerebbevi egli tanto ardua Impresa l’accrescere, per Esempio, d’un Milione l’anzidetta Massa degli annui Provventi del Suolo per quella parte che risguarda l’Ammegliorazione? – Credereste voi il Suolo d’alcuno Stato qualunque così smunto d’ogni suo fecondante Principio da non poter germogliare ancora una ventesima parte dipiù sia in Biade, in Tralci, in Frutta, in Pascolo, in Arboscelli? – Seguite (sopra una Carta Corografica generale di qualunque vogliasi Stato) l’ Estensione delle Pianure, l’ Incatenamento de’ Monti, o Colli, il Corso de’ Fiumi, e de’ Torrenti, i Passaggi d’una in altra Provincia, i Siti, e, dallo Scolo dell’Acque, il Livello dei Terreni: e mi dite poscia se non trovate Azerbi da domesticare? – Alluviaticci da sottrarre con Argini dagli arenosi Allagamenti delle Fiumane? – Paludacci da sosciugare? – Arsiccie Lande sterilite da naturale Aridezza da ravvivare col Ristato d’opportuni Canali? – In somma communicativi Smerci da aprire alle più fertili Provincie, per Incoraggiamento d’una semprepiù esigente Coltura? – Certo egli è, che quanto più fuorscavasi dalle Miniere, tanto meno rimane nei sotterranei Tesori di Natura, onde soddisfare l’umana Cupidiggia. – Non così accade nella benintesa Coltivazione: la quale tanto più ottiene dal docil Suolo, quanto più lo sollecita a fruttare: e (quello, che più ancora è) quanto più diventa ferace, tanto più suscettibile si rende ancora di novella Ammegliorazione: senza potersi ben determinare quel Punto limitativo, cui oltrepassare permesso più non sia – Dal che non oscura deriva la Soluzione di non indifferente Problema d’aumentar sempre (ad ogni Grado del promosso Ammiglioramento, che nella quìsopra Supposizione sarebbe d’un ventesimo) di qualche novo Milione i Generali Provventi! – Che se Chimerico voglia tacciarmi alcuno un tale Disegno, gli oppongo a convincerlo irrefragabile Evidenza del Fatto stesso. Quello che avviene ad una intiera Provincia chemai vieteracci di credere poter avvenire (quanto all’Ammegliorazione) ad un intiero Paese? – Dunque limacciose Paludi, ignude Ghiaie, aduggiate Catapecchie, sabbiose Boscaglie convertite in pingui Poderi corredati di numerosi Armenti, ampli Granai, o di capacissime Tinaie, avranno a poco a poco moltiplicato lor primo Valore, e Prodotto: nè vorrassi ammettere, che la benefica Possibilità agevolata con Mezzi propri possa essere estesa in giusta proporzione a risvegliare la genitale Fecondità del Suolo in utili Provventi sopra tutta la Superficie dell’intiero Stato? – Il fatto si è, che (indipendentemente dal Rialzo accagionato dall’Affluenza del Metallo Americano) gli Europei Fondi di Secolo in Secolo son venuti crescendo in Massa di Valore, e di Prodotto; Dunque a costituire questo Eccedente nella general Massa necessario è supporre un Aumento progressivo nelle Masse particolari di quelle tra l’Europee Nazioni, che (dotte a risolvere il sovraccennato non chimerico Problema) contribuirono al Risultato del detto manifesto Eccedente. – Ma

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(obbiettossi quì Agrifilo)
dirammi forse alcuno: concendendo, che la lenta Vegetazione più settentrionale vadasi sviluppando dall’anco crudo Suolo a poco per volta; e che succedano annue Ammegliorazioni ad allettare i Tentativi d’addolcire la Natura coll’Arte: sotto il nostro più felice Clima la geniale Fertilità del Terreno spruzza in Germogli o d’alimentosi Erbaggi, o di fruttiferi Arbusti, o di lussureggianti Piante: onde o non difficil Opera già docilitò a tutto il suo Prodotto il Coltivabile Terreno; o gitterebbesi quella nell’ammanzare l’Incoltivabile. Il quale invidievole Stato della nostra Italia già ne’suoi Tempi vantò Virgilio~i stesso.

