Référence bibliographique: Francesco Grassi (Éd.): "Num. 13", dans: Spettatore piemontese, Vol.1\13 (1786), pp. 82-90, édité dans: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Éd.): Les "Spectators" dans le contexte international. Édition numérique, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3615 [consulté le: ].


Niveau 1►

N.o 13.

Citation/Devise► Culpam Poena premit Comes! ◀Citation/Devise

24. Luglio 1786.

Niveau 2► Quando l’Esperienza scolpì nell’Animo con profonde Traccie d’acutissimi Mali la Perizia, a caro prezzo acquistata, delle Vicende della Vita umana, la Penna, che le descrive, di tale vivacità di Colori è animata, che anche malgrado suo la Persuasione rapita viene dietro al vivo Carattere della Verità, che trionfa! Metatextualité► Prova di questo evidente sarà la Lettera che segue: L’Autore, di cui ha ben acquistato il Diritto di parlare da Maestro del Soggetto, che tratta, essendone stato quasi intieramente la Vittima! ◀Metatextualité

Niveau 3► Lettre/Lettre au directeur► Signore

Sono assai persuaso, che non può sfuggire l’occhio vostro Osservatore, tra i molti Accidenti, che producono fra gli Uomini serie funesta di deplorabili Tragedie, essere il Giuoco uno de’principali. Ma permettetemi ch’io vi dica, che non puote Occhio, da sola Teoria (non da Esperienza) [83] ammaestrato, penetrar dentro i tenebrosi Nascondigli, dove sta Frode appiattata per cogliere nella Rete gl’Incauti, che da Destino fatale vi sono condotti, Vittime disgraziate d’una così pericolosa Passione. Ah colui solo, cui stan fitti nel petto con quasi ancor viva Palpitazione dell’Alma gli ambigui Momenti o di Perdita, o di Rifatta! – La Speme di ritentata Fortuna allettata talora fino al fatal Punto, ove con dannata Vicenda si rovescia! – Le Notti trapassate con la più angosciosa Agonia sopra il pendente Precipizio di formidabile Ruina! – Le pallide Aurore, consapevoli della bestemmiata Sorte, dei mortali Rimorsi, e degli inutili Proponimenti! – Infine le Torture, i Tormenti, le Trame dello Spirito, e le rodenti Sollecitudini del Cuore abbassato a poco a poco fino allo smaniante Avvilimento dell’Infamia! – Chi prova, dico, ancora stillanti di Sangue tali affligentissime Ferite, colui può solo appena ritrarne all’occhio altrui un leggierissimo Sbozzo! – Tale Privilegio (oh me misero!) sonomi procacciato io medesimo ma voglio che sia novella Pena dell’antico mio Fallo il riacerbir le funeste mie Piaghe raccontandole: e qualche Frutto sarà forse del presente Pentimento mio l’altrui appresa Cautela [84] nel passato mio Esempio. Infelicissimo intanto che qualunque Castigo io infligessi giustamente a me stesso, solo colpevole della non sola Disgrazia, niuno Risarcimento potrà mai recare alle innocenti Vittime di quel mio frenetico Trascorso!Niveau 4► Exemplum► Preso avevamo appena il Lutto mia Madre, mia Consorte, ed io; nè il Cadavere ancora dell’estinto mio Genitore portato era al Luogo del suo funebre Deposito, quando Ludiscrocchio con pretesto d’officiosa Condoglienza s’introdusse in nostra Casa la prima volta. Appigionata conveniente Abitazione era divenuto Ludiscrocchio nostro vicino fin dal principio, che cadde il vecchio Padre mio in cronica assai grave Malattia. Niveau 5► Hétéroportrait► Per Gentilezza di Maniere, per Officiosità obbligante, per insinuevole Favella, per certa apparenza di Modestia, per Giovialità, Brìo, Prontezza di Risposte, e Versabilità d’Ingegno aveasi Ludiscrocchio cattivato l’Estimazione di tutta la Vicinanza: la quale concordemente (fosse di lui Arte, o non fosse) lo raccomandava, assai lodandolo, alla nostra Dimestichezza. Quanto poi a lui stesso, non rifiutandosi, nè prodigandosi, serbava piuttosto il prudente Contegno di non intrudersi non richiesto. Le anteriori Circostanze di Ludiscrocchio cognite invero non [85] erano. Ma, approvando ognuno ciò ch’egli era, chi avrebbe dovuto cercare ciò ch’egli fosse stato? Del resto certa Mondezza elegante, che splendea nelle sue Suppelletili, Vitto, e Vestito: e qualche generoso Atto a tempo e luogo senz’affettazione ostentato facealo credere assai al largo dei Beni di Fortuna. E se correa intorno alla sua Persona qualche sorda voce di Baratteria, o somigliante, era tenuto presso la buona Gente del Vicinato per iscandaloso Rapporto d’alcun Malevolo, smentito palesamente dalla Condotta del Gentiluomo. ◀Hétéroportrait ◀Niveau 5 Ahi! quanto è difficile la Conoscenza del Cuore umano rinserrato nell’intrapelabile Centro dalle mendaci Apparenze! – Ma che tardo io a ridurmi omai dalle Minutezze alla Sostanza de’miei tragici Eventi? – Ludiscrocchio! – Il perfido Ludiscrocchio, insinuatosi con sottil Arte nella mia Confidenza, e resomi Giuocatore, si pascolò ad avide Fauci nel mio Sangue fino alla mia compiuta Ruina! – Qualche inconsiderevole Guadagno sempre avevami adescato dal tempo che incominciai a giuocare: nè poco mi compiaceva del Sopranome di Fortunato, che Ludiscrocchio, e sua Brigata mi davano, mostrando fortemente di temermi come tale. – Domani (mi disse una sera Ludiscroc- [86] chio) abbiamo da mangiarci insieme il più squisito Fagiano! – Domani? (rispos’io) – Spiacemi ch’io non posso. Tu ben sai, che ho appuntato il Dopopranzo per la Segnatura del Contratto dei Diecimila Scudi, che ricevuti jeri da un mio Debitore ho stimato di mettere a Censo? – Oh tu ci verrai posponendo il tuo Contratto, quando tu saprai chi ci ha da essere! (egli mi soggiunse) – Ecchi ci ha da essere? (io dimandai) – Corisca! – Corisca ella stessa! (mi ripetette egli). Io non so (continuò poscia) chi le abbia riferito quanto ti piacque ella alquante sere or sono, quando si fece tanto ammirare sul Ballo! Il fatto si è, che, compiacciutasi assai delle tue Lodi galanti, concertò ella stessa questa lieta Partita, dove tu dovessi intervenire. – Oh Ombra dell’ingiuriata mia povera Consorte, che i Crepacuori da quel fatal giorno accumulati ridussero ad immaturo Cataletto, perchè non sonomi arreso alle tue tenere sollecite Istanze di non differire l’asseganto Contratto! – Io seguii, quasi incauto Augello, l’ingannevole Richiamo: e là ebrio dei Vezzi di quell’Incantatrice Sirena, e degli spumosi Spiriti d’attossicanti Liquori: e (tolte via le Mense) apparecchiatosi con molt’Oro allettante Tavoliere, [87] non pria m’alzai da quell’infame Telaio di Frode, che la vegnente Aurora mi vide spremuto e dei Diecimila Scudi destinati al Contratto; e di due altri Mila, che Ludiscrocchio somministravami sempre quasi molto anzioso ch’io mi rifacessi! – Pallido per l’indurata Veglia, abbattuto dalla lunga Contenzione, e per le Perdite mie distratto, picchiai allo spuntar del giorno all’Uscio di mia Casa: e, risoluto di sottrarmi ad ogni domestico Sguardo, rigettai con durezza gli anziosi Amplessi della costernata Consorte, che inquieta dell’insolita Tardenza avea pernottato, sospirando il mio Arrivo: la quale vedutomi tutto contraffatto, ed insistendo pure con Prieghi, Lagrime, e con inginocchiarsi perfino a me davanti, a voler sapere quanto m’occorresse, ebbi la Crudeltà di lasciar sul Pavimento immersa in amarissimo Pianto, per volar a rinchiudermi in appartata Stanza! – Ogni Amore, Zelo, Tenerezza, ogni Pensier di Padre, di Figlio, e di Marito erasi già sì presto eraso dal mio Cuore; e tutto intento a divisar Modo d’aver Danaro per rifarmi delle Perdite mie, persistetti sordo al misto Gemito, e Pianto, che Madre, Sposa, e Bambini faceano miserabilmente intorno alla Porta, che me da loro divideva. Finchè fer-[88]mo di sottrarmi alfine a quella Noia, m’apersi strada con barbaro impeto tra i tenaci Ostacoli dell’anzioso Amore, calpestando (oh Natura!) la prosternata afflittissima mia Famiglia, che con l’amiche braccia tentava di ritenermi! – Ed è possibile, ch’io avessi preso allora l’inumana Risoluzione d’abbandonar per sempre l’innocente desolata mia Casa? A tale Eccesso d’inudita Barbarie m’indusse Consapevolezza di non confessabile Colpa nella mia grave Perdita passata; e Libertà voluta d’abbandonarmi senza Freno ai deliranti Trasporti d’una Passione, che m’aveva già tutto invasato! – Ma quì (ohimè lasso!) sento mancarmi Lena nel ridire il Seguito Lagrimevole dell’Insensatezza mia! Tutto! – tutto il mio Capitale rimase in poche notti tra i rapaci Artigli d’ingorda Frode! che per rivendicare la sua Preda non tardò guari (ah come potei sopravvivere all’acerbissimo Cordoglio!) a discacciare spietatamente ignude dai dolci loro Focolari la desolata mia vecchia Madre, e la diletta Consorte piangente co’suoi Pargoletti in Seno, già fortunati Pegni del comune nostro Amore! – Io poscia, solo insensato Autore di tanta Sciagura (divenuto da sì comodo Stato mendico!) menai dura vita senza Albergo, e spesso in deplo-[89]rabile Arnese, frequentando Biscazzi, Taverne, e Ridotti, aggregato, dopo la mia Ruina, in avventuriera Confraternita, ne’cui prestigiosi Misteri venni profondamente iniziato. Ed oh quali commoventi Scene (non ultimo Attore io medesimo) vidi in quel tumultuoso Intervallo del mio sfrenato Delirio! Io vidi spirare la fiorita Speme di numerose Famiglie sopra poche Carte! – Rumpersi miserabilmente in que’perigliosi Scogli di Fortuna, e di Frode il raffermato Credito d’insigni Case Mercantili! – Frangervisi inviolabili Casse, di pubblico Redito, o di privato Deposito Custodi! – Vidi in somma sugli infami Tavolieri scorrer il Sangue d’Orfani, di Pupille, e di Vedove! E da quelle quasi Tane d’Iniquità mirai sboccar fuora spargendosi ad imperversare i Ladronecci, i Furti, gli Assassinj, gl’Inganni, gli Spergiuri, le Trame, le Falsificazioni, gli Omicidj, gli Avvelenamenti! – Chiuso infine in tetro Carcere per Colpa, ed infuriato per Disperazione io stava per impor termine con acuto Ferro ai funesti miei gironi, quando mia Moglie piangente strappandomi (improvvisamente surgiunta) di mano il Pugnale, Ah (dissemi) ti rimane ancor un Luogo da vivere a’tuoi Figliuli sotto la Protezione della Dote mia [90] se tu fossi veramente pentito! – Oh Cielo! Io accettai la Vita dall’amata Donatrice! – Ed Ella morissi in breve tempo, Vittima, senza dubbio delle passate Angoscie! ◀Exemplum ◀Niveau 4 – Immaginatemi ora, caro Spettatore, sotto un meschino vedovo Tetto co’miei poveri Figliuolini, che, se avessero cognizione, domanderebbero la tenera lor Madre, e la lor pristina Sorte dal Padre loro insensato! – Se direte dover io pur vivere per questi innocenti Orfanelli, giudicherete altresì dover io per sempre miseramente vivere!

Tardiploro◀Lettre/Lettre au directeur ◀Niveau 3 ◀Niveau 2

Torino presso G. M. Briolostamp. e lib. della r. accad. delle scienzecon permissione.