Spettatore piemontese: Num. 14

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N.o 14.

Citation/Motto

. . . . Cupias non placuisse nimis!

31. Luglio 1786.

Level 2

Io non saprei ben dire la Ragione perchè gli Occhiali, ch’io porto, e di cui informai il mio Lettore ne’miei primi Fogli, siano naturalmente più inclinati in un Concorso di Popolo ov’io mi trovi, (sia Passeggio, sia Teatro, o qualunque altra Celebrità) a fissarsi preferibilmente sopra gli attraenti Individui del Belsesso. Sospettai qualche volta che ciò provvenisse da una inerente Abitudine fin da qual tempo contratta, ch’essi cavalcavano il Naso del primo lor Padrone. E medesimamente apersi questo mio Sospetto a qualche mio intimo Amico, volendo quasi inferire, che (di quantunque Filosofia corredato fosse l’Spettatore inglese~i) ei non mancasse però d’essere un Uomo di tenera, e soave Disposizione; e di non oziosa Galanteria. Ma, per quanto io parlassi davvero e con serietà, mi vidi l’Amico tosto ridere al Naso, e non menarmela buona: anzi con un Sogghigno rispondermi maliziosamente: Di qual piede zoppicasse co’suoi Occhiali lo Spettatore inglese~i i suoi Contemporanei lo videro così bene, come noi veggiamo ora te. – Diasi dunque lode al Vero, o Donne gentili, cui dedico or io questo Foglio, e molt’altri dedicherò in appresso con piacere, del mio periodico Lavoro. Una favorevole Propensione in riguardo vostro mi rende assai attento ad ogni vostro Portamento: e, siccome per liberal dono di Natura voi siete l’Ornamento più bello dell’Uomo; così le vostre Grazie, Maniere, la Dolcezza vostra, e perfino i gentili Capricci, divengono interessanti Oggetti per ogni Uomo, cui alcuno Ipocondriaco Umore non esacerbisca fuora del buono di lui Senso. Ora egli è in riguardo di questa mia Propensione in favor vostro, che, siccome io non mancherò di esporre alla giusta Ammirazione quanto troverò in voi di lodevole, sia che siate Figlie, o Mogli, o Madri: così non lascierò di suggerirvi all’Occasione quei Mezzi, che stimerò più efficaci pe rendere anche viepiù poderoso l’Ascendente datovi dalla Natura sopra l’Uomo: nè permetterò, che o ‘l Capriccio, o l’Esempio, o la Prevenzione (sembrando apparentemente di avvicinarvi) in realtà vi allontani da quello Scopo, che tutte vi proponete. In fatti che non può la Bellezza, Retaggio vostro, sopra il Cuore dell’Uomo, quando è adorna della Virtù, e delle Doti dello Spirito? – Qual forza non ha ella negli Occhi? sulle Labbra? o nel solo Volere? – Havvi o più bel Fregio della Società? o più degna Ricompensa del Valore? o più delizioso Accomplimento della Felicità terrena? – Ben mostrate voi stesse di conoscere il Pregio della Bellezza nella cura infinita, che prendete, o di custodirla, o di ristorarla: e perfino (permettetemi il dirlo) di proccurarvela con Arte, quando la Natura ve l’abbia denegata. Nè biasimo io già i vostri Tentativi comprovati insieme dall’Istinto, e (dirò ancora fin a’certi Limiti) dalla Ragione. Ciò solo, che nè io, nè l’Esperienza giungerà mai a ratificare si è l’improprio Metodo adottato da alcune di voi per ottenere l’Intento vostro. Oh voleste voi soltanto udir le mie Voci, e quelle della Natura, come svilupperebbe ognuna di voi delle Situazioni di Bellezza d’un Effetto infallibile! – Perchè distruggete i Tratti dilicati della Natura sul vostro Volto? perchè palliate quell’Unità di Originale Disegno, che vi distingue ognuna con particolare natìa Grazia? Perchè appannate quello Specchio, dove l’Animo naturalmente nei Cangiamenti suoi vari si riflette? – Voi non ignorate che nell’essere talvolta mosse da qualche Passione quel Moto naturale vi adorna di certa natìa Vaghezza. Voi non l’ignorate, poichè vidi taluna di voi farsi appassionata per vezzo, quando realmente non lo fosse. – Or perchè non lasciate vedere le Rose del Pudore sul vostro Volto? Perchè confondete le Fiamme del Desiderio? l’Ardore della Speranza? i Gigli del Timore? e medesimamente le Scintille della Collera? – Infine chi può divenire sensibile davanti un’insenibil Pittura? Io non proseguo quest’Argomento nelle Conseguenze di tal Pratica sì funeste alla Bellezza medesima, in conseguimento della quale tanto penosamente si esercita con irreparabile Errore, per non sembrarvi mosso piuttosto da Spirito Satirico, che da fervente Zelo per la Gloria vostra. Anzi molto più volontieri io mi riduco ad irraggiare della più amabil Luce tutto il vostro Sesso col far menzione del modesto Portamento di Simplicia – Bellezza inaffettata consapevole dell’unione sua con la nobile Innocenza! – Volto espressivo della più delicata Sensibilità! – Seggasi Simplicia, o passeggi, o parli, o pensi, o lavori, ogni di lei Moto è composto dalla Decenza! – Collocate Simplicia in un Teatrale Palchetto, il di lei Sembiante è il fedele Riflettimento della patetica Rappresentazione! – Mettete Simplicia nel mezzo di conversante Assemblea, mentre la sua Delicatezza comanda anche dal Libertinaggio la più scrupolosa Riserva, la di lei Penetrazione provoca i più fini Tocchi d’Ingegno! – Vedetela allo Specchio, la sola Mondezza fa spiccare le natìe Grazie di Simplicia; e l’elegante Buongusto le assetta gli abbigliamenti! – Or checchè pensar altri possa del Carattere, o vero, od Ideale di Simplicia, la candida Verità deve inoltre indurre in questo luogo la mia Penna a prestare più generale Omaggio ai vaghi Individui del Belsesso, che (quasi Fiori vezzosi delle Sponde del Po, e della Dora) adornano d’attraente Splendore il bel Soggiorno della Città nostra. Dove all’allettante Varietà de’Caratteri, qual modestamente Vivace, qual dolcemente Languido, qual inartificiosamente Accorto, qual senz’affettazione Ingenuo, qual con serenità Pensivo, qual Disciolto con Riserbo, quale Sostenuto senz’Alterigia, e quale eziandio senza Stravaganza Bizzarro (ne’quali Caratteri tutti, e molti altri una nonsoquale Nazional Tinta assai vantaggiosamente Distintiva risalta all’occhio o de’Forestieri, o de’Paesani, ch’abbiano viaggiato) si accoppiano sovente assai plausibili Talenti d’Ago, o Ricamo, di Musica, o vocale, od istromentale, di Danza, di Disegno. Molte vene sono eziandio, che o per favorita Lettura, o per dilicata Conversazione mostransi delle Muse assai amiche. Ma a quelle principalmente (d’ogni Stato, o Condizione) il Fiore è dovuto della Lode più prelibata, che, fregiate il Cuore, e la Mente delle Qualità più confacenti al loro Sesso, ogni loro Studio rivolgono ad essere sensibili Spose, e provvide Madri!

Torino presso G. M. Briolo
stamp. e lib. della r. accad. delle scienze
con permissione.