Zitiervorschlag: Francesco Grassi (Hrsg.): "Num. 3", in: Spettatore piemontese, Vol.1\03 (1786), S. 15-22, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.3605 [aufgerufen am: ].


Ebene 1►

N.o 3.

Zitat/Motto► Chi non ha l’Oro, o ‘l perde
Spenga la Sete sua con un bel Vetro
. ◀Zitat/Motto

29. Maggio 1786.

Ebene 2► Metatextualität► Se del Sogno, che sono per raccontare, non havvi chi sappia far miglior uso di me, tutto il Danno, che seguir ne puote, ridurrassi solamente al guasto d’un po’ di Carta. ◀Metatextualität

Ebene 3► Traum► Allegorie►Pareami esser locato sopra Vetta eminente, donde apriasi ‘l Prospetto verso ogni parte del Terracqueo Globo. Io vedea sorgere dall’estreme Spiaggie dell’Atlantico Mare, (quasi condensate in rifulgenti Nubi) due luminose Polveri: le quali da Vento occidentale incalzate procedevano con maestosa apparenza verso l’Europa. Turba infinita di Mortali lungo il Lido, sovra i Monti, e pe’ Pianè mostravano, all’Atteggiamento delle prostese Mani, ed all’Anzietà del Volto, e degli Sguardi, il grande Interessamento, che prendeano, nell’Arrivo delle aspettate Nubi. Nè m’andò guari a scoprire le Cagione di sì universale Sollecitudine, avendo veduto (nel fissare più attentamente quel [16] folgoreggiante Fenomeno) una maravigliosa Proprietà di tramutarsi immantinente in qualunque Oggetto più possa l’Uomo desiderare. Il moltiforme Piacere era indi pronto a pullulare da mille Germi: L’Autorità, e la Potenza crescea in proporzione della Quantità, ch’altri possedesse, di quel brillante Vapore: anzi un nonsochè di Specioso, come se fosse Spirito, Scienza, Abilità, Genio sembrava scintillar fuori dal fecondo Elemento: ed in somma ogni altra Qualità, ch’indi sua Origine non traesse, appena potea dirsi d’essere da’altri osservata. – Dirigendo il suo Corso verso la Spagna quella gemina Nube, diramavasi quindi in differenti Volumi (qual maggiore, qual minore) verso le varie Regioni d’Europa. Donde alfine per diverse Strade riunitasi ancora, andava con larga Corrente a dileguarsi del tutto nei vastissimi Regni dell’Asia. Degno della più attenta Contemplazione sembravami quel Fenomeno: il quale seguiva ne’Moti suoi le proprie Leggi d’Attrazione, e di Ripulsione secondo l’ultima esattezza. Spesso le due Nubi scambiavansi tra loro; e dove l’una entrava, tosto usciva l’altra: con tale proporzione però, che una sola parte dell’una più delle quindeci parti dell’altra ne facesse [17] in iscambio andar via; e viceversa. Osservando poi con molta attenzione dove maggiore, e continua l’Affluenza era del prezioso Elemento, vidi, (schiettmente succinta in Gonnella) affaccendata Donna, anzi Dea: la quale, gli Omeri alata, e pieno il Grembo di Calcoli, di Piani, e di Dissegni, volteggiava incessantemente dalla Campagna al Porto, ai Telai, al Banco de’Mercadanti, animando ogni cosa d’una Attività incredibile. E questa moltiplicità non mai intermittente di valutabili Moti non solo attraeva il principale Afflusso delle Nubi anzidette; ma, ove alcune Striscie divertissersi sparpagliate altrove, tosto da mille Canali assorbivansi in quella più attuosa Sfera. Ma quello, che ancora più parvemi maraviglioso, si fu, che in quello quasi comune Recettacolo in grande Massa confluendo, ivi inoltre (in Pezzetti di Carta tramutandosi) moltiplicavasi a seguo, che, quasi Mare senza Fondo, non ammetteva Calcolo definitivo. – Distinguendo sempre più gli Oggetti nel Sogno mio, osservai parecchie Comparse, che mostravano di occuparsi particolarmente qual nell’Attraimento, qual nella Distribuzione, e qual nell’Uso della brillante Sostanza. Vidi uno tra gli altri che teneva un Mappamondo [18] in braccio: e molto sollecito nel Sembiante salpar faceva dal Porto allestite Navi per supplire ai Bisogni di Straniere Nazioni col superfluo delle altre. – Ristringendosi un’altro tra’Confini delle Nazionali Provincie, che con Fiumi, Canali, e comode Vie manteneva aperte a vicendevole Comunicazione, del Tragitto delle Produzioni, o delle Manufatture faceva bulicare ogni cosa. – Ma, oltrecchè osservai essere questi due Genj messi unicamente in moto dalla Dea faccendiera da me sopra descritta, notai di più, ch’essi o animavansi, o discoraggiavansi secondo il Sembiante d’una Regal Matrona, che portava scritto in fronte Legislazione: la quale, quando sorrideva, affidava i due Genj in braccio alla più amabile delle Comparse, appellata Libertà. Ed allora io vedeva ad immensi Volumi addensarsi le rilucenti Nubi sovradette intorno al Trono autorevole d’altro candidissimo Genio, le cui parti vitali mi fu detto che consistessero nella sua Illibatezza. E finalmente dal Seno dell’irraggiante Nube uscia nel più giulivo aspetto tal altra Comitiva di così vaghe Sembianze, che si spandea la Gioja per ogni Luogo! – S’io vedessi (diceva a me stesso) tali nobili Genj operare con uguale Energìa in [19] tutte l’Europee Nazioni, dovrebbe la scintillante Nube spandersi ugualmente divisa sopra l’intiero Continente. E tosto, rivolgendo l’occhio da Levante a Ponente, dall’Ostro a Tramontana, parvemi di vedere onde persuadermi del Contrario. – Non eravi Faccendiera Dea presso qualche Nazione; e presso alcun’altra giaceasi pigra e languente. – I due solleciti Genj in alcuni Paesi o non aveano proffittevoli Occupazioni; o rimaneansi intorpiditi dal torvo Aspetto della Legislatrice Matrona. – Dove la Libertà prostesa era, e piagata come poteva il Credito non giacersi estinto di Svenimento? – Alcuni Popoli erano dall’Asprezza del Clima scoraggiti; molti ammolliti erano dalla troppo lussureggiante Fecondità. Quindi è, che sembravami di vedere manifestamente, che scarsissima Porzione del tanto bramato Vapore poteva toccar loro in sorte: e quello, che pur là perveniva, esaurivasi di giorno in girono dalle più industriose Nazioni. – Qual sarebbe il sicuro Modo di mantenersi una Nazione nel costante Possesso di quella Porzion almeno del Sostanziale Elemento, la qual è proporzionata alla Misura dei proprj Prodotti di Natura, o d’Industria? Pareami di pensar così nel mio Sogno, quando m’apparve [20] Uom grave con breve Tabella in mano. – Lascia, o seguita (mi diss’egli) i più speciosi Sistemi. Parlami di Nazione, che traffichi Cento, o Centomila Millioni! Il Discioglimento del Problema, che cerchi, sarà sempre questo, che ti addita la mia Tabella. È l’Uscita (nell’Operazione del Nazionale Commercio) maggiore dell’Entrata? Tu vedrai la luminosa Nube crescersi folgoreggiando sopra l’Orizzonte. Sarà l’Entrata maggiore dell’Uscita? Tu la vedrai viceversa dileguarsi a poco a poco dagli occhi tuoi. – Ma il Mezzo di moderare la difficile Bilancia! (parvemi d’aver io allora soggiunto). – Il buon Vecchio non fece altro che additarmi nel Rovescio della sua Tabella alcuni importanti Articoli calcolati sopra sodi Principj: tra’quali ricordomi de’seguenti. – Uso, ed Aumento di PopolazioneMassimo Prodotto d’AgricolturaRisparmio di Straniere Manufatture di Necessità nell’Incoraggiamento delle NazionaliProdotto di Mandopera sul Forestiere nelle proprie Materie prime lavorateRisparmio sopra gli Oggetti di Lusso dal Forestiere introdotti – Questi, e molt’altri Articoli faceano traboccare la Lance Attiva del Nazionale Commercio: ed una Voce gridando, Unico mezzo di tener l’oro che fugge, tanto m’intronò l’orecchio, che mi svegliai. ◀Allegorie ◀Traum ◀Ebene 3

[21] Di qualunque cagione nasca quel Pizzicore, che solletica ognuno a raccontare i proprj Sogni, confesso ingenuamente aver tanto sopra me prevaluto, che forza mi fu d’alleggerirmi del mio col raccontarlo. E per Ridicolo, ch’altri sovente ne divenga agli occhi della Brigata, quanto a me così poco trovomi pentito del Fatto, che sono per soggiungere inoltre alcune poche Idee, che più vivamente impresse nella Fantasia lasciommi il Sogno nel dipartirsi – Ebene 3► Traum► Mi sovvenne allo svegliarmi, che lo sperimentato Vecchio avea nome Calcolo; ed era il Titolo del suo Zibaldone Libro d’Oro: i cui Ripartimenti porto ancor sì fitti nell’Immaginazione, che avviso tuttora pur di vederli – Scritto avea in fronte quel libro con Lettere Majuscole Prodotti. A Destra, ed a Sinistra formavano le Divisioni prime i duplici Membretti di Natura, e d’Industria. E siccome sotto il Membretto a Destra classificavansi tra largo Spazio in Triplice Ordine i generalissimi Capi Minerale, Vegetabile, Animale: così a Sinistra le addensate Suddivisioni si diramavano corrispondenti a ciascuno dei suddetti Capi – Rispondevano per Esempio sulla Linea Minerale nella Colonna dell’Industria le Partizioni delle Arti Vasellaie, Plastiche, Fucinali, [22] Fabrili, Metallurgiche, Orificine, Lapidarie: le quali generali Divisioni anch’esse simplificavansi pure fino negli ultimi Spartimenti. Intendasi lo stesso dei due altri generalissimi Capi Vegetabile, ed Animale di modo che a tutte le Esercenti Professioni suddivise nelle Subalterne lor Classi stava annesso il proprio marginale Provvento – Ora ciò, che faceva per la soluzione del Quesito nel Sogno, si è, che allato alla netta Annua Valutazione dei differenti Prodotti raccolti in una somma stava per contro (quasi in ostensivo Confronto) l’Annua Consumazione interna altresì nettamente calcolata Quindi è che il Residuo nella facile Sottrazione (se dei Prodotti) mostrava la Quantità dell’Oro Intrante; (se della Consumazione) la Quantità mostrava dell’Oro Fuggente: ovvero risultavane la Parità dell’uguale Bilancio. – Questo Libro (sovviemmi ancora d’aver inteso il Vecchio a dirmi) appellasi d’Oro, perchè ne fissa l’Affluenza potrei altresì chiamarlo Specchio Politico, perchè una Nazione vi si vede tutta intiera. ◀Traum ◀Ebene 3 ◀Ebene 2

Torino presso G. M. Briolostamp. e lib. Della r. Accad. delle scienzecon permissione.