Zitiervorschlag: Antonio Piazza (Hrsg.): "Num. 76", in: Gazzetta urbana veneta, Vol.3\076 (1789), S. 601-608, ediert in: Ertler, Klaus-Dieter / Dickhaut, Kirsten / Fuchs, Alexandra (Hrsg.): Die "Spectators" im internationalen Kontext. Digitale Edition, Graz 2011- . hdl.handle.net/11471/513.20.2397 [aufgerufen am: ].


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Num 76.

Mercordì 23 Settembre 1789.

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Notizie di Brescia in due Lettere de’17. corrente.

Nella giornata de’14. non fu eseguita la corsa de’barbari i a cagione della pioggia fu differita al dì susseguente nel quale ebbe effetto con moltissima magnificenza, sì per lo sfarzo delle carrozze, che per l’eleganza e ricchezza degli abiti della primaria Nobiltà, secondata proporzionatamente dagli altri ordini inferiori di persone. Il primo Premio l’ottenne il barbero di certo postiglione Brasino, il secondo quello della nobille Famiglia Bergnani, il terzo quello della Casa Fisogni. La notte de’16 si son chiuse coll’ultima le Recite a Teatro illuminato a giorno tanto per l’Opera, che per la Cavalchina.

L’ingegnoso Caffettiere Mostacchina volle anche nell’occasione della predetta Corsa dare un nuovo saggio del suo buon gusto, e della sua liberalità, avendo eretto accanto alla sua bottega un palco a proprie spese elegantemente fornito ove ammise gratis, per quanto dicesi, i suoi Avventori. Questo nome è or’ora sì celebre nella Gazzetta Urbana quanto è quello di Necker ne’Fogli politici. Se questi, a guisa dell epica tromba estendono la fama degli Eroi, il nostro, che alle mediocrità famigliari, è per lo più circoscritto, ricusare non deve di far onore al genio ovunque lo trovi, e il gran Mostacchina n’è provveduto abbastanza ond’esser degno di memoria.

Nella mattina de’17. fu uccisa con due coltellate dal proprio marito una Cameriera della nobil Casa Monti. Il reo si trova nelle forze della Giustizia.

Tanto contiensi nella prima Lettera, in cui è aggiunto soltanto, che nel precedente dì de’16. era seguita una Corsa di Lacchè fanciulli nella Contrada del Gambero.

Nella seconda Lettera raffermasi il prenarrato delitto. Dicesi che il reo, è d’età matura, e che fu da lui ammazata sua moglie con una coltellata nel petto al momento, che usciva dalla Chiesa di S. Alessandro ove aveva udita la Messa, per restituirsi all’abitazione de’suoi Padroni. Tentò la fuga dalla Città per un fosso acquoso, ma trovando degl’inciampi ha dovuto proccurarsi lo scampo per la Porta di S. Nazario ove le Guardie messe in sospetto dal vederlo intriso di sangue, e lordo di fango, l’hanno arrestato, e fu [602] poi condotto alle carceri. Era unito in matrimonio da 22. anni con quella femmina sciagurata.

Tutti e due gli scrittori di queste Lettere s’accordano nell’assegnare i motivi del di lui disperato furore: e se non osano di giustificarlo, almeno discendono a compiangerlo per l’avversità che lo trasportò all’abbominevole eccesso. Risulterà dal Processo, il vero, o il falso delle accennate cagioni, in pendenza del quale ci consiglia la prudenza a non manifestarle. Possiamo ben dire generalizzando il riflesso, e nulla appropriando al misfatto descritto, che la pervicacia, la crudeltà di certe donne (e Dio volesse che non fosser moltissime) ha sempre ridotto, e riduce degli uomini all’acciecamento della disperazione. Senza la malvagità delle loro persecuzioni quanti delitti di meno! e quante vite, ch’hanno insanguinato i patiboli, o spirate sarebbero sul loro letto di morte, o esisterebbero ancora!

Notizie di Bergamo comprese in due Lettere de’16. corrente.

Dall’orrore del riportato funestissimo avvenimento, ora passiamo alla festosa serenità d’un giorno, che segnalò la splendida grandezza dell’Eccellentissimo Sig. Conte Giov. Widmann. Sempre care ci sono le relazioni onorevoli a chi degnamente rappresenta nelle soggette Provincie la potestà di questo Governo; ma qualora esse appartengono a quei che ci degnano dell’umanissima lor protezione, e che conosciamo per pratica meritevoli d’alti elogj, allora la consolazione empie tutto il nostro cuore, e la penna ministra di grati uffizj non sente nel lavoro fatica alcuna. Protestiamo però che, nel caso presente, la nostra riconoscenza, la nostra stima non aggiungerà nulla alle descrizioni inviateci, fedeli come in qualunque altra occasione agli originali che le contengono.

Essendo giunto il prenominato Eccellentissimo Soggetto presso il termine del glorioso suo Reggimento, volle nel p. p. giorno de’15. dare alle Dame, ed a’Cavalieri di quella Città un nuovo attestato del suo affetto con un lautissimo pranzo, a cui gl’Invitati erano in numero di 120. ma essendosene dispensati alcuni, gl’intervenuti rimasero cento. Ottanta ne capiva la prima tavola posta nel salone, mercè la destrezza ed abilità del direttore, attesochè ordinariamente per la sua ristrettezza non si faceva servire in passato che per 60. persone. Un’altra tavola di 20. era apparecchiata in una camera nobile contigua alla Sala. Furono ambedue servite con egual ordine. I preparativi sarebbero stati sufficienti per 150. Di fatti il desiderio di S. E. s’estese al ricevimento di tutta la Nobiltà, con un generale invito. Tutto ciò che può darsi di più raro in grasso, e magro, e di raffinato nell’arte della cucina, di scelto nella qualità delle bottiglie, di squisito ne’rinfreschi, tutto concorse a rendere veramente principesco quel trattamento. L’armonia musicale diffusa da’primi Professori di strumenti d’arco, e da fiato, divisi in due Orchestre, alettavan l’udito mentre la vista pascevasi negli eleganti oggetti ond’era fregiata la gran tavola. Il parterre della medesima poteva dirsi un capo d’opera. Sorgeva nel mezzo un monte a verde dalla sommità del quale scaturiva una fonte che col mezzo di vario pinti uccelli zampillava graziosamente ad esso d’intorno. Ne’quattro angoli eranvi altrettanti ben costruiti ordigni, che nel corso del pranzo gettarono quattro diversi componimenti poetici in piccola fina carta, e di nitida impressione. Alludevan essi alla gioja d’un sì bel giorno, e al rincrescimento di S. E. e della nobilissima sua Famiglia per l’im-[603]minente separazione di essa da quell’amata Città e Provincia. Il tutto riuscì con pienissima soddisfazione di quel generoso Rettore, e di tutti quei che godettero delle sue grazie. Così nella prima Lettera.

Nella seconda ratificasi quanto s’è riferito, e che i convitati erano quasi cento tra Dame, Cavalieri, e Uffiziali. Riportiamo, come significante, l’ultimo suo paragrafo.

Noi saremo eternamente grati alle gentilissime espressioni contenute ne’graziosi Componimenti; ma molto più rimarranno scolpite nella nostra mente le sublimi virtù di S. E. Tra queste spiccavano maggiormente l’invitta pazienza nel dare ascolto a tutti, e in tutte le ore: la sua incorrotta giustizia: la liberalità verso i poveri: la splendidezza e magnificenza nel suo nobile trattamento: l’assidua premura per rendere la nostra Fiera sempre più magnifica: e finalmente l’impegno di far risorgere questo nostro Mercato il quale era in decadenza.

Metatextualität► Gli accennati Componimenti sono: un semplice Madrigale in cui la N. D. Elisabetta Widmann parla alle Dame ed a’Cavalieri di quella Città, un elegante ed affettuoso Sonetto del giovinetto suo Figlio, e un altro Madrigale dell’Eccellentissimo Rappresentante suo Marito, e la seguente Cantata intitolata Il Genio Cortese. ◀Metatextualität

Ebene 3► Adria mi chiama: al tenero cor mio

Sallo il Ciel quanto costa,

Dolce schiera d’amici, il dirvi addio!

Meco ai materni liti

Di voi la parte porterò migliore,

I bei costumi, il core, e l’indol saggia

Docile all’aurea legge,

Onde d’Adria per me la regal Donna

Vi fa beati, e regge.

Se fui cortese, almeno

Di questi colli in seno,

Questa resti di me parte gradita,

Cambio, e compenso nella mia partita.

Delle fumose immagini

Nò lo splendor non curo:

I bronzi, e i marmi furo

Vani del fasto onor:

Assai vivrò superstite

Qui sulla Brennia riva,

Sol che il mio nome scriva

Nelle bell’alme amor. ◀Ebene 3

Terminazione degl’Illustrissimi, ed Eccellentissimi Signori Sopra Provveditori, e Provveditori alla Sanità.

Vigile sempre questo Eccellentissimo Magistrato nell’esercizio delle peculiari ispezioni tendenti alla preservazione della comun salute, non potè senza sua commozione rilevare gl’intollerabili abusi, e disordini introdottisi nel genere della China China, prezioso Specifico della natura; per il che devenne Magistralmente alla Visita dei luoghi di sicura scoperta del genere stesso.

Necessario però essendo di estendere le provvidenze anche a quella porzione forse esistente in altri luoghi non manifestati, trovano della Loro maturità, e giustizia gl’Illustrissimi, ed Eccellentissimi Signori Sopra Provveditori, e Provveditori alla Sanità di far pubblicamente intendere, e sapere.

Che non vi sia alcun Mercadante, Droghiere, Speciale, o altro qualunque Possessore di China China, che ardisca dopo la pubblicazione del presente Proclama di nascondere alla vigile atenzione del Magistrato qualunque quantità o qualità della medesima esistente presso di lui, o ne’respettivi Magazzini, e Negozj, dovendo ogni uno entro il periodo di giorni tre, darla esattamente in nota al Fedel Nodaro di questo Magistrato per gli opportuni esami, e confronti.

Passato il periodo di detto tempo, sarà incoato il più rigoroso Processo d’Inquisizione, onde scoprire tutti quelli che mancato avessero della dovuta obbedienza alla precisa volontà del Ma-[604]gistrato stesso in argomento così interessante; il qual Processo sarà sempre aperto, e castigati irremissibilmente li colpevoli a tenor delle Leggi nel proposito.

Qualunque Delatore in tale materia, ritrovata da questo Magistrato veridica la sua relazione, e scoperti li Rei, oltre di esser tenuto secreto, conseguirà ancora il premio di Duc. 100 dei Beni del Reo, o dalla Cassa del Magistrato.

Sarà il presente stampato, e pubblicato ad universal notizia, e sua immancabile esecuzione; Et sic &c.

Data dal Magistrato Eccellentissimo alla Sanità di Venezia li 21. Settembre 1789.

In Senato. 19. cor.

2. Prov. sopra Beccherie. m. 24.

s. Diod. Bembo, s. Seb. Corner.

Ambasciator a Roma.

s. Ant. Capello pr. . che finisce l’Ambasciata di Francia.

Ha termin. s. Pietro Donà Kav. qu. Ant.

20. Detto. In M. C.

al Magistrato del Sindico.

s. Vic. Bembo qu. Nic.

F. s. Is. Michiel 4to.

Prov. al Cotimo d’Alessandria.

s. Z. Antonio Zorzi qu. Pietro.

F. s. Pietro Ant. Balbi.

6. del Cons. di Pregadi.

s. Bernado Memmo del Cons. di X.

s. Sebastian Zen del Cons. di X.

s. Zuanne Molin qu. M. Bert.

s. Ant. Vendramin qu. Franc.

s. Annib. Gambara q. C. Ant.

s. Paolo Ant. Crotta qu. Fil.

2. del Cons. di X.

s. Z. Bat. Contarini.

s. Gir. Ascanio Molin.

21. Detto.

Conte e Capit. in Arbe. m. 32.

s. Val. Dolfin qu. Innocente.

F. s. Marc’Antonio Corner qu. Ulisse.

Pod. e Capit. a Este. m. 16.

s. Ger. Sagredo qu. Z. Franc.

Fin. s. Santo Nosadini.

Pod. e Cap. a Rovigo. m. 16.

s. Zuanne Riva qu. Ant.

Luogo di s. Z. Antonio Riva. ✠

Castellan a Monfalcon. m. 32.

s. Gir. M. Barozzi qu. Pietro.

Fin. s. Fabio Bonlini di s. Crist.

Pagat. alla Cam. dell’Armamento.

s. Marin Badoer qu. Z. Ant.

Fin. s. Girol. Bragadin qu. Franc.

Offiz. alla Giustizia Vecchia.

s. Annib. Zolio qu. Gir.

Fin. s. Ant. Donà qu. Vic.

6. del Cons. di Pregadi.

s. Ang. M. Gabriel qu. Marchiò.

s. Carlo Valmarana qu. Trif.

s. Franc. Angaran qu. Carlo.

s. Zuanne Falier qu. Franc.

s. Giac. Angaran qu. Ottavian.

s. Pietro Civran qu. Ben. 2do.

Sabbato pros. passato fu stabilita con Decreto dell’Eccell. Senato la deliberazione del Dazio Grassa nell’Eccell. Collegio per li 2. del pros. vent. Ottobre.

Sabbato pros. vent. saranno dall’Eccellentissimo Collegio eletti cinque Sergenti delle Ordinanze.

Avviso.

“Essendosi sospesa nel mese di Luglio ultimo scorso la vendita del Libro contenente la Vita, gli Amori, e le Lettere d’Abegliardo, e d’Eloisa, tradotto dal Sig. Andrea Metrà, Cittadino Torinese, e ciò a motivo della partenza da questa Dominante del suddetto Traduttore, e proprietario di detto Libro; in oggi però, che il medesimo si è in questa Capitale restituito si avvisa li Signori dilettanti che seguiterà a vendersi il Libro medesimo in due tomi diviso, [605] ed in 8vo grande al solito prezzo di Lire 4: Venete al Negozio di Giacomo Storti a San Bartolommeo, e presso Giuseppe Rosa Stampatore a S. Catterina, fermi sempre rimanendo li ricapiti dal detto signor Metrà al Caffè della Fortuna, ed a quello della Pace a San Marco, per maggior comodo delli Signori Dilettanti medesimi.”

Risposta al Quesito raccomandato al n. 75 dell Urbana Gazzetta Veneta.

“Un foglio Politico, il quale ricusi di ammettere una musicale notizia ed esibisca una camera d’affittare od una serva da bassi uffizj, è ingiusto nel primo caso col pubblico: nel secondo fa grave torto alla sua dignità.

Per escludere con ragione una musicale notizia conviene, ch’ei provi non esser ella interessante per il pubblico od utile come l’appartamento, o la serva. Non provandolo diviene ingiusto, poichè non v’è ragione d’escludere la prima, ed ammettere le seconde notizie.

Nel secondo caso poi non è assolutamente dicevole, che ove si tratta di Gabinetti, di prede, di morti e feriti, di ec. ec. ec. si parli d’una Guattera di Cucina. Oibò! oibò! La dignità del Foglio Poltico è offesa e deturpata sicuramente.”

Ebene 3► Brief/Leserbrief► Signor Gazzettiere.

Non sono vostro Associato, ma posso esserlo, e facilmente alloraquando la vostra Gazzetta contenga qualche Articolo Medico, che Voi disperate di poter avere. Nemmeno son Medico, e solo mi diletto di leggere qualche Libro di Medicina, e porto rispetto ai Medici anche fuori di necessità: e alla per fine non sono, come Voi, persuaso che non abbiate giammai a pubblicare col vostro Foglio qualche notizia utile alla salute, se essa non sia promossa da una vergognosa contesa, o da un’odio deciso in fra Medici.

Scusatemi, se non posso accordarmi alla vostra opinione, e se ugualmente che Voi colpito dal desiderio di giovare, mi piace di farvi riflettere lo scapito che procurate alle nostre intenzioni colla sinistra persuasione in cui siete intorno la Medica carità, e che chiaramente appalesate nella vostra Gazzetta 12 corrente p. 582. In questa nominando un tale, che è travagliato di polmonea, e domanda col mezzo del vostro Foglio qualche insegnamento alla sua malattia, pensaste di poter rispondergli: che sarà difficile che alcuno per zelo del pubblico bene voglia prendersi questo incomodo, e del pari ben fatto vi parve di suggerire il Bindolo per la polmonea, traducendo un’Articolo del Giornale di Gotha, che forse è una traduzione dell’operetta del Signor Smith, il quale prescrive il Bindolo nella tisichezza. Qui a buon conto, faceste due mali; uno di volutà, attribuendo a’Medici il carattere d’inumani; l’altro d’ignoranza di Materia, confondendo la Polmonia colla Tisi: la causa di questi mali è una trista prevenzione, indegna del vostro discernimento, e del vostro buon gusto.

Caro amico, se volete dei buoni articoli di Medicina da introdurre nel vostro Giornale, i quali giovino a Voi ed alla salute degli uomini, v’insegnerò io il modo per ottenerli tali.

In codesta (che così credo) vostra Patria si sta formando una Medica Accademia di scelte e dotte persone, nella quale per l’oggetto importantissimo del Pubblico Bene, vorressimo sentire aggregati ancora alcuni de’più studiosi giovani Medici. Questi, come ognun sa, hanno il tempo necessario da spendere assiduamente parte in poche ed istruttive osservazioni, e parte nel fa-[606]re i sommarj e gli estratti de’buoni Libri Medici antichi e recenti. Questi ponno erudire i vecchi Medici, occupati nella Clinica, di nuove notizie interessanti, e avere da loro in ricambio dei precetti pratici, e delle teorie e delle erudizioni de’tempi passati, degne di quel confronto che ravvicina l’intelletto alla verità ed arricchisce la Scienza.

Stabilita in Venezia questa Accademia, ecco dall’una parte e dall’altra concorrere al Gazzettiere dei Quesiti Medici, ch’Egli potrà consultare con qualcuno degli Accademici innanzi di esporli al pubblico ne’veri termini dell’Arte, e nelle vere forme da renderli intelligibili; ed ecco per conseguenza da tutte le parti un numero copioso di zelanti dell’umana sanità a presentargli i loro scritti, che da Lui prodotti all’Accademia stessa, gli additerà Ella i veramente utili, buoni, e degni della pubblica luce.

Chi così vi scrive ama Voi, ed i vostri talenti, e gusta nel suo poco le grazie, e le robustezze eleganti del vostro stile, voi direte, senza la spesa dell’annuo zecchino o più, ed è vero; ma quel che fu non sarà, e lo vedrete presto.

Padova 20 Settembre 1789.

A questa Lettera risponderà il Gazzettiere nel Folgio venturo.

L’Eccellentis. Magistrato alla Sanità fece jeri pubblicamente dinanzi al sito delle sue Riduzioni distruggere da due fuochi accesi nelli due spazj chiusi da bassi muri che si estendono a’lati della riva, una quantità di China-China ricuperata da un naufragio e giacente da non poco tempo nella Dogana.

Comparve pure in tal giorno un Proclama del Mag. medesimo in materia de’Questuanti, ed uno degli Eccellentissimi Sig. Rev. e Regol. Sopra Dazj. Di queste due Carte Pubbliche daremo nel venturo Foglio di Sabbato una qualche essenziale idea per li Signori Assocciati di Terraferma.

Il concorso pienissimo, e l’universal applauso ratificato nella scorsa domenica all’Oratorio l’Abigail corona il merito del Sig. M. Favi. Ritornò ad onorarlo del suo ascoltamento S. E. il Sig. Conte Potocki, che intervenendo a tutte le pubbliche funzioni, ed a’più degni trattenimenti, dimostra la nobiltà del suo genio, e la sua inclinazione alle Bell’Arti. Fu a godere nella pas. Settimana della splendida Conversazione di S. E. la N. D. Kav. Loredan Mocenigo nel di Lei palazzo a S. Stefano, e domenica di quella di S. E. la N. D. Cecilia Zen Tron. La funesta notizia da lui avuta della morte della Contessa sua Moglie fu cagione, ch’ei non godesse l’altr’jeri d’una nuova comica Rappresentazione di S. E. Pepoli all’Accademia de’Rinnovati, ove oltre al piacere della Recita si ebbe il soave trattenimento del canto rapitore de’cuori dell’inarrivabile Dama Venier. V’intervennero alcuni Nobili del suo seguito.

Bastim. arrivati. 28. Agosto.

Piel. P. Luigi Vianello da Corfù con Oglio alli Sig. David Maurogonato Cai 2. Jacob Mulli 10. C. G. Dom. Rusteghello 15. Leon Todesco 8. Menach. Vivante 15. Bart. Rizzotti 11. Stef. Critti 6. Em. Jacur 2. Ang. Papadopoli 16. Malta e Semo 15. Ben. Ciatto 4. Giov. Frangullo 7. Port. car. 5.

29. Pol. Cap. Cost. Barone da Genova. Alli Sig. Pietro Lovisello Manna cas. 4. Leguo Camp. pez. 5865. Frat. Svajer pez. 1989. Ant. Duodo pez. 1981. Legno Verzin pez. 192. Gio. Barbaria Terra Manganese Cant. 200. Giam. Guizzeti Cocchini fardi 24. Gius. Vaghner Stampe cas. 1. Port. Sciroppo cas. 1. scat. da tabacco 27. Fiori scat. 1.

31. Pinco Cap. Franc. Caffiero da Trapani e Terra Nuova. Alli Sig. Angeloni e Ghe-[607]no Sale salme 200. Franc. Ghero Cenere cant. 961.

3. Settembre. Nave C. Giov. Tiozzo da Marsiglia. Ali Sig. Gius. Treves zuc. verzin Bot. 100. Mascabà 25. Gius. Carminati Cassia Bot. 3. zuc. Bot. 8. Verderame Bot. 1. Ant. Buratti zuc. Bot. 8. Verderame Bot. 1. Ant. Buratti zuc. Bot. 81. Ant. Duodo bot. 16. Franc. Nado bot. 12. Caccao bot. 2. Eman. Costa zuc. bot. 8. Giam. Guizzetti bot. 6. Cassia bot. 8. Simon Occhi Libri Balle 1. Lor. Baseggio detti Bal. 1. Giam. Ruberti forbici da dito, spironi di ferro, e coltelli cas. 1. Gir. Ippoliti vin cas. 2. e fesci 3. Sciroppi, liquori, e acque odorifere cas. 9. Oglio fesci 3. Frat. C. C. Revedin Legno S. marta pez. 252. Pietro Lovisello Ter. oriana bar. 4. del Cap. Acciughe bariletti 40. Vin di Malaga bar. 13. Vino cas. 33. e 14. ceste. Sugo di Limon bot. 1. Oglio bar. 2. frutti scat. 1. a chi presenterà zuc. bot. 37. Cassia bot. 12. vino cas. 3. Verderame bot. 4 Olive e capari cassette i per transito. Port. stuojoli n. 95.

5. Nave C. Gius. Rosa da Costantinopoli e Salonicchi. Alli Sig. Riesch e Waghner Lana Bal. 4. Cuoj salati 510. Pietro F. Lubencovich detti 492. Cogome da Caffè bar. 1. e bariletti 1. Franc. Giaxich Bosso pez. 354. Giov. Lazzaro cera gialla bar. 16. Marco Malta cuoj salati 852. Droghe bot. 1. e cassette 2. Gotton Bal. 40. Abram V. Angeli 160. Gius. Treves 146. Pietro Cappellis 55. Giov. Heinzelmann 117. e balloti 70. Moisè D. Sarsati 50. Gir. hau 20. C. Dom. Serioli 44. e 150. di tab. Caradà. Franc. Rubelli 20. Isac Leon Mortera 30. e Panno di ritorno Ballotti 1. Spir. colovò filati rossi Ballotti 10. Cristo Zuanne Vitriol di Cipro Bar. 9. Rech e Laminitz Lana Bal. 23. Port. Tele, Borghi, Mussoline e Fazzoletti balloti 1.

Pol. C. Gius. Caffiero di Trapano. Alli Sig. Angeloni e Gheno Sale salme 216. Val. Comello sughero cant. 100.

Pol. C. Giov. Patuzzo da Trapano. Alli Sig. Angeloni e Gheno Sale salme 400. Port. pasteri di bue 400. acciughe bar. 9.

Pinco Cap. Santo Cordiviola da Massa Carrara. Al Sig. Greg. Mollaiter Marmi pezzi e pezzetti 45. Port. Caccao sac. 47. China cas. 2. stuojuoli d’erba 200. Acciughe bar. 7. Tela tagli 4. Sciroppo cas. 1. Scat. di legno cestelle 1. Fazzoletti fagottini 1. Dolci scat. 8. Saponette cassette 3. Miel di Spagna Giarette 18. Tabacco di transito lib. 100

9. Chec. C. Gius. Bassich da Silidonia. Al Sig. C. Luca Ivanovich Valonia Cant. 3375. e rot. 58.

Bergantin C. Gugl. Stone da Londra. Alli Sig. Fed. Zinelli piombo pez. 200. Legno Brasiletto partite 1. Pevere garofolato bar. 4. Pipe cas. 15. Retrigerio bar. 20 Nic. C. Bianchini detto bar. 20. Riesch e Waghner bar. 10. Pev. bal. 10. Stagno bar. 4. Franc. Cobres piombo pez. 100. Lod. Grassi pez. 200. Sim. Carminati 100: Gir. Manfrin Pipe cas. 50. Cor. Martens bud. salati bar. 15. Gir. Gelmi Chincaglie cas. 1. Ant. Buratti Endego bar. 3. Alv. Brighenti ferram. lav. bar. 1. Franc. Calvi cas. 1. Terraglie coffe 1. Gius. Treves Endego d’America bar 4. Giov. Vanautgardem merci di bombace cassette 1. A chi presenterà Terraglie coffe 3.

Checchia C. Dom. Nordio da Salonicchi e Trieste. Al Sig. Manfrin Tabacco comune Bal. 83. Caradà 1600. Gingè 81. Grazie Borghi pez. 57. Bottane pez. 87.

Pol. C. Marco Lazzari dal Zante Alli Sig. Giov. Domeneghini Oglio Cai 69. Paolo Lazzari 3. Gius. Reali Uva passa fag. 17. Port. Oglio cai 13.

Pol. G. Vic. Caccace da Trapani. Alli Sig. Angeloni e Gheno sale salme 272.

10. Piel P. Nic. Marsich da S. Maora.

Al Mag. Ecc. Sale mog. 135.

Croveta C. Franc. Albanese da Livorno e Genova. Alli Sig. Ant. Roga Aringhe bianche bar. 100. Sam. Moravia Verderame bot. 1. And. Supera vestiti usati cas. 1. Gius. Reali China cas. 8. Ipoquacana Sacchetti 1. Sim. Carminati Cassia fusti 2. e bar. 2. Pilatro bar. 1. China cas. 1. Ipoquacana sacchetti 1. Droghe barilotti 1. Gialappa tarlata Fardi 19. Seb. Centazzi china cas. 1 Paolo Corinovis Thè cas. 2. Droghe colli 1. e fardi 3. Sale catantica bar. 1. Gialappa fardi 1. cassia bar. 2. Pietro Piccoli detta bot. 6. e fusti 2. Pilatro bar. 1. China cas. 1. Giac. Pezzi detta cas. 2. Cassia bot. 2. Fincranz e Mayr china cas. 2. Ant. Duodo tele cassette 1. Acciughe salate bar. 1. Legno Camp. pez. 1055. Oglio bar. 1. Gius. Plebani Caccao sac. 24. Cassia cas. 4. Cocchini fardi 4. Pev. garofolato fusti 2. Marco Tonolo cassia fasti 1. Foresti e Bettinelli Libri balloti 1. Giamb. Passalacqua Gialappa tarlata fardi 6. Gaet. Poli China cassette 1. panno cassette 1. Giov. Heinzelmann Pepe bal. 5. Frat. C.C. Revedin Caccao sac. 48. Don Clemente di Campos tabacco pacchetti 1. Gir. Manfrin detto pacchetti 1. Cristof. Martini detto pacchetti 1. A chi presenterà Aringhe bianche bar. 160. Caviale bot. 2. Salnitro bar. 115.

[608] Legno della nuova selva colli 2. Cassia fusti 9. Mandole bot. 2. Alume fusti 7. Legno Camp. pez. 552. Merci Cassette 1. Pev. garofolato fusti 1. Cocchini col. 7. Cannella cocchina fardi 31. Caffè Fardi 6.

11. Piel. Nic. Verona da Corfù con Oglio alli Sig. Menach. Vivante cai 68. Marco Verona 12. Jacop Mulli 10. Ang. Papadopoli 6. Stef. Critti 5. Port. carat. 7.

L’altr’jeri alle ore 23. s’è radunata nella Sala Accademica de’Nob. Filarmonici alle Procuratie Nuove, la Nob. Società che fu proprietaria del Teatro a S. Benedetto, gl’Individui della quale erano al n. di 78. Furono proposte e prese le seguenti Parti con ampla pluralità di voti.

Prima. Confermativa della precedente del p. p. Decembre sulla facoltà accordata alla Presidenza d’acquistare il corpo di stabili della Scuola Grande di S. Rocco con altre Case che occorressero all’erez. del nuovo Teatro.

Seconda. Nuova facoltà alla Presid. medesima di fare altri acquisti di Case contigue per le adiacenze, comodi, ed accessorie magnignificenze (sic.) del Teatro sino alla summa di duc. 42. m. comprese le spese dipendenti da’contratti.

Terza. Ogni proprietario dovrà sborsare tre quarti c. del valore d’ogni palco calcolato sul primo acquisto allorch’era padrone del Teatro a S. Benedetto il N. H. Michiel Grimani, e sulla metà del prezzo stesso sborsato al caso della rifabbrica per l’incendio, P. E. chi allora aveva azione su un palco, che costato gli avesse m. Duc. ha dovuto contribuirne 500. per la riedificazione onde serbarsi sopr’esso il diritto. Con questo ragguaglio sono tenuti tutti li Socj al pagamento d’un 75. per cento c. sulla semplice, o moltiplicata loro azione da farsi in 3. tempi cioè ne’mesi p. v. di Nov. Febr., e Mag. È da considerare che in questo calcolo oltre il valor primitivo computare si deve la sua metà per la prima rifabbrica, e la metà di questa metà, per la futura riedificazione cosicchè un palco che acquistato dal N. U. Grimani costò m. Duc. ora valutare si deve 1750.

Comprenderà l’interno di questo nuovo Teatro magnifico 16. palchi di più di quello a S. Benedetto, e sara 8. piedi più lungo di quello a S. Gio: Gristomo, e 9. passi più vicino alla Piazza di quello a S. Moisè. Sarà quanto prima inciso in rame il piano di tutti gli acquisti destinato ad una tal fabbrica, onde siano spedite copie ne’più colti Paesi ed offerto il premio a chi manderà il migliore Disegno. Si cacola la spesa a 2. cento m. Duc. C.

Da vendere.

Un Carrozzino nuovo, galante, vernicato, di esatta proporzione nelle parti di sua construzione, posto su due stanghe di ferro con fuste a la Polignac, che unisce al pregio della forza quello della leggerezza onde non esige al tiro che due cavalli.

Chi applicasse all’acquisto si porti dal carrajo Sartori alla Porta di S. Tommaso in Treviso, che lo vedrà.

Avvertesi, che non potra essere perfettamente compito prima della metà del prossimo venturo Ottobre.

Prezzi degli Ogli.

Di Corfù a Duc. 137.

Di Zante a Duc. 130.

Mosti a Duc. 128.

Morti.

s. Antonio da Riva qu. Zuanne della Contrada di S. Aponal nato a’2. Marzo 1736. era in attualità del Reggimento di Rovigo, a cui i voti del M. C. diedero in successore il di lui Figlio s. Zuanne, come s’è veduto alla data de’21.

Il M. R. Sig. D. Arcangelo Poletti ex Can. di S. Salvatore. ◀Ebene 2 ◀Ebene 1