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Sol quì Spiche gravi, e di Bacco il Massico Umore Il Suol partiro: Olive, ovver Paschi ridenti! – Quindi ‘l Campo preme insultando altero Cavallo: Quindi ‘l bianco Grege, o Clitunno, e ‘l Toro feroce (Vittima prescelta) lor Sangue tua onda tignendo, Al Templo augusto spiegaro i Romani Trionfi! – Quì Primavera ride assidua; quì State è precoce: Bipara la Greggia bine Frutta indorano i Rami!
Come dunque

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(conchiuse le Obbiezioni, ch’egli a se stesso faceva Agrifilo)
potrassi sperare ulteriore Ammiglioramento in una Coltivazione, che Fecondità di Clima, lunga Esperienza, Moltiplicità d’Abitatori, i Bisogni in somma recato hanno quasi al supremo Grado di Raffinatezza possibile? – Coloro, che in tal guisa ragionano, somiglianti sono ad uno, che, stando pur bene, non prendasi pensiero alcuno di star meglio: ed, assopito in una falsa persuasione, arresti il suo corso alle Colonne, perchè immagina non potersi procedere oltre: ai quali rispondo in poche parole, che, quando non sianvi in uno Stato Paludi da assuolare, Aridità da irrigare, Azerbi da ammanzare, Montagne da abboscare: quando in somma tutto il Coltivabile colto sia: per la Ragione stessa di sua Ferocità dee in Terreno aumentar sempre i suoi Prodotti: mentre il Proprietario non pur incoraggiato; ma reso ancora più facoltoso divenga al caso d’applicare alla Coltura Fondi maggiori. – Ma passiamo omai a quella parte interessante di questo Ragionamento, che tratta dei Mezzi stessi efficaci di promuovere la proposta Ammeglirazione per Sistema conseguente all’utilissimo Scopo: ed essendo comprovato essere le Acque il quasi solo Nodrimento della Vegetazione, incomincieremo da esse i Riflessi nostri. Nel qual Capo se una benintesa Distribuzione al Piano: e nel Montuoso opportuni Rigagnoli (ove o da Sorgente, o da Elevazioni artifiziali possa farsene scaturire) innutrisca filtrando il Rigoglio ai Campi, la fresca Verzura a’Prati, la lussureggiante Germinazione alle Piante, il vegeto Allignamento ai Vivai, ed agli Orti il lor succoso Provvento, nulla rimarrebbemi o a dire, o a desiderare. Ma se si trovassero tuttavia vasti Tratti di Paese tocchi infelicemente da sterile Aridezza: mentre convertibili Acque o diffluissero oziose altrove; o (lungi dal combeversi in mille Germi inaffiando, per isvaliare trapelate in mille soavissimi Fiori) concorressero ad annegare con Impaludamenti sottoposte Pianure, ecciterebbe in tal caso all’Ammegliorazione e la Speme del Guadagno, ed il Riparo della Perdita. Nel qual genere per conveniente Sistema da lungo tempo a poco a poco col distributivo concorso d’Opera, e di Spesa eseguito ottengonsi Allivellazioni, che non sarebbonsi mai giudicate possibili. Ma il rallegrato Suolo (obbliata la pristina Squallidezza) vegetando in accespito Cibo a’numerosi Greggi, e Armenti, ricco di biondeggianti Messi, o di mostose Vendemmie, ameno di Frutteti, e d’opportuni Boschetti, rimunera copiosamente i Nepoti dei benintesi. Lavori de’loro Antenati. – Dopo le Acque fecondano a meraviglia le liete Provincie frequenti Mandre di (gloria de’Poderi!) numerosi Amenti, e Greggi. Questo importante Ramo di Rurale Economía saggiamente ordinato sulla giusta proporzione di Campi, di Prati porta all’Ammegliorazione il più netto Accrescimento: poichè un Podere a Tuttacoltura senza Bestiame non provviene a tanto in Biade, quanto con Bestiame produce dimezzato a Pascolo, e Campo. Le Marne adunque, e tutte le differenti trovate Specie di Concimi sono eccellenti: ma il migliore Letamaio d’ogni Possessione tengo essere sempre la propria Stalla. Egli è del resto evidente che non altronde più copiosa Sussistenza derivasi in Latte, Cacci, Carni per supplire ai voraci mercati delle popolese Città: e che insigni Materiali indi pur somministrati alle Arti esercitano in profittevoli Lavori la combinatrice Industria. – Ove adunque si desideri vedere i Prodotti del Suolo prontamente accresciuti diffondersi con salubre effetto entro le stesse Vene del florido Stato, studisi efficacemente al Mezzo d’invogliare le Provincie a dispiegare per le Valli, e sull’erbose Falde de’Monti Mandre d’Armenti, quanto più possono, numerose: ed, acciocchè l’Evidenza d’effettivo Guadagno ecciti ad intraprendere una più estesa Pastura tengasi per indubitata Regola, che una Mandra ben proporzionata in una Possessione, accresciuti, anzichè diminuiti i soliti Proventi della Coltivazione, accumulasi netto, e crescente Capitale alla Dote stessa dei Fondi. – Non già che l’egregia [Mercede:#F:Mercede] non sia da meritarsi dalla Diligenza dell’Agricoltore ora perito in alternare nella più confacente Ruota le asservite Produzioni dei propri Campi; ora provvido nel far cespugliare i perenni suoi Prati (schiantata ogni o inutile, o perniciosa Germinazione) co’Trifogli, e l’Erbamedica, con l’Edisaro, Pimpinella, Codavolpina, Fleo pratense, Loglio perenne &c: ora attivo o nell’assoggettare al vivificante Ruscello lo smaltato insensibile pendío delle sue Praterie; o nell’elevar gli opportuni Innaffiamenti con ingegnosi Idrobali da sottoposta inofficiosa Corrente e perfine sempre attento nella Scelta, Governo, Manutensione, Supplemento, Compre, Mercati, Fruttificazioni della sua Stalla, od Ovile! – Ma ecchemai puossi conseguire senza una sollecitante Industria? Essa oppone utili intralciate Foreste o ad addensate Nubi d’Arena, che altrimenti dispergerebbe Austro impetuoso a suffocare l’amena Fertilità delle aggiacenti Campagne; od alle temporanee Allagazioni dei precipitosi Torrenti, sottraendo o pell’Aratro, o pel Pascolo vastissime Striscie di Terreno, che giacerebbero aridi mucchi di Sabbia, ovvero limacciosi Impaludamenti! – Essa con marnosi, o calcari Miscugli riscalda alla Vegetazione la freddiccia Argilla; o, con opportuna frasparsa Arena l’ostinata Tenacità dividendone, pervia la rende ed ai ruggiadosi Spruzzi; ed ai fecondanti Raggi: e permeabile la fa all’avida Barbuccie, ed al turgescente Stelo degli sviluppantisi tenerelli Germi! – Essa con una fecondità mirabile d’ingegnose Invenzioni sa impinguare d’opportuno Concime immagriti Campi: irrigare di derivati Ruscelli inaridite Lame: consolidare d’accespito Pascolo per soscavati Doccioni pantonsi Scolaticci: ed adattando alle avallate Balze, apriche Pendici, innaffiate Costiere, lor appropriati Prodotti; ed al ghiaioso, o sabbioniccio, o cretoso, o calcario, o selcioso Suolo lor confacente Coltura, sa rivestire le stesse soleggiate Rocche dei preziosi Frutti del suo sudore. – Ma che dico? non fu l’Industria stessa, che, sommovendo l’Onde minacciose dell’Oceano adirato, edifica e nodrisce le popolose Città, ed i bulicanti Villaggi dell’ardito Olandese in un fondo di Terreno usurpato al fremente Nettuno? – Ora voi vedete

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(continuava sempre Agrifilo)
che la menzionata Industria portami naturalmente a ragionare d’altro efficacissimo Mezzo di promuovere l’Agricoltura, quel generoso Patriotismo, che, non contento d’applicare Spese, Tempo, e Studio nel tentare utili Sperienze all’Agevolazione di sì lodevole Scopo, distribuisce, Allettamento dell’industria, bendivisate Ricompense a coloro, che o in Teoría, o in Pratica riescano in apportare qualche notabile Avvanzamento nel Proposito. – Nel che oh potess’io (seguiva Agrifilo tutto trasportato) communicare altrui quel patriotico Zelo, onde veggo animate somiglianti Instituzioni là sulle ricche Sponde dell’industre Tamigi, quanto in breve tempo non acquisterebbe più di Dovizia un più fecondo Clima in numerosi Armenti, prescelti Greggi, trasportabili Vini, e Biade d’ogni genere! – Io non so se vana speranza lusinghi di troppo il creder mio! – Pare a me però che Premi, e Zelo in proporzione somiglianti avrebbero perfezionato il nostro Vinificio; ingentilite le nostre Lane; e dato fondamento sopra i nostri Prodotti ad assai estese tessitrici Manufatture di Pannilini, per tralasciare altri Capi di non indifferente Importanza! – Ma quel nobil Fuoco, che accende Emulazione sì bella, può ancora irraggiare con ugualmente benefica influenza: e dopo d’avere portato l’Agricoltura nostra (abrogate le Prevenzioni di Pratica, ed introdotte ad agevole Uso tutte quelle prudenti Innovazioni, che nella Coltura o delle Biade, o della Vigna, o de’Prati, o degli Orti, o de’Boschi; ovvero nel Governo del Bestiame più ragionata Esperienza fece prevalere) al più alto grado del suo Perfezionamento, convertirà inoltre la sua Luce ad illuminare l’Industria medesima ad innalzare colla Mandopera il prezzo ancora dei moltiplicati Frutti del Terreno. – Certo egli è, che tale insigne Patriotismo presso la Nazione Inglese non degnò di rimirare che Oggetti di lui degni! ed ebbero solamente Titolo alle aggiudicate Medaglie d’Oro coloro, che o con Piantagioni novelle di Castagni, Quercie, Olmi &c. arricchito avessero di più migliaia di Capi i Monti o Scozzesi, o Gallesi: ovvero con ammanzati Azerbi ampliato il colto Terreno; od introdotto negli Orti, nelle Stufe, ne’Verzieri, ed anche ne’Campi la facile Coltura di qualche provegnente o Erbaggio, o Frutice, o Pianta, o Droga &c: oppure corredato l’Armario dei Cereali Arrezzi di qualche utile nuovo Ordegno nel genere o d’Aratro, o di Seminatore, o di Vaglio, o d’Idrobalo, o d’Argano, o di Molinello &c. – Non può quivi sembrare fuori di proposito, che dicansi alcune cose intorno gli Affittamenti, Soggetto creduto assai connesso coll’Ammegliorazione, o Peggiorazione dei Terreni Fondi: la quale Questione deesi esaminare, secondo me, spogliata di quanto le è straniero, avutosi riguardo all’unica Influenza, che aver possano detti Affittamenti sopra la Massa dei generali Provventi del Suolo. Il che esclude ogni Considerazione di Trattamento, che i subordinati Massari (sicuri per altro d’ogni Oppressione sotto lo Scudo delle Leggi) possano indi ricevere. Nel che occorre da osservarsi, essere indispensabile Effetto della Legge Civile (trasferente d’una in altra mano le differenti Possessioni per Testamento, Successione, Contratto, &c.) che di tutta la Massa del Coltivabile Terreno una Porzione divenga Proprietà dell’istesso Coltivatore; un’altra Proprietario sortisca alla Coltivazione dei proprii Fondi sopraintendente; ed una terza appartenga a Padrone, che, ricevendo i netti Proventi dei Poderi suoi, tutta l’Economía rurale commetta in altrui mano. Ora egli è evidente nei due primi Casi, che lo Scopo della Politica (l’Aumentazione maggiore dei generali Provventi): e quello dell’Economía Domestica (il maggiore Accrescimento delle Patrimoniali Rendite) coincidono perfettamente. – Nel terzo Caso (dove hanno luogo le Fattorie, o gli Affittamenti) possono indeterminabili Circostanze far trovare al Proprietario or nelle une, or negli altri preferibile domestico Interesse: ma quanto riguarda la pubblica Mira di generale Ammegliorazione, un benconformato Sistema dei secondi, accomodati al più lungo Respiro, che combinar possasi coll’Interesse dei Proprietarii, sembra ottenere la Preferenza di Adottazione dalle non lievi Ragioni, che sono per accennare. – L’Affittuario cointeressato applica Industria, e Fondi col più assicurato Successo alla sempre propostasi Ammegliorazione – Esercita la Coltura in grande – Osa intraprendere Pasture di larghi Armenti, o Greggi – Mette i Campi alla più convenevole vicenda – preordina con perite Disposizioni suoi Prati, suoi Orti, sue Vigne, suoi Verzieri a fruttargli colle Raccolte il più alto interesse del suo Capitale – Intende i Mercati, ed alluoga, e temporeggia sue compre, sue Vendite &c. – In somma egli è questo il Sistema dalla migliori calcolatrici Nazioni adottato: ed essendo senza dubbio il più comodo per un Proprietario, cui o Impiego, o Assenza, o proprio Volere non permetta d’attendere in persona alla Coltivazione delle proprie Terre, riuscire lo fa altresì il più confacente alla desiata Ammegliorazione Cointeressamento alla medesima nella più lunga Stipulazione dell’Affittuario, supposta di lui Perizia nella sua Professione, ed Impiego de’requisiti Fondi per bene esercitarla. – Ma difficilmente i da me sovraccennati Mezzi d’Ammiglioramento

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(inclinava verso la Conclusione del suo Discorso Agrifilo)
aver potrebbero luogo con efficacia, se copiosa Affluenza di trafficante Numerario messo in moto da esercenti Manufatture non facesse trovare allettevole Prezzo ai Travagli del Coltivatore! – Il più fertile Suolo tosto languidisce senza vivificante Guiderdone, che, eccitando la geniale Fecondità, reprima gli Sforzi continui ad ispandersi del devastante Deperimento. – Laddove se le disperse Arti succinte di numerose Truppe d’industri Operai insigniscano opportuni Luoghi d’elette Fabbriche (mentre quà fervono strepitose Fucine; là bulicano Fonderie di Cristalli, o Fornaci di Porcellane, o Vasaie: dove risplendono ariose Biancherie; dove cigolano Telai o di Panni, o di Lini, o di serici Drappi: in un Luogo han sede le Cuojaie, le Pellicciaie &c; in un altro le Carterie, le Imprimerie &c.) Pascoli, Campi, Colline, Montagne, Foreste gareggiano di splendente Coltura nel produrre prezioso Nodrimento, e Materiali all’industriosa Popolazione. Questo solo mantener puote nel debito Tono quella creatrice Diligenza, per cui poggiano al Sommo le umane Cose: senza la quale (avvisaci Virgilio)

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Tutto Fato arretra in peggio; ed urtando rovescia! – Quale chi co’Remi sforza Torrente maligno: Sol che la protesa Mano per poco rilenti, Precipitoso seco strascinalo l’Onda rapace!