Spettatore piemontese: Num. 8

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N.o 8.

Zitat/Motto

. . . . Haeret lateri lethalis Arundo.

26. Giugno 1786.

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Metatextualität

La seguente Lettera (come un pochetto mordace) era io risolto di sopprimere: ma trovando poscia, essermi manifestamente impegnato nel mio (N.o 2.) di pubblicarla; La Mordacità del resto contenuta in essa non ricadendo propriamente che sopra di me (ogn’altro Carattere ivi accennato essendo puramente aereo) determinai di darla quì, dopo il funesto Racconto di Sfortunilla~i, quale fummi rimessa per istrada da mano ignota.

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Brief/Leserbrief

Signore Voi dovete sapere, che siamo tre, o quattro Compagne d’umore perfettamente uniforme. E, come amiamo estremamente a ridere, quando ci troviam prive di Soggetto proprio per solleticare un tale sì delizioso Prurito (il che però rare volte avviene) n’andiamo a bella posta in traccia di alcuno nelle Pubbliche Passeggiate. Voi potete figurarvi, che, passando a Rivista il generale Ridotto della Città, noi troviamo ampiamente o negli Abiti, o nelle Foggie, o nel Portamento, o nell’Acconciatura de Capelli, o in altre particolari Stravaganze di che soddisfare a piene gote alla nostra risiva Inclinazione. E (ah! ah! ah!) convien pur sempre ch’io rida, quando penso come l’altro giorno noi ci siamo pienamente regalate al Naso vostro! Il vedere quegli Occhiali d’antica data passeggiare sù, e giù per la brillante Assemblea ci presentò una Specie tanto più godibile, quanto più nova. Per continuarci però l’impareggiabile Divertimento essendovi venute poco dietro, noi ci rinovammo la saporita Festa ad ogni Moto del vostro inocchialato Naso. Se lo vidimo raggrinzarsi al passar che fece Pittia~i, nostra buona antica Amica, noi ce la ridemmo! Se lo vidimo torcersi così di soppiatto verso la corteggiata Corisca~i, noi ancora ce la ridemmo! Se noi l’osservammo quasi per Compiacenza, fissarsi sopra il vago Portamento d’Eucosmia~i, noi sempre ce la ridemmo! In somma noi ce la ridemmo ogniqualvolta lo notammo o a contraersi, o a dilatarsi, o a inarcarsi, o ad abbassarsi, o a porsi in fronte, a proffilo, in diretto, a rovescio, in isghembo a misura che passavano o davanti, o da tergo, o dai lati or la tenera Lesbia~i, or la saporita Modisca~i, or la contegnosa Tigrilla~i, or la volubile Zeffiria~i, or la rimarchevole Fantastica~i. Ma dopo che ce la siamo scialata per lunga pezza; ed essendosi addotte molte, e molte Congetture sul vostro essere; e (vi assicuro tutte tutte pacevolissime!) alla fine parvemi di aver fatto un’importante Scoperta intorno al vostro Particolare sull’autorevole Asserzione d’un nostro Amico, il quale parla poco, e misterioso, e vede molto dove gli altri veggon nulla: il quale mi disse all’orecchio, ch’egli credeva di certo, che, come fuvvi già una Donna, detta Diogene, che andavasi cercando un Marito con la Lanterna; così voi andavate cercandovi una Moglie con l’Occhiale. – Se questo è così (siccome credo, che il mio Amico, che sa tutto, mal non si apponga) supposto che abbiate una buona Entrata da metter su un competente Maneggio di Casa, e costituirmi una ragionevole Sovradote, io v’assicuro, che, ogniqualvolta vogliate fissare i vostri Occhiali sul mio Volto, mi sforzerò ad ogni mio potere di non ridere. Intanto mi dichiaro Vostra Umilissima Serva
Letizia Gelasina~i
La mia ridevole Correspondente è stata male informata dal suo Amico, Ser Tuttesalle. E veggo bene da quanto ella scrive, che non iscrupuleggierebbe, con le Condizioni da lei prestabilite, di prendere un Marito, cui facesse mestieri di adoperare gli Occhiali: siccome ve ne furono di quelle, che non fecero caso, se i Mariti loro fossero alquanto duri d’orecchio. – Del resto, per parlare alquanto delle nostre Avventuriere di buono Umore, io non posso negare, che nel giovale, e spiritoso Carattere loro non sia qualche cosa d’invidiabile, e medesimamente di lodevole, ove non si oltrepassino i Limiti della Ragione. Perchè il mirare le Cose dell’umana Vita piuttosto con gli Occhi di Democrito~i, che con quelli di Eraclito~i, se non altro, egli è per lo meno un efficace Rimedio contro i Vapori, la Malinconia, e l’infinita Turba di que’Mali, che derivano d’un’Immaginazione impastata d’atra Bile. Ma oltre al Bene, che si proccura a noi stessi, il Ridicolo, che si sparge sopra i Diffetti altrui, serve d’efficace Stimolo all’Emendazione: ed il Timore d’essere rilevate rattiene molte Stravaganze dal proromper fuori. – Egli è però vero, che il grave abuso, che prevale in simili circostanze rende alquanto un tal Genere, non senza Ragione, Sospetto a’molti. E certamente quando il Motteggio estende il suo Pungiglione più inlà di certe Difformità o nel Gesto, o nella Voce, o nelle Maniere, o negli Abbigliamenti: più inlà di certe Stravaganze, che arguiscono o Inavvertenza, o Indisinvoltura, o un po’ di Leggierzza, o di Affettazione, e somiglianti (cosicchè stringa in qualunque modo le Qualità costruenti l’altrui personale Riputazione) allora esso è da proscriversi, come illiberale, e pernicioso. Nè solo è da usarsi Precauzione intorno al Soggetto del Ridicolo: ma si deve attendere al Modo, alle Persone, al Luogo, al Tempo, alla Reciprocità, ai Limiti: e far qualchevolta Riflesso, quali Conseguenze possa avere un lieve Motto detto così da scherzo.

Metatextualität

Prima di por fine al presente Foglio sono richiesto d’avvertire, che una Persona trovasi in possesso d’interessante MS. contenente (ridotta in Sistema, e Regole) l’Arte tanto di Moda del Motteggiare. Può ognuno con una mediocre Applicazione contrarre il favorito Abito di Motteggiare con Garbo, con Applauso, e con Successo. – Trovansi distinti nelle Rispettive lor Classi i Motteggi di Gelosia, d’Invidia, di Malvolenza, di Vendetta &c. – Ve ne sono per far perdere Riputazione, far romper Contratti, dissolver Promesse di Matrimonio, turbar la Pace tra Marito, e Moglie, distruggere il Favore, scavalcare d’Impiego &c. &c. &c. – Si richiede dai Gentiluomini, e Gentildonne delle Assemblee, Ridotti, Palchetti, Caffé, Librarie, Speziarie, e Pubblici Passeggi a volerne incoraggire la Stampa con una nomerosa Soscrizione